Scrittori di aforismi su Twitter, RickDuFer

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @RickDuFer (Riccardo Dal Ferro). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Sono da sempre un narratore. Ho cercato fin da piccolo di trovare i modi più liberi per raccontare storie, soprattutto attraverso l’uso dei mezzi forniti dal web (blog e social network). Sono dotato di un pesante strato di autoironia e sono ‘nemico’ di chi si prende troppo sul serio. Mi ritengo un illuminista dell’immaginazione”.

@RickDuFer è su Twitter dal 2011. “Per me Twitter non è altro che un modo alternativo per raccontare il mondo. E’ un grande romanzo collettivo in cui un intero popolo (perlopiù disagiato, ma molto divertente) sta narrando la propria storia attraverso i tweet. Infatti, #CreiAmo è l’hashtag cui abbiamo dato vita per il mio laboratorio di scrittura creativa, nel quale utilizziamo in maniera profonda il social “Fucina Creativa”, tentando di sfruttarlo come nuovo sentiero narrativo. La Contronautica  (#Contronautica)  invece è un vero e proprio movimento artistico che mette insieme la fantascienza, la patafisica e la satira, e che lega varie espressioni artistiche (anche il teatro, di cui mi occupo con l’associazione Fermento, @FermentoForum).

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In uno dei suoi tweet @RickDuFer scrive: “Abbi il coraggio di smontarti, guardare come non funzioni, e poi ricomporti in combinazioni diverse”. E la scrittura dell’autore – attraverso una ideale e creativa cassetta degli attrezzi – parte proprio da uno smontaggio e ricomposizione in combinazioni diverse della realtà. Una dei modelli più frequenti è la scomposizione e ricomposizione del linguaggio dove una semplice variazione di una vocale o di una consonante, il semplice slittamento di un suono crea nuovi significati (“Il significato sta nel suono della parola, non nella sua interpretazione”). Le parole – come scrive bene @RickDuFer – prima di avere un significato, “hanno un peso, un odore, un sapore, un suono e persino una risata tutta loro” e l’autore – attraverso la libertà e il piacere di giocare con i segni e i suoni – deve saper recuperare questa loro essenza segreta e nascosta. Del resto – come scrive ancora l’autore – “se non giochi con le parole allora vuol dire che trombi male malissimo”.

Ma il talento di @RickDuFer non è solo nel brillante gioco di parole che crea nuovi cortocircuiti di senso, ma anche nella capacità di scombinare e pensare diversamente il mondo, tanto che in uno dei suoi tweet usa – in modo molto azzeccato – il termine di “diversatore”. (“Dal momento che uno scrittore non è chi scrive, ma chi sa pensare diversamente, vorrei essere chiamato diversatore”). “Medaglia d’oro in ginnastica cerebrale su dimensioni parallele”, “ammiraglio del paradosso e mozzo del controsenso”, “sguattero dell’irrealtà e corteggiatore dell’impossibile”, l’autore crea immagini e idee che ribaltano i consueti schemi mentali e luoghi comuni. (“I luoghi comuni avranno pure il loro sindaco. E se lo trovo lo ammazzo”). Ecco alcuni esempi: “Le dissi ‘fammi una pompa’, e lei mi disegnò un cuore” oppure “Lo spazio non si dispiega, se non accartocciandosi di continuo, come alice che non cresce, se non rimpicciolendo” o anche “Smettiamola di recitare nel ruolo di esperti, scienziati o sapientoni. L’universo è un parco-giochi. Io prendo lo scivolo!”. “A chi si prende sul serio ho sempre preferito chi si perde sul serio” scrive l’autore in un altro dei suoi tweet, e si veda anche tra i tanti hashtag di creatività letteraria a a cui @RickDuFer partecipa su Twitter, l’hashtag #disfavole dove l’autore si diverte a capovolgere gli schemi delle favole: “Bestia: ‘Ma come sarebbe castrarmi?’ Belle: ‘O così o niente. L’ho fatto pure col gatto!’ oppure “La Sirenetta è in oncologia. Le hanno spiegato che la pinna non è una bella cosa, ma un effetto di Chernobyl. Ha massimo 2 mesi”.

Come una Penelope paziente che ogni giorno tesse e disfa la sua tela, così @RickDuFer disfa, svolge e riavvolge il gomitolo del mondo attraverso un lento e certosino lavoro sulle parole e le immagini. Quello che viene fuori è un laboratorio di sperimentazione creativa davvero originale dove la parola e il significato si spogliano del loro logoro significato e dei loro “sensi unici”. Del resto come scrive l’autore: “I sensi unici riservateli a chi non sa fare manovra con i pensieri”. E citando Gilles Deleuze “Non è la verità a essere relativa, è la relatività a essere vera.”

Presento una selezione di tweet di @RickDuFer

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@RickDuFer, Tweet scelti

 

Vieni, ti mostro la mia collezione di avrei dovuto. Sta proprio accanto a quella degli avrei potuto. Gli avrei voluto invece sono di sotto.

Il 95% dell’umanità è la prova finale che la gara tra spermatozoi è truccata.

