Frasi, citazioni e aforismi sulla collezione e il collezionismo

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Ognuno di noi – consciamente o inconsciamente – è collezionista di qualche oggetto, e persino questo blog altro non è che una vasta collezione di frasi e aforismi. Presento qui di seguito una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulla collezione e il collezionismo. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla casa, Frasi, citazioni e aforismi sulle farfalle e Frasi, citazioni e aforismi sulla felicità.

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Frasi, citazioni e aforismi sulla collezione e il collezionismo

collezione

Non i filosofi, ma coloro che si dedicano agli intagli in legno e alle collezioni di francobolli costituiscono l’ossatura della società.
(Aldous Huxley)

Basta osservare come un collezionista maneggia gli oggetti della sua vetrina. Non appena ne prende in mano uno, il suo sguardo ispirato sembra trapassare l’oggetto e perdersi nelle sue lontananze. Di qui il lato magico del collezionista.
(Walter Benjamin)

I collezionisti sono i fisiognomi del mondo degli oggetti
(Walter Benjamin)

La collezione nasce del bisogno di trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di oggetti salvati dalla dispersione, o in una serie di righe scritte, cristallizzate, fuori dal flusso continuo dei pensieri.
(Italo Calvino)

– Io colleziono orologi di lusso… e tu?
– Io colleziono tramonti, sorrisi di sconosciuti, vinili di musica, libri letti, cartoline da spedire, abbracci veri e strade che portano al mare.
(Fabrizio Caramagna)

Secondo gli psicologi tra gli otto e i nove anni quasi tutti i bambini sono colti da una irrefrenabile passione di raccogliere cose, di collezionare: conchiglie, sassi, farfalle, minerali, figurine, ecc. Poi con l’adolescenza questa spinta tende a diminuire sino ad estinguersi (…) Poi, subentra un periodo di latenza, quindi intorno ai quarant’anni, all’improvviso si ridiventa collezionisti.
(Marco Belpoliti)

La volontà di possesso del mondo attraverso qualcosa di parziale è anche un modo per dominare il tempo, per renderlo discontinuo, sottoponendolo al dominio dello spazio – la collezione come spazio.
(Jean Baudrillard)

Il collezionismo è un habitus mentale che può appartenere indifferentemente a ottimi o pessimi soggetti. È sempre bene ricordare questo assunto per non incorrere nel più banale e fuorviante dei luoghi comuni ovvero considerare i collezionisti soltanto come gente antipatica, avida e narcisista.
(Vittoria de Buzzaccarini)

Il collezionista si muove in una zona sospesa tra il visibile e l’invisibile, dal momento che la collezione è qualcosa che vive di vita propria, entità mossa da forze oscure e inconoscibili.
(Marco Belpoliti)

Collezionare è accumulare esperienze, guardare e raccogliere, conservare e comunicare. L’uomo ha già cominciato la sua evoluzione collezionando. Che cosa sono le grotte dipinte se non una forma di comunicazione, e una collezione.
(Alberto Bolaffi)

Il collezionista è legato a un rapporto con gli oggetti che non ne mette in primo piano il valore funzionale, e dunque la loro utilità o fruibilità, ma li studia e li ama in quanto scena, teatro del loro proprio destino. Quel che più profondamente affascina il collezionista è collocare il nuovo acquisto dentro una sfera magica in cui, mentre è percorso dall’ultimo brivido, il brivido del venire acquisito, l’oggetto si immobilizza. Ogni ricordo, pensiero, consapevolezza diventa zoccolo, cornice, piedistallo, cella del nuovo tesoro. Epoca, luogo, bottega, precedente proprietario – tutto questo il vero collezionista lo vede confluire, per ogni pezzo della propria collezione, in una magica enciclopedia la cui intima essenza è il destino di quel suo oggetto.
(Walter Benjamin)

Il collezionista s’impegna nel lavoro di Sisifo di togliere alle cose, mediante il possesso di esse, il loro carattere di merce, dando loro però solo un valore d’amatore invece del valore d’uso.
(Walter Benjamin)

Il collezionista è visto come un uomo possessivo, competitivo, che trasferisce sulla sua collezione rivalità e conflitti, e sfida con le sue “cose” l’Altro, il rivale assente, o solo fantasticato. Farebbe qualunque cosa pur di completare la propria collezione sapendo nel fondo di se stesso che nessuna collezione è mai esaustiva, e quando lo diventa perde immediatamente ai suoi occhi qualsiasi valore.
(Marco Belpoliti)

Usati tutti i fiammiferi, la scatola è vuota e non resta che buttarla nel secchio della spazzatura. Ma all’occhio del collezionista la scomparsa contemporanea del valore d’uso e del valore di scambio della scatola – del suo carattere di merce – è la premessa per l’emergenza di qualcosa come la forma pura della scatola presente in essa ma fino a allora non visibile. Questa forma è appunto il vuoto della scatola e la domanda del collezionista riguarda l’uso che di questo vuoto è ancora possibile.
(Bruno Moroncini)

