Vasil Tolevski è considerato uno dei più importanti aforisti macedoni. Nato a Budapest nel 1956 (l'anno della rivoluzione ungherese), dal 1961 vive a Skopje, capitale della Macedonia. E' laureato in Ingegneria meccanica e lavora come ingegnere meccanico. Nella sua carriera è stato allenatore della squadra "Кometaji" nel campionato di pallamano europea  e allenatore della squadra giovanile di pallamano della Macedonia. Politicamente attivo nel contesto locale (ospite regolare di trasmissioni tv e radio), è stato anche sindaco. Scrive aforismi, testi umoristici e teatrali ed è anche  disegnatore di testi satirici.

[caption id="attachment_2802" align="aligncenter" width="200"] Vasil Tolevski (foto per gentile concessione dell'autore)[/caption]

Come aforista non solo ha pubblicato numerose raccolte aforistiche, ma è anche autore di una antologia dell'aforisma macedone e soprattutto della monumentale antologia Antologija balkanskog aforizma I e II (Alma, Beograd, 2008) che raccoglie - in centinaia e centinaia di pagine - i principali aforisti dei diversi paesi della frastagliata area dei Balcani.

Vasil Tolevski ha vinto numerosi premi letterari tra cui il prestigioso "Radoje Domanovic" nel 2007 e il "Dragisa Kashikovikj" (2008) per la migliore antologia dei Balcani. E' redattore capo della rivista mensile di umorismo e satira "Македонски остен". E' membro di diversi giornali e riviste satiriche ed è anche membro del Circolo Aforistico di Belgrado.

Proprio due mesi fa avevo scritto un articolo sulla scrittura aforistica di Marcella Tarozzi Goldsmith, docente di filosofia che vive e lavora a New York. Adesso è appena uscito presso Genesi (editore di Torino che negli ultimi tempi si è mostrato particolarmente attento al genere aforistico) un nuovo libro di Marcella Tarozzi Goldsmith, dal titolo Invece di un trattato.

Come scrive molto bene Sandro Gros-Pietro nella bandella del libro: "Si tratta di pregevoli esercizi da tastiera, incantevoli divertissement della ragione. Marcella Tarozzi Goldsmith ha riunito insieme queste piccole e grandi prove d'autore, che sono le strutture di base delle architetture intellettuali della nostra civiltà. Un poco come sono i mattoncini del lego, ognuno con una sua autonomia e con una portata di carico limitata, ma se opportunamente legati tra di loro possono dar luogo a delle realizzazioni imponenti. Marcella Tarozzi Goldsmith ha chiamato la sua scatola di mattoni "Pensiarchia & fantasmata", nel significato letterale di "governo del pensiero e fantasia di creazione". Ma prima di consegnare "la scatola delle costruzioni mentali" ai suoi lettori, l'autrice ha pensato, come si usa fare nei migliori kit di gioco, di fornire alcuni modelli di assemblaggio dei mattoncini, organizzandoli su dei percorsi argomentativi bene individuati, e così ci ha proposto una serie di "categorie astratte della mente", che formano le sezioni introduttive alla grande scatola mentale: silenzio, linguaggio, musica, psiche, noia, arte, immaginazione, felicità e infelicità, pensiero/aforismi, natura, desiderio, tempo, poesia, ragione, pessimismo/ottimismo, corpo e mente.

In questa nuova raccolta (davvero imponente, più di 200 pagine con oltre un migliaio di aforismi) la scrittura di Marcella Tarozzi Goldsmith continua a seguire il percorso tracciato nelle raccolte precedenti, con uno stile che - nel panorama aforistico italiano contemporaneo - si evidenzia per la sua originalità e per la sua raffinatezza (ricordo che Marcella Tarozzi Goldsmith, con la silloge di aforismi D'un tratto, ha vinto nel 2008 il Premio Internazionale per l'aforisma Torino in Sintesi, l'unico premio in Italia dedicato al genere aforistico).

Nel mio blog ho già dedicato ampio spazio all'aforisma statunitense contemporaneo, soffermandomi in particolare su James Richardson e su Yahia Lababidi. In questo mio articolo vorrei soffermarmi su un aforista pressoché sconosciuto in Italia, Manfred Weidhorn, autore di uno dei più bei libri di aforismi degli ultimi anni, Landmines of the mind.

Manfred Weidhorn, nato a Vienna nel 1931, arriva negli Stati Uniti all'età di 10 anni. A proposito della sua biografia scrive in modo sarcastico: "Sono un uomo fortunato, Hitler si offrì generosamente di risparmiarmi molti dei mali e delle noie della vita, ma io (o piuttosto i miei genitori, con me a carico) ho rifiutato e ho preferito piuttosto tenermi quietamente i mali e le noie dall'altro lato della vita. Una questione di gusto, senza dubbio. In ogni caso, io sono stato due volte sotto le grinfie di Hitler, prima a Vienna, durante la prima settimana dell'annessione dell'Austria, e poi a Parigi, vivendo quasi un anno sotto l'occupazione tedesca, prima del rastrellamento degli ebrei. La mia famiglia si stabilì a Brooklyn, dove ho frequentato l'Istituto ebraico (Yeshiva) di Borough Park. Poi venne l'educazione alla Stuyvesant High School e al Columbia College. Un periodo di due anni negli Stati Uniti Army (artiglieria) fu seguito dall'esperienza nella Università del Wisconsin (MA 1957) e Columbia University (Ph. D. 1963). Un anno accademico (1957-1958) trascorso in Alabama come insegnante di inglese presso l'Università mi ha portato a due scoperte: che io amo l'insegnamento e che il Sud è diverso da Brooklyn. Dopo tre anni come insegnante al Brooklyn College, sono arrivato nel 1963 alla Yeshiva University dove sono rimasto fino ad oggi".

