Le frasi più belle e famose di Lev Tolstoj

Presento una raccolta delle citazioni e frasi più belle e famose di Lev Tolstoj. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Albert Einstein, Le frasi più belle e famose di William Shakespeare e Le più belle frasi di Oscar Wilde.

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Le frasi più belle e famose di Lev Tolstoj

Lev Tolstoj

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.
(Anna Karenina)

Vi è un solo modo per essere felici: vivere per gli altri.
(Anna Karenina)

Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce
(Anna Karenina)

Io penso – disse Anna, giocando con un guanto che si era tolto – io penso… se è vero che ci sono tante sentenze quante teste, così pure tante specie d’amore quanti cuori.
(Anna Karenina)

Hanno inventato il rispetto per nascondere il posto vuoto dove dev’esserci l’amore.
(Anna Karenina)


Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso.

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Come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore ne accende un altro e così si accendono migliaia di cuori.

L’uomo ama, non perché sia suo interesse amar questo o quello, ma perché l’amore è l’essenza dell’anima sua; perché non può non amare.

È cosa meravigliosa questa illusione che abbiamo che la bellezza sia anche bontà.
(La sonata a Kreutzer)

Togli il sangue dalle vene e versaci dell’acqua al suo posto: allora sì che non ci saranno più guerre.
(Guerra e pace)

Ciò che conta in un matrimonio felice non è quanto si sia compatibili, ma quanto si sia capaci di gestire le incompatibilità.


Quando si ama, si ama tutta la persona così com’è, e non come si vuole che sia.
(Anna Karenina)

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Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa.

Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri.

I migliori generali che ho conosciuto sono uomini sciocchi o distratti. Il migliore di tutti è Bagratiòn, come lo stesso Napoleone ha riconosciuto. Ma anche Bonaparte! Ricordo la sua faccia soddisfatta, espressione di una mente limitata, sul campo di Austerlitz. Non solo un buon condottiero non ha bisogno di genio o di qualità particolari, qualunque siano, ma al contrario, deve mancare delle più alte e migliori qualità umane: d’amore, di poesia, di tenerezza, del dubbio filosofico ed indagatore. Deve essere limitato, fermamente convinto che ciò che egli compie è molto importante (altrimenti non avrebbe sufficiente pazienza), e soltanto allora sarà un valoroso condottiero. Dio lo scampi dall’essere un uomo: se sarà un uomo, amerà qualcuno, avrà pietà di qualcuno, penserà a ciò che è giusto e ingiusto. Si comprende che fin dall’antichità abbiano forgiato per essi la teoria del genio, poichè essi hanno il potere.
(Guerra e pace)

Il denaro non rappresenta se non una nuova forma di schiavitù impersonale, al posto dell’antica schiavitù personale.

Noia: il desiderio di desideri.

Capì che, non solo ella gli era vicina, ma che ora non sapeva più dove finiva lei e dove cominciava lui.
(Anna Karenina)

Le donne sono una vite su cui gira tutto.
(Anna Karenina)

Se il bene ha una causa, non è più bene; se ha un effetto, la ricompensa, pure non è bene. Perciò, il bene è al di fuori della catena delle cause e degli effetti.
(Anna Karenina)

Kitty capì che bastava soltanto dimenticare se stessi e amare gli altri, e si poteva essere calmi, felici, ottimi.
(Anna Karenina)

Tutto prendeva luce da lei: era lei il sorriso che illuminava tutto, d’ogni intorno. (…) Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare.
(Anna Karenina)

Una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile alle persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità

Aveva ragione Pierre quando affermava che per essere felici bisogna credere che la felicità è possibile. E ora io ci credo. Lasciamo che i morti
seppelliscano i loro morti; ma sino a che si vive si deve vivere ed essere felici
(Guerra e pace)

Per l’ultima volta vi dico: rivolgete tutta la vostra attenzione a voi stesso, mettete le catene ai vostri sensi e cercate la beatitudine non già nelle passioni, ma nel vostro cuore. La fonte della beatitudine non è fuori, ma dentro di noi
(Guerra e pace)

Tutto, tutto quello che ho capito, l’ho capito solo perché amo.

