Frasi, citazioni e aforismi sulle streghe

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Strega deriverebbe dal latino “striga” e “stryx”, (con corrispondente nel greco strygx) a significare “strige, barbagianni, uccello notturno”. ma col passare del tempo il termine strega avrebbe assunto il più ampio significato di “esperta di magia e incantesimi”.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulle streghe. Tra i temi correlati si veda Frasi, aforismi e battute divertenti su Halloween e Frasi, citazioni e aforismi sul diavolo.

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Frasi, citazioni e aforismi sulle streghe

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Nell’aria, sulle valli, sotto le stelle, sopra un fiume, uno stagno, una strada, volava Cecy. Invisibile come nuovo vento di primavera, fresca come il respiro del trifoglio che si alza dal campo al crepuscolo, volava.
(Ray Bradbury, La strega di aprile)

Sì faccio parte di una strana famiglia. Dormiamo di giorno e voliamo di notte, come aquiloni neri portati dal vento.
(Ray Bradbury, La strega di aprile)

Solo perché non ci credete non vuol dire che non sia vero.
(Katherine Howe)

Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo delle scope.
Ma questa non è una fiaba: è delle STREGHE VERE che parleremo.
Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non dimenticare quel che vi dirò.
Le vere streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qualunque, indossano abiti qualunque e fanno mestieri qualunque. Per questo è così difficile scoprirle.
(Roald Dahl)

La Strega
E’ sempre donna
E’ completamente calva
Indossa sempre una parrucca
A causa della parrucca è intenta a grattarsi sempre la testa
Ha le pupille degli occhi di colore variabile
Ha la saliva blu come l’inchiostro
Ha mani come artigli
Indossa sempre guanti
Non ha le dita dei piedi
Indossa scarpette con il tacco a punta
(Roald Dahl)

Poi Desiderata divenne una strega. E uno dei vantaggi minori dell’essere una strega è sapere esattamente quando morirai, perciò puoi indossare la biancheria che preferisci. (Il che la dice lunga sulle streghe.)
(Terry Pratchett)

Una strega che si annoia potrebbe fare qualsiasi cosa.
(Terry Pratchett)

Ma un giorno mormorò ridendo di piacere: “Quando una strega è bella, beh, si chiama fata”.
(Marcel Pagnol)

Mai riporre la vostra speranza in un principe. Se avete bisogno di un miracolo, riponete speranza in una strega.
(Catherynne M. Valente)

Entrano le tre streghe.
“Fra la pioggia, fra i lampi, fra il tuono,
Quando ancor ci rivedremo noi tre?”
(William Shakespeare, Macbeth)

“Io sono un… mezzo sangue” raccontava Seamus. “Papà è un Babbano. Mamma non gli ha detto di essere una strega fino a dopo sposati. E’ stato un bel colpo per lui!”
(Harry Potter)

Nel Medioevo, i non-maghi (comunemente noti come Babbani) nutrivano un particolare timore per la magia, ma non erano molto abili nel riconoscerla. Nelle rare occasioni in cui catturavano una vera strega o un vero mago, i roghi non avevano comunque alcun effetto. La strega o il mago eseguivano un semplice Incantesimo Freddafiamma e poi fingevano di urlare di dolore mentre in realtà provavano una piacevole sensazione di solletico. Guendalina la Guercia era così contenta di farsi bruciare che si lasciò catturare non meno di quarantasette volte sotto vari travestimenti.
Posta via gufo
(Harry Potter)

Gli artisti hanno sempre avuto un’idea alquanto esagerata di ciò che succede durante i sabba di streghe. Il loro problema è che passano troppo tempo in piccole stanze con le tende tirate, invece di uscire fuori all’aria fresca.
(Terry Pratchett)

Le streghe non sono mai esistite, tranne che nella mente delle persone. Tutto quello che c’era nei tempi antichi era alcune donne e uomini che hanno creduto nelle cure a base di erbe e nel folklore e nella voglia di volare. Streghe? Siamo tutti streghe in un modo o nell’altro. Siamo tutti streghe sotto la pelle.
(Ian Rankin)

Ora è nella notte il momento delle streghe, quando i cimiteri sbadigliano e l’inferno stesso alita il contagio su questo mondo.
(William Shakespeare)

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Un proverbio popolare dice di non credere alle streghe “che però esistono davvero”. Certo che esistono. Siamo noi, che abbiamo scelto come vocazione e come scopo l’apprendimento della saggezza cosmica, dei riti e sortilegi che ci permettono di allontanare le vibrazioni negative e di attrarre quelle benefiche, attraverso le quali possiamo fare del bene anche agli altri.
(Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna)

Per la stregoneria moderna la notte tra il 31ottobre e il 1 novembre spalanca ancora le frontiere tra la realtà e la magia, tra i vivi e i morti,, tra il bene e il male. Durante questa notte occorre evocare le vibrazioni che ci proteggono dalle energie negative, per allontanarle da noi e poterle dominare durante i dodici mesi successivi
(Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna)

Quando le streghe vanno a cavallo, e si vedono i gatti neri, e la luna ride e sussurra, siamo vicini ad Halloween.
(Anonimo)

La vigilia d’Ognissanti
han paura tutti quanti:
è la notte delle streghe!
(Anonimo)

La strega incarna i desideri, i timori e le altre tendenze della nostra psiche che sono incompatibili con il nostro io.
(Carl Gustav Jung)

C’è un’apertura tra i due mondi: il mondo degli stregoni e quello degli uomini viventi. C’è un luogo dove i due mondi si incontrano: l’apertura è lì. Si apre e si chiude come una porta al vento…
(Carlo Castellaneta)

Unico medico del popolo fu, per mille anni, la strega. Imperatori, re, papi, i più ricchi baroni avevano qualche dottore di Salerno, qualche moro o ebreo; ma la grande massa, un po’ tutti e d’ogni condizione, consultavano solo la Saga o Saggia-donna. Non guarendo, la insultavano e le dicevano strega. Ma di solito, per rispetto e anche timore, la chiamavano Buonadonna o Belladonna: lo stesso nome dato alle fate.
Le capitò quanto ancora capita alla sua pianta preferita, la belladonna, e alle pozioni benefiche da lei usate, rimedi dei grandi flagelli del medioevo. Il ragazzo e l’ignaro passante maledicono queste livide erbe senza conoscerle. I colori indefiniti li terrorizzano. Arretrano, s’allontanano. Eppure si tratta solo di lenitivi (solanacee) che, somministrati con misura, hanno spesso guarito e alleviato molti mali.
Li trovate nei luoghi più sinistri, solitari e pericolosi, tra macerie e ruderi. Anche in questo somigliano a chi li utilizzava. Dove se non in lande selvagge avrebbe potuto vivere quell’infelice così perseguitata, quella maledetta, reproba, avvelenatrice che guariva e salvava? La sposa promessa del diavolo e del Male in persona, colei che ha fatto tanto del bene, come dice il gran dottore del Rinascimento Paracelso: che, nel 1527, fece a Basilea un falò di tutta la medicina, dichiarando di non sapere niente oltre a quanto appreso dalle streghe.
Meritavano un premio. L’ebbero. Le compensarono con torture e roghi. S’escogitarono appositi supplizi, inediti strazi. Venivano giudicate in massa e condannate per una parola. Mai ci fu più spreco di vite umane.
(Jules Michelet , La strega)

Le donne sono sempre state guaritrici. Sono state i primi medici e anatomisti della storia occidentale. Sapevano procurare gli aborti, fungere da infermiere e consigliere. Le donne sono state le prime farmaciste, che coltivavano le erbe medicinali e si scambiavano i segreti del loro uso. Erano esse le levatrici che andavano di casa in casa, di villaggio in villaggio. Per secoli le donne sono state medici senza laurea, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale: apprendevano le loro conoscenze reciprocamente, trasmettendosi le loro esperienze da vicina a vicina, da madre a figlia. La gente del popolo le chiamava «le sagge», le autorità streghe o ciarlatane. La medicina è parte della nostra eredità di donne, della nostra storia, è nostro patrimonio.
(Barbara Ehrenreich, Le streghe siamo noi)

La credenza che esistono esseri quali le streghe è parte cosi essenziale della Fede cattolica che il sostenere ostinatamente l’opinione opposta sa manifestamente di eresia.
(Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, Malleus Maleficarum, 1487)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.
(Voltaire)

Dichiaro, che tra le molte donne che io condussi al rogo per presunta stregoneria, non ve ne era una sola della quale avrei potuto dire con sicurezza che fosse una strega. Trattate i superiori ecclesiastici, i giudici e me stesso, come quelle povere infelici, sottoponeteci agli stessi martiri e scoprirete in noi tutti dei maghi.
(Friedrich von Spee, confessore delle streghe condannate al rogo di Wurzburg, 1631)