Se ogni passione, infatti, confina con il caos, quella del collezionismo confina con il caos dei ricordi. Ma dirò di più: caso e destino, che colorano ai miei occhi il passato, sono tangibilmente presenti anche nell’abituale confusione di questi libri. Cos’altro è infatti, questa raccolta, se non un disordine in cui l’abitudine si è talmente ambientata da farlo apparire ordine? Loro avranno già sentito di persone che si sono ammalate per aver perduto i loro libri, di altre che per acquisirli si sono macchiate di crimini. Qualsiasi ordine è, proprio in questi ambiti, null’altro che lo stare sospesi sopra un abisso. (…) In tal modo l’esistenza del collezionista si colloca nella costante tensione dialettica tra i poli del disordine e dell’ordine.
(Walter Benjamin)

Il vero collezionista è un bambino che ha appreso la difficile arte di abitare nelle cose che ha raccolto, senza fine.
(Marco Belpoliti)

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Giulio Cesare raccoglieva monete della Repubblica e dei territori conquistati, ma prima di lui, quanti hanno raccolto conchiglie, drappi, statue di dei?
Alberto Bolaffi)

I bibliofili possessori di biblioteche di cui non volgono una pagina, si possono paragonare agli eunuchi in un harem.
(Carlo Dossi)

Ho una vasta collezione di conchiglie, che tengo sparse per le spiagge di tutto il mondo.
(Steven Wright)

All’opposto della voracità selettiva c’è quella onnivora del collezionista “scoiattolo”, accumulatore per eccellenza come Sir Thomas Phillipps, capace nella sua vita di accumulare 120mila tra libri, manoscritti, carte geografiche, sigilli, lettere e disegni antichi (da quelli preziosissimi al ciarpame di nullo valore) stipando la sua casa sino all’inverosimile per la gioia della sua povera consorte.
(Vittoria de Buzzaccarini)

L’atteggiamento con cui i collezionisti corteggiano i quadri è romantico solo in apparenza: alla base di tutto non c’è che pura e semplice lussuria.
(Steve Martin)

Il Novecento, con il suo rapidissimo progresso tecnologico, ha prodotto una quantità smisurata di oggetti collezionabili e collezionati.
(Alberto Bolaffi)

Loreto impagliato e il busto d’Alfieri, di Napoleone,
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!)
il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti,
i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,
un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
gli oggetti con mònito, salve, ricordo, le noci di cocco,
Venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po’ scialbi,
le stampe, i cofani, gli albi dipinti d’anemoni arcaici,
le tele di Massimo d’Azeglio, le miniature,
i dagherottipi: figure sognanti in perplessità,
(Guido Gozzano)

Va annoverato tra i ricordi più belli del collezionista il momento in cui è accorso in aiuto di un libro mai forse sfiorato dai suoi pensieri, e men che meno dai suoi desideri, solo perché l’infelice se ne stava lì sulla piazza negletto e sconsolato; e, così come nelle fiabe delle Mille e una notte il principe comprava una bella schiava, lo ha comprato per donargli la libertà. Per il bibliofilo, infatti la vera libertà – per qualsiasi libro – sta da qualche parte su uno dei suoi scaffali.
(Walter Benjamin)

Il genere collezionista “topo” è critico, timoroso, insicuro, sospettoso, assillato dal “fare l’affare” come il romano Mamurra descritto da Marziale che, trascorsa la giornata a esaminare mille tesori d’ogni tipo, finisce per comprare due ciotole da meno di tre sesterzi.
(Vittoria de Buzzaccarini)

Non sappiamo perché, e che mai siamo venuti a fare quaggiù: quindi, cerchiamo di passare il tempo nel modo più consono ai nostri gusti. Io non ho altra morale; anzi, sono pronto ad applaudire chi, nato per fare il collezionista di francobolli o di porcellane, non ha che questo scopo nella vita. Egli ha raggiunto la vera felicità.
(Arrigo Cajumi)

La vera università di questi giorni è una collezione di libri.
(Thomas Carlyle)

Per il mio compleanno mi compri l’estate. Un abbonamento ai fulmini. Una collezione di onde che facciamo rumore quando non riesco a dormire.
(NinaEin, Twitter)

Sottoposta alla psicoanalisi la figura del collezionista non ne esce bene, e dal punto di vista etico c’è certamente in lui qualcosa di profondamente egoistico e limitato, di gretto addirittura.
(Mario Praz)

La verità è che a furia di far collezioni, di cose, di piante, di tutto, si finisce a poco a poco col voler farle anche con le persone.
(Giorgio Bassani)

Nulla rende lo spirito angusto e geloso come l’abitudine di fare una collezione.
(Stendhal)

È più ragionevole sacrificare la propria vita alle donne piuttosto che ai francobolli, alle vecchie tabacchiere, perfino ai quadri e alle sculture. L’esempio delle altre collezioni dovrebbe però ammonirci a cambiare, a non avere una sola donna, ma molte.
(Marcel Proust)

– Ti va di salire a vedere la mia collezione di due di picche?
– No
– Evvai che mi mancavi.
(vladinho77, Twitter)

Nessuno oggetto da collezione è nato a fine collezionistici.
(Alberto Bolaffi)

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