Frasi, citazioni e aforismi sull’11 settembre

In occasione del tredicesimo anniversario, presento qui di seguito una selezione di frasi, citazioni e aforismi sugli attentati dell’11 settembre. Per gli articoli correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla guerra e Frasi, citazioni e aforismi sul terrorismo. Per gli articoli sugli altri giorni del calendario si veda la sezione Calendarismi.

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Frasi, citazioni e aforismi sull’11 settembre

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L’arrivo del secondo aereo, dritto verso il basso come uno squalo proprio sopra la Statua della Libertà: ecco il momento determinante. Fino ad allora l’America ha pensato di assistere al peggior disastro nella storia della sua aviazione civile; da lì in poi ha percepito il senso della fantastica violenza che si era appena scatenata contro di lei.
(Martin Amis)

Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e verso le 9 ho avuto la sensazione d’un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. Sai, la sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e tendi le orecchie e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L’ho respinta. Non ero mica in Vietnam, mi son detta. Non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre. L’11 settembre 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l’ audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero
(Oriana Fallaci)

Ti telefono perché non voglio che ti preoccupi quando sentirai cos’ è successo. Un aereo è caduto sulla nostra Torre. Non agitarti, sto bene. Stiamo evacuando l’ edificio. Devo andare
(Voci dalla Torri Gemelle)

Ho il viso ustionato, non mi riconoscerai. Mi ami lo stesso?
( Andrew Knox 29 anni, dal tetto di una delle Torri, a un collega)

Continuano le chiamate dalla seconda Torre. Sembra che la cima della Torre si stia inclinando. Si inclina verso sud-ovest. Sta crollando.
(Poliziotto dall’ elicottero, ore 10.26)

Qui l’11 settembre c’erano due torri: un simbolo dell’America. Adesso è solo un cantiere e un cimitero. […] Si sono concluse qui le storie umane di 3000 persone. Nelle loro tasche i passaporti di sessanta nazioni. Tra i morti anche 479 vigili del fuoco, poliziotti, soccorritori.
(Enzo Biagi)

Il cielo crollava ed era striato di sangue
Ti ho sentito che mi chiamavi
Poi sei scomparso nella polvere.
(Bruce Springsteen)

Se lo chiedi, ognuno di noi si ricorda perfettamente dov’era e cosa stava facendo in quel momento. Cose che cambiano la storia
(Anonimo)

L’11 settembre ha rivelato l’altra faccia della globalizzazione. E’ il terrorismo che varca le frontiere.
(Joseph E. Stiglitz)

Per tutta la lunga stagnazione degli anni Novanta, abbiamo avuto lo “sciopero degli eventi”, per riprendere la battuta dello scrittore argentino Macedonio Fernández. Ebbene, quello sciopero è terminato. Gli eventi hanno smesso di scioperare. E ci troviamo anzi di fronte, con gli attentati di New York e del World Trade Center, all’evento assoluto, alla “madre” di tutti gli eventi, all’evento puro che racchiude in sé tutti gli eventi che non hanno mai avuto luogo
(Jean Baudrillard)

Il terrorismo è comunicazione politica fatta con altri mezzi. Il messaggio dell’11 settembre suonava più o meno così: America, da adesso saprai quanto è implacabile l’odio contro di te. Il volo 175 della United Airlines è un missile intercontinentale lanciato contro la sua innocenza. Quell’innocenza è stata un’anacronistica e lussuosa illusione.
(Martin Amis)

Come si fa a sconfiggere il terrorismo? Non farsi terrorizzare.
(Salman Rushdie)

Gli attacchi dell’11 settembre rappresentano lo scontro della globalizzazione trionfante in guerra contro se stessa e inaugurano una quarta guerra mondiale.
(Jean Baudrillard)

Con molto dolore per i morti e per la tragedia devo dichiararmi perdente e sconfitta perché ho lavorato 70 anni scrivendo esclusivamente in onore e in amore della non violenza e vedo il pianeta cosparso di sangue.
(Fernanda Pivano)

L’11 settembre era, e rimane, soprattutto, un’immensa tragedia umana. Ma 11 settembre ha anche proposto una sfida epocale e deliberata, non solo per l’America ma per il mondo in generale. L’obiettivo dei terroristi era non solo di New York e Washington, ma gli stessi valori di libertà, tolleranza e decenza che sono alla base del nostro modo di vivere.
(Tony Blair)

Buona sera. Oggi i nostri connazionali, il nostro stile di vita, la nostra stessa libertà sono stati attaccati da una serie di atti terroristici deliberati e mortali. Le vittime erano sugli aerei o nei loro uffici: segretarie, donne e uomini d’affari, militari e funzionari federali, mamme e papà, amici e vicini di casa. Migliaia di vite sono state improvvisamente stroncate dal male, da orribili atti di terrore.
Le immagini degli aerei che volano dritti verso le torri, gli incendi, quelle gigantesche strutture che collassano e crollano ci hanno riempiti di sfiducia, di una terribile tristezza e di una calma, inflessibile rabbia. Questi omicidi di massa avevano lo scopo di terrorizzare la nazione gettandoci nel caos e facendoci battere in ritirata. Ma hanno fallito. Il nostro Paese è forte.
Molta gente è stata mobilitata per difendere una grande nazione. Gli attacchi terroristici possono scuotere le fondamenta dei nostri più grandi palazzi, ma non possono intaccare le fondamenta dell’America. Queste azioni mandano in frantumi l’acciaio, ma non possono intaccare la determinazione d’acciaio dell’America.
L’America è stata l’obiettivo di questi attacchi perché siamo il faro più luminiso per libertà e opportunità in tutto il mondo
(George W. Bush)

