Jürgen Wilbert è nato nel 1945 a Dusseldorf dove attualmente vive. E' scrittore di aforismi (il suo primo libro è del 1987) ed è un attivo promotore del genere aforistico in Germania. E' fondatore dell'evento internazionale Aphoristikertreffen che si svolge ogni due anni a partire dal 2004 nella città di Hattingen, mentre nel 2005 ha fondato l'Associazione Aforistica Tedesca Dapha (Förderverein Deutsches Aphorismus Archiv Hattingen - Dapha) di cui è presidente dal 2008 e che ha come obiettivo quello di promuovere il genere dell'aforisma attraverso premi letterari, conferenze e seminari nelle scuole.

[caption id="attachment_4735" align="aligncenter" width="209"] Jürgen Wilbert (Foto per gentile concessione dell'autore)[/caption]

Proprio a inizi novembre di quest'anno si è svolto ad Hattingen il quinto "Aphoristikertreffen" (incontro aforistico) avente come tema "L'aforisma nel cambiamento dei valori" (nel titolo originario c'è un gioco di parole tra Wertsetzung e Wertschätzung - scala di valori e apprezzamento dei valori). All'incontro, presieduto da Jürgen Wilbert e da Friedemann Spicker (uno dei principali studiosi al mondo sull'aforisma, l'equivalente del nostro Gino Ruozzi) hanno partecipato numerosi scrittori e appassionati dell'aforisma (Sul blog dell'evento è possibile leggere ulteriori informazioni).

Nel 2012 Jürgen Wilbert ha pubblicato Vorletzte Schlüsse che raccoglie una selezione dei suo migliori aforismi pubblicati negli ultimi 25 anni nonché aforismi inediti (quest'ultimi inclusi nel capitolo "Neue Denkanzettelungen und Widerwortigkeiten"). Nel libro l'autore scrive molti aforismi sull'aforisma. Gli aforismi sono "pietre d'inciampo contro le opinioni correnti", mentre lo stato civile dell'aforisma è "single". L'aforista "è una persona con un ritardo nello sviluppo: di respiro corto fin dall'infanzia" e "Gli aforisti sono dei letterati guastafeste, che chiamano le assurdità per nome".

Presento una selezione di aforismi tratti da Vorletzte Schlüsse. Ringrazio Milena Vallero per avermi aiutato nella traduzione:

Eric Chevillard, è nato nel 1964 a La Roche-sur-Yvon. Nella sua biografia scrive: "Eric Chevillard divide il suo tempo tra la Francia (trentanove anni) e il Mali (cinque settimane). Ancora ieri, uno dei suoi biografi è morto di noia". E' scrittore di racconti, romanzi e forme brevi e per la sua opera ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti tra cui il "Prix Fénéon pour la Literature". Alcuni suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue tra cui inglese, tedesco, cinese, croato, spagnolo, russo e svedese.

[caption id="attachment_14664" align="aligncenter" width="320"]Eric Chevillard (Foto per gentile concessione dell'autore) Eric Chevillard (Foto per gentile concessione dell'autore)[/caption]

Sul suo blog Autofictif  Eric Chevillard tiene una rubrica aforistica (in francese "journal" che richiama il journal di Renard) che è constantemente aggiornata. I suoi aforismi sono note, appunti, divagazioni, brevi racconti, aneddoti che vanno a comporre un diario pressoché quotidiano su temi differenti, con una particolare predilizione per il tema della scrittura, della vanità e dell'ipocrisia umana.

L'aforisma di Chevillard ("l'aforisma è una mutilazione del corpo saturo di grassi della letteratura") muove dal paradosso, dallo spiazzamento logico, dalla conseguenza imprevista. Esso rappresenta quasi sempre un salto logico e sintattico all'interno del nostro schema mentale creando un effetto di sorpresa e di humour. Nella sua biografia Eric Chevillard scrive "Puri frammenti di delirio secondo alcuni, i suoi libri sono tuttavia l'opera di un logico fanatico. Il suo humour è la conseguenza imprevista del suo rigoroso lavoro", e questo vale a maggior ragione per la scrittura aforistica.

La vasta produzione online di Eric Chevillard è raccolta in quattro volumi: L'autofictif (2009), L'autofictif voit une loutre (2010) , L'autofictif père et fils (2011) e L'autofictif prend un coach (2012) ed è in costante aggiornamento (nel gennaio 2013 è previsto il quinto volume dal titolo L'Autofictif croque un piment). Nonostante Chevillard sia un autore noto in Francia, egli scherza ironicamente sul numero dei suoi non-lettori: "Non solo i miei libri restano poco letti, ma come se non bastasse, delle riviste ancora meno lette sollecitano il mio contributo al fine di consentire senza dubbio di aumentare in modo significativo il numero dei miei non-lettori, di moltiplicarli in un colpo solo per due o tre, cosa che la mia modestia non saprebbe fare" e anche "il settimo miliardesimo essere umano sta dunque per nascere. Oh non mi faccio alcuna illusione: non aprirà ancora i miei libri". L'aforisma è davvero un genere di non-lettori (Jan Sobotka scrive che l'aforisma è un genere "che fa risparmiare non solo carta, ma anche lettori") e paga la "marginalizzazione" da parte dell'industria editoriale, orientata su libri che generano profitti come i romanzi meglio se thriller e fantasy.

