Scrittori di aforismi su Twitter, Seriotonina

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @seriotonina (reuptake).

@seriotonina, che a proposito della sua biografia mi scrive “Vivo a Milano ma sono del sud”, si è iscritta a Twitter nel dicembre 2011. “Mi sono trovata su Twitter per caso, e mi ci sono addentrata molto gradualmente: la cosa che mi attirava è che potevo leggere e interagire liberamente, senza il preconcetto che involontariamente ti costruisci con le persone che conosci”.

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I tweet di @seriotonina sono sospesi tra un lucido e ironico cinismo (tra i tanti si veda questo tweet fulminante “”vi hanno messo troppa empatia nel caffè”) e una spiccata sensibilità, due stati d’animo che l’autrice gestisce con grande intelligenza (“solo l’intelligenza permette di gestire il cinismo e la sensibilità contemporaneamente”).

Quello che risalta è una “chiarezza disarmante”, che altro non è che un modo “semplice e onesto” di descrivere “la vita contorta”. Talora questa chiarezza – nella sua lucidità e chiaroveggenza – sembra quasi trasformarsi in uno spietato ritratto di persone, sentimenti e situazioni come se l’autrice – che di professione fa il medico – usasse la sua particolare lente di ingrandimento o il suo steteoscopio per rivelarci delle verità che ci lasciano senza fiato. Si veda come con poche parole @seriotonina ci restituisca quadri limpidi e disarmanti, inducendo a una analisi della nostra coscienza che forse non avremmo voluto fare: “esiste l’onestà, non la fedeltà”, “l’apparenza inganna e convince anche”, “è stato bello finché non è cominciato”, “non è amore, è una dinamica collaudata”, “non li fanno più i carnefici di una volta, ormai sono tutte vittime”, “sei pronto anche a godere del vuoto che viene dopo l’attimo che hai colto?”, “voi non volete l’amore, voi volete dipendere da qualcun altro”, “è enfasi, non sono ali”.

Se l’aforisma – a partire dal medico Ippocrate – ha sempre avuto un intrinseco scopo curativo, (quasi pillole per la mente), i tweet di @seriotonina vanno letti in questa chiave, sono frasi e aforismi che con la precisione di un bisturi tracciano pochi segni precisi nella realtà e ci invitano a prendere coscienza della sofferenza e dell’inevitabile male del mondo. Forse non ci danno le istruzioni per l’uso (“troppe istruzioni e poco uso” scrive l’autrice in un suo tweet) ma ci aiutano a ridimensionare – grazie al sorriso ironico e allo sguardo disincantato dell’autrice – le proporzioni del mondo.

Presento una selezione dei migliori tweet di @seriotonina. Nella sua sua timeline i tweet si succedono uno dopo l’altro senza lettere maiuscole come se si trattasse di un discorso continuo, uno scorrere solo brevemente sospeso dai punti e dagli intervalli degli spazi bianchi (“continuo l’allenamento, vado a scorrere” scrive in uno dei suoi tweet).

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@seriotonina, Tweet scelti

-come lo vuole il risvolto?
-positivo.

tutto è impossibile. basta volerlo.

ti sfido ad abbraccio di ferro.

la verità è che vorremmo essere sorpresi con effetti normali.

non li fanno più i carnefici di una volta, ormai sono tutte vittime.

troppe istruzioni e poco uso.

vorrei avvalermi della facoltà di non esserci, vostro dolore.

io le distanze le misuro in anni senza luce.

la notizia buona è che abbiamo ancora voglia di spiegare.
quella cattiva è che abbiamo bisogno di troppe spiegazioni.

si dice “ho un debole”, ma è forte.

a noi donne non è permesso entrare dentro col corpo, solo con l’anima.

ritenta, sarai più torturato.

più che una ruota che gira, mi sembra una vanga che scava sempre nello stesso punto.

nessuno ha mai inventato una favola che comincia con “c’è, ora…”.

