Frasi, citazioni e aforismi sulla Campania

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulla Campania. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla costiera amalfitana, Frasi, citazioni e aforismi su CapriFrasi, citazioni e aforismi su Napoli e i Proverbi napoletani più belli e famosi.

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Frasi, citazioni e aforismi sulla Campania

L’Italia è terra di contrasti, ed ogni regione italiana li ripete dentro il suo limite: non solamente la Campania cambia stile tra un luogo e l’altro, ma contrastante è la fascia costiera. È classica la zona costiera a nord di Napoli, con Cuma, Baia e il Capo Miseno; così la zona a sud di Napoli sotto il Vesuvio; un paesaggio dolce e leggero, dove tutto sembra disciolto nei miti e nella storia romani e greci. La costa che va da Sorrento a Salerno, e ha come centro Amalfi, è invece medievale, romantica, monasteriale.
(Guido Piovene)

La Campania è regione nella quale aree ad altissima densità abitativa si alternano ad altre colpite da fenomeni di semispopolamento, e fasce costiere di affascinante pregio ambientale si contrappongono ad altre aggredite da una speculazione distruttiva.
(Roberto Ruozi, Touring Club Italia)

Virgilio dice che la Campania è così chiamata da Capy [compagno d’arme di Enea]. Ma Livio la vuole così detta dai luoghi campestri. E’ noto che fu fondata dagli Etruschi, dopo aver osservato l’auspicio di un falcone che in lingua etrusca si dice capis, da cui prese il nome anche la Campania.
(Sosio Capasso)

Tra i monti viola dorme
Napoli bianco vestita,
Ischia sul mare fluttua
Come nube purpurea;
La neve tra i crepacci
Sta come studio candido di cigni;
Il nero Vesuvio leva il capo
Cinto di rossi riccioli.
(Hans Christian Andersen)

Tra Sorrento e Salerno vedi rocce tagliate a picco, spaccature orride i monti, case incastrate ed appiattite sulla roccia da cui le distingue solo il colore, cadute di vigneti su pendici impervie, ed i monasteri-fortezze appollaiati a metà costa.
(Guido Piovene)

Una delle bellezze di Sorrento sono i giardini di agrumi cinti da mura. Passeggiando per la città si scorgono i rami carichi di arance e di limoni, sormontare i muri di sasso. Sorrento ha una facciata aperta sul mare, ma l’interno è segreto. Comincia, andando verso sud, il tratto arabo-mediavale della Campania.
(Guido Piovene)

Positano è una Capri per gente di umore più quieto. Amalfi che, lo sanno tutti, fu la più antica delle nostre repubbliche marinare è una cittadina vivace, con botteguccie di barbieri loquaci che lavorano fino a tarda notte, vie tortuose, un bel Duomo, e alcune case aristocratiche.
(Guido Piovene)

Il giorno del giudizio, per gli amalfitani che andranno in paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri.
(Renato Fucini)

La costiera amalfitana è una terrazza sull’infinito.
(Fabrizio Caramagna)

La costiera amalfitana è un posto di sogno che non sembra vero.
(Alberto Moravia)

La costiera amalfitana è un Paradiso, fatto di scale che risuonano come tasti di un vecchio pianoforte.
(Corrado Alvaro)

Positano colpisce profondamente. E’ un posto da sogno che non vi sembra vero finché non ci siete ma di cui sentite con nostalgia tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato.
(John Steinbeck)

Qui dove il mare luccica
E tira forte il vento
Su una vecchia terrazza
Davanti al Golfo di Surriento.
(Lucio Dalla)

Ravello è una cittadina dallo stile arabo-siculo. (…) Girando per le strette vie di Ravello, si ha un anticipo di Palermo, giacché questa cittadina, di stile arabo-normanno e orientalizzante, è una Palermo in miniatura al riparo dei monti.
(Guido Piovene)

Salerno, dicono le guide, ha un nucleo antico ed una cintura moderna. Come oggi la si scorge, la parte moderna prevale, e di città moderna Salerno ha lo spirito.
(Guido Piovene)

Quella di Salerno, direi, è l’atmosfera di una zona industriale, non certo l’atmosfera convenzionale dell’Italia del Sud. (…) Forse vi è nel carattere salernitano una disposizione atavica all’attivismo. Si sa che Salerno fu centro della nostra più antica scuola medica, la quale lasciò i suoi precetti in una serie di sentenze di versi latini. Ciò che mi colpisce leggendoli è la loro ostilità verso gli uomini pigri.
(Guido Piovene)

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Salerno è una piacevole scoperta, c’è fermento, cultura, una cultura che viene da lontano, che si respira nel paesaggio, nei monumenti, tra la gente. Non a caso è la città dove è nata e si è sviluppata la Scuola Medica Salernitana. E poi c’è questo Teatro, un esempio unico in Italia perché è un teatro libero dalle ingerenze dello Stato.
(Franco Zeffirelli)

Un altro disegno nacque la sera dalle finestre di Salerno ed esso mi risparmierà ogni descrizione di una terra deliziosa e fertilissima. Chi non sarebbe stato disposto a studiare in questa cittadina nel tempo in cui vi fioriva una università?
(Johann Wolfgang von Goethe)

Paestum parla soprattutto per i tre templi solitari, specie quello di Nettuno, ch’è il più grande, bello e intero. Più antico del Partenone, più pesante di esso, di una pesantezza arcaica che fa per me parte del suo splendore, questo perfetto tempio dorico rivela accorgimenti architettonici sapienti, quali la cosiddetta curvatura delle orizzontali: tutte le linee orizzontali, anziché essere dritte, sono lievemente convesse.
(Guido Piovene)

La bellezza del tempio è quella delle opere d’arte e insieme delle opere naturali. Le sue colonne, tra le quali si scorgono inquadrati ora i monti, ora il mare, sono corrose, tutte a buchi come la pietra degli scogli; ricordano i cactus giganti dei paesi esotici tra le cui fibre si scavano il nido gli uccelli, o gli alberi pietrificati in cui a poco a poco la pietra sostituisce il legno lasciandone intatta la forma.
(Guido Piovene)

[Su Paestum] In fondo al sentiero che va in linea retta verso il sito archeologico, ecco i tre templi. Sono allineati in una pianura nuda, priva di asperità. La loro posizione non è spettacolare, come a Segesta o ad Agrigento, in Sicilia. Non sono valorizzati dalle pendici suggestive di un monte o dalla vicinanza del mare. Possono contare unicamente sulla loro bellezza.
E sono, infatti, i più bei templi che ci abbia lasciati l’Antichità, infinitamente più belli di quelli che ho visti in Grecia
(Ennio Cascetta)

Sotto Paestum inizia la parte meno conosciuta della costa campana. Forse perché ancora semisegreta, è parsa a me la più bella.
(Guido Piovene)

Il Sud della costa campana è un misto di remota dolcezza virgiliana e di dolcezza tropicale. (…) L’insenatura del golfo di Palinuro cela spiaggette tropicali che credo uniche in Europa.
(Guido Piovene)

Piccole grotte ora ci fanno compagnia. I cavalloni penetrando in quegli occhi bui, disturbano le pietre, muovendo un rumore d’antiche ossa.
Il Porto di Palinuro ha le casette bianche, e l’ultima è rosa: sembrano sulle prime biancheria stesa ad asciugare, e poi blocchetti di gesso.
Non ho mai visto acqua di pari trasparenza a quella che scopro avvicinandomi al porto. Vediamo la sabbia del letto come pettinata soavemente, e i nastri delle alghe trasformare in serpenti agitati, la bella capigliatura.
(Giuseppe Ungaretti)

Caserta deve la sua fama alla reggia. Il fascino di questa Versailles del Napoletano, costruita da Carlo III alla metà del Settecento, proviene dall’architettura del Vanvitelli, dal fastoso scalone, dal teatro di corte, dai grandi appartamenti, dal gioco di prospettive di archi e marmi.
(Guido Piovene)

Benevento non è Napoli, e ci tiene a farlo sapere. Già la loro indole, mi fanno notare i beneventani, differisce di molto da quella del resto della Campania: più dura, puù chiusa, più alpina. (…) Lo stesso clima è freddo, poco campano: gli splendidi panorami della provincia sono alpestri. Dopo la caduta di Roma, Benevento ebbe un’altra epoca di splendore sotto il dominio longobardo, e fu il più importante feudo longobardo del Sud.
(Guido Piovene)

Solo: io e Ischia. Io e migliaia di cose, migliaia di persone. Tutto nuovo.
Scende la sera. L’intera Casamicciola è sul suo porticciolo. Nativi e villeggianti si confondono: è la piena sagra dei grandi giorni d’estate. Prendo un piccolo pullman, anzi pulmàn, e in dieci minuti arrivo a Porto d’Ischia. É già sera. Ma questa è una città! La pace di Casamicciola è un sogno. Qui vie, vicoli, lungomari sono scintillanti, la gente è un fiume.
(Pier Paolo Pasolini)

Il senso di pace, di avventura che mi dà l’essere in questo albergo nell’interno di Ischia, è una di quelle cose che ormai la vita dà così raramente.
(Pier Paolo Pasolini)

