Frasi, aforismi e battute divertenti sulla conferenza e il convegno

Presento una raccolta di frasi, aforismi e battute divertenti sulla conferenza e il convegno. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla comunicazione e il comunicare, Frasi, citazioni e aforismi sull’ascolto e l’ascoltare, Frasi, citazioni e aforismi sulla retorica e Frasi, citazioni e aforismi sulla predica.

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Frasi, aforismi e battute divertenti sulla conferenza e il convegno

Conferenze: la frase meglio accolta dal pubblico in certe conferenze è quella che comincia così: “Per concludere ….”
(Mario Luis Descartes)

Quando tengo una conferenza, accetto che le persone guardino ai loro orologi, ma ciò che non tollero è quando lo guardano e lo portano all’orecchio per vedere se si è fermato.
(Marcel Achard)

Alcune persone parlano nel sonno. I conferenzieri parlano mentre gli altri dormono.
(Albert Camus)

L’hanno chiamata “conferenza” perché “lunga pennichella di gruppo” era fuorviante.
(cicciogia, Twitter)

Conferenziere. Ha le mani nelle vostre tasche, la lingua nelle vostre orecchie e molta fiducia nella vostra pazienza.
(Ambrose Bierce)

Prima di venire qui, ero confuso su questo argomento. Dopo aver ascoltato la sua conferenza, io sono ancora confuso – ma a un livello più alto.
(Enrico Fermi)

Una conferenza è una riunione di persone importanti che singolarmente non possono fare nulla ma assieme possono decidere che non si può fare nulla.
(Fred Allen)

Nessuna grande idea nacque mai durante una conferenza, ma molte idee stupide là sono morte.
(Francis Scott Fitzgerald)

Il primo compito di un conferenziere: darti dopo un’ora di discorso una gemma di pura verità da incartare tra le pagine dei tuoi quaderni, e tenere nel risvolto per sempre.
(Virginia Woolf)

Iniziano una presentazione.
“Per aprire il mio speech, vi chiedo: qual è la nostra mission?”.
Per me è evitare gli anglicismi alla cavolo.
(useppe00, Twitter)

Quando fai una conferenza o una relazione pensa sempre a come TU ascolti le conferenze e le relazioni altrui. Il tuo animo, in questi casi, oscilla quasi sempre fra insofferenza, desiderio che lo spettacolo finisca presto e rari momenti di autentico interesse. Cerca di imbrigliare il tuo narcisismo infantile e ricordati che la reciproca vale sempre: anche quando SEI TU che parli.
(Anonimo, Decalogo per un giovane conferenziere)

Non trasformare la lettura in un borbottio. Leggi il testo lentamente e con voce alta. Meglio se, come solo pochi grandi sanno fare, riesci a leggerlo dando l’impressione di non leggerlo. Fai pause dove l’argomento cambia. La insensata frenesia di dire tutto quello che si è scritto o (ancora peggio) tutto quello che si ha in mente, impedisce l’inserzione di quelle brevi pause di silenzio che hanno affetti accattivanti sull’uditorio. Hai mai sentito parlare di “pause sapienti”? Lo erano davvero!
(Anonimo, Decalogo per un giovane conferenziere)

È un dato sperimentale e scientificamente acquisito che dopo quaranta minuti di ascolto la capacità di attenzione di un qualunque uditore scende paurosamente. Questa discesa dell’attenzione avviene in ogni caso ed è indipendente dal contenuto di ciò che si ascolta. Quando mancano una decina di minuti alla fine, dì con chiarezza che stai per concludere. Ricordati che questa notizia suona, sempre e in ogni caso, piacevole agli ascoltatori (chiunque parli) e suscita in essi un notevole risveglio dell’attenzione
(Anonimo, Decalogo per un giovane conferenziere)

Ricordati che, là ove esiste, il microfono ESISTE e che è fatto apposta perché tu ci parli DENTRO. Le civettuole dimostrazioni di insofferenza per il microfono appartengono a repertori degli anni Trenta-Quaranta (l’intellettuale un po’ a disagio fra le macchine!) e non vengono giustamente MAI perdonate dal pubblico. La scenetta più patetica è quella del relatore che, quando dice una cosa che gli sembra importante, si propende verso il presidente e si distacca dal microfono. Il presidente lo sente e gli altri restano (si fa per dire) a bocca asciutta.
(Anonimo, Decalogo per un giovane conferenziere)

Le conversazioni faccia a faccia sono molto più efficaci, e le videoconferenze sono sempre un ripiego rispetto a una tazza di tè bevuta insieme.
(Richard Branson)

Non sono andato a 70 convegni. La considero un’insigne attività sociale.
(Stanisław Jerzy Lec)

So benissimo che quella che si chiama conferenza serve nelle sale e nei teatri per lanciare negli occhi delle persone quelle punte di spillo, dove si infilzano gli irresistibili anemoni di Morfeo, e provocare certi sbadigli per i quali bisognerebbe avere una bocca da caimano.
(Federico García Lorca)

Ho constatato che in genere colui che tiene una conferenza si mette in cattedra senza compiere il minimo sforzo per avvicinarsi al suo uditorio; parla di quel che sa senza il minimo logorio di nervi e con una mancanza totale di sentimento; tutto questo determina momentaneamente nei suoi confronti un odio profondo, che ci fa desiderare con tutto il cuore che scivoli scendendo dalla tribuna o starnutisca in modo così violento che gli cadano gli occhiali nel bicchiere.
(Federico García Lorca)

Il massimo piacere dei conferenzieri inutili è bere acqua minerale mentre guardano il pubblico.
(Diego De Silva)

Perché far conferenze? Giornali e libri sono accessibili a tutti – anche ai compagni più abbandonati. C’è dentro alle conferenze un darsi da fare spettacolare e attivistico che piace molto ai “go-getters”. Quanto al fatto che le conferenze spezzino più agevolmente il pane della scienza, si risponde che nulla di culturalmente valido esce mai da una conferenza, che tutto quel che vi si è ascoltato, se deve fruttare, andrà ancora ricercato sui libri… E allora? Resta soltanto che sono una scuola di faciloneria e successo. Il compagno che non è disposto a levarsi il cappello davanti alla cultura e a faticare e a entrare in un tempio (cosi appare all’inizio – poi diventa sangue proprio), resti ignorante. Se lo merita.
(Cesare Pavese)

Io non dò mai conferenze non perché sia timido o sia un cattivo oratore ma semplicemente perché detesto il tipo di persone che vanno alle conferenze e non desidero incontrarle.
(HL Mencken)

Il più bel difetto di una conferenza è di essere troppo breve.
(Alessandro Morandotti)

La conferenza più interessante sarà programmata simultaneamente alla seconda conferenza più interessante.
(Arthur Bloch, Legge di Morris sui convegni, La legge di Murphy)

Un giorno il direttore dell’ “Epoca” mi disse: – Vada al Lyceum femminile. Il senatore Morello tiene una conferenza sulle bellezze di Roma.
Mancavano cinque minuti alle cinque.
– Prenda una carrozzella – aggiunse.
Io presi la carrozzella e, invece di farmi portare al Lyceum femminile, feci una passeggiata di un’ora al Foro, al Gianicolo, al Pincio. Rientrato in redazione feci il racconto della conferenza, passando in rivista tutte le bellezze di Roma che avevo viste e di cui probabilmente quel signore doveva aver fatto l’elenco. Ci vuole una bella impudenza, io pensavo, per parlare a Roma, delle bellezze di Roma. Però non lo scrissi. Scrissi invece una pagina di elogi al fine conferenziere, e diedi il nome delle signore intellettuali che erano fra il pubblico. La cosa non mi fu difficile, perché erano sempre le stesse. L’articolo ebbe un successo sbalorditivo, perché all’ultimo momento il conferenziere si era sentito male e la conferenza era stata rinviata di un mese.
(Pitigrilli)

Un meeting è un evento in cui si tengono le minute e si perdono le ore.
(Arthur Bloch, Assioma di Gourd, La legge di Murphy II)

-Ho l’ansia perché dovrò parlare in pubblico
•Immagina che la prima fila sia in mutande
-Non funzionerà
•Perché?
-E’ un convegno di nudisti
(darioloc81, Twitter)

Un conferenziere che si rispetti non dovrebbe mai parlare dell’argomento promesso. Solo disorientando il pubblico si può sperare di trattenerlo seduto e attento mezz’ora di fila.
(Gesualdo Bufalino)

− È divorziata?
− Non proprio. Mio marito è uscito sei mesi fa per andare a un convegno, ma si deve essere addormentato.
(Dal film Il nostro agente all’Avana)

La conferenza sul l’orientamento non sta funzionando, mi sono perso.
(orporick, Twitter)

Chissà stasera, l’ansia, a che ora tiene la conferenza stampa.
(GMartelloni, Twitter)

Se uno tiene una conferenza sull’inutilità delle conferenze e tutti dicono che è stata utilissima, allora la conferenza è un insuccesso.
(Fragmentarius)

Il costo per la partecipazione al Convegno su “preghiera e digiuno” è comprensivo dei pasti.
(Cartello in una chiesa)

Sono andato ad un convegno filosofico sulla “Relatività del Tempo” ma i relatori arrivavano quando cavolo gli pareva.
(MaxMangione, Twitter)

– Scusi, per il Convegno “Credere nell’amore”?
– Segua quegli altri illusi.
(MaxMangione, Twitter)

Ho tenuto una conferenza sulla Venere di Milo. Ho parlato a braccio.
(Ivan Scoppetta)

Donna al supermercato:
-Telefona all’amica
-Spunta la lista
-Prende cose a 4 mani
-Gioca col figlio.
Uomo:
-Videoconferenza con la moglie.
(masse78, Twitter)

In occasione di un convegno, incrocio F. nella hall di un grande albergo di Venezia, e mi meraviglio alquanto dei suoi saluti insolitamente festosi. Probabilmente F. è felice non tanto di vedermi, quanto di farsi vedere da me in un grande albergo…
(Carlo Ferrario)

Convegno. Quella di fianco a me inizia a prendere appunti appena il relatore apre bocca per i saluti.
E voi tutto bene?
(Federicacaladea, Twitter)

Voglio un lavoro vecchio stile, qualcosa che mentre voi fate i briefieng in conference call io sto a casa a fare le presine all’uncinetto.
(Diodeglizilla, Twitter)

Conferenze. L’oratore, voglio dire l’uomo nato oratore, è come quelle piante che vanno tutte in fronde e non danno né fiori né frutta. E sotto quelle fronde si può dormire un’ora.
(Ugo Ojetti)

Nessun convegno, nessuna giornata di studi, nessun incontro su Umberto Eco e sulle sue opere, sul suo pensiero e sulla sua vita per almeno dieci anni.
(Umberto Eco nel suo testamento)