In ricordo di Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014)

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Sono stati scritti tanti libri e articoli su Maria Luisa Spaziani poetessa (candidata per ben 3 volte al Premio Nobel). Ed anche la sua attività di brillante francesista è stata più volta menzionata. Poco o nulla è stato scritto invece su Maria Luisa Spaziani scrittrice di forme brevi e aforismi, genere letterario a cui l’autrice teneva molto (è stata Presidente onorario della Associazione Italiana per l’Aforisma ed uno fondatori del Premio Internazionale per l’Aforisma Torino in Sintesi).

Maria Luisa Spaziani

Maria Luisa Spaziani scrisse aforismi memorabili. Ne cito solo alcuni: “E ora parliamo un po’ di te. Mi ami?”, “Mi ha stroncato su cinque colonne. Che gioia immaginare il tormento che gli ho inflitto costringendolo a leggere tutti i miei libri”, “Sarà che ho letto troppe tragedie classiche, ma avere nemici così piccolini mi preoccupa un po’”, “Mi sentirei di lodarlo se potessi fare il suo elogio funebre”. Come scrisse bene Gino Ruozzi, gli aforismi della Spaziani “sono frecce acuminate e velenose che – nel loro gioco verbale – provocano improvvise accelerazioni del senso”.

Incontrai Maria Luisa Spaziani qualche anno fa presso l’accademia di Romania in Roma, dove presentavo, insieme alla scrittrice Silvana Baroni, l’antologia Aforismul in Italia, una antologia di scrittori di aforisti italiani da me curata in versione bilingue italiano-romeno. Nell’antologia c’erano ovviamente anche gli aforismi di Maria Luisa Spaziani, la quale li lesse davanti a una sala stracolma con il suo tono inconfondibile, ironico e acuminato. In quell’occasione Maria Luisa Spaziani parlò anche di poesia e aforisma, citando tantissimi aneddoti e ricordi. A proposito dell’aforisma disse: “Il primo aforisma è stato un gioco che facevo a Torino quando ero bambina e che mi ha talmente sorpresa e travolta che ancora adesso quando ci penso mi commuovo, e ancora adesso non so come mai i bambini possano sopravvivere senza conoscere questo gioco. Si trattava di palline, piccole palline nere, che si buttavano nell’acqua e molto lentamente queste palline di carta si aprivano e ne venivano fuori dei fiori diversissimi, quelli lunghi come i gigli, quelli rotondi come le rose, quelli piccolini come le violette. Era un gioco giapponese, difatti poi l’ho ritrovato quando sono andata in Giappone tanti decenni dopo. Gli aforismi sono la stessa cosa: sembrano una cosa piccola piccola piccola, ma se tu li metti al fuoco dell’attenzione, con l’acqua giusta, si allargano e diventano meravigliosi, pieni di colori diversi e di significati diversi”.

Tra i tanti indimenticabili aneddoti sulla sua attività letteraria, ricordo anche che, in merito al famoso aforisma di Woody Allen “Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana in più e in quella settimana pioverà a dirotto“, Maria Luisa Spaziani sostenne di aver scritto quell’aforisma molti anni prima di Woody Allen. Quello della Spaziani suonava così: “Il medico mi ha detto che se smetto di fumare vivrò un mese di più. Ma almeno in quel mese potrò fumare?“. Le somiglianze sono davvero incredibili e non si saprà mai se Woody Allen ha davvero imitato Maria Luisa Spaziani, anche perché nel genere aforistico spesso autori che non si sono letti hanno processi mentali identici.

Gli aforismi della Spaziani non sono mai stati raccolti e pubblicati in una unica silloge, ma sono disseminati qua e là in riviste e antologie. Diversi suoi aforismi sono stati da me raccolti nell’antologia bilingue italiano romeno Aforismul In Italia e nell’antologia bilingue italiano-inglese The New italian Aphorists, recentemente pubblicata negli Stati Uniti. Anna Antolisei, che conosceva molto bene Maria Luisa Spaziani, mi dice che i suoi cassetti sono pieni di aforismi inediti. Chissà se qualche studioso, un giorno, avrà mai voglia di occuparsene e raccoglierli in una silloge.

Per una lettura di una breve selezione di suoi aforismi rimando al mio articolo Gli aforismi di Maria Luisa Spaziani. Anna Antolisei, Presidente della Associazione Italiana per l’Aforisma, ha scritto un commosso ricordo a cui rimando (Maria Luisa Spaziani, Il Premio “Torino in Sintesi”, l’associazione).

In suo aforisma Maria Luisa Spaziani scrisse: “Scegliere la mia fine: morire di meraviglia” e noi vogliamo pensare che sia andata proprio in questo modo.

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Commenti:

  • Apprendo solo adesso della morte della poetessa.
    Da qualche parte ho letto che è stata più volte candidata al Nobel e probabilmente l’avrebbe meritato.
    Ecco uno dei piccoli messaggi che ci ha lasciato (poesia “Aspetta la tua impronta”):
    L’indifferenza è inferno senza fiamme.
    Ricordalo, scegliendo tra mille tinte il tuo fatale grigio;
    se il mondo è senza senso, solo tua è la colpa.
    Aspetta la tua impronta
    questa palla di cera.

    luglio 2, 2014
  • fabriziocaramagna

    Maria Luisa Spaziani è stata candidata 3 volte al Premio Nobel. Grazie per la condivisione della poesia.

    luglio 2, 2014

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