Trent’anni di Tagliar corto

Trent’anni usciva Tagliar Corto di Dino Basili. Apparso in libreria gli ultimi giorni di settembre del 1987, Tagliar corto ha segnato uno spartiacque nel genere aforistico perché è stato il primo libro di aforismi che ha saputo andare oltre una piccola nicchia di lettori per conquistare un pubblico più vasto. Edito da Mondadori e accompagnato dalle illustrazioni di Tullio Pericoli, “le eleganti, spiritose, miniaturizzate invenzioni” di Tagliar corto hanno avuto due ristampe in pochi mesi e una grande pioggia di recensioni, facendo dell’aforisma un piccolo ma potente bonsai da contrapporre al folto bosco della narrativa e della poesia.

In qualche modo Tagliar corto – con il suo successo di pubblico e di critica – prepara il terreno a tutte le pubblicazioni aforistiche successive (sia di Dino Basili che di altri autori) culminate nel 1992 con Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano a cura di Gino e Michele e nel 1996 con il prestigioso Meridiano Mondadori di Scrittori italiani di aforismi (in 2 volumi), a cura di Gino Ruozzi. Poi nel nuovo millennio, in concomitanza con l’avvento di internet, gli editori pian piano abbandonano l’aforisma che viene di nuovo relegato a genere marginale e di nicchia. Sopito inspiegabilmente l’interesse dell’editoria, resta però vivo l’interesse dei lettori.

Presento una raccolta di alcuni aforismi tratti da Tagliar Corto.

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Dino Basili, Tagliar corto, Mondadori, 1987

Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno.

Tra il grand’uomo e il pover’uomo c’è, a far da ponte, l’uomo.

A volte l’ingenuo è il più raffinato dei provocatori.

Non è scandaloso avere una verità oggi e una domani. È scandaloso non averne mai.

Il prepotente meno sopportabile è quello che pretende anche l’applauso.

Chi prende le scorciatoie non deve meravigliarsi se ha le scarpe inzaccherate.

Dagli amici si vogliono critiche impietose che poi non si perdonano.

Il disastro, al microscopio, risulta formato da una catena di errori apparentemente senza conseguenze.

Qualche viaggio insieme su e giù nell’ascensore e la personalità viene fuori meglio che sul lettino di Freud.

La quadratura del cerchio resta impossibile, ma le medaglie con tre o quattro facce sono correnti.

Chi sa imbastire buoni compromessi con gli altri non si avvilisca tutte le volte che non riesce a imbastirne con se stesso.

Carro del vincitore. E’ più difficile scendere che salire.

Stanza dei bottoni. Chi comanda davvero si è trasferito da tempo nella stanza delle cerniere lampo.

Conosci bene un uomo o una donna quando sai quali sono i “no” che possono diventare “sì” e viceversa.

I giornali si dividono essenzialmente in due gruppi: quelli di partito e quelli di parte.

Nei tipi assai scattanti abbondano le false partenze.

Ringraziare anche per gli sgarbi. Permettono di valutare meglio chi li fa.

Aggiungere al decalogo un articolo sette-bis: non permettere di rubare.

Il sordo peggiore di quello che non vuol sentire è quello che non ti fa neppure aprire bocca perché è convinto di sapere già tutto.

Non permettere che ti infiocchettino in confezione regalo quello che ti è dovuto.

Le chiavi ingombrano e si possono smarrire. Meglio avere chi ti apre la porta, possibilmente con un sorriso.

Parlano poco per essere amici, troppo per essere innamorati.

Credeva che fosse allegra. invece rideva perché era convinta d’avere una bocca splendida.

E’ incorruttibile. Guai a inbeccarlo. Bisogna lasciare il mangime per terra e andarsene.

Non arriverà in cima. E’ troppo occupato a non far salire chi gli sta sotto.

Il complesso di superiorità gli rovina il rapporto con gli amici, quello d’inferiorità con tutti gli altri.

Si capisce al volo che è un leader. Più del discorso cura il riassunto per la stampa.

Ai funerali della madre del ministro si recò moltissima gente in lacrime. Ai funerali del ministro c’erano pochi intimi con gli occhi asciutti.

Gli dicono di essere umile come una colomba e astuto come un serpente. S’imbroglia: è astuto come una colomba e umile come un serpente. I risultati sono ottimi.