Frasi, citazioni e aforismi sulla cravatta

Presento la più ampia raccolta in lingua italiana di frasi, citazioni e aforismi sulla cravatta. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla moda e 100 aforismi, battute e frasi divertenti sugli uomini.

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Frasi, citazioni e aforismi sulla cravatta

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Con un abito da sera e una cravatta bianca, chiunque, anche un agente di cambio, può far credere di essere una persona civile.
(Oscar Wilde)

Potrei andare in giro per il mondo portando con me solo tre abiti: un blazer blu con pantaloni di flanella grigi, un completo di flanella grigio e una cravatta nera.
(Pierre Cardin)

Il sentimento va benissimo quando si tratta di scegliere il fiore da mettere all’occhiello. Ma per la cravatta l’essenziale è lo stile. Un bel nodo di cravatta è il primo passo serio nella vita.
(Oscar Wilde)

Dite ad un uomo che vi piace la sua cravatta e vedrete la sua personalità schiudersi come un fiore.
(Lucilla Mara de Vescovi)

La cravatta non sia solo utile contro bronchiti, torcicolli, raffreddori, mal di denti e altre gentilezze del genere; è anche una parte essenziale e necessaria del vestire, che con le sue forme variate insegna a conoscere chi la porta.
(Honoré de Balzac)

La cravatta, è l’uomo; è attraverso di essa che l’uomo si rivela e manifesta. Per conoscere un uomo, è sufficiente un colpo d’occhio su questa parte di lui che unisce la testa al petto.
(Honoré de Balzac)

Una donna può cercare per ore un regalo per un uomo. Finisce sempre col scegliere una cravatta.
(Anonimo)

La cravatta ben messa è uno dei tratti di genio che non si analizzano né si insegnano: si sentono e si ammirano.
(Honoré de Balzac)

Mio nonno teneva la cravatta anche in casa, perché voleva che nonna lo vedesse “bello” come il primo giorno. Ed è stato così fino all’ultimo
(Rudyzerbi, Twitter)

Una ragazza che ti sistema la cravatta vuole essere tua moglie.
(Marian Bogdala)

Se per il cappello, le scarpe, la marsina, il merito della confezione va tutto al sarto, per la cravatta, voi non avete né aiuto né appoggio; siete abbandonati a voi stessi.
(Honoré de Balzac)

La cravatte soddisfano il desiderio dell’uomo moderno di vestirsi con arte.
(Harry Anderson)

Il nodo sta alla cravatta come il cervello sta all’uomo.
(Francois de la Rochefoucauld)

Poco importa l’anima. L’importante è che la mia cravatta non sia messa di traverso.
(James Joyce)

Se uno sapesse come Mahler annodava la sua cravatta, imparerebbe più che in tre anni di contrappunto al Conservatorio.
(Arnold Schönberg)

La cravatta di un uomo non dovrebbe mai essere più sgargiante di sua moglie.
(John Hughes)

Della cravatta ho una cura perfetta: è il vero canone dell’eleganza. Mi adopero per ore con costanza perché appaia annodata in tutta fretta.
(Anonimo)

Se noi, Britannici, non possiamo pretendere di aver inventato la cravatta moderna, neppure le altre nazioni possono attribuirsene il merito. Non abbiamo il dovere di rintracciare le origini, risalendo al nastro di raso o di velluto, che ha preso il nome dalla battaglia di Steenkerk (3 agosto 1692), o alla batista di Lord Guildford, o alla cravattona del galante Beau Brummell, o al raso celeste pallido del Conte d’Orsay, o al nero sobrio del Signor Casaubon e di tutta l’alta borghesia Vittoriana. La cravattona, naturalmente, scomparve con la finanziera e l’abito a coda da giorno. La cravatta, come ben sappiamo, è venuta per accompagnarsi all’abito da giorno.
(Sir Hardy Amies)

Vedi che cosa ho intorno al collo?
– Una cravatta.
– Giusto. La tua risposta è logica, coerente per una persona assolutamente normale: una cravatta! Un matto, però, direbbe che porto intorno al collo un pezzo di stoffa colorata, ridicolo, inutile, annodato in maniera complicata, che rende difficili i movimenti della testa e richiede uno sforzo maggiore per far entrare l’aria nei polmoni. Se dovessi distrarmi mentre mi trovo vicino ad un ventilatore, potrei morire strangolato da questo pezzo di stoffa.
– Se un matto mi domandasse a cosa serve una cravatta, dovrei rispondere: assolutamente a niente. Non può dirsi utile neanche per abbellirsi, perché oggigiorno è divenuta addirittura il simbolo della schiavitù, del potere, del distacco. La sua unica utilità si manifesta al ritorno a casa, quando una persona può togliersela, provando la sensazione di essersi liberata da qualcosa che non sa neanche che cosa sia. Ma quella sensazione di sollievo giustifica l’esistenza della cravatta? No.
(Paulo Coelho)

Una cravatta pulita attrae la zuppa del giorno.
(Arthur Bloch, Legge di Murphy)

– Presto avremo un bambino.
– Scherzi?
– No, avrò proprio un bambino me l’ha detto il dottore… sarà il mio regalo per Natale!
– Ma a me bastava una cravatta!
(Woody Allen)

Come mai gli uomini, visto che governano il mondo, non riescono a smettere di indossare la cravatta? Credete che sia furbo infilarsi ogni mattina un cappio intorno al collo?
(Linda Ellerbee)

Non portare più la cravatta è un atto di indipendenza dai vincoli borghesi.
(Leo Longanesi)

“Come mai, la cravatta?”
“La lampo dei calzoni è difettosa. Le mutande, troppo strette. L’estremità della cravatta mi copre il pelo sopra l’uccello”.
(Charles Bukowski)

Puoi indossare una maschera o dipingerti la faccia, puoi persino considerarti parte della razza umana, puoi metterti un colletto e una cravatta, ma una cosa non puoi nascondere, è quando sei marcio dentro.
(John Lennon)

Sin dall’origine dei tempi, Dio ha scelto per noi ogni cosa, finanche le nostre cravatte.
(EM Cioran)

Feci notare al mio dentista: “Ho i denti gialli”. Lui mi rispose: “Ha provato a indossare una cravatta marrone?”.
(Rodney Dangerfield)

La barba la portano gli avari per non comprare la cravatta.
(Jean Charles)

C’è qualcosa in te che mi fa sentire terribilmente maliziosa. Mi fa venire voglia di fare cose sconvenienti. Forse è perché sei sempre così composto. La tua cravatta non ha mai una grinza, le tue scarpe sono sempre tirate a lucido e le tue camicie perfettamente inamidate. A volte quando ti guardo, mi viene voglia di strapparti tutti i bottoni.
(Lisa Kleypas)

Una barzelletta francese narra d’un viaggiatore in procinto di morire di sete nel deserto. Gli appare un beduino, che invece di dargli da bere propone di vendergli una cravatta. Il viaggiatore, disperato, rifiuta e chiede invece l’agognato sorso d’acqua; quello dispiaciutissimo dice di non averne, ma gli indica la strada per arrivare in un posto dove forse ce n’è.
Con le sue ultime energie il malcapitato si trascina nel luogo indicato, e trova una tenda. Sulla porta c’è un altro beduino, in smoking, che gli annuncia sussiegoso: “Qui dentro c’è tutta l’acqua che desidera”. Poi lo guarda attentamente, e costernato aggiunge: “Ma senza cravatta non può entrare”.
(Mario Baudino)