Frasi, citazioni e pensieri di Socrate

Socrate (Atene, 470 a.C. – Atene, 399 a.C.) è considerato uno dei più importanti esponenti della tradizione filosofica occidentale. Non ha lasciato nessun testo scritto, e le sue frasi, massime e pensieri sono ricavati dalle opere dei suoi discepoli, tra cui spicca sopratttutto Platone.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e pensieri di Socrate. Tra i temi correlati si veda Le frasi più belle di Confucio e Frasi belle e famose di Seneca.

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Frasi, citazioni e pensieri di Socrate

Socrate

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.

La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa.

Tutto il mio sapere è sapere che nulla so.

E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?

Spòsati: se trovi una buona moglie sarai felice, se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo.

Oramai già è giunta l’ora per me di morire, per voi di vivere. Chi di noi andrà verso miglior destino è ignoto a tutti, tranne che alla divinità.
(Ultime parole di Socrate prima di bere la cicuta)

Se sai di non sapere, sai già molto.

Sii più saggio degli altri, se riesci; ma non andarglielo mai a dire.

Più so, più so di non sapere.

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.

L’insegnante mediocre racconta. Il bravo insegnante spiega. L’insegnante eccellente dimostra. Il maestro ispira.

Io non preferirei né l’uno né l’altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla.

I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.

È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.

Più gente conosco, e più apprezzo il mio cane.

Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell’individuo dal quale volevi fuggire.

Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare.

Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l’ignoranza.

Il difficile non è evitare la morte quanto piuttosto evitare la malvagità, che ci viene incontro più veloce della morte.

Non dalla ricchezza deriva la virtù, ma dalla virtù la ricchezza e ogni altro bene.

Avendo il minimo dei desideri si è più vicini agli dei

C’è un limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù.

Niente può nuocere ad un uomo buono, né in vita né dopo la morte.

La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere. Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro di essere più sapiente, perché non credo di sapere quello che non so.

La morte è l’una o l’altra di due cose. O è un annullamento e i morti non hanno coscienza di nulla; o, come ci vien detto, è veramente un cambiamento, una migrazione dell’anima da un luogo ad un altro.

Ho gettato via la mia tazza quando ho visto un bambino che beveva al ruscello dalle proprie mani.

Io invece credo, o carissimo, che sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d’accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi.

Oh cittadini, aver paura della morte non è nient’altro che sembrare sapiente senza esserlo, cioè credere di sapere quello che non si sa. Perché nessuno sa se per l’uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero bene che è il più grande dei mali. E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?

Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.

Non esiste il male, esiste solo l’assenza di bene.

Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo.