Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi su ieri. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi su domani, Frasi, citazioni e aforismi su oggi, Frasi, citazioni e aforismi sul passato e Frasi, citazioni e aforismi sulla nostalgia.

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Frasi, citazioni e aforismi su ieri

Ieri

Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell'essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri.
(Proverbio indù)

Se oggi vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri, allora oggi è stato sprecato.
(Bill Gates)

Impara da ieri, vivi oggi, spera per domani; la cosa più importante è non smettere mai di porti domande.
(Albert Einstein)

Ieri ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio e sto cambiando me stesso.
(Rumi)

Il dolore di ieri è la forza di oggi.
(Anonimo)

L’oggi e l’ieri sono le pietre con le quali costruiamo
(Henry Wadsworth Longfellow)

Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere. Oggi sono ciò che ho scelto di essere ieri.
(James Joyce)

Ciliegi in fiore sul far della sera
anche quest’oggi
è diventato ieri.
(Haiku di Issa)

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @Barbamaura (BarbaMaura). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autrice scrive di sé: "Di me non so cosa scrivere non mi conosco. Per sentito dire credo di essere uno strano esserino bizzarro. Decadente, malinconica, con una forte predisposizione al caos. Adoro l'ossimoro. Giocare con il surreale, un po' come nelle favole di Rodari. Mi piace disintegrare il concetto di tempo e spazio per esorcizzarli. Ho paura dei kiwi (il frutto). Sono disordinata, nel pensiero dico. Ho milioni di pensieri che hanno costruito un pianeta interiore e di questo scrivo".

@Barbamaura si è iscritta a Twitter nel aprile 2013. "Non so perché scrivo. Il giorno in cui lo scoprirò smetterò di farlo. Su Twitter scrivo perché mi serve un posto dove raccogliere quello che in realtà scrivo su fogli e quaderni e fazzoletti e cartacce da sempre". E a proposito della scelta del suo nickname 'Barbamaura', l'autrice spiega: "Il mio nik è una storia... Faccio l'insegnante nella scuola dell'infanzia. Un giorno un bambino speciale ha elencato tutti i nomi dei Barbapapa e alla fine ha aggiunto Barbamaura. Ha detto che 'tu sei come loro, magica'. Da quel momento hanno iniziato a chiamarmi tutti così.
I barbapapa sono il manifesto di un post modernismo fiabesco che adoro. Sono pro ecologia, sono venuti sulla terra per aiutare chiunque avesse bisogno e nella storia originale all'inizio nessuno li voleva. Venivano visti come il diverso".

Barbamaura

Nei suoi tweet @Barbamaura fa continui esercizi di spiazzamento e capovolgimento della realtà con frasi che hanno la freschezza del concetto nuovo: "Non so. Ma con entusiasmo", "Nella vita mi manca la parte in cui la capisco", "Ciao momento sbagliato per fare qualsiasi cosa, sono di nuovo qua", "No caro controllo, questa volta mi perdi tu", "Preferisco parlare da sola piuttosto che con me stessa" e così via. E' come se ogni volta l'autrice cercasse di sollevare il tappeto del mondo e guardare sotto in cerca di qualcosa di mai visto o pensato. Ed è anche come se afferrasse le catene del pensiero e cercasse di trovare forme nuove e inedite per uscire dal groviglio della logica verso una nuova forma di pensiero divergente. Del resto come scrive in suo tweet "Oggi disegno vie d'uscita con tanti gessi colorati sull'asfalto e aspetto che piova".

Ecco, una delle caratteristiche di @Barbamaura è proprio questa: disegnare continue vie d'uscita, anche se fuori minaccia costantemente pioggia e la realtà - piena di momenti sbagliati - rischia di cancellarle tutte. Perché ciò che conta - nel nero che ci circonda - è lo spiraglio di luce che entra dall'improbabile ("Non sottovalutare mai lo spiraglio di luce che entra dall'improbabile") e la capacità di reinventarsi ogni volta ("Nulla mi fa più paura del perdere la capacità di reinventarmi ogni volta").

E anche se la verità sfugge sempre ("Com'è strana certe volte la verità, tu cerchi di guardarla in faccia e lei ti si pianta nella schiena") e il mondo non sa far altro che "fraintendere" e nelle cose sembra prevalere solo e sempre l'assurdo ("In tanti anni che sono sulla terra l'unica cosa che ho capito è che solo l'assurdo sa sempre cosa fare"), l'autrice - che ha la sensibilità "conficcata ovunque" - non perde la capacità di aspettare l'inaspettato ("Che voglia di quell'inaspettato che aspetto da sempre"), in una specie di bisogno di regressione al gioco e alla meraviglia e allo stupore di quando si era bambini ("Oggi ho 5 anni, mi nascondo nell'armadio di mia madre perché lì il mondo profuma di buono" o anche ", ti va di fare le sonde spaziali da soli io e te?"). Regressione che a volte diventa una progressione in avanti, in ciò che non ancora non è e che potrebbe essere ("Oggi ho 90 anni, mi è venuta voglia di giocare a nascondino anche se nessuno mi cerca più"). Perché - come ci insegna l'autrice - se la vita è piena di colpi bassi e condanne già assegnate e momenti incomprensibili e inspiegabili, persino sull'orlo del baratro si può trovare la leggerezza e la giocosità e andare a fare una giocosa e surreale e divertente gara di sputi ("Che voglia di prender su un paio di sgangherati tra voi e andare a fare una gara a chi sputa più lontano sull'orlo del baratro").

Presento una raccolta dei migliori tweet di @Barbamaura.

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@Barbamaura, Tweet scelti

Credo che la parte peggiore sia quando nulla ti uccide, ma tutto ti consuma.

Mettiti comodo e lascia che il mondo ti fraintenda.

Provaci tu a vivere con la geisha e il samurai, nella stessa persona.

Chissà dove mi metti, quando ti dimentichi di me.

Le cose vere si fanno spazio, da sole.

La vera complicità non è il lusso di tacere. La vera complicità è dirsi cose scomode, è guardare fantasmi e mostri e magari riderci.Insieme.

Non so.
Ma con entusiasmo.

Ciao, ti va di essere quella cosa che poi non mi serve altro?

In fondo è così che muoiono le cose, quando non c'è più nessuno che tenta di capirle.

Non sottovalutare mai lo spiraglio di luce che entra dall'improbabile.

Si riduce tutto alla fortuna di trovare qualcuno che abbia il nostro stesso, identico, concetto di voglia.

L'urgenza è l'unità di misura dell'interesse.
Il resto è letteratura.