frasi, citazioni e aforismi sull’utopia

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sull’utopia con i punti di vista dei “positivi” e il punto di vista degli “scettici”. Tra i temi correlati si vedano Frasi, citazioni e aforismi sulla speranza e Frasi, citazioni e aforismi sull’ideale e gli idealisti e Frasi, citazioni e aforismi sull’impossibile.

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Frasi, citazioni e aforismi sull’utopia

utopia

I problemi del mondo non possono essere risolti da degli scettici o dei cinici i cui orizzonti si limitano a delle realtà evidenti. Noi abbiamo bisogno di uomini capaci di immaginare ciò che non è mai esistito.
(John Fitzgerald Kennedy)

Una mappa del mondo che non comprende il paese dell’Utopia è indegna anche di un solo sguardo, perché ignora il solo paese al quale l’Umanità approda continuamente. E quando l’Umanità vi getta le ancore, sta in vedetta, e scorgendo un paese migliore, di nuovo fa vela. Il progresso non è altro che avvalersi delle utopie.
(Oscar Wilde)

Senza utopia, nessuna attività veramente feconda è possibile.
(Mikhaïl Ievgrafovitch Saltykov)

L’utopia non significa l’irrealizzabile, ma l’irrealizzato. L’utopia di ieri può diventare oggi realtà.
(Théodore Monod)

L’utopia è semplicemente ciò che non è stato ancora provato.
(Erich Fried)

Chi dice che una cosa è impossibile, non dovrebbe disturbare chi la sta facendo.
(Albert Einstein)

Ogni giorno, qualcuno sta facendo qualcosa che qualcun altro ha detto era impossibile.
(Glenn Hefley)

Quando una moltitudine di piccole persone in una moltitudine di piccoli luoghi cambiano una moltitudine di piccole cose, costoro possono cambiare la faccia del mondo.
(Friedrich Nietzsche)

La credenza che niente cambi viene sia da una cattiva visione, sia da una cattiva fede. La prima si corregge, la seconda si combatte.
(John Maynard Keynes)

Come se tutti i grandi progressi dell’umanità non fossero dovuti a una utopia realizzata. Come se la realtà di domani non dovesse essere fatta dell’utopia di ieri e di oggi.
(Charles Fourier)

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.
(Francesco d’Assisi)

Esistere è il gesto con cui si indica l’Utopia.
(Roberto Morpurgo)

La gloria del mondo è transitoria e non è questa che ci dà la dimensione della nostra vita, ma è la scelta che facciamo di seguire la nostra leggenda personale. Credere nelle nostre utopie e lottare per i nostri sogni.
(Paulo Coelho)

Solo a coloro che possiedono, con innocenza, il sorriso è dato di evocare l’utopia.
(Sergio Moravia)

L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.
(Eduardo Hughes Galeano)

L’utopia è questo: quando sei convinto che a trecento metri ci sia quello che vuoi raggiungere, li percorri e ti rendi conto che l’utopia è trecento metri più in là, e così via. Per questo ti dici: “Allora è veramente irrealizzabile”. Invece no, perché c’è un aspetto positivo: che si sta camminando, e quindi l’utopia si realizza strada facendo.
(Don Andrea Gallo)

E se i sogni fossero delle sonde venute da Utopia per esplorare la terra?
(Unalala Bwana).

Il miglior sistema di distruggere un’utopia è realizzarla.
(GK Chesterton)

Nel momento in cui l’uomo è sul punto di realizzare la sua speranza, egli comincia a perderla.
(Erich Fromm)

La ricerca del nirvana, così come la ricerca delle utopie o della fine della storia o della società senza classi, è in fin dei conti inutile e pericolosa. Richiede il sonno della ragione. Non c’è via di scampo dall’ansia e dalla lotta.
(Chistopher Hitchens)

Spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare.
(Adriano Olivetti)

Idealisti e riformatori diventano carnefici a loro volta. La strada verso l’utopia termina con i passaggio sul catafalco, istante terminale della ghigliottina.
(Grant Morrison)

La felicità, come ogni utopia, evita di rifugiarsi nelle cose pesabili, contabili e misurabili.
(Juan Varo Zafra)

I desideri utopici sono parte della condizione umana, e il desiderio di creare un paradiso in terra è l’inevitabile conseguenza di una società senza dio.
(Jonah Goldberg)