[Parlando di Ischia] La padrona per sedurci volle si salisse sul tetto che era come una terrazza e si poteva passare da una casa all’altra, segnata da muretti bianchi di calce, spuntavano vicino le cupole di ceramica gialla di una chiesa, sembrava di essere invero in una città araba. Quando ci si volse dall’altra parte, su dal mare in tumulto, si vide definita e chiara tutta la costa dell’Italia, da Miseno fino al Circeo, con le cime dei monti bianche di neve al sole. Era la stessa visione che aveva avuto Enea e anche Ulisse e si decise di fermarci.
(Giovanni Comisso)

[Parlando di Ischia] Ci portavano a giugno e praticamente ci abbandonavano lì, lasciando che ci inselvatichissimo, diventassimo bestie di luogo. Stare a mare voleva dire per noi aprire la buccia dentro la quale stavamo chiusi, Napoli, la città stretta.
Tanto mi sono bastati quei lunghi soggiorni sull’isola che poi non ho avuto più nessuna fregola di andarmi a cercare isole tropicali.
Ischia, quella libertà e quel tempo là sopra contenevano tutti i tropici e gli oceani.
(Erri De Luca)

Quando lasci Roma per Capri passi in tre ore da una zona del mondo a un’altra. È come se passassi un oceano. Un salto che normalmente ti richiede dodici ore di aereo. C’è una trasformazione così radicale del paesaggio, della orografia, di tutto, che all’improvviso passi da una dimensione a un’altra. E quella in cui passi, quando arrivi a Capri, è la dimensione del mito. Poi questo mito è stato sporcato, degradato, quel che vuole. Ma nonostante tutto…
(Raffaele La Capria)

Se è vero che ci sono nel mondo isole belle come Capri, nessuna isola, nessuna al mondo può vantare una storia come quella di Capri.
(Raffaele La Capria)

In ogni caprese c’è un fondo antico e genuino che si sente nel dialetto stretto e nella scontrosa e a volte brusca natura contadina, e una realtà più sciolta e disinvolta acquisita dal rapporto con gli ospiti stranieri che hanno amato e celebrato l’isola.
(Raffaele La Capria)

Capri è bella soprattutto dal mare (di colore blu come nei disegni dei bambini), si arriva alla Grotta Azzurra all’ora giusta per il bagno, si scopre la passeggiata panoramica Krupp e gli stabilimenti Fontelina davanti ai Faraglioni o La canzone del mare a Marina Piccola.
(Francesco Rigatelli)

Il terzo giorno a Capri si capisce perché i napoletani l’amino tanto: la ginnastica. L’isola costringe infatti a un sacco di scale. Meglio prenderla con calma allora, a Capri non si fanno programmi: vita semplice, alto pensiero, con qualche graffio di vita notturna.
(Francesco Rigatelli)

Se io dovessi indirizzare un visitatore affrettato a conoscere solo tre o quattro punti dell’Italia, certo includerei Cuma.
Si apre, poco a nord del lago Fusaro, questa semplice conca coperta di vigneti, in cui si penetra per un arco romano; nel fondo, sul mare, è l’acropoli. I greci fondarono a Cuma, otto secoli a. C., una città fiorente, che dominò la vita di questo lembo del Tirreno, sovrapponendosi ad un nucleo di indigeni. Si dice che di qui si sia diffuso l’alfabeto in Italia. E come tutti sanno, Cuma era un luogo sacro, devoto al culto della Sibilla cumana, ispirata da Apollo, che profetava dentro l’antro.
(Guido Piovene)

Pompei è Petronio, è Trimalcione, ma Cuma è di più, è Virgilio.
(Padre Vincenzo Cilento)

Quando si ama la Campania, si amano tutte le razze che l’hanno abitata, compresi gli Oschi.
(Roger Peyrefitte)

La Campania è unica e impareggiabile. Per me l’Italia inizia da Napoli.
(Gérard Depardieu)

Perché la musica guarisce, nella musica si rinasce. La musica mi ha salvato la vita. Canta, canta e salvati. Perché questa non è la terra dei fuochi; questa è la terra della gente che ama!
(Emma Marrone)

Con l’unificazione italiana viene rimesso in uso il nome Campania, che si era conservato vivo nell’uso letterario soprattutto per influenza degli autori dei secoli XIV e XV.
(Antonio Canino)

La Campania, per la sua fecondità detta Felice, fu con maggior lode chiamata Felice & Amena. Era l’amenità propria della riviera del suo mare: la fecondità de’ suoi campi fra terra.
(Camillo Pellegrino)

La Campania è terra di emozioni, colori e suoni, che nei secoli l’hanno accompagnata.
(Fragmentarius)

Dietro il successo di Gomorra e del filone letterario da inchiesta c’è la spia di una mancanza più forte: la Campania è una terra che dovrebbe essere raccontata molto di più
(Diego De Silva)

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