Scrittori di aforismi su Twitter, Trappolapertopi

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @trappolapertopi (Joy.). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Bisognerebbe saper piangere a crepapelle e ridere a dirotto, è un po’ il mio modo di viver le cose”. E aggiunge: “Sono sarda ma vivo in Piemonte (infatti parlo spesso del mare)”.

@trappolapertopi si è iscritta a Twitter nel gennaio 2013, “Ci sono approdata perché mi affascinava pensare ad un ‘posto’ in cui trasformarsi in ciò che si scrive, poi però alla fine capita che lì dentro ci si metta, se non tutto, molto di sé. Così è stato anche per me”.

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Scorrendo la timeline di @trappolapertopi si scoprono diversi refusi (e lo ammette la stessa autrice “la refusite mi guarda bene in faccia”), ma spesso il refuso è voluto, e dal semplice spostamento di una lettera o dalla separazione di due sillabe nascono tweet davvero sorprendenti come questo “Sarò la donna della tua Visa” oppure “Un temporale, un lampo, un tuo no” o anche “L’epicentro del te remoto”.

Spesso @trappolapertopi realizza delle biforcazioni tra l’atteso e l’imprevisto grazie a un elemento polisemico che fa prendere al tweet una direzione inattesa. Così ci si aspetta l’eterna lotta tra il bene e il male ed invece è “L’eterna lotta tra il beh e il mah” (ma si veda anche “e liberaci dal ma” anziché “e liberaci dal male”), i passi da gigante diventano “gli sbagli da gigante”, le domande vengono appese non al chiodo, ma “al chiedo”, e gli incontri ravvicinati del terzo tipo sono “del cerco tipo” e così via.

In questo sezionamento delle parole, che – cadendo nelle trappole per topi tese dall’autrice lungo le frasi – finiscono per liberare un senso imprevisto, si avverte un tono inconfondibile (“Mi riconoscerai senz’altro, sono quella che non diresti mai”), fatto di disincanto, nostalgia (molti i tweet sull’infanzia), fragilità (“Chi ha occhi fragili fa sogni infrangibili”), ingenuità (“offro ripetizioni di ingenuità”), inadeguatezza (“Adeguatevi alla mia inadeguatezza”), desiderio ma anche ironia e scetticismo sul mondo e sulle persone.

Presento una selezione di tweet di @trappolapertopi:

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@trappolapertopi, Tweet scelti

L’amore ti salva, ma non sai mai in quale cartella.

L’eterna lotta tra il beh e il mah

Sarò la donna della tua Visa.

Più che parallelo, direi che alcuni vivono in un mondo paraculo.

“Allontanarsi dalla linea gialla” come stile di vita.

Faccio sbagli da gigante.

Un temporale, un lampo, un tuo no.

Vi vedo appesantiti dai vostri alibi di ferro.

A tutti i naviganti: L’opzione Cita al posto del Retweet solo se sei Tarzan.

E liberami dal ma.

Punto e a caso.

Volevo dirvi che le mie intenzioni, al processo, hanno avuto l’ergastolo.

L’epicentro del te remoto.

Ho appeso le domande al chiedo.

Se stai fuori dal coro ti puoi permettere pure di stonare.

Nel cuore ho tutto ciò che provo ma non riesco.

Guardatele in faccia le onde di cui vi sentite in balia.

Notare di più, notificare di meno.

Punto in alto. Invece la virgola non so mai dove metterla.

Mi riconoscerai senz’altro, sono quella che non diresti mai.

Attesa = strazio fratto tempo.

Vi auguro di non riuscire più a capire se la primavera sia fuori o dentro.

Non abbiate paura dei vostri lati negativi. Non giustificateli, ma abbracciateli.

Parlate piano, ché vi si risveglia la coscienza.

Chi ha occhi fragili fa sogni infrangibili.

Dei tuoi occhi, delle tue risate e d’altre droghe pesanti.

Non tirate in ballo se non conoscete i passi.

In genere scrivo quello che voglio, ma certe volte quello che voglio, scrive me.

Alcune storie cominciano con “C’era una voglia…”

Io sono tutte le strade che vuoi, pensa solo a camminare.

Quando abbracciamo qualcuno guardiamo dietro le sue spalle. È un modo per contagiare di futuro il passato che non possiamo cambiare.

Offresi ripetizioni d’ingenuità.

Da bambina era tutto più facile, andavi dal gruppo dei maschi e dicevi : “giochiamo a palla avvelenata?”
Devo essermi persa dei passaggi…

La caduta, libera.

Ho un contratto a “tento” indeterminato.

Meglio darsi per vinta che per finta.

Ricordate di dare precedenza agli incroci di sguardi.

Non ricordo più se Twitter sia la cura o la malattia.

Mi capita di sperare in una vita da favola, poi mi ricordo che i sette nani lavoravano in miniera.

Vi spiace se io aspetto in riva al mare? La riva del fiume mi pare troppo affollata.

Provo a scavalcare i cancello.

La musica apre il cassetto dei sogni con la sua chiave di violino.

Da circa un’ora mi ripeto in testa, come un mantra, le parole pianoforte e turbolento.
Ora mi passa.

Sono certa che anche voi, almeno una volta, abbiate infilato la testa nella lavatrice e detto qualcosa per capire che effetto facesse.

Mai superare il limite di mediocrità.

Devo avere l’orologio biologico che mi lampeggia in fronte, altrimenti non si spiega perché tutti mi domandino: quanti anni? Sposata? Figli?

Vi seguo talmente bene che rischio di tamponarvi!

La selezione naturale mi ha detto ” le faremo sapere”.

Incontri ravvicinati del “cerco tipo”.

Non tutti i mai vengono per nuocere.

Ho visto la luce in fondo al tu.

Mi sanguina la vena polemica

Alle vostre crociate preferisco i cruciverba.

E poi, ogni volta, cado dal però.

Alcuni sono talmente romantici che me li immagino a mangiar bruchi per farsi venire le farfalle nello stomaco.

Datemi una leva, che alla botola ci penso io.

Mi piace pensare che, quando metti le cuffie e ti separi dal mondo, la mia voce continui a sentirla comunque.

Il mio capo mi ha chiesto una penna e dalla mia borsa è venuto fuori un calzino. Per il resto, tutto a posto.

Ho deciso di farmi dare lezioni di comunicazione dai pesci.

Quanto fa, al chilo, il frutto della vostra immaginazione?

Dammi il la dicendomi sì.

I libri sono l’olio adatto per cervelli che cigolano.

In caso di crisi romantica, rispolverare le borchie.

Da bambina volevo fare l’astronauta, per facilitare le cose sono diventata lunatica.

Siete le mie cavie da laboratorio preferite.

L’assenza è l’essenza del ricordo che ho di te.

Mi do la zappa sui chiedi.

Di che pasta siete fatti?
Io farfalle.

Adeguatevi alla mia inadeguatezza.

Il vostro piano B deve avere l’ascensore rotto.

Tutti bravi a nascondersi dietro un digito.

Spendo parole per comprare silenzi.

I tweet migliori teniamoli per l’analista.