Come il 1914 ha segnato l’ingresso nel XX secolo, l’11 septembre 2001 ha segnato l’ingresso nel XXI secolo.
(Jean-François Deniau)

Forse l’ 11 settembre è stato anche questo: uno storico acceleratore di particelle che ha scomposto la realtà per ricomporla in altra forma, altro peso, altre dimensioni
(Roberta Scorranese)

L’11 settembre ha introdotto il concetto di terrorismo, ma è un terrorismo che non viene percepito come qualcosa che è contro il sistema. Bensì viene percepito come una minaccia alla nostra personale incolumità e integrità fisica e/o patrimoniale (safety). Siamo individui, e siamo a rischio. Ecco cosa ci dice oggi il terrorismo.
(Zigmunt Bauman)

Dopo l’11 settembre, siamo in un nuovo mondo. Ricordo, non senza una certa nostalgia, quello antico in cui si poteva andare all’aeroporto all’ultimo minuto, beffarsi delle religioni senza rischiare la vita, fare la spesa in un magazzino kasher o, volendo, celebrare una messa in chiesa, entrare in un luogo pubblico senza perquisizione della borsa e, nel caso degli intellettuali, parlare di letteratura o scrivere romanzi d’amore senza sentirsi disertori rispetto alla lotta principale. I tempi, poco a poco, sono cambiati, lo spazio sociale è cambiato.
(Bernard-Henri Lévy)

Chiunque ha progettato l’attentato ha scelto con precisone gli obiettivi: il potere economico con le Twin Towers, il potere militare con il Pentagono, il potere politico con la Casa Bianca alla quale era destinato l’aereo precipitato in Pennsylvania. Ma se i terroristi fossero stati meno ignoranti avrebbero dovuto immaginare un quarto obiettivo. Avrebbero dovuto colpire Hollywood, il simbolo della dominazione culturale americana.
(Zigmunt Bauman)

Però alle guerre io ho sempre visto la gente che muore ammazzata. Non l’ho mai vista la gente che muore ammazzandosi, buttandosi senza paracadute dalle finestre d’un ottantesimo o novantesimo o centesimo piano. Hanno continuato a buttarsi finché, una verso le dieci, una verso le dieci e mezzo, le Torri sono crollate e… Sai, con la gente che muore ammazzata, alle guerre io ho sempre visto roba che scoppia. Che crolla perché scoppia, perché esplode a ventaglio. Le due Torri, invece, non sono crollate per questo. La prima è crollata perché è implosa, ha inghiottito sé stessa. La seconda perché s’è fusa, s’è sciolta proprio come se fosse stata un panetto di burro. E tutto è avvenuto, o m’è parso, in un silenzio di tomba. Possibile?
(Oriana Fallaci)

Questa è la prima volta che le pistole sono puntate nell’altra direzione, almeno in larga scala. Il Congo non ha attaccato il Belgio, l’India non ha attaccato l’Inghilterra, l’Algeria la Francia, il Messico o le Filippine gli Stati Uniti. Le atrocità dell’11 settembre sono singolari non per le loro dimensioni, sfortunatamente, ma per la scelta del bersaglio.
(Noam Chomsky)

Voglio farvi una domanda: credete in qualcosa con tanta forza da lanciarvi con un aereo contro un edificio a 750 chilometri all’ora? No, e non ci credo nemmeno io. Ma il vostro nemico ci crede. E se ci crede, chi vincerà, alla fine? Questa è una domanda raggelante che non vogliamo affrontare.
(Michael Moore)

Non ho bisogno di Michael Moore a raccontarmi l’11 settembre.
(Rudolph Giuliani)

Prima si trattava di una sottocultura del dissenso intellettuale. Dopo l’11 settembre, la teoria del complotto è diventata una cultura di massa. E ormai non passa giorno che non si faccia dietrologia su qualunque evento.
(Pierre Léderrey)

Il complotto vuole semplificare una realtà divenuta estremamente complessa. Si cerca all’improvviso colui che tira i fili. Il caso, di colpo, non esiste più. Il mondo si divide nettamente in buoni e cattivi.
(Pierre Léderrey)

“Nulla dies umquam memori vos eximet”. Nessun giorno vi cancellerà dalla memoria del tempo.
(Questa frase di Virgilio tratta dall’Eneide, parla di Eurialo e Niso, due giovani guerrieri simboli di bellezza e amicizia eterna, morti in fuga da Troia: la frase è stata ripresa e campeggia a New York, sul muro del Museo dedicato alle vittime dell’11 settembre 2001.