Non c’è nulla di più forte di quei due combattenti là: tempo e pazienza
(Guerra e pace)

Levin era innamorato, e perciò gli pareva che Kitty fosse tale una perfezione per ogni riguardo, una creatura tanto più alta di ogni altra sulla terra, e lui un essere così inferiore, così nullo che non poteva ammettere il pensiero che ella stessa e gli altri lo credessero degno di lei.
(Anna Karenina)

La vecchiaia è la più inaspettata di tutte le cose che possano accadere a un uomo.

Non si può asciugare l’acqua con l’acqua, non si può spegnere il fuoco con il fuoco, quindi non si può combattere il male con il male.

Vronskij intanto, mlagrado il completo appagamento di quello ch’egli aveva così a lungo desiderato, non era pienamente felice. Ben presto sentì che l’appagamento del desiderio gli aveva dato solo un granello di sabbia di quella montagna di felicità che si attendeva. Questo appagamento gli aveva mostrato l’errore che commettono gli uomini che si figurano la felicità nell’appagamento di un desiderio.
(Anna Karenina)

Quegli attacchi di gelosia, che negli ultimi tempi la prendevano sempre più spesso, gli mettevano orrore, e, per quanto egli cercasse di nasconderlo, lo raffreddavano verso di lei, benché sapesse che la causa della gelosia era il suo amore per lui
(Anna Karenina)

Ma sentiva che a fianco dell’amore che li legava si era stabilito tra loro il maligno spirito di una certa lotta, che lei non poteva scacciare né dal cuore di lui, né ancora meno dal proprio.
(Anna Karenina)

Se non ci fosse la sofferenza, l’uomo non conoscerebbe i propri limiti, non conoscerebbe se stesso.
(Guerra e pace)

Dove ci sono i tribunali, c’è ingiustizia.
(Guerra e pace)

Questo è vero… Penso continuamente alla morte. Non è forse vero che andiamo avvicinandoci alla fine e che tutto attorno a noi non è che vanità? Ti confesso che tengo molto alla mia idea e alla mia opera… Ma in realtà, pensaci! tutta la nostra vita non è altro che un po’ di muffa sulla crosta di un piccolo pianeta. Noi immaginiamo, invece, di possedere qualche cosa di grande: idee, opere! Non sono che granelli di polvere.
(Anna Karenina)

Si può amare chi vi odia, ma non chi si odia
(Anna Karenina)

Si può restar seduti parecchie ore, incrociando le gambe, nella stessa posizione, quando si sa che nulla impedisce di cambiar posizione; ma se una persona sa che deve rimaner seduto così, con le gambe incrociate, gli verranno i crampi, le gambe si stireranno e si stringeranno in quel punto dove egli vorrebbe allungarle.
(Anna Karenina)

Il poeta prende le cose migliori della sua vita e le mette nel suo lavoro. Così il suo lavoro è bellissimo, e la sua vita brutta.

La musica è la luce della luna sulla cupa notte della vita.

Siamo addormentati fino a quando ci innamoriamo!
(Guerra e pace)

Il fascino suo consisteva nell’emergere sempre dall’abbigliamento, così che l’abito indossato da lei non venisse notato
(Anna Karenina)

Si domandava: che cosa è accaduto? E rispondeva: nulla, e si ricordava che la gelosia era un sentimento che umiliava lui e sua moglie, ma di nuovo nel salotto si convinceva che qualcosa era successo.
(Anna Karenina)

La legge degli uomini è come la banderuola di un vecchio campanile che varia e si muove secondo come spirano i venti.

Credendo a se stesso, l’uomo si espone sempre al giudizio della gente. Credendo agli altri ha sempre l’approvazione di chi lo circonda.

