Frasi, citazioni e aforismi sulla Toscana

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Frasi, citazioni e aforismi sulla Toscana

Toscana

Dopo il Piemonte, la Lombardia e le due grandi isole, la Toscana è la regione più vasta: ma il suo ampio territorio è solamente in piccola parte pianura. Il resto è collina o montagna.
(Guido Piovene)

È in verità impressionante il constatare che, per due volte nel VII secolo a.C. e nel XV d.C., pressoché la stessa regione dell’Italia centrale, l’Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana.
(Jacques Heurgon)

Colline di Toscana, coi loro celebri poderi, le ville, i paesi che sono quasi città, nella più commovente campagna che esista.
(Fernand Braudel)

Dolce Toscana, tu dal monte al mare
appari quale terra singolare:
hai splendida natura in ogni parte
e molti insigni monumenti d’arte.
Ti lodano per l’olio o per i vini
ed anche per le pecore e i bovini;
e ti dan vanto ancor per i cavalli
e per il ricco dono dei metalli:
ma la tua vera gloria son gl’ingegni,
che d’alto onore ognuno stima degni.
Col sommo Dante, sono ovunque noti
Leonardo, Galileo e il Buonarroti.
(Anonimo)

La Toscana è tra le regioni del mondo più famose per la loro bellezza. E’ un luogo comune parlare della dolcezza e della grazia dei suoi paesaggio. Le valli intorno a Firenze, nel Pistoiese, in Lucchesia e altrove, con i loro giochi d’olivi chiari e di cipressi scuri, hanno una veste incantevole che sa di pittura e di prospettiva artistica.
(Guido Piovene)

Pure, ad osservarla bene, la dolcezza non è la più intima caratteristica della terra toscana, come invece del”Umbria. Anche nelle parti più amene, quali le valli del Mugello ed il Chianti, sotto l’involucro grazioso si scopre una precisione, una purezza di contorni, uno scarno rigore di disegno: mentre l’occhio si incanta sulla dolcezza delle prime apparenze, scivola dentro l’anima una lezione più severa. La bellezza Toscana è una bellezza di rigore, di perfezione, talvolta di ascetismo, sotto l’aspetto della grazia.
(Guido Piovene)

Il rigore del paesaggio toscano emerge in plaghe dove, come intorno a Siena e a Volterra, la creta biancastra traluce tra le vegetazioni, fissando come nel diamante i contorni di un paesaggio netto, duro e supremamente perfetto. Dunque un paesaggio intellettivo, imbevuto d’intelligenza, che sembra pensare esso stesso intorno all’uomo nella maniera più alta.
(Guido Piovene)

Ma alla fine dei miei giorni vorrei rifare a piedi, sacco in spalla, la strada da Monte San Savino a Siena, costeggiare quella campagna d’olive e d’uve di cui risento l’odore, vedere allora sorgere Siena nel tramonto con i suoi minareti, come una Costantinopoli di perfezione.
(Albert Camus)

Fra orti, giardini e ulivi regolati dall’arte amabile del potare, si snodano sui colli vie così in pace che sembrano dimenticate, dove si procede fra meravigliose scoperte di cose sempre uguali e sempre impreviste.
(Bino Samminiatelli sul Chianti)

La Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo.
(Curzio Malaparte)

La campagna toscana è stata costruita come un’opera d’arte da un popolo raffinato, quello stesso che ordinava nel ‘400 ai suoi pittori dipinti ed affreschi: è questa la caratteristica, il tratto principale calato nel corso dei secoli nel disegno dei campi, nell’architettura delle case toscane. È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza.
(Henri Desplanques)

Il toscano è il più alieno dai discorsi, il più alieno cioè dal mettersi in una commedia, creduta soltanto a metà e condotta per divertimento o per aiutarsi a vivere. Egli non ti dà mai, come in altre parti d’Italia, la fiaba, il mito, la retorica di se stesso; anzi tende all’opposto, a smontare ogni retorica intorno a sé, con la parola e ancora più col silenzio.
(Guido Piovene)

I toscani han l’abitudine di non salutare mai per primi nessuno, nemmeno in Paradiso. E questo, anche Dio lo sa. Vedrai che ti saluterà lui, per primo.
(Curzio Malaparte)

Il solo, fra tutti i popoli, italiani e stranieri, che non abbia paura dell’inferno, il solo che abbia con l’inferno continui e familiari rapporti, sono i toscani. I quali da tempo immemorabile hanno da sempre viaggiato in quel paese, e tuttora lo percorrono, come se viaggiassero in casa propria. Vanno e vengono dall’inferno quando piace a loro, e nel più semplice modo.
(Curzio Malaparte)

