Frasi, citazioni e aforismi sull’oca

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sull’oca. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla gallina, Frasi, citazioni e aforismi sull’anatra e la papera e Frasi, citazioni e aforismi sugli uccelli.

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Frasi, citazioni e aforismi sull’oca

Oca

E’ noto che alcuni scalatori del Monte Everest sono rimasti impressionati quando, in vista della vetta, hanno notato uno stormo di oche selvatiche volare sopra la loro testa, a 9500 metri sopra il livello del mare. Fatta eccezione per i cigni, in effetti le oche volano più alto di qualsiasi uccello.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

L’oca è l’animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne.
(Anonimo)

L’oca domestica può vivere anche ottant’anni.
(Ettore Arrigoni degli Oddi)

Il mare si oscura.
Il grido delle oche selvatiche
qualcosa di bianco.
(Basho, Haiku)

La mia prima ochetta selvatica era dunque venuta al mondo, e io attendevo che […] divenisse abbastanza robusta per poter ergere il capo e muovere alcuni passetti. La testina inclinata, essa mi guardava con i suoi grossi occhi scuri; o meglio, con un solo occhio, perché, come la maggior parte degli uccelli, anche l’oca selvatica si serve di un solo occhio quando vuole ottenere una visione molto netta. A lungo, molto a lungo mi fissò l’ochetta, e quando io feci un movimento e pronunciai una parolina, quel minuscolo essere improvvisamente allentò la tensione e mi salutò: col collo ben teso e la nuca appiattita, pronunciò rapidamente il verso con cui le oche selvatiche esprimono i loro stati d’animo, e che nei piccoli suona come un tenero, fervido pigolio. Il suo saluto era identico, preciso identico a quello di un’oca selvatica adulta, identico al saluto che essa avrebbe pronunciato migliaia e migliaia di volte nel corso della vita
(Konrad Lorenz)

La povera oca piccina se ne stava tutta tesa, continuando a lamentarsi ad alta voce, a metà strada tra me e l’oca. Allora io feci un lieve movimento e subito il pianto si placò: la piccola mi venne incontro col collo proteso, salutandomi con il più fervido “vivivivivi”. Era proprio commovente, ma io non avevo intenzione di fungere da madre oca. Presi dunque la piccola, la ficcai nuovamente sotto il ventre della vecchia e me ne andai. Non avevo fatto dieci passi che udii dietro di me: “fip… fip… fip…”: la poveretta mi correva dietro disperatamente
(Konrad Lorenz)

Avrebbe commosso un sasso la povera piccina, con quel modo di corrermi dietro piangendo
con la sua vocina rotta dai singhiozzi, incespicando e rotolando, eppure con velocità
sorprendente e con una decisione dal significato inequivocabile: ero io sua madre, non
la bianca oca domestica! […] La piccola fu solennemente battezzata col nome di Martina
(Konrad Lorenz)

Quasi tutti gli animali sono soggetti all’imprinting, ma nessuno in maniera così decisiva come anatre e oche. Quando gli anatroccoli e i paperi nascono dall’uovo sono attratti dalla prima cosa che vedono.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

Anatre e oche non amano solo vivere in famiglia, ma anche in grandi comunità (stormi per le anatre e brachi per le oche), come fanno molte altre specie di uccelli.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

Le oche sono talmente guardinghe che i “nemici” riescono raramente ad avvicinarsi. Quando mangiano, almeno una di loro rimane sempre di vedetta e avvisa il gruppo di un eventuale pericolo.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

Guai a dar dell’oca a una signora. Vuol dire offendere l’oca. L’oca è intelligentissima. Se un plotone di cinquecento oche avverte un pericolo, si dividono in gruppi più piccoli. Tengono i prati come un campo da golf, perché non strappano l’erba ma la tagliano col loro becco a seghetto. E se si incazzano sanno difendersi. Quel becco è peggio di tre punture di vespa. Solo se il predatore arriva col buio si lasciano sgozzare e dissanguare senza difendersi. La volpe e il rosomak lo sanno perfettamente.
(Paolo Rumiz)

Il verso dell’oca non ha solo il significato di un avvertimento. Inspiegabilmente molte persone lo trovano struggente.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

Le oche sono più monogame degli uomini e fedeli quanto i cani, se il maschio si ammala, la femmina rifiuterà di abbandonarlo anche a rischio della propria esistenza; persino all’avvicinarsi dell’inverno guarderà lo stormo che se ne va a sud, ma non lascerà il suo amato; la separazione, che avviene in tutti gli allevamenti, è infelicità.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

