Silvana Baroni, il doppiere e lo specchio

Presso la casa editrice La Mandragora di Imola è stata appena inaugurata la collana editoriale “Sparta” che accoglie, come suona il sottotitolo (“contenitore di oggetti laconici”), solo forme brevi, nelle diverse declinazioni di aforismi, massime, motti, sentenze, diari, pensieri, meditazioni, adagia. La collana è diretta da Antonio Castronuovo ed è anche aperta a brevi testi saggistici, ma realizzati con la tecnica della collana di pensieri legati tra loro (logicamente o analogicamente).

Il primo autore di questa collana è Silvana Baroni, una delle migliori interpreti di questo genere che il lettore di Aforisticamente ha già avuto modo di conoscere leggendo gli articoli su paralleleBipedi, Il bianco, il nero, il grigio  e L’aforisma visivo di Silvana Baroni.

Il nuovo libro di Silvana Baroni – che contiene aforismi editi e inediti – si intitola il doppiere e lo specchio ed è – come scrive molto bene Antonio Castronuovo nella prefazione – “un libro di sinestesie”, dove su ogni pagina appare un aforisma e un disegno dell’autrice, creando una duplice “sensazione” nel lettore, che legge la scrittura ma vede anche il disegno. Come nei suoi precedenti libri, Silvana Baroni , con mano rapida, veloce, tratteggia delle linee – visive e verbali – e traccia delle fratture tra il mondo come ci appare – nei suoi schemi e stereotipi comuni – e il mondo come potrebbe essere se solo il lettore avesse il coraggio di guardare dentro se stesso, alla ricerca della sua coscienza, al di là dei facili perbenismi e delle comode maschere di finzione.

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L’aforisma di Silvana Baroni – in queste linee così rapide – è un pensiero disgregante, frantumante, contro l’ovvietà del senso, è un invito a spostarsi dal centro, dall’omologazione per guardare, per un attimo, dentro l’abisso al fine di carpire “qualche vertigine” del nostro essere. Nella duplice immagine del doppiere e dello specchio, l’aforisma dell’autrice, davanti allo specchio e nel fuoco illuminante delle torce del doppiere, è una interrogazione sulla nostra identità, una richiesta (con la sua “visività”) di guardare dentro la realtà, ed è anche un urgenza di ruotare e capovolgere (con la sua sottile e inconfondibile “pointe” ironica) il mondo, intravedendone per un attimo un’immagine “altra”.

Il libro è stato presentato il 14 dicembre, presso la Libreria Fandango a Roma, da Silvana Baroni, Antonio Castronuovo, Donato Di Stasi, Lamberto Pignotti. In questo video – dove sono contenute anche delle interessanti considerazioni sull’aforisma come genere letterario – c’è la sintesi dell’incontro.