I toscani hanno il cielo negli occhi e l’inferno in bocca.
(Curzio Malaparte)

Amo appassionatamente la Toscana. Mi inorgoglisce troppo quello che ha dato al mondo nel campo dell’arte, della scienza, della letteratura, della politica insomma della cultura. E a ogni pretesto parlo e scrivo della Toscana […]. Però si tratta di un amore poco ricambiato. […] La Toscana non è né è mai stata una mamma tenera e affettuosa. Quando ha un figlio o una figlia che la ama e la onora anziché amarlo e onorarlo a sua volta mostrando un po’ di gratitudine lei lo bistratta, lo perseguita, lo respinge.
(Oriana Fallaci)

La Toscana è bella d’autunno. Puoi camminare lungo sentieri che hanno il profumo dei funghi e delle ginestre, ascoltare le voci del vento che chiama dai poggi orlati di cipressi e di abeti, ed è tempo di vendemmia, l’uva si gonfia violetta tra i pampini fitti, i fichi pendono dolci dai rami che fremono di fringuelli e di allodole, nei boschi le foglie si accendono di giallo e di arancio ne bruciando il monotono verde d’estate.
(Oriana Fallaci)

E’ questa la Toscana dei grandi poeti, dei santi, dei ribelli e dei visionari, quella che portò la nostra letteratura alle massime altezze: la Toscana, anche, dei conventi e degli eremi, che la coprono tutta, dalla Verna a Monte Senario.
(Guido Piovene)

Se si vuole penetrare nel cuore della Toscana signorile, tutta o quasi tutta terriera, giova forse di più recarsi tra i colli del Chianti, intorno alla strada tra Firenze e Siena, che nei palazzi cittadini.
(Guido Piovene)

Son solamente i vecchi, ma gli uomini di mezza età, ricordano la Maremma delle paludi, delle mandrie brade, dei butteri, della malaria e dei banditi, che le bonifiche assalivano senza riuscire a soverchiare. Vi era ancora, trent’anni fa, chi evitava di attraversare quel territorio a costo di allungare il viaggio; e vi era invece il viaggiatore romantico, attirato da quel miscuglio di antica civiltà e di vita selvaggia.
(Guido Piovene)

La Toscana era l’unico paese al mondo che fosse una «casa»: il resto d’Italia, e Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, erano Repubbliche, Monarchie, Imperi, non «case».
(Curzio Malaparte)

Sarà forse che i toscani non sono come i bovi, che vedono tutto in grande: ma è certo che non pèrdono mai di vista la misura del mondo, e i rapporti, palesi e segreti, fra gli uomini e la natura.
(Curzio Malaparte)

Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l’essere toscano” -si legge- “molto più che abruzzese, lombardo, romano, piemontese, napoletano, o francese, tedesco, spagnolo, inglese. E non già perché noi toscani siamo migliori o peggiori degli altri, italiani o stranieri, ma perché, grazie a Dio, siamo diversi da ogni altra nazione: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura, qualcosa di diverso da quel che gli altri hanno dentro.
(Curzio Malaparte)

Maggior fortuna sarebbe, se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani.
(Curzio Malaparte)

Il toscano ha un modo di inginocchiarsi che è piuttosto uno stare in piedi con le gambe piegate.
(Curzio Malaparte)

Dolci colline dal profilo inconfondibile, città d’arte in cui si respira la storia, borghi dove il tempo sembra essersi fermato: la Toscana è una terra che sin dall’antichità ha sedotto i visitatori e stregato i suoi stessi abitanti, tanto che sono molti gli artisti che hanno cantato le sue bellezze.
(Ilaria Giannini)

I monti della Versilia ridenti o foschi? Ecco una cosa che non si può mai capire. Un poco folli, di forma, e inchiostrati sempre con tinte da fine del mondo, con quel rosa, quelle vampate secche del marmo che trapelano come per caso.
(Pier Paolo Pasolini)

La costa toscana ha una parte aspra, la meridionale, ed una settentrionale più dolce. Livorno è in mezzo tra le due.
(Guido Piovene)

O Toscana, o Toscana,
dolce tu sei ne’ tuoi orti
che lo spino ti chiude
e il disprezzo ti guarda;
dolce sei nelle tue colline
che il ruscello ti riga
e l’ulivo t’inghirlanda.
E una dura virtude
certo nelle tue torri commise
e murò per la guerra civile
le pietre forti;
e carca di grandi morti
tu sei ne’ tuoi sculti sepolcri,
o Fiorenza, o Fiorenza,
giglio di potenza,
virgulto primaverile;
(Gabriele D’Annunzio)