L’oca selvatica è più cosmopolita di noi: essa fa colazione in Canada, pranza nell’Ohio, e si liscia le penne per la notte in un bayou del Sud.
(Henry David Thoreau)

Tutto è relativo in questo mondo. Chiedi un po’ alle oche e ai tacchini la loro opinione sul Natale.
(Peter Willforth)

Dacché, strillando, ebbero salvato il Campidoglio, le oche strillano a ogni menomo sentor di pericolo.
(Arturo Graf)

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Per la legge del contrappasso nella mia prossima vita sarò un’oca, visto il mio morboso rapporto col cuscino.
(MaxMangione, Twitter)

Quelli che fanno un passo sempre solo dopo che l’abbia fatto qualcun altro per primo, sono stati traumatizzati da piccoli al gioco dell’oca?
(lafranci82, Twitter)

Ragazze così raffinate che si fanno venire la pelle d’oca per fare pendant col cervello.
(diodeglizilla, Twitter)

Lei ha detto che era una femmina e io ho pianto, sono contenta che lo sia. E spero che sia anche stupida: è la cosa migliore per una ragazza in questo mondo, essere una bella oca giuliva!
(Dal film Il Grande Gatsby)

Lasciatevi commuovere, concedetevi un brivido, fatevi venire la pelle d’oca. È meglio di qualunque fonte dell’eterna giovinezza.
(RickDufer, Twitter)

Penso e ripenso: « Che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.
Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.
(Guido Gozzano)

Per quanto allunghi il collo un’oca non diventerà mai un cigno.
(Proverbio)

Il numero che anni fa mi diede una piccola notorietà era questo: facevo sparire una grossa oca. La mettevo sotto un telo scuro e lei spariva. Nessuno capiva come facessi. Vi dirò la verità: neanche io. Era l’oca che era brava.
(Stefano Benni)

Oca. Volatile che fornisce le penne per la scrittura. Queste ultime per qualche occulto processo naturale sono compenetrate e intrise in varia misura delle energie intellettuali e del temperamento emotivo dell’animale cosicché, quando vengono intinte nell’inchiostro e portate meccanicamente sul foglio da una persona convenzionalmente detta «autore», ne risulta un’accurata trascrizione degli intimi sentimenti e pensieri del volatile stesso.
(Ambrose Bierce)

Tutta l’arte di un buon governo consiste nel spiumare l’oca in modo da ottenere il massimo di piume con il minimo di crisi.
(Jean-Baptiste Colbert)

All’IKEA è tutto da montare: ho chiesto un cuscino e mi hanno portato un’oca.
(Todd Glass)

L’ironia è uno sviluppo anormale che, come quello del fegato delle oche di Strasburgo, finisce per uccidere l’individuo.
(Søren Kierkegaard)

Fra tutte le forme di allevamento intensivo oggigiorno praticate, l’industria della carne di vitella di buona qualità si presenta come la più ripugnante da un punto di vista morale, paragonabile soltanto a barbarie come l’alimentazione forzata delle oche, per mezzo di un imbuto, per produrre i fegati deformati che poi costituiscono il pâté de foi gras.
(Peter Singer)

Il foie gras, una prelibatezza molto costosa, consiste nel fegato innaturalmente ingrossato e traumatizzato dell’animale. È stato spesso definito il cibo più crudele al mondo […]. Quando il fegato dell’anatra o dell’oca è dieci volte più gonfio delle dimensioni naturali, l’animale viene ucciso per prelevare e mettere in commercio il suo organo malato.
(Will Tuttle)

Il foie gras non è un invenzione dell’Europa del XIX secolo. Nel I secolo d.C. Plinio il Vecchio, autore della Storia Naturale, riferisce che “il nostro popolo apprezza l’oca soprattutto per la squisitezza del fegato che si ingrossa molto quando viene rimpinzato”.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

A ciascuno le proprie oche sembrano cigni.
(Proverbio)

Dove son donne e oche non son parole poche.
(Proverbio)

Due donne e un’oca fanno un mercato.
(Proverbio)

Una donna vanitosa, è mezz’oca e mezzo pavone.
(Proverbio)

Bastano tre donne e tre oche a fare un mercato.
(Detto latino)

Strano come le penne di cosi tanti scrittori provengono dalla stessa oca.
(Tudor Vasiliu)

Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici
(Marco Tullio Cicerone)

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