Scrittori di aforismi su Twitter, Rattodisabina

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @rattodisabina (Mirko Macari). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Mi chiamo Mirko, ho 40 anni, orgogliosamente ciociaro, amo la fotografia, la musica, la sintesi. Se volete scopritemi meglio, ma comincia a fare freddino, poi mi viene il raffreddore”.

@rattodisabina è su Twitter dal settembre 2007. “Lo utilizzo come mezzo comunicativo solo da tre anni, quando l’ho riscoperto e reso un modo per provare a dire la mia sulla vita e le emozioni” mi scrive l’autore che aggiunge: “La ‘pausa’ è legata a motivi personali, la mia testa era altrove e non riuscivo ad avere la mente libera e leggera per creare i miei ghirigori linguistici”.

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Spesso nella vita di tutti i giorni le nostre antenne non sono alzate, il segnale non lo riceviamo, continuiamo a credere di parlare dire scrivere, e stiamo solo esprimendo pensieri e parole vuote. La parola dice una cosa ma è come se non la dicesse, perché quella cosa l’abbiamo già sentita migliaia di volte ed è ormai logora, frustra, priva di senso e noi non la avvertiamo più. Quello che fa @rattodisabina nei suoi tweet è riscoprire la parola, la potenza che essa emana, l’energia che essa spande. @rattodisabina lavora con la parola, la capovolge, la rovescia come se fosse un guanto e la fa di nuovo “risuonare” in un vero e proprio “ratto” linguistico (“chissà se qualcuno l’ha mai sentita la voce del verbo” scrive in uno dei suoi tweet). Così l’autore ci conduce su quei sentieri infiniti, inspiegabili, in-auditi (davvero nel senso di mai ascoltati prima) che portano alla parola e ci mostra un senso completamente nuovo del reale. Basta un accento messo o tolto e viene fuori un aforisma meraviglioso sulla millenaria opposizione tra dubbio e vanità (“meglio pieni di se che pieni di sé”) oppure basta cancellare una consonante (in questo caso la s) per mostrare il legame tra lo sperare e l’osare (“Le speranze sono sempre ridotte all’oso”) oppure con il semplice cambiamento di una vocale (la a invece che la e) quello che risalta è il conflitto tra identità e assenza (“Se ho compreso l’essenza, non sopporto l’assenza”). E infine con grande sottigliezza si può prendere un luogo comune – e ormai logoro – come “essere a pezzi” e farne un sorprendente puzzle (“Ero a pezzi e tu sapevi fare i puzzle”) o unire due espressioni per creare un cortocircuito tra solitudine, silenzio e cambiamento (“Cambio sempre nel silenzio. Muto”).

Che poi spesso – nel far di nuovo risuonare la parola come una frequenza onda che tocca le nostre antenne arrugginite – @rattodisabina riesce anche a far sorridere e talora anche a ridere (ridere di pancia, più ancora che di testa) con dei giochi linguistici e nonsense irresistibili come “Il mio letto è patrimonio del nun esco” o anche “Le persone non cambiano, grattano la frizione” o “Quelli che si fidanzano per ‘sistemarsi’ potevano nascere direttamente soprammobile”. In fondo – e questo ce l’hanno detto schiere di psicologi e umoristi – non c’è nessun modo migliore per esplorare la realtà che farlo attraverso il riso.

Presento una selezione di tweet di @rattodisabina

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@rattodisabina, Tweet scelti

Il mio letto è patrimonio del nun esco.

Non mi fermo agli stop, figuriamoci alle apparenze.

Meglio pieni di se che pieni di sé.

Le persone non cambiano, grattano la frizione.

Sulle occasioni perse per strada, ci inciampa qualcun altro.

Ti ho presa in parola, ma è divertente anche con le mani.

Quelli che si fidanzano per “sistemarsi” potevano nascere direttamente soprammobile.

Chissà se qualcuno l’ha mai sentita la voce del verbo.

Sapete se in ferramenta vendono la prolunga per quelli che non ci arrivano?

I miei scheletri nell’armadio sono più abbronzati di me.