Qui a Triora, per arrivare alla «Cabotina», la casa dove le streghe si davano appuntamento e dove aspettavano il diavolo, si deve passare davanti alla «Grotta di Lourdes», un «carugio», una stradina stretta e storta che ha un soffitto di pietra bassa e una Madonnina bianca e azzurra che ti guarda con uno sguardo dolce e tollerante. Poi arrivi lassù. E una incisione consumata ti dice: «Qui le streghe danzavano con il diavolo». Ti volti e vedi il Bosco Infernale. A Triora le streghe non l’ hanno più dimenticate da quando 423 anni fa cominciò il più grande processo alle «bagiue», come le chiamano da queste parti. (…) Triora non è l’ unico «paese delle streghe» conosciuto al mondo. Le due più celebri antagoniste sono la campana Benevento (la leggenda prende corpo nel XII secolo e parla di sabba consumati sotto il noce) e l’ americana Salem, nel Massachusetts, (resa famosa dai processi alle streghe celebrati nel 1692 e dalla «Lettera scarlatta» dello scrittore Nathaniel Hawthorne.
(Cevasco Francesco, Corriere della Sera, 2010)

Non è necessario essere una stanza o una casa per essere stregata. Il cervello ha corridoi che vanno oltre gli spazi materiali.
(Emily Dickinson)

Le streghe fanno il male. Nient’altro al di fuori di quello. Conoscono e praticano segreti occulti che danno il potere di agire sulla realtà e sulle persone. Ma solo in senso maligno. Il loro scopo è ottenere vantaggi materiali e personali ma possono raggiungerli esclusivamente con il male degli altri. Con la malattia, con la sofferenza, il dolore e non di rado con la morte di coloro che prendono di mira per una qualsiasi ragione.
(Professor Milius – Rudolf Schündler, in Suspiria)

Adorabile strega, ami tu i dannati?
Dimmi, conosci l’irremissibile?
Conosci il Rimorso dai dardi avvelenati
cui il nostro cuore serve da bersaglio?
Adorabile strega, ami tu i dannati?
(Charles Baudelaire)

Streghe e magia svelano qualcosa di noi: l’aspirazione dell’uomo a voler cambiare il proprio destino, il desiderio di raggiungere una felicità facile e impossibile.
(Dario Argento)

Se la guardi e provi desiderio, perciostesso essa è una strega.
(Umberto Eco)

Ichabod Crane: Credo che ci sia un po’ di strega in te, Katrina.
Katrina Van Tassel: Perché dite questo?
Ichabod Crane: …Perché tu mi hai stregato.
(Dal film Il mistero di Sleepy Hollow)

Quale manipolatrice di filtri, di unguenti, di veleni, la strega appartiene alla storia della scienza. Da lei Paracelso, nel bruciare pubblicamente le opere di Galeno e di Ipocrate, dichiarava di aver imparato più cose che da tutti i professori delle Accademie. Di fronte agli addottrinati e ai sapienti, che traggono teorie e rimedi dai libri illustri e dalle elucubrazioni metafisiche, la strega rappresenta il ricorso diretto alla natura e alle sue proprietà segrete: alla terapeutica sacramentale della religione, che media l’uomo con la potenza divina, essa contrappone una terapeutica materiale, che presume di condurre l’ordine e la normalità nell’organismo umano con mezzi fisici.
(Giuseppe Faggin)

In realtà non ci sono state streghe, ma i terribili effetti della credenza nelle streghe sono stati gli stessi che se le streghe fossero realmente esistite.
(Friedrich Nietzsche)

In certi periodi storici, concetti esplicativi come le divinità, le streghe e gli istinti apparivano non solo come teorie, ma come cause evidenti di un vasto numero di eventi. Oggi la malattia mentale è largamente considerata in modo analogo, ovvero come causa di un numero infinito di fatti differenti.
(Thomas Szasz)

Gli uomini che credevano nelle arti magiche crearono le streghe con l’attribuire questo ruolo ad altri, talvolta persino a se stessi. In questo modo essi fabbricarono letteralmente le streghe, la cui esistenza come oggetti sociali dimostrò poi la realtà della stregoneria.
(Thomas Szasz)

La caccia alle streghe è una vergogna della mente umana, un delirio psicopatico.
(H. R. Trevor-Roper)

Non è necessario credere in una fonte sovrannaturale del male: gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.
(Joseph Conrad)

Tremate, tremate, le streghe son tornate!
(Slogan femminista)

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