Amare per tutta la vita una donna o un uomo è come sostenere che una candela resterà accesa tutta la vita.
(Sonata a Kreutzer)

Anche nei rapporti migliori, più amichevoli e più semplici che possono sussistere fra gli uomini, la lusinga o la lode sono necessari come il grasso è necessario alle ruote perché girino.
(Guerra e pace)

Non può essere che la vita sia così assurda, così schifosa. E se anche è tanto assurda e schifosa, perché morire, e morire soffrendo? C’è qualcosa che non torna.
(La morte di Ivan Il’ič)

La fede è la forza della vita. Se l’uomo vive, significa che in qualcosa crede. Se non credesse che bisogna vivere per qualche cosa, egli non vivrebbe. Se non vede e non capisce l’illusorietà del finito, egli crede in questo finito; se capisce l’illusorietà del finito, egli deve credere nell’infinito. Senza la fede non si può vivere.

Se le persone viziose sono tutte quante collegate tra loro e appunto perciò costituiscono una forza, allora basterà che le persone oneste facciano anche loro altrettanto. È così semplice.
(Guerra e pace)

Che bella età è la vostra! – riprese Anna. – Mi ricordo quella nebbia azzurra che somiglia a quella che appare sulle montagne della Svizzera. Si vede tutto attraverso quella nebbia nell’età beata che è al termine della fanciullezza, dove pare che tutto debba essere così bello!… Chi non ha camminato attraverso questa nebbia?
(Anna Karenina)

Comprendi che per me, dal giorno in cui ho cominciato ad amarti, tutto, tutto è cambiato. Per me esiste una cosa e una sola: il tuo amore. Se ho questo amore, mi sento così superiore, così salda, che ormai nulla per me può essere umiliante.
(Anna Karenina)

Le due più grandi sventure nella vita sono una cattiva salute e una cattiva coscienza. Vivere evitando questi due mali, ecco tutta la mia saggezza
(Guerra e pace)

Se mi amate come dite – ella mormorò – fate che io abbia pace.
Il viso di lui s’illuminò.
– Non sapete forse che siete per me tutta la vita? Questa pace io non conosco e non posso darvi. Tutto me stesso, l’amore… sì. Non riesco a pensare a voi e a me separatamente. Per me, voi ed io siamo una cosa sola. E io non vedo davanti a me possibilità di pace, né per me, né per voi. Vedo una possibilità di disperazione, di infelicità… o la possibilità di una gioia, quale gioia!… È forse impossibile? – aggiunse a fior di labbra, ma lei sentì.
Ella tese tutte le forze del suo spirito per dire quello che si sarebbe dovuto dire; ma, in luogo di questo, fermò il suo sguardo pieno d’amore su di lui, e tacque.
(Anna Karenina)

«Sì, tutto è stato come non avrebbe dovuto essere», si disse, «ma non importa. Si può, si può fare come dovrebbe essere. Ma come dovrebbe essere?» sì domandò, e improvvisamente tacque.
(La morte di Ivan Il’ič)

Quando cercava d’indagare che cosa fosse e perchè vivesse, non trovava risposta e cadeva nella disperazione. Ma quando smetteva di torturarsi con questo pensiero, pareva sapesse qual era la sua ragione di vivere e perchè vivesse e agisse nella vita reale in un modo ben definito.
(Anna Karenina)

L’amore impedisce la morte. L’amore è vita. Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo. È solo questo che tiene insieme tutto quanto. L’amore è Dio, e il morire significa che io, una particella dell’amore, ritorno alla sorgente eterna e universale.”
(Guerra e pace)

Nessuno è contento del suo patrimonio, e ognuno è contento della sua intelligenza
(Anna Karenina)

Si può fare una grande malvagità, ma un’opera buona non si può farla altro che piccola.

Si può amare una persona a voi cara con un amore umano, ma un nemico si può amare solo con l’amore divino.

Cogli i momenti di felicità, di amore e sii amato! Questa è l’unica realtà al mondo, tutto il resto è follia. E’ l’unica cosa che ci interessa qui.

Il fatto stesso della morte di una persona tanto vicina a loro, aveva suscitato, come accade sempre, in tutti coloro che l’avevano appreso, un senso di soddisfazione perchè ognuno pensava: è morto lui e non io.
(La morte di Ivan Il’ič)

Per giudicare il grado di civiltà di uno Stato bisogna vedere le sue prigioni… dal di dentro.

Le storie migliori non vengono dal “bene contro il male”, ma dal “bene contro il bene.

Il carattere delle persone non si rivela mai così chiaramente come nel gioco.

Gli pareva che tutte quelle tracce della sua esistenza si impadronissero di lui e gli sussurrassero: “No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quale sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa di una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire”. Ma mentre subiva l’impressione che gli oggetti gli parlassero così, una voce interna gli ripeteva che non doveva sottomettersi al passato e che poteva fare di sè tutto quel che voleva.
(Anna Karenina)

Gli uomini sono come i fiumi: l’acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido.
(Resurrezione)

La domanda, che sembra così difficile, se non sia sbagliato, fra tanti viventi che praticano la violenza, essere l’unico o uno dei pochi non violenti, non è diversa dalla domanda se sia possibile essere sobri fra tanti ubriachi, e se non sia meglio darsi tutti quanti al bere.
(Guerra e pace)

“Non Uccidere” non si applica all’omicidio di una sola specie, bensì a tutti gli esseri viventi e questo comandamento fu scritto nel cuore dell’uomo molto prima di essere proclamato sul Sinai

Si possono spiegare all’uomo meno intelligente le cose più astratte, s’egli non ne ha ancora alcuna nozione; ma non si può spiegare la cosa più semplice all’uomo più intelligente, s’egli è fermamente convinto di sapere benissimo ciò che si vuole insegnargli.
(Se il regno di Dio è in voi)

Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.

Dall’uccidere gli animali all’uccidere gli uomini il passo è piccolo.

La storia moderna è simile a un sordo che risponda a domande che nessuno gli rivolge.
(Guerra e pace)

L’arte è la suprema manifestazione della potenza dell’uomo; è concessa a rari eletti, e innalza l’eletto a un’altezza dove l’uomo è preso da vertigine ed è difficile conservare la sanità della mente. Nell’arte, come in ogni lotta, ci sono eroi che si dedicano interamente alla loro missione, e che periscono senza raggiungere la meta.
(Tutti i racconti)

Che condimento necessario per tutto è la bontà! Le migliori virtù senza la bontà non valgono nulla; i peggiori vizi con essa si riscattano.

Non vi è fetore al quale l’olfatto non finisca per abituarsi, non vi è rumore al quale l’udito non possa assuefarsi, né mostruosità che l’uomo non abbia imparato a considerare con indifferenza.

Si volevano bene, malgrado la diversità dei caratteri e dei gusti, così come si vogliono bene gli amici incontratisi nella prima giovinezza. Malgrado ciò, come capita spesso fra persone che hanno scelto generi diversi di attività, ciascuno di loro, pur giustificando col ragionamento l’attività dell’altro, finiva col disprezzarla dentro di sé.
(Anna Karenina)

Vivere in contraddizione con la propria ragione è la morale più intollerabile

La felicità è una allegoria, l’infelicità una storia.

Il mio peccato principale è il dubbio. Io dubito di tutto e mi trovo sempre nel dubbio.
(Anna Karenina)

Per essere felice, occorre una cosa sola: amare, e amare con sacrificio di sé, amare tutti e tutto, stendere in tutte le direzioni la tela di ragno dell’amore: chi ci capita dentro, quello va preso.
(Racconti)

Konstantin Levin non amava parlare delle bellezze della natura né sentirne parlare. Le parole, secondo lui, toglievano la bellezza alle cose che vedeva
(Anna Karenina)