[caption id="attachment_2778" align="aligncenter" width="225" caption="Manfred Weidhorn (foto per gentile concessione dell'autore)"][/caption]

Manfred Weidhorn ha scritto molti libri e articoli su temi letterari e storici, in particolare su Shakespeare, Milton, Galileo e ha scritto anche biografie Young Adult (Nota Aforisticamente: in America Young adult è un genere lettearario che riguarda una fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni), su Napoleone, Robert E. Lee and Jackie Robinson. Alla fine degli anni 90 ha vinto il "Farrow Award for Excellence in Churchill Studies" e il "Emmett Award for Best Essay".

E' mancato lo scorso mese, il 14 aprile, Branislav (Brana) Crnčević , uno dei più importanti aforisti serbi della cosiddetta prima "generazione", quelli che hanno iniziato a scrivere i loro aforismi negli anni 60 e 70, sotto il regime comunista (la raccolta più conosciuta di Brana Crnčević è Piši kao što ćutiš scritta nel 1965 e poi ristampata nel 1973).

Brana Crnčević è stato tradotto in numerose lingue (compare anche nell'antologia sull'aforisma mondiale di Friedemann Spicker Aphorismen der Weltliteratur) e in Italia una selezione di aforismi di Crnčević è comparsa nella piccola antologia di aforisti serbi a cura di Vitomir Teofilović, stampata sulla rivista La Vallisa di Bari nel 1993 con traduzione di Dragan Mraović.

Come ha scritto Zoran Radosavljevic l'indomani della sua morte: "Brana Crnčević credeva nella teoria di un folle cosacco russo secondo cui l'uomo non muore del tutto. Quando qualcuno muore, il suo dono va a chi lo merita".

A un mese dalla scomparsa di Brana Crnčević, riproduco qui di seguito una selezione di aforismi, la maggior parte di essi del tutto inedita in Italia:

Come scrive molto bene Francesco Marotta, fondatore del blog La dimora del tempo sospeso  "la 'qualità'  letteraria abita, invariabilmente, solo in certe zone selezionate della rete; e riguarda, inevitabilmente, una cerchia ristretta ed esclusiva di persone…"

In un mondo editoriale dove si pubblicano 60.000 titoli all'anno, dove ci sono migliaia di blog letterari (con informazioni spesso ridondanti) e dove predominano sempre di più logiche di marketing (e auto-marketing) e di spam letterario, in siti come La dimora del tempo Sospeso si possono per fortuna trovare ancora dei veri e propri gioielli letterari nascosti. Uno di questi è Nottario - Per la mano sinistra (1990-2010), a mio parere una delle più belle raccolta aforistiche inedite degli ultimi anni, il cui autore è Marco Ercolani.

Marco Ercolani nasce a Genova nel 1954 ed è medico psichiatra. La sua bibliografia è davvero piena di pubblicazioni. Scrive racconti apocrifi e vite immaginarie, si occupa di poesia contemporanea e dei rapporti tra arte e follia. Sulla sua scrittura Marco Ercolani commenta: "Scrivere, molto o poco, come disseminando, come essendo una spugna che assorbe e poi rilascia tutta l’acqua. Un amico mi ha detto, in una mail recente: 'Ma tu sei fatto di acqua o di parole' alludendo all’eccesso della mia scrittura. Gli ho risposto che sono fatto di entrambe".

[caption id="attachment_2738" align="aligncenter" width="225" caption="Marco Ercolani (foto per gentile concessione dell'autore)"][/caption]

Tra i suoi libri di narrativa troviamo: Col favore delle tenebre, Vite dettate, Lezioni di eresia, Il mese dopo l’ultimo, Carte false, Il demone accanto, Taala, Il tempo di Perseo, Discorso contro la morte e A schermo nero. Marco Ercolani pubblica anche due i libri di saggi sulla poesia italiana contemporanea: Fuoricanto e Vertigine e misura. Intorno al nodo arte/follia scrive L’opera non perfetta. Cura il volume collettivo Tra follia e salute: l’arte come evento. In coppia con Lucetta Frisa scrive L’atelier e altri racconti, Nodi del cuore, Anime strane e Sento le voci. Nel 2010 pubblica il suo primo libro di versi Il diritto di essere opachi. Con Turno di guardia vince, nello stesso anno, il "Premio Montano" per la prosa inedita.

Sul blog La dimora del tempo sospeso sono apparsi nel 2010 gli aforismi della raccolta Nottario - per la mano sinistra, una breve raccolta di aforismi scritti tra il 1990 e il 2010 e tratti dall'opera principale Nottario, un vero e proprio zibaldone (in senso leopardiano) di 350 pagine, diviso in 20 sezioni, comprendente aforismi, ma anche prose brevi, stralci autobiografici e riflessioni sulla scrittura apocrifa e la follia (una piccola parte di questi aforismi è precedentamente apparsa nell'antologia aforistica Nuove Declinazioni, curata da Sandro Montalto per le Edizioni Joker, 2006).