Zuckerberg deve aver avuto amici che non si ricordavano mai del suo compleanno.

Domenica faccio l’albero, ma ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, che necessita del fiore. Niente, faccio il presepe.

Siamo iscritti a ventordicimila social e non chiediamo il prezzemolo alla vicina.

Per avere una pagina di successo su FB
1)Iscriversi a Twitter
2)Cercare Tweet divertenti
3)Trascriverli su pannelli gialli
4)Pubblicare

Non voglio essere la persona giusta, voglio essere la persona sbagliata che ti piace.

Io e te dovremmo venire al più presto alle mani. E no, non intendo litigare.

Quando Dio distribuiva la concentrazione io stavo guardando te.

Ho visto un film in cui cucinavano la carne nel vino, è brasato su una storia vera.

Le cose semplici le realizzi ragionando, le cose impossibili le realizzi solo se non pensi.

Avrei dovuto scaricarti tanto tempo fa, ma avevo la connessione lenta.

Al bar dell’Ikea vendono la panna smontata.

Alle donne medievali piaceva l’uomo balestrato.

Quando scrivete «la situa» vi prenderei a marte.

Ti faccio causa, perché tu mi fai effetto.

Piove. Il primo gesto della settimana è quello dell’ombrello.

Quello non è uno sguardo, è una prefazione.

Ma i numeri razionali la fanno mai una cazzata?

Si parte sempre con un trolley pieno di vestiti, si ritorna con la testa piena di ricordi.

Questo 2013 è un’ottima annata a fanculo.

Amo le contraddizioni, non mi sono mai piaciute.

L’occhio di riguardo che hai per me è strabico.

Su instagram è avanzata un po’ di pasta al forno. Chi ne vuole?

C’era una volta, poi è crollata.

La Russia invade la Crimea, adesso sta un po’ esagerando con questa cerimonia di chiusura.

Del caffè americano mi piace che lo fanno fuori dall’Italia.

#primaditwitter se qualcuno mi seguiva chiamavo la polizia.

Il cuore è uno zingaro, ma non vuol sentir parlare di elemosine.

Ho smesso di credere a Babbo Natale da un pezzo. Ogni volta che mi fissa un appuntamento, slitta.

Nutro dei dubbi che mangiano troppo.

Ciao, vuoi salire da me a fare la classifica? Per le posizioni improvvisiamo.

Le speranze sono sempre ridotte all’oso.

Qui in Estonia ho imparato le parole: tare (salve), jah (sì), vabandage (mi scusi), kaffedimerda (un espresso grazie).

Temperare le matite nell’ora di punta.

Lo so che vorresti salire da me, ma io colleziono soltanto occasioni perse.

Il manuale è quella cosa che lanci via quando apri una confezione e poi cerchi senza esito per il resto della tua vita.

Non cercarmi nelle tue mancanze, ma nelle tue certezze.

Ora vi spiego il concetto di curvatura spazio-temporale e relatività di Einstein. Immaginate “ancora due minuti” pronunciato da una donna.

La felicità è un piatto che ti devi cucinare da solo e senza ricetta.

La vita dei ragni è appesa a un filo, ma non si sono mai lamentati.

Mi disse: “Ci sentiamo dopo cena” e sono passati già 4 giorni: certo che sta ragazza mangia proprio poco.

Ma quelli che assumono un atteggiamento, li versano i contributi?

È da quando sono arrivato in ufficio che premo il tasto home, ma non riesco a teletrasportarmi a casa.

Santo Stefano, protettore della lasagna riscaldata.

non sei tu, sogno io.

Invece di portare rancore, portate biscotti.

Ero a pezzi e tu sapevi fare i puzzle.

Quindi nelle interazioni ora abbiamo anche chi ha retwittato le cose che retwittiamo che al mercato mio padre comprò.

Mi avevano intimato l’alt, allora io ho fatto anche ctrl + canc e sono sparito nel nulla.

Il cielo sopra? Bellino.

I VIP arrivati su twitter forse credevano che qui funziona come in TV, dove a parlare sono solo loro.

