Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @laradiceno (Lara). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autrice scrive di sé: "Vorrei essere "un'intelligentissima sfumatura di blu" (cit.). In realtà ho due figli, un marito, una pianta (morta) di basilico, un libro mai scritto nel cassetto e 34589654 fantasie. Corro, parlo da sola e perlopiù scrivo".

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@laradiceno si è iscritta a Twitter nel novembre 2010. "Twitter è la versione web della mia smemoranda del liceo" mi scrive l'autrice. "Pensieri colorati, gettati lì in un momento, che lasciano il posto ad altri, magari diversissimi, il momento dopo. Ho iniziato per diffondere il mio blog. E poi Twitter ha preso il posto del blog".

Nella timeline di @laradiceno emerge una forte personalità, personalità così forte che è difficile da inquadrare e descrivere. In in suo tweet l'autrice si definisce "danneggiata, scomoda e forte" e in un altro dice di se stessa: "che volete farci sono un'inguaribile ottimista, un po' nevrotica, però simpatica". Ma forse il miglior modo per cercare di descrivere @laradiceno è rimandare a una pagina del suo blog dove l'autrice nell'articolo intitolato fotografia (adesso) scatta una instantanea di se stessa

Tra i tanti spunti (lucidamente contraddittori) presenti in questo articolo del suo blog ho estrapolato alcuni frammenti significativi: "La parola che dico più spesso è no", "La frase che dico e in cui credo meno 'sto benissimo'. La frase che mi dicono più spesso 'stai benissimo'”, "Cuore in panne, facciata di gelo", "sorrido molto per cortesia e rido poco", "Per non sentire male finisce che non sento niente", "Più che vivere ultimamente mi sto capitando", "Aspetto un cambiamento glorioso che non sono in grado di costruire", "Penso spesso 'avrei dovuto' e 'non avrei dovuto' e mi mando affanculo", "Aspetto e odio aspettare".

@laradiceno descrive bene le tante contraddizioni tra l'essere e l'apparire, tra il vivere e il guardarsi vivere, tra il sentire troppo e il non sentire più niente, tra la voglia di cambiamento e l'accidia, tra le gambe lunghe e sottili e la paura di mettere chili, tra l'avrei dovuto e il non avrei dovuto, tra il dire sempre di no e un inguaribile ottimismo, tra l'essere nevrotica e l'essere simpatica e leggera, tra l'emotività e il sarcasmo ("educazione al sarcasmo. importante quasi quanto quella sentimentale"). Ecco che allora il significato dell'espressione "danneggiata, scomoda e forte", altro non è che una specie di insoddisfazione e inquietudine perenne ("mi attorciglio intorno alla mia irrequietezza senza ombra di rassegnazione"), di fronte a un mondo che, con i suoi schemi e i suoi stereotipi (simboleggiati nelle "signore milanesi"), non si adatta a quello cosi diverso e talora senza senso ("che senso ha? nessuno. ma il senso non è mai stato dalla nostra parte") dell'autrice. Che se il mondo mette sempre i puntini sulle i, @laradiceno invece "li sparge in giro, li numera, li unisce con la penna blu e ci disegna una giraffa".

Il fatto è che @laradiceno ha troppe forme ed è troppo colorata per il mondo ("ho una gamma di difetti con le più svariate sfumature, come la scatola da 50 pastelli caran d'ache"), è troppo diluviante ("diluvio. voce del verbo diluviare prima persona singolare"), anche se poi in questa gamma di colori e di forme e di diluvi, in questo scrivere a sproposito ("ho sempre una frase a sproposito per tutto"), si percepisce una tendenza a cercare il blu: "Non so che forma prenderò, ma so che sarà blu. E spero blu colore a olio". Blu come il mare, blu come la profondità, blu come la penna per scrivere, blu come l'assoluto, blu in quanto contrapposto all'azzurro "ero giovane, sapevo essere solo azzurra. ora sono blu. non ci sarei mai riuscita allora". Un blu che non si può spiegare "a chi vede tutto azzurrino", perché "il blu richiede dedizione e cura per essere capito e diventare caldo".

Presento una selezione di tweet di @laradiceno

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@laradiceno, Tweet scelti

"casa" è dove non trattieni la pancia.

(a volte mi sento il ritratto di dorian gray in soffitta ad incassare i colpi delle vite degli altri che invece vanno avanti a meraviglia).

voi che sorridete più ai cani che ai bambini io davvero non vi capisco.

quella voglia di mettere i puntini sulle i, invece li spargo in giro, li numero, li unisco con la penna blu e ci disegno una giraffa.

(chissà se si vede da fuori che me ne vado in giro così tua).

non puoi spiegare il blu a chi vede tutto azzurrino.

ho detto un "non importa" di troppo ed è successo che è diventato vero.

faccio un discorso ad alta voce in cucina da sola, che non capisco neanche del tutto, ma mi do ragione, non prima di litigarmi un po'

indosso braccia, mangio parole, respiro ricordi, ascolto profumi, annuso pensieri. c'è qualcosa che non torna.

il mio mezzo di trasporto preferito è la bici. ma anche la musica non scherza.

quando si chiude una porta io sono quella che resta fuori. senza chiavi. e inizia a piovere. e il postino mi dà una lettera di equitalia.

a volte si va lontani solo per vedere se qualcuno ci viene a raggiungere anche lì.

"non ti riconosco più" è una di quelle frasi che fanno più male a chi le dice che a chi le sente.

a mia sveglia è un 5enne che alle 6 arriva, mi tira una manata in faccia nel buio e chiede "il cielo sono le sabbiemobili dei palloncini?"

quel genere di cuore che se vede un infarto arrivare lo guarda e gli dice "pivello".

il pigiama è un luogo molto bello.