è che io, in superficie, affogo.

mi preme saperlo.
e preme dovunque.

molto più bello mantenere senza promettere.

ogni tuo desiderio è disordine.

la verità è che non sappiamo vivere alla giornata.
altrimenti non spenderemmo tanto tempo a salvare il passato per accettare il presente.

attenti che poi vi innamorate dell’immagine che pensate abbiano gli altri di voi.

solo l’intelligenza permette di gestire il cinismo e la sensibilità contemporaneamente.

la vera pigrizia è non avere voglia di avere voglia.

alla fine ho sempre ottenuto quello che non sapevo di volere.

il lato umano andrebbe spolverato meglio.

i confini più pericolosi, quelli che non hanno i limiti netti.

l’apparenza inganna e convince anche.

l’affetto placebo.

rileggere non cambia la trama.

l’essenza della vita è tutta in una rima:
nutri l’intelletto,
scopa con diletto.

la certezza ha un sapore artificiale.

voi non volete l’amore, voi volete dipendere da qualcun altro.

ogni donna ha diritto ad un uomo non tifoso almeno una volta nella vita.

adoro i complimenti accennati, quelli che la maggior parte te la devi inventare da sola.

è più facile trattenere il respiro che un parere non richiesto.

tra il sacro e l’invano.

a volte penso che l’equilibrio sia più raro dell’amore.

il perdono come esercizio di potere.

se unisci i punti di vista esce il mondo.

sei pronto anche a godere del vuoto che viene dopo l’attimo che hai colto?

il pudore non può non avere un buon odore.

poi arrivano quei cinque minuti che ci vogliono anni per farli passare.

è stato bello finché non è cominciato.

le strategie funzionano in amore e in guerra.
in amore solo quelle involontarie.

continuerò a mangiare marmellata di arance finché non capirò se è l’amaro che nasconde il dolce oppure è il dolce che nasconde l’amaro.

non li perdonare, perché sanno quello che non fanno.

ci sei o ci scrivi?

se non hai niente da dirmi, io apprezzo il fatto che tu non mi dica niente.

potremmo sempre guadagnare qualcosa vendendo coltelli per piaghe, fionde per scagliare prime pietre, forbici per tagliarsi fuori.

esiste l’onestà, non la fedeltà.

nel ricordo del ricordo si insinua il dubbio che sia veramente successo.

la trasparenza è propria dei sentimenti forti.
il resto è sempre un po’ torbido.

declassato da spina nel fianco a solletico.

è enfasi, non sono ali.

siamo fatti l’uno per l’altra solo se ‘fatti’ è un sostantivo.

cerco sempre di far finta di credere a chi mente: lo aiuto a costruirsi la realtà che più gli piace.

ci sono uomini che gli dai il follow e non ti menzionano più.
come dopo una scopata, insomma.

sembrava tolleranza, erano paraocchi.

poi ti ritrovi a scacciare il chiodo col chiodo che avevi scacciato.

il serpente disse ad Adamo ed Eva: c’è un luogo dove solo ciò che ti fa male ti dà piacere.
così, lasciarono il paradiso.

a volte il maschio alfa è un analfabeta.

avrei bisogno di un anno sabbiatico.

ogni RT e stellina è un “vorrei che fossi come ti leggo”.

sarcasmo: dal lat. tardo sarcasmus, gr. σαρκασμός, der. di σαρκάζω «lacerare le carni»

il bersaglio più interessante è quello che capta il tuo proiettile e lo rincorre.

il nodo ferma, stringe, blocca.
ognuno è il nodo di qualcuno.

sentire un bisogno e non ascoltarlo richiede chiusura di occhi, naso, bocca e mani serrate a pugno.

vi hanno messo troppa empatia nel caffè.

ogni tanto mi concedo un regalo: quello di essere intollerante.

non è amore, è una dinamica collaudata.

sono quella che spera in una seconda chance già sapendo che se la giocherà peggio della prima.

la mancanza di aspettative è un potentissimo afrodisiaco.

succede che poi i pezzi del cuore si smussano e non si incastrano più.

l’odore della preda che si è allontanata è più intenso di qualsiasi altro odore a portata di naso.

braccia rubate a sostenere me che svengo.

è inutile chiamare in causa la psicologia quando basterebbe un po’ di immedesimologia.

troviamo un accordo e suoniamo.

se ti fa stare sempre bene è quello perfetto, ma non quello giusto.

continuo l’allenamento, vado a scorrere.

è finita quando non sei più un adolescente alla scoperta di un nuovo corpo.

se tu hai avuto l’ultima parola, io ho avuto l’ultimo silenzio.

letture diverse, film separati, ma la musica no, quella bisogna ascoltarla insieme.

poi, ci accorgiamo che il più delle volte imparare non è aggiungere, ma sottrarre.

i legami che non si spezzano sono quelli costituiti da molti fili.

quanti nuovi account.
mi sembra un continuo indovinello:
chi ero prima?
chi vorrei essere?
chi non sarò mai.

‘tweet fissato’ vuol dire che ve lo siete scritto in fronte?