Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @sempreciro (Il Serpe loco). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autore scrive di sé: "Sono un Partenopeo nato povero e tale rimasto perché credo che le tradizioni di famiglia siano sacre. Mi son sposato giovane, ora ho tre figli di cui uno più vecchio di me. Non ho studiato, o meglio, le scuole che ho frequentato io non rilasciano Diplomi cartacei, e lavoro ininterrottamente dall’età di 13 anni. Non ho sogni nel cassetto perché li ho dovuti togliere per far spazio alle cartelle Equitalia".

@sempreciro si è iscritto a Twitter nel maggio 2013. "In verità ho iniziato a scrivere su Twitter ad agosto 2014 perché volevo parlare di politica e di sport con i Vip’s: dopo 2 anni invece mi ritrovo a interagire con Fake, Haters e qualche psicopatico. Ma mi sono divertito ed emozionato tanto in questo periodo. Ricordo tutti gli Hashtag lanciati ed in particolare #AskMatteoRenzi, che in 24 ore ha 'generato' 60000 Tweet tutti da ridere, e #PicAmarcord, nato da un idea della vulcanica @LaWhoMargot, che ha fatto pubblicare a 5000 e passa account una loro foto da bambino. Ora il mio obiettivo su Twitter è solo rompere le scatole, cosa che per altro mi riesce particolarmente bene". E a proposito della scelta del suo nome "Il Serpe loco", l'autore mi scrive: "Il nome Serpe, nella versione originale ‘O Serp, è il soprannome che mi hanno affibbiato da ragazzo nel quartiere della periferia Nord di Napoli dove sono cresciuto: diciamo che ero 'apprezzato' per la mia cazzimma che, per assurdo, mi ha semplificato la vita complicandomela. Loco è stato aggiunto in corso d’opera perchè amo scrivere di pazzi e della pazzia.
(Vabbè, sono pazzo davvero, ma questo non posso dirlo altrimenti mi defollano tutti)".

sempreciro

Una dei tweet che meglio definisce @sempreciro è: "Ti va di ridere con me per i prossimi 73 anni?". In questo frase si coglie non solo l'umorismo e il dono della battuta di cui l'autore fa sfoggio con grande talento, ma anche quella specie di solarità e voglia di guardare le cose in modo positivo che è proprio del carattere dell'autore, ma è anche retaggio e segno di appartenenza a una terra, Napoli, dove le difficoltà vengono sempre affrontate con un sorriso: "#esserenapoletanovuoldire donare il sorriso anche nei momenti di difficoltà con un semplice 'Nun te preoccupà, mo s'acconc tutt cos'".

Così, se la vita non è sempre come ci aspettava ("Sto scrivendo il libro sulla mia vita. Il titolo sarà 'Eppure, le premesse c'erano tutte'") e se il mondo che ci circonda è spesso composto da gente piccola ("La gente è piccola, per questo mormora") o malvagia ("Le persone cattive sono come le schegge di legno che si conficcano nelle mani: se non le togli subito, continueranno a farti male") ovvero dedita al culto della falsità e dell'apparenza ("Volevo dire a quelli che cercano visibilità, che, alla Lidl, vendono i gilet catarifrangenti a 2 euro e 99"), al di là di tutto questo c'è sempre un motivo per sorridere, e a volte questo motivo è una battuta che sdrammatizza ("Destino, allora? Si può sapere cosa hai deciso?") o più semplicemente un "ti voglio bene" e un abbraccio dato dal proprio figlio nel modo giusto ("- Papà, cos'è la felicità? + Hai presente quando tu mi salti addosso, mi abbracci e dici "Ti voglio bene"? Ecco, quella è la felicità"). Perché, come scrive giustamente l'autore in un altro tweet "se continuiamo a piangerci, prima o poi ci verranno i reumatismi".

In questo filo di umorismo che colpisce cose e persone senza mai essere nero e sarcastico (piuttosto c'è un giusto granello di follia e imprevedibilità, un "rompere le scatole" senza mai superare il limite), si innesta un altro filo, quello amoroso, ed ecco che allora la frase che ho citato all'inizio "Ti va di ridere con me per i prossimi 73 anni?", è anche un invito sentimentale rivolto all'altra persona, in un oscillare di presenza ("Sto con te. Perché sei il posto più bello del mondo") e assenza ("Ma quante notti ancora hai deciso di mancarmi?"), sfida ("Sei come una sfida. E non voglio assolutamente perdere") e rimpianto ("A me hai tolto il sonno, ma tu hai perso il privilegio di essere sognata"). Che poi questo gioco di contrasti è un po' il destino di tutti i canzonieri amorosi da quando esiste la scrittura e da quando esiste l'amore.

Presento una raccolta dei migliori tweet di @Sempreciro

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@sempreciro, Tweet scelti

I bambini lo sanno quando sei triste.Ti vengono vicino e ti fanno credere di aver bisogno di coccole.
Ed invece sono loro che le fanno a te.

Volevo dire a quelli che cercano visibilità, che, alla Lidl, vendono i gilet catarifrangenti a 2 euro e 99.

Non giudicate i matti prima di aver ascoltato le loro storie.

Con i neuroni che hai nel cervello,
non ci fai neanche un gruppo su WhatsApp.

Tra tutte le cose che non capisco,
tu sei la più bella.

La gente è piccola, per questo mormora.

Da un recente studio dell'Inps,emerge che un 30enne che entra adesso nel mondo del lavoro,andrà in pensione
19 anni e 4 mesi dopo il decesso

A 25 anni:Amò, lo famo strano?
A 45 anni:Amò, lo famo? Strano!

L'80% dei miei followers è donna.
Per non farmi defolloware sto pensando di iniziare tutti i miei tweet con "Premesso che hai ragione tu"

- Papà, cos'è la felicità?
+ Hai presente quando tu mi salti addosso, mi abbracci e dici "Ti voglio bene"? Ecco, quella è la felicità.

Sono cresciuto credendo che ecc ecc significasse ecchecazzo ecchecazzo

Alessandro Baricco (Torino, 25 gennaio 1958) è uno scrittore, critico musicale, conduttore televisivo, sceneggiatore e regista. Nel 1995 Alessandro Baricco fonda, insieme ad altri soci, la Scuola Holden, con sede a Torino, dove si studiano le tecniche della narrazione e della messa in scena.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Alessandro Baricco. Tra i temi correlati si veda Le frasi più belle di Italo Calvino, Le frasi più belle di Cesare Pavese e Frasi, citazioni e aforismi di Paulo Coelho.

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Frasi, citazioni e aforismi di Alessandro Baricco

Alessandro Baricco

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
(Castelli di rabbia)

A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.
(Castelli di rabbia)

Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E’ un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.
(Oceano mare)

Crepita, la vita, brucia istanti feroci e negli occhi di chi passa anche solo a venti metri da lì non è che un'immagine come un'altra, senza suono e senza storia.
(Castelli di rabbia)

Ognuno ha davanti le sue rotaie, che le veda o no.
(Castelli di rabbia)

Non è detto che se ami davvero qualcuno, ma tanto, la cosa migliore che puoi farci insieme sia vivere.
(Tre volte all'alba)

Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era, e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio.
(Novecento)

Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo, è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.
(Questa storia)