Ci sono persone che sprecano occasioni. E poi ci sono le occasioni, che sprecano persone.

Trovo assurdo che il verbo “mancare” designi tanto ciò che abbiamo penduto quanto ciò che non abbiamo mai avuto.

Invidio lo specchio, che diventa bello quando guarda cose belle.

Chi parla di Verità è il vero falsario.

Vi state soprasvalutando.

#UmanoÈ chi ha l’intelligenza di invidiare la quiete della quercia, desiderare l’eclettismo delle meteore, perdendo tempo nel pensare.

All’inferno vanno fornicatori e ninfomani, blasfemi e giullari, artisti senza dio e poeti maledetti, e volete dirmi che è un brutto posto?

Gli errori migliori si fanno in due.
I peggiori in diecimila.

Ma uno che parla muovendo un sacco i genitali, testicola?

Mi occupo di arredamento d’inferni.

Le dissi “fammi una pompa”, e lei mi disegnò un cuore.

Quel nostro odioso privarci del provarci.

Sei il mio sbaglio più meglio.

I sensi unici riservateli a chi non sa fare manovra con i pensieri.

Io ti conosco! Tu stavi dentro uno dei miei cassetti, una volta!

Smettila di sperare cazzate.

Il sesso è una guerra senza esclusione di corpi.

Pericolosa come un bilico.
Folle come la libertà.
Reale come l’immaginazione.
Così, sei.

Ora smetto di pensare per protesta.
Scioperhauer.

Il sesso orale è l’unica questione in cui bisogna avere peli sulla lingua.

E poi noi, che ci siamo mancati per tanto e ci siamo mancati di poco.

Arte e sesso funzionano allo stesso modo. Quando credi di essere stato bravo e originale, sappi che qualcuno l’ha fatto prima di te. Meglio.

Avanti, sperami se hai il coraggio.

Il tuo complesso di inferiorità fa musica di merda.

Ci sarà il momento in cui entrambi ci accorgeremo nello stesso istante di esserci mancati da una vita.
Saremo abbastanza stupidi da tacere.

La cosa che mi stupisce di più al mondo è la gente che non si stupisce più del mondo.

Conosco più gente che è uscita dal giro dell’eroina che da quello di Twitter.

Non lo vedi?
Siamo disfatti l’uno per l’altra.

Persone come liste della spesa.
Molte come cataloghi IKEA.
Alcune come romanzi d’avventura.
Poche come grandi classici.
Rare come persone.

A chi si prende sul serio ho sempre preferito chi si perde sul serio.

I destini troppo simili finiscono per dividersi, come una reazione allergica alla troppa affinità.

Quella che chiamiamo Realtà è una bolla baritoscopica con risonanze uterine e larvali costituita principalmente da eco, gelatina e gas.

Non voglio pensare a come trasporterò tutti questi scheletri, quando traslocherò.

Infine, donne che erano racconti così preziosi da doverli strappare, una volta finiti. Perché non volevi che altri occhi le leggessero.

Fatevi raccontare dalla storia giusta.

Spiarsi, per ignorarsi meglio.

Vuoi un sorriso più luminoso? Prova il Colgate all’uranio arricchito.

Il dramma del nostro tempo è che non sappiamo più cos’è erotico.

La donna è narrazione perché s’insinua, mentre l’uomo scuote. È racconto, mentre l’uomo è storia. Ed è movimento, quando noi siamo niente.

Osservo il silenzio.
Perché il silenzio non si sente, ma si vede.

Sono un uomo d’altri tempi.
Imperfetto, per la precisione.

Abbi il coraggio di smontarti, guardare come non funzioni, e poi ricomporti in combinazioni diverse.

L’amore è quella cosa che quando viene descritta da Fabio Volo assomiglia alla fossa biologica di Giuliano Ferrara.

Estinta estate.

Gli uomini sanno molto poco delle donne. Ma spesso le donne ne sanno ancora meno, delle donne.

Ho il dissesto senso.

Capita di ricordarsi che il corpo è il laboratorio più bello che ci sia stato dato. E che dobbiamo sperimentare, provare, tentare. Ancora.

Non c’è scampo.
Viviamo in un Paese nel quale, anche se non sei nato cattolico, muori cattolico.

Dal momento che uno scrittore non è chi scrive, ma chi sa pensare diversamente, vorrei essere chiamato “diversatore”.

Smettiamola di recitare nel ruolo di esperti, scienziati o sapientoni. L’universo è un parco-giochi. Io prendo lo scivolo!

Donne più sole di un incipit abbandonato dal suicidio di uno scrittore, macchiate di sangue non loro. E di quel sangue si prendevano cura.

Vado su Twitter ad allenare il bipolarismo.

I sogni nel cassetto.
Gli scheletri nell’armadio.
Per le occasioni sprecate credo non basterà un castello scozzese.

Viviamo in un universo stupendo, ridicolo, insensato, paradossale, ricurvo, asimmetrico e impreciso. Ciò che ci vuole è la #contronautica!

Era una notte buia e tempestosa lottava strenuamente con C’era una volta, per capire chi fosse l’incipit più forte di sempre.
#twscrivo

Mi hai temuto stretto a te.

lo spazio non si dispiega, se non accartocciandosi di continuo, come alice che non cresce, se non rimpicciolendo.

Il moltiplicarsi delle unioni sessuali tra tuitteri porterà a un disfacimento del corredo genetico umano.

Il mio problema principale non è l’ego smisurato, ma il fatto che ho due ego smisurati.

Siamo rubinetti che perdono.
Tempo.

Bestia: “Ma come sarebbe castrarmi?”
Belle: “O così o niente. L’ho fatto pure col gatto!”
#disfavole

Sono caduto nel dubbio e ora ho una confusione al ginocchio.

Vedo individui con medaglie enormi al collo e spero cadano in acqua, solo per vederli sprofondare con tutto quell’inutile metallo.

Ci sono quelli che ti fanno il follow a intermittenza. E non ho ancora capito se è bisogno di followback oppure Parkinson digitale.

Scriverò un trattato sulle vostre bio.
E così, nella mia bio potrò scrivere che sono un biologo.

Geneticamente geniali.
Socialmente coglioni.
Sentimentalmente stronzi.

Ti avrei nuotata in un oceano.

Sapete che ognuno dei vostri autori preferiti si ammazzava di seghe, mentre scriveva i capolavori che tanto osannate, vero?

L’ignoranza non è ecologica.

Il fatto che siamo tutti assolutamente irrimediabilmente diversi, ci rende tutti assolutamente irrimediabilmente uguali.

Sono uno che spera poco.
Ma quando lo fa, le spera grosse.

Mi sento come astratto da una forza invisibile.

Mettetevi al riparo, stanno usando armi di frustrazione di massa!

L’universo è tragicosmico.

Io ho capito perché, in questo caos cosmico e insensato, una storia raccontata nel bosco, in una tenda sotto le stelle, è così necessaria.

Ho la medaglia d’oro in ginnastica cerebrale su dimensioni parallele.

Ben prima di avere un significato, le parole hanno un peso, un odore, un sapore, un suono e persino una risata tutta loro.

Non inventate storie sul sesso.
Fate sesso inventando storie.

Quella che chiamano “opinione pubblica” è la peggior invenzione dell’umanità dopo la canottiera a rete e i calzini di spugna bianchi.

In un universo nel quale neanche le particelle fondamentali prendono mai posizione, mi spiegate perché dovrei seguire le vostre certezze?

La bruttezza del convincersi.
La bellezza del mettere in dubbio.

Gente che finge d’impiccarsi con la corda di paglia.

I luoghi comuni avranno pure il loro sindaco. E se lo trovo lo ammazzo

Vieni, ti mostro la mia illudoteca.

Cosa non si fa per un po’ di risibilità.

Ogni guerra è stata scatenata dalle ferree certezze. Il dubbio invece non ha mai causato vittime.

L’uomo pericoloso è quello che si prende sul serio. L’uomo più pericoloso di tutti è quello che si prende sul serio a letto.

Ieri abbiamo armato i talebani contro i sovietici. Oggi armiamo i Curdi contro Isis. Per fortuna non abbiamo aiutato gli hobbit.

Sono egoeccentrico.

C’è chi condivide una stanza. Chi condivide qualche idea. Chi condivide un’esperienza. Poi c’è chi condivide mondi sconfinati.

La varietà di colori mi eccita.
Sono cromosessuale.

Professori, svegliate le teste dei vostri studenti, cacchio! Piantatela con Foscolo, Alfieri e Verga, date loro Verne, Melville e Kafka!

Telefoni che fanno da computer, orologi che fanno da telefoni, macchine che fanno da cervello, ma microchip che fanno da pisello ancora no.

Ma quelli che dicono “abbiamo la Costituzione più bella del mondo” come se parlassero dell’ultimo libro di Wilbur Smith che problemi hanno?

Ma quali alieni, quali terremoti, catastrofi, bombe atomiche, epidemie. Per sconfiggere l’umanità bastava un secchio d’acqua gelata.

Il nostro più grande problema è che siamo stati educati alla simmetria.

Gente che definendosi “solare” toglie credibilità alle energie rinnovabili.

Conoscevo uno che prendeva tutto alla lettera. È morto quando ha provato a farsi una sega.

La speranza è l’ultima a morire perché prima ammazza tutti: il coraggio, la fantasia, la verità e pure l’onestà.

Io e te ci siamo già followati da qualche parte?

Domani ci sarà ancora gente che scarica nel cesso ciò che dovrebbe portare in giro, e porterà in giro ciò che andava scaricato nel cesso.

Non è importante essere sempre la stessa persona. È importante ricordare tutte quelle che siamo state.

Voglio fartene di tutti i colori perché ti considero un’opera d’arte.Cara amigdala ti scrivo.

Oggi va tutto ko.

Da grandi potrei derivano grandi irresponsabilità.

A che ora passo a perderti?

La gente solare consuma troppo.

ANSA +++ Le tocca l’anima con un tweet lei lo denuncia per molestie.

Tra le parole si possono nascondere cose che i vestiti neanche immaginano.