Oggi le utopie sono morte, ma con esse purtroppo sembra siano morti anche gli ideali. Talora ne discende una specie di depressione collettiva della speranza e dell’immaginazione sociale e, ancora peggio, una sfiducia di fondo dell’umanità in se stessa.
(Vito Mancuso)

L’utopia di un secolo spesso diviene l’idea volgare del secolo seguente.
(Carlo Dossi)

Utopia, ricordiamocelo, significa da nessuna parte.
(EM Cioran)

Quando l’uomo tenta di immaginare il Paradiso in terra, il risultato immediato è un molto rispettabile inferno.
(Paul Claudel)

Il nostro pensiero di una felicità futura è sempre chimerico: ora c’inganna la speranza, ora ci delude la cosa sperata.
(Arthur Schopenhauer)

Il mondo democratico si basa sul principio che gli individui sono liberi e uguali: infatti ha un’inclinazione naturale per l’utopia.
(François Furet)

L’utopia è un miscuglio di razionalismo puerile e di angelismo secolarizzato.
(EM Cioran)

La ricerca dell’utopia è una ricerca religiosa, un desiderio di assoluto. L’utopia è la grande fragilità della storia, ma anche la sua grande forza. In un certo senso, è l’utopia a riscattare la storia.
(EM Cioran)

La religione è la più gigantesca utopia, cioè la più gigantesca “metafisica” apparsa nella storia.
(Antonio Gramsci)

Chi scrive versi o compone quadri e statue è spinto da un impulso insostenibile a far rinascere sulla terra l’età dell’oro: la fa rinascere nella sua opera, che è la stessa età dell’oro realizzata. Ma è anche simile a una divinità decadente, prigioniera nelle tenebre o esiliata ai limiti della terra, che porta nella memoria il ricordo dell’utopia e della sua fine irreparabile; o da un astro che fugge, sempre più pallido ed enigmatico, l’acume degli occhi umani.
(Pietro Citati)

Gli utopisti vogliono che tutti gli uomini siano ricchi o agiati egualmente, questa eguaglianza nella ricchezza o nell’agiatezza, è la promessa con la quale allettano gli operai; perché se gli operai sapessero che il risultato dell’agitazione, sarà, come abbiamo visto, l’indigenza e la mediocrità universale, non darebbero loro ascolto.
(Federico De Roberto)

Giudico il cosiddetto utopismo una dottrina attraente, anzi, fin troppo attraente, e addirittura pericolosa e nociva. Dal mio punto di vista essa si vota da sola alla sconfitta e conduce alla violenza.
(Karl Popper)

L’appello all’utopismo deriva dall’incapacità di comprendere che non possiamo realizzare il paradiso in terra. Ritengo invece che possiamo, di generazione in generazione, rendere la vita un poco meno terribile e ingiusta.
(Karl Popper)

Se dovessi dare una semplice formula o ricetta per distinguere fra quelli che considero piani di riforma sociale ammissibili e gli inammissibili progetti utopici, direi: Agisci per l’eliminazione dei mali concreti piuttosto che per realizzare dei beni astratti. Non mirare a realizzare la felicità con mezzi politici. Tendi piuttosto ad eliminare le miserie concrete.
(Karl Popper)

L’utopia: una sostanziosa torta al cioccolato protetta dalle mosche sotto una campana di vetro.
(Charles Simić)

La isola degli Utopii, larghissima, nel suo mezzo si stende dugentomila passi e per lungo tratto non si stringe molto, ma ver la fine d’amendue i capi si va ristringendo, i quai piegati in cerchio di cinquecentomila passi, fanno l’isola in forma de la nuova luna. Questi suoi corni dal mare combattuti sono distanti uno da l’altro circa undeci miglia, e il mare, tra queste braccia dai venti difeso, fa come un piacevol lago e commodo porto, di onde per suo bisogno manda le navi agli altri paesi; la bocca da una parte con guadi e secche, da l’altra con aspri sassi, mette spavento a chi pensasse d’entrarvi come nimico. Quasi nel mezzo di questo spacio è un’alta rupe, la quale per ciò non è pericolosa, sopra la quale in una torre da loro fabricata tengono il presidio; molte altre rupi vi sono nascoste e perigliose.
(Thomas Moore)

Una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevavisi un’oca a denaio e un papero giunta; e eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevano che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua.
(Boccaccio, Decamerone)