Frasi, citazioni, poesie e proverbi su San Martino

Martino di Tours, in latino Martinus, è stato un vescovo cristiano del IV secolo. Tra i primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa cattolica, In Italia vi sono oltre 900 chiese a lui dedicate.

La leggenda narra che Martino di Tours – vissuto nel IV secolo d.C. in Francia – quando era ancora un soldato romano tagliò a metà il suo mantello per condividerlo con un mendicante in una rigida giornata autunnale. Cristo gli apparve in sogno restituendogli la parte di mantello che aveva donato al bisognoso infreddolito, e come ricompensa diede avvio a un gradevole periodo di tempo mite proprio sul fare dell’inverno. Da quel giorno quel periodo venne chiamato l’estate di San Martino.

San Martino viene ricordato l’11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte, ma quella della sua sepoltura.

Presento una raccolta di frasi, citazioni, poesie e proverbi su San Martino. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi su Novembre e Frasi, citazioni e aforismi sull’autunno.

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Frasi, citazioni, poesie e proverbi su San Martino

L’estate di San Martino, ultima illusione di colore e di vita, sospesa a un filo.
(Diego Valeri)

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.
(Giosuè Carducci, San Martino)

Una foschia diffusa, di quelle che distinguono l’estate di san Martino, avviluppava ogni cosa.
(Edgar Allan Poe)

L’estate di san Martino era finita. Quando la luce si era tinta d’oro prima del tramonto, un freddo pungente si era insinuato nell’aria, corretto con un pizzico di autunno.
(Melissa De la Cruz)

Avevano in programma di andare a raccogliere noci, e aspettavano impazienti che le brume mattutine riguadagnassero la cima delle colline e che il sole versasse il tepore dell’estate di san Martino su campi e pascoli e su ogni angolo dei boschi multicolori.
(Nathaniel Hawthorne)

Prenderei questo sole luminoso, il cielo pulito di nubi e la brezza leggera e ci vestirei tutti i giorni di novembre. Lo so che sono fuori tempo e fuori luogo, ma non trovi anche tu che sia bellissimo, così?
Al freddo e al grigiore ci penseremo un’altra volta.
(Fabrizio Caramagna)

Quanto freddo. Nel mantello
ravvolto San Martino.
Ecco, incontra un povererello:
quanto freddo ha, poverino!
San Martino il suo mantello
con la spada fa a metà.
E prosegue Santo uomo
che freddo fa
Ecco ancora un pover’uomo
che domanda carità
L’altro pezzo di mantello
San Martino ora gli dà.
Poi nel freddo, con coraggio,
San Martino va contento.
Ma di sole un dolce raggio
Lo riscalda in un momento.
E’ l’estate, San Martino;
è l’estate! Dio che vede
tutto, in premio te la dà!
(Favolella, La leggenda di San Martino)

San Martino ha donato metà del suo mantello ad un povero: così hanno avuto freddo entrambi.
(Jaques Prevert)

La foglia del ribes è un tessuto granuloso.
Ridono in casa e i vetri vanno tintinnando:
dentro, tagliano, fanno l’impasto e mettono
pepe e chiodi di garofano nel macinato.
Scherzando il bosco gioca a lanciare
un suo rumore sull’erta del pendio
dove i noccioli arsi dal sole estivo
stanno bruciacchiati come dal fuoco.
(Boris Pasternak, Estate di San Martino)

Nei paesi novembre è un bel mese dell’anno:
c’è le foglie colore di terra e le nebbie al mattino,
poi c’è il sole che rompe le nebbie. Lo dico tra me
e respiro l’odore di freddo che ha il sole al mattino.
(Cesare Pavese, Estate di San Martino)

L’autunno si adagia greve nei suoi colori spossati. La campagna ha dato tutto. Gli alberi perdono le foglie al primo alitare del vento, sotto ai pioppi e ai gelsi si forma uno strato di foglie gialle con dentro mischiati tanti altri colori. Come se anche la natura si sgravasse in un addio che il sole, appena torna a splendere per qualche giorno nell’estate di San Martino, pare volere prolungare in una lenta agonia per consumarlo senza angosce e senza schianti. Autunno: il senso della morte dolce. Sparire tra colori irripetibili
(Davide Lajolo)

Se quel pomeriggio di pioggia nel quale era terminata d’un tratto la luminosa estate di San Martino del ’38 io fossi riuscito perlomeno a dichiararmi – pensavo con amarezza –, forse le cose, tra noi, sarebbero andate diversamente da come erano andate.
(Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini)

Estate di San Martino, l’inverno è già vicino. Lo diceva qualcuno, quando lui era piccolo, e inutilmente Spino si è sforzato di ricordare chi era
(Antonio Tabucchi)

Povero mese di novembre!
Povero sulla terra e nel cielo.
Povero di gioia nel cuore degli uomini.
Molte grazie si possono chiedere alla famiglia di tutti i Santi
che sta schierata sulla soglia del mese,
non però quella di arrestare il ciclo della stagione
e di far ritornare il tempo su se stesso.
C’è l’estate di San Martino,
è vero, ultima illusione di colore e di vita, sospesa a un filo.
(Diego Valeri, Il mese di novembre)

Gemmea l’aria, il sole cosi chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.
Silenzio intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l’estate
fredda dei morti.
(Giovanni Pascoli, Novembre)

All’11 novembre si fa riferimento come data di inizio e fine dei contratti agrari. Da qui deriva anche il modo di dire «fare San Martino», ovvero traslocare, perché quando un contratto di affitto per la gestione di un’azienda agricola non veniva rinnovato, i contadini erano costretti a trasferirsi e a lavorare altrove
(Luca Mercalli)

Nella società del passato, prevalentemente agricola, la metà di novembre era vista come una fase dell’anno ancora di favorevole abbondanza di derrate alimentari, nonché uno degli ultimi periodi dal clima relativamente gradevole prima dei rigori invernali, un tempo ben più acuti di oggi e vissuti con disagio in case poco riscaldate.
(Luca Mercalli)

In Nord America si parla di «estate indiana», riferendosi al periodo in cui il «foliage» indora i boschi di latifoglie del New England, dove ogni anno tra fine ottobre e inizio novembre accorrono turisti da tutto il mondo per assistere alle fiammate dei colori autunnali.
(Luca Mercalli)

Nei Paesi di lingua slava e russa c’è invece l’«Estate delle nonne», così chiamata perché in questo periodo di tempo soleggiato e mite le nonne possono stare ancora all’aperto per accudire i nipoti e chiacchierare piacevolmente con le vicine di casa.
(Luca Mercalli)

Da Halloween a San Martino ogni mostro diventa vino.
(Tragi_com78, Twitter)

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Proverbi

L’estate di San Martino dura tre giorni e un pocolino.

L’estate di san Martino, dura dalla sera al mattino.

A San Martino si sposa la figlia del contadino.

San Martino vien di galoppo.

Per San Martino la sementa del poverino (Vale a dire che chi non ha i soldi semina tardi, perché non può permettersi grandi aiuti)

A San Martino il grano va al mulino.

Chi vuol far buon vino zappi e poti a San Martino.

Per San Martino si buca la botte del miglior vino.

A San Martino ogni mosto è vino.

Per San Martino si spilla il botticino.

Per San Martino cadon le foglie e si spilla il vino.

Oca castagne e vino per festeggiare San Martino.

Per San Martino castagne e buon vino.

Da San Martino l’inverno è in cammino.

A San Martino spilla il tuo vino ed a Natale comincia ad assaggiarlo.

Chi non gioca a Natale, chi non balla a Carnevale, chi non beve a san Martino è un amico malandrino.