Quando la situazione si fa drammatica non mi perdo d’animo, indosso immediatamente il mio completo con la S di Superalcolici.

A volte mi fermo a pensare, poi scatta il verde.

Nei luoghi comuni, l’aria è viziata.

Degli utenti twitter mi piace che non c’è nulla che li infastidisca.
Di Zorro mi piace l’automobile.

Così come per i pensieri, è la profondità delle nuvole a rendere il cielo interessante.

L’amore è una guerra senza esclusione di corpi.

Alle voglie non ci si passa sopra, ci si passa addosso.

Ci piace essere scelti da chi scegliamo e non ho mai capito se è più complicata la prima parte o la seconda.

Che confusione, sarà perché strilliamo.

Stamattina c’è un bel gelo azzurro.

Ogni volta che sono al settimo cielo, dall’ottavo comincia a piovere.

C’è una lezione che ho imparato da ragazzino: quelli più scarsi nel gioco del calcio si mettevano a fare gli arbitri.

Anche per fare il giocoliere servono le palle.

Cambio sempre nel silenzio. Muto.

Ti devo spiegare una cosa, potresti discendere dalla scimmia un secondo?

Ho pensieri tristi, maledetta commozione cerebrale.

Finalmente la ruota gira pure per me.
Ah no, è una retromarcia.

Non mi funziona né twitter, né tumblr, né instagram. Esco a cercare il metadone.

Ho iscritto il gatto a lettiere e filosofia.

Donne: la vita è quello che succede mentre voi spostate le robe da una borsa all’altra.

Si dà delle arie, ma sono piacevoli. Follow Bach.

Forse devo chiamare qualche ingegnere a controllare l’inclinazione del mio pavimento.
Finisco sempre sul divano del soggiorno.

Spesso il metro di giudizio è suddiviso in centimetri di cazzate.

Nel tempo libro, leggo.

L’unico Porto sicuro che conosco, è quello invecchiato 10 anni.

Se ho compreso l’essenza, non sopporto l’assenza.

L’agenda di governo credo sia una smemoranda.

Il mio concetto di coppia è una confezione di latte intero. Se lo versi in due bicchieri separati, ottieni due bicchieri di latte. Intero.

Da piccolo volevo fare il guardiano del faro, purtroppo sono diventato quello del farò.

Il problema del nostro paese è che per troppi secoli si è creduto che la fattura fosse un sortilegio.

La Tatangelo si è fatta tatuare “Gigi” sull’inguine.
Non voglio sapere dove si farà tatuare “e la cremeria?”

Chiudete le persone sempre tristi in malincomio.

L’invidia è il nascondiglio dell’inadeguatezza.

Come per un negozio, se dai tutto per scontato, alla fine si fallisce.

Non è vero che ti considero una zoccola, ho solo detto che le recensioni di casa tua sono su TripAdvisor.

La mia serata ideale in due: dalla padella alle braccia.

Delle ferie che stanno per arrivare mi piace sopratutto il “disattiva sveglia”.

Io non ho un superpotere, però qualche volta ho un supervolere.

Mi sono smarrito dentro ai tuoi occhi l’altra notte, potresti controllare se è li che ho perso la testa?

Ho letto il mio oroscopo e dice soltanto : “eh…”.

A Carnevale, ogni scherzo MUORI.

Si fa finta di nulla mentre accade di tutto e si fa di tutto quando ormai non accade più nulla.

“Mi amo” deve venire sempre prima di qualunque “Ti amo”.

Misticanza, che nome malinconico per due foglie di insalata.

Qualcuno studi il disordine mentale di chi scrive post drammatici su facebook e poi risponde ai commenti con le faccine.

Tutti che inseguono l’amore, quelli furbi invece stanno fermi così l’amore gli sbatte addosso.

Scusi signorina, guardi che ha dimenticato qui i suoi affetti personali.

Vaneggiare con cura.

A soffiare sulla brace già spenta, invece di riaccendere il fuoco ti annerisci la faccia.

Mi piace come disegni, hai lo stesso talento di chi ha disegnato te.

Io lo seguo l’istinto, ma forse dovrebbe aggiornare le mappe.