Presento per la prima volta al pubblico italiano una selezione di aforismi tratti da L'autofictif prend un coach, un "journal" che raccoglie aforismi e appunti scritti da Eric Chevillard dal 18 settembre 2011 al 17 settembre 2012:

Roberto Morpurgo uno dei più importanti scrittori di aforismi contemporanei, mi ha inviato una sua scelta di aforismi tratta dalla raccolta inedita Petit Talk (titolo che richiama i Table Talk di Coleridge). Come scrive Morpurgo, l'essenza dei Petit Talk è il "Piccolo Parlare: detto in due lingue diverse, quasi a ricordarci che parlare è sì condivisione di una medesima lingua, ma anche tacita tentazione di valicarne i limiti. Quasi che, nell’opera e nell’affanno che cerca il nostro più intimo e esclusivo pensiero, noi fossimo indotti a vendicarci sulla nostra lingua, colei che non ci permette se non combinazioni ‘nuove’ di elementi eterni, unanimi e perciò anonimi".

L'uso dell'aforisma in forma dialogica, con la presenza di due personaggi che si scambiano aforisticamente frammenti di verità e di linguaggio, è un modello del tutto originale nella scrittura aforistica contemporanea. Esso è presente nei testi di alcuni autori tra cui lo spagnolo Ángel de Frutos Salvador, ma è solo in Roberto Morpurgo che acquista la forma di un libro.

Presento una breve selezione di aforismi tratti da Petit Talk:

Fausto Gianfranceschi è nato a Roma nel 1928 dove è morto nel 2012, dopo una lunga battaglia contro un male incurabile. Legato in gioventù a Julius Evola e agli ambienti di estrema destra italiani, passò nel 1948, dopo non poche vicissitudini, su posizioni meno estremiste, vicine a quelle della corrente almirantiana del MSI. Nel 1957 divenne presidente dell'associazione studentesca Giovane Italia. Di fede cattolica, dopo il Concilio Vaticano II aderì a posizioni tradizionaliste, dalle quali criticò le interpretazioni estensive del Concilio stesso. Nella sua vita ebbe due tragici eventi: la perdita del figlio Gianni, scomparso in un incidente stradale, e la morte della figlia Federica, a cui è dedicato il romanzo Federica, morte di una figlia.

Saggista e narratore, ha pubblicato diversi romanzi tra cui Diario di un conformista (1965), L'ultima vacanza (1972), Giorgio Vinci psicologo (1983) e il libro di racconti La casa degli sposi (1990). Fra i suoi saggi più significativi si ricordano L'uomo in allarme (1963), Teologia elettrica (1969), Il sistema della menzogna e della degradazione del piacere (1977), Svelare la morte (1980), Stupidario della sinistra (1992), Il reazionario (1996), Bestiario della Sinistra (2004) e Federica. Morte di una figlia (2008). Come critico letterario è stato autore di vari saggi su alcuni importanti scrittori contemporanei. Per anni ha curato la pagina culturale de Il Tempo diretto da Gianni Letta.

Diversi suoi aforismi e frammenti sono contenuti nei libri Il reazionario (1996), Elogio della nostalgia (2002), Lode della Torre d'avorio (2007) e in Aforismi del dissenso usciti nel 2012, anno della sua morte.

Come scrive Marcello Veneziani nell'introduzione all'ultimo libro Aforismi del dissenso "Questi aforismi sono il frutto consapevole di un congedo alla vita, sanno di essere gli ultimi, e questo passo d'addio infonde loro un tono acuto e una densità struggente (...). Essi mirano alla semplicità assoluta, vogliono essere diretti e veri, non obliqui, artificiosi e contorti. Puntano all'essenziale (...) Questi aforismi che nascono da un corpo a corpo con la morte esprimono l'essenza della vita sulla soglia del suo svanire, con una purezza di stile e di intenzioni, una saggia lontananza dal mondo e insieme una partecipazione cordiale agli eventi che ne danno un senso e un destino".

Secondo Gianfranceschi l'aforisma non è un frammento. Esso, benché breve, è "già intero e compiuto in sé" ed è "il massimo di senso con il minimo di parole". La forma ideale dell'aforisma è l'essere "conciso e preciso, ma anche oscuro nella sua precisione. Sotto la superficie, oltre la superficie".

Presento una selezione di aforismi tratti dall'ultimo libro Aforismi del dissenso (ilibridelBorghese, 2012). Il libro è diviso in tre sezioni. La prima parte (L'attenzione) ha come tema l'uomo, la società e la politica, la seconda parte (L'invisibile) ha come tema l'uomo e Dio e la terza parte (L'appuntamento) ha come tema la vecchiaia e la morte imminente.

James Guida (1978) è cresciuto in Australia e attualmente vive negli Stati Uniti. Ha studiato letteratura e filosofia all'Università di Melbourne e letteratura irlandese alla College University, a Dublino. Nel 2011 ha ricevuto una borsa di studio in "Nonfiction Literature" dalla New York Foundation for the Arts. James Guida è autore di saggi apparsi in diverse riviste e del libro di aforismi Marbles, edito da Turtle Point Press nel 2009. Marbles è stato indicato come uno dei dieci migliori libri del 2009 da John Freeman, editore della rivista Granta.

[caption id="attachment_4691" align="aligncenter" width="300"] James Guida (Foto per gentile concessione dell'autore)[/caption]

Negli aforismi di James Guida c'è una insolità percettività della realtà che ci circonda con una forte attenzione per le sfumature psicologiche del nostro io. Con pochi tratti l'autore riesce a illustrare la natura ridicola, infantile o sconsiderata delle nostre azioni e al tempo stesso ci mostra quanto poco sapremmo di noi stessi e degli altri senza i nostri errori. Per la prima volta presento al lettore italiano una breve selezione di aforismi tratti da Marbles. Ringrazio Iris Rivetto per avermi aiutato nella traduzione: