Frasi e citazioni su Wolfgang Amadeus Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791) è annoverato tra i più grandi geni della storia della musica. Iniziò a comporre all’età di 5 anni e morì all’età di trentacinque, lasciando pagine che influenzarono profondamente tutti i principali generi musicali della sua epoca.

Presento una raccolta di frasi e citazioni su Wolfgang Amadeus Mozart, con in appendice le frasi più celebri del musicista austriaco. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla musica, Frasi, citazioni e aforismi sul genio e Frasi, citazioni e aforismi su Ludwig Van Beethoven.

**

Frasi e citazioni su Wolfgang Amadeus Mozart

Probabilmente quando gli angeli nel loro consesso glorificano Dio suonano Bach. Ma sono certo che nella loro intimità suonano Mozart.
(Karl Barth)

La morte di Mozart avvenuta prima che egli compisse 36 anni, è forse la più grande perdita mai subita dal mondo della musica.
(Edward Grieg)

E per me un mondo senza Mozart sarebbe ancora più povero di un mondo senza Socrate. (Hermann Hesse)

Ah, se avesse avuto un sintetizzatore! Si sarebbe divertito un mondo.
(Carl Craig)

Il Requiem. Vi aleggia il soffio dell’aldilà. Dopo un simile ascolto, com’è possibile credere che l’universo non abbia alcun senso? Deve averne uno. Che tanta sublimità si risolva in niente, il cuore – così come l’intelletto – si rifiuta di ammetterlo. Deve pur esserci qualcosa da qualche parte, deve esserci un briciolo di realtà in questo mondo.
(EM Cioran)

Ogni brano del “Figaro” mi sorprende: il fatto è che non riesco a capire come si possa creare qualcosa di così perfetto. Neppure Beethoven ci è mai riuscito.
(Johannes Brahms)

Mozart è in assoluto il compositore più grande. Beethoven “creava” la sua musica, ma la musica di Mozart è di tale purezza e bellezza che sembra semplicemente “trovata”, esistita da sempre come parte dell’intima armonia dell’universo, in attesa di essere portata alla luce.
(Albert Einstein)

Io credo che Mozart sia il maestro di tutti noi, quindi Mozart va fatto sempre. Mi ricordo che c’era una persona che diceva sempre: “Io ascolto Mozart quasi tutti i giorni”. Ed io rispondevo: “Male, perché andrebbe ascoltato tutti i giorni.”
(Pietro Mianiti)

Mozart è l’amore di Dio al suo massimo, il genio che con la propria spensieratezza spezza il cuore e sparge la sua invidiabile luce intorno a sé.
(Torsten Pettersson)

Per staccarmi dal mondo, mi basta portare l’attenzione laddove le cose risuonano – la verità, la pioggia sul tetto di una macchina, le parole d’amore o il pianoforte di Mozart.
(Christian Bobin)

Vi sono, nella storia, uomini che sembrano destinati a segnare, nella loro sfera, il punto oltre cui non ci si può innalzare: così Fidia nell’arte della cultura, Molière in quella della commedia. Mozart è uno di quegli uomini: il Don Giovanni è un vertice.
(Charles Gounod)

Ha in suo potere luce e ombra: ma la sua luce non offende mai, e la sua tenebra lascia vedere ancora chiari i contorni.
(Ferruccio Busoni)

Dolcezza, grazia, fascino: queste parole sono troppo lise per descrivere lo stile di Mozart. Sono prive di energia. Le lascio per coglierne un’altra più adatta: chiarezza. Il più bel dono che possiamo ricevere in questa vita tenebrosa è quello della chiarezza.
(Christian Bobin)

Come si può dire che Mozart ha composto il “Don Giovanni”! Una composizione! Quasi fosse un pezzo di focaccia o un biscotto, composti di uova, farina e zucchero! Una creazione dello spirito, ecco cos’è! Il tutto come le singole parti sono animati da un solo spirito, da una sola vita.
(Goethe)

Le tre cose più belle che Dio abbia fatto sono il mare, l’Amleto, e il Don Giovanni di Mozart. {Gustave Flaubert}

La musica di Don Giovanni è stata la prima musica ad avere su di me un effetto realmente sconvolgente. Mi ha condotto in un mondo di bellezza artistica dove dimorano solo i geni più grandi.
(Pyotr Ilyich Tchaikovsky)

Potrei camminare per dieci leghe nel fango (la cosa che più detesto al mondo) per ascoltare una buona esecuzione del “Don Giovanni”. Se qualcuno cita una frase in italiano tratta dal “Don Giovanni”, ecco che all’istante dolci ricordi musicali mi tornano alla mente e si impadroniscono di me. Di sicuro nessuna opera scritta, nessuna opera letteraria mi procura una gioia così intensa.
(Stendhal)

Ma il “Don Giovanni” è diverso. Ci si trova dinanzi a una straordinaria creazione musicale. E’ l’opera più completa che mai sia stata scritta. E’ come stare davanti al “Giudizio Universale” di Michelangelo.
(Franco Zeffirelli)

Quando fu data la prima del Don Giovanni, l’imperatore convocò Mozart nel suo palco per congratularsi con lui. Ma, non sapendo che dire, uscì con questa frase infelice: “Quante note!” E Mozart gli rispose, fiero: “Ma nemmeno una di troppo, Sire!
(Dizionario degli aneddoti di Fernando Palazzi)

Un ragazzo chiese a Mozart come si facesse a scrivere una sinfonia. “Sei molto giovane” gli rispose Mozart. “perché non cominci con una ballata?”. L’aspirante musicista insisté: “Ma voi avete cominciato a comporre sinfonie a dieci anni!”. “Sì, ma non ho mai chiesto come si fa”.
(Dizionario degli aneddoti di Fernando Palazzi)

In relazione a Dio è come un bambino che porta ogni cosa a suo padre: pietre della strada, particolari legnetti, piccole piante e un giorno anche una coccinella; e insieme a lui tutte queste cose sono melodie, melodie che egli porta a Dio, melodie che egli improvvisamente conosce mentre si trova in preghiera. E quando ha finito di pregare e non è più in ginocchio e non ha più le mani giunte, allora si siede lì al pianoforte, o canta con incredibile fanciullezza, e così facendo non ha più idea se stia suonando qualcosa per Dio o se sia Dio che si serve di lui per suonare qualcosa per sé e per lo stesso Mozart.
(Adrienne von Speyr)

In ogni epoca i tedeschi sono sempre stati i più grandi armonisti e gli italiani i più grandi melodisti. Ma da quando il Nord ha prodotto un Mozart, noi del Sud siamo stati battuti sul nostro stesso terreno perchè egli si innalza al di sopra delle nazioni unendo in sé l’incanto della melodia italiana e tutta la profondità dell’armonia tedesca. Egli è il solo musicista che possieda nel medesimo grado sapienza e genio.
(Gioacchino Rossini)

Beethoven è la retorica della nostra anima, Wagner è la sua sensibilità, Schumann forse il suo pensiero: Mozart è di più, è la forma.
(Hugo von Hofmannsthal)

Il “Flauto Magico” resta l’opera migliore di Mozart, perchè solo in essa egli dimostrò di essere un vero genio tedesco. “Don Giovanni” è ancora tagliato secondo lo stile italiano e inoltre non si dovrebbe mai svilire l’Arte, che è cosa sacra, mettendola a servizio di un soggetto così scandaloso!
(Ludwig van Beethoven)

Se volessimo giudicare con correttezza e goderci in pieno il “Flauto Magico”, dovremmo metterci nelle mani di uno di quegli spiritisti che vanno così di moda e farci trasportare al Theater auf der Wieden, nell’anno in cui l’opera venne rappresentata per la prima volta. Quella versione del “Flauto Magico” superò in tal misura le aspettative che non si parlava più di un “individuo”, ma della musica di un “genio” completo e sorprendentemente nuovo: questa è la ragione per cui l’opera si erge solitaria e non è possibile accreditarla a una qualsiasi epoca in particolare. L’eterno e il terreno si fondono, per ogni epoca e ogni popolo.
(Richard Wagner)

Davanti a Mozart, tutta la mia ambizione si muta in disperazione.
(Charles-François Gounod)

“Mozart!”.
(Gustav Mahler, ultime parole prima di morire, 18 maggio 1911)

La preferisco a qualsiasi altra musica. E’ il numero uno!!
(Vladimir Horowitz)

Mozart è la felicità prima che questa sia giunta a compimento.
(Arthur Miller)

Certo un genio può cavarsela senza il gusto. Si pensi a Beethoven. Ma Mozart, che lo eguaglia in genialità, possiede inoltre il gusto più fine.
(Claude Debussy)

Mozart è il maestro della perfetta, incorrotta bellezza nella quale vibra, febbrile, anche un’enigmatica nota sinistra, l’elemento sulfureo, demoniaco. E’ il fanciullo prodigio che ha attraversato le corti europee, ha sintetizzato ogni esperienza musicale precedente, conosce i segreti risvolti dell’animo umano, i vertici e gli abissi, mantiene, anche da adulto, uno straordinario candore infantile.
(Vittorio Sgarbi)

Nessuno può spiegare come le note di una melodia di Mozart, o le pieghe di un panneggio di Tiziano, producano i loro effetti essenziali. Se non lo senti, nessuno può fartelo sentire col ragionamento.
(John Ruskin)

Tutti gli sforzi fatti per arrivare a esprimere il fondo delle cose divennero vani all’indomani dell’apparizione di Mozart.
(Goethe)