Nella generale opinione io salivo, proprio mentre la vita mi mancava invece sotto ai piedi… ed ecco è finita; muori adesso!
Ma che è stato? Perché? Non può essere. Non può essere che la vita sia così assurda, così schifosa. E se anche è tanto assurda e schifosa, perché morire, e morire soffrendo? C’è qualcosa che non torna
(La morte di Ivan Il’ič)

Dio aveva dato il tempo e aveva dato la forza; tempo e forza andavano devoluti al lavoro, perché nel lavoro è la ricompensa. E chi fosse il destinatario del lavoro e quali fossero i frutti della fatica restavano considerazioni marginali e insignificanti.
(Anna Karenina)

Per quanto gli uomini, riuniti a centinaia di migliaia in un piccolo spazio, cercassero di deturpare la terra su cui si accalcavano, per quanto la soffocassero di pietre, perché nulla vi crescesse, per quanto estirpassero qualsiasi filo d’erba che riusciva a spuntare, per quanto esalassero fiumi di carbon fossile e petrolio, per quanto abbattessero gli alberi e scacciassero tutti gli animali e gli uccelli, – la primavera era primavera anche in città.
(Resurrezione)

Gli uomini si distinguono fra loro anche in questo: alcuni prima pensano, poi parlano e quindi agiscono, altri, invece, prima parlano, poi agiscono e infine pensano.

Noi amiamo le persone non tanto per il bene che ci hanno fatto, quanto per il bene che abbiamo fatto loro.
(Guerra e Pace)

Senza sapere che cosa io sono e perché sono qui, la vita è impossibile
(Anna Karenina)

Ben presto sentì che nell’animo suo s’era destato il desiderio dei desideri: la malinconia.
(Anna Karenina)

Per gli storici, i principi e i generali sono dei geni; per i soldati sono sempre dei vigliacchi.
(Guerra e pace)

Non c’è grandezza dove non v’è semplicità, bontà e verità.

Un dolore puro e completo è impossibile come una pura e perfetta gioia.
(Guerra e pace)

Sull’esito di ogni avvenimento in corso si fanno sempre tante ipotesi che comunque finisca, si troverà sempre qualcuno che dirà: “L’avevo detto”.
(Guerra e pace)

I re sono schiavi della storia.
(Guerra e pace)

Quando un uomo si trova in movimento, si inventa sempre uno scopo per quel movimento. Per percorrere mille verste, un uomo ha bisogno di pensare che al di là di quelle mille verste ci sia qualcosa di buono. Ha bisogno di credere in una terra promessa per avere la forza di muoversi.
(Guerra e pace)

La pietà è una delle più preziose facoltà dell’anima umana. L’uomo, impietosendosi delle sofferenze di un essere vivente, dimentica se stesso e si immedesima nella situazione degli sventurati. Con questo sentimento si sottrae al suo isolamento ed acquista la possibilità di congiungere la sua esistenza a quella degli altri esseri.
(Contro la caccia e il mangiare carne)

In guerra i soldati, quando in trincea sono bersagliati dal fuoco nemico, non avendo niente da fare, cercano accanitamente un’occupazione qualsiasi per sopportare più facilmente l’immagine del pericolo. E a Pierre tutte le persone apparivano come dei soldati, che però cercavano scampo dalla vita: chi nell’ambizione, chi nel gioco, chi scrivendo leggi, chi nelle donne, chi nei giocattoli, chi nei cavalli, chi nella politica, chi nella caccia, chi nel vino, chi negli affari di Stato. «Non c’è nulla di insignificante, né d’importante, tutto è uguale; solo trovar scampo alla vita come meglio si può,» pensava Pierre. «Solo non vederla, lei, questa terribile vita!»
(Guerra e pace)

C’è qualcosa nello spirito umano che sopravvive, c’è una piccola e brillante luce accesa nel cuore dell’uomo, che non si spegne, non importa quanto oscura il mondo diventi.

È nel cuore che risiede il principio e la fine d’ogni cosa.