È mia profonda convinzione che Mozart sia la vetta più alta che la bellezza ha raggiunto nella sfera della musica. Nessuno come lui mi aveva fatto piangere, fremere per l’entusiasmo nella consapevolezza di quella cosa che chiamiamo ideale. Anche Beethoven mi ha fatto fremere. Ma più che altro per una specie di paura e di angoscia tormentosa.
(Pëtr Il’ič Čajkovskij)

La musica classica mi Mozart il fiato.
(Tragi_com78, Twitter)

Sta così in alto, che vede più lontano di tutti, e per ciò fa apparire tutto un poco più piccolo.
(Ferruccio Busoni)

Riflettiamo su quello che sarebbe stato il destino della nostra musica se solo il maestro che “ebbe tanta scienza quanto genio e tanto genio quanta scienza” fosse rimasto fra noi.
(Gioacchino Rossini)

Un giorno l’ultimo ritratto di Rembrandt e l’ultima battuta di Mozart cesseranno di esistere perché l’ultimo occhio e l’ultimo orecchio accessibili al loro messaggio saranno scomparsi
(Oswald Spengler, Il declino dell’Occidente)

**

Frasi celebri di Wolfgang Amadeus Mozart

Tre cose sono necessarie per un buon pianista: la testa, il cuore e le dita.

La musica è lo spazio tra le note

Quando sono completamente me stesso, interamente solo… o durante la notte quando non posso dormire, in tali occasioni le mie idee sono migliori e più numerose. Da dove e come queste idee arrivino, non lo so né posso forzarle.

Non so scrivere in modo poetico: non sono un poeta. Non so distribuire le frasi con tanta arte da far loro gettare ombra e luce: non sono un pittore. Non so neppure esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri con i gesti e con la pantomima: non sono un ballerino. Ma posso farlo con i suoni: sono un musicista.

Ai miei occhi ed alle mie orecchie l’organo è il re di tutti gli strumenti.

Troppo per quel che faccio, troppo poco per quel che potrei fare.
(Wolfang Amadeus Mozart, in un biglietto inviato all’imperatore Giuseppe II)

Voi sapete che in quasi tutte le arti sono stati i tedeschi ad eccellere di più. Ma dove hanno trovato la loro fortuna? In Germania, certamente no!

Pensano che, essendo piccolo e giovane, da me non possa venire niente di grande.

Io sono un compositore e sono nato per fare il maestro di cappella. Non devo e non posso seppellire in questo modo il mio talento di compositore, quel talento di cui il buon Dio mi ha così generosamente dotato.

Quando si tratta di prendermi beffe di qualcuno, non posso resistere.

Morte, amica sincera e carissima dell’uomo. La sua immagine non solo non ha per me nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di procurarmi l’occasione di riconoscere in essa la chiave della nostra vera felicità.

La nostra ricchezza muore con noi, poiché l’abbiamo tutta nella nostra testa e nessuno potrà sottrarcela, a meno che non ci taglino la testa e allora… non ci occorre più nulla.

Non è un elevato grado di intelligenza, e nemmeno l’immaginazione, e nemmeno le due cose assieme che creano un genio. Amore, amore, amore, quella è l’anima del genio.

Mi dispiace vedere che lei fa più affidamento sui pettegolezzi e le sciocchezze di altre persone che non su di me e che, anzi, non ha alcuna fiducia in me. Le garantisco però che questo non mi turba; che scrivano pure fino a diventare ciechi e lei creda pure loro, se così le piace, ma io non cambierò di un capello.

Ogni tanto ho qualche crisi di malinconia, ma le supero con la massima facilità grazie alle lettere, quelle che scrivo e quelle che ricevo: mi ridanno coraggio. Stia comunque certo che non mi succede mai senza una ragione. Spesso mi chiedo se vale la pena di vivere. Non sono né caldo, né freddo e non trovo piacere in nulla.

Nuovi amici, nuovi dolori.

Ti prego, fidati di me assolutamente e non pensare mai che ti dimenticherò. Ricorda che non sempre le cose vanno come si vuole, o quantomeno non esattamente.

Viva le femmine, viva il buon vino, sostegno e gloria d’umanità.

Parlare bene ed eloquentemente è una gran bella arte, ma è parimenti grande quella di conoscere il momento giusto in cui smettere.

[Parlando della morte] È solo il momento che ignoriamo, ma ciò non mi fa paura: quando Dio lo vorrà, anch’io lo vorrò.

“Il gusto della morte è sulle mie labbra … mi sento qualcosa, che non è di questa terra”.
(Wolfgang Amadeus Mozart, 5 dicembre 1791). Secondo altre fonti negli ultimi minuti di vita Mozart non dice nulla, ma gonfia le gote, per sottolineare l’ultimo finale coi timpani – o coi tromboni – del Requiem.