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Frasi, citazioni e aforismi su Praga

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Capitale delle Repubblica Ceca, Praga ha diversi soprannomi tra cui quello di “città magica”, “città delle cento torri” e “città d’oro”.

Presento un’ampia raccolta di frasi, citazioni e aforismi su Praga. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi su Parigi, Frasi, citazioni e aforismi su Londra e Frasi, citazioni e aforismi su Berlino.

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Frasi, citazioni e aforismi su Praga

Praga è piena di sogni persi in altrettanti sogni. A Praga, è tutto particolare, oppure – se volete, nulla è particolare. Può accadere qualsiasi cosa.
(Jorge Luis Borges)

Chi abbia guardato una volta Praga nei profondi occhi trepidi e misteriosi, resta succube tutta la vita dell’incantatrice.
(Oskar Wiener)

Praga è bella. Ammaliante come una donna, inafferrabile come una donna, nei veli azzurri del crepuscolo, in cui si rannicchia sotto i fiorenti declivi, allacciata dalla cintura d’acciaio del suo fiume, cosparsa dagli smeraldi di cupole verderame.
(Milos Marten)

Afferma Nietzsche in Ecce Homo: «Se cerco un’altra parola per dire musica, trovo sempre e solamente la parola Venezia». Io dico: se cerco un’altra parola per dire arcano, trovo soltanto la parola Praga.
(Angelo Maria Ripellino)

Praga è torbida e malinconiosa come una cometa, come un’impressione di fuoco la sua bellezza, e serpentina ed obliqua come nelle anamòrfosi dei manieristi, con un alone di lugubrità e di sfacelo, con una smorfia di eterna disillusione.
(Angelo Maria Ripellino)

Praga! Ha sapore di un sorso di vino.
Posso ripetere anche cento volte
questo nome affastellato dal vento,
dolce più che il respiro dell’amata.
(Jaroslav Seifert)

Praga è una cittá incredibile, di un altro secolo, di un altro mondo. Non ho mai visto nulla di più fantastico.
(Lou Reed)

Praga è magica. Praga è un luogo che suscita visioni e insieme dubbi sulle proprie visioni.
(Fabrizio Caramagna)

Camminando per Praga è possibile scorgere, magari anche solo per un istante, antiche ombre che sembrano fantasmi. In questa città c’è un fremito di inquietudine che attraversa piazze e strade e ti fa scivolare in una dimensione irreale.
(Fabrizio Caramagna)

Praga non è una città lineare come New York, né si espande, come Parigi, in cerchi concentrici. In molte sue parti è simile a un labirinto, tanto da aver ispirato, con questa immagine topica, letteratura e poesia.
(Richard Burton)

A Praga il primo tram ha lasciato il deposito,
coi vetri illuminati, gialli, caldi.
Ma io so
che dentro ci fa un freddo glaciale
il fiato
del primo viaggiatore non l’ha scaldato
ancora.
(Nazim Hikmet)

Ancor oggi, ogni notte, alle cinque, Franz Kafka ritorna a via Celetnà (Zeltnergasse) a casa sua, con bombetta, vestito di nero. Ancor oggi, ogni notte, Jaroslav Hašek, in qualche taverna, proclama ai compagni di gozzoviglia che il radicalismo è dannoso e che il sano progresso si può raggiungere solo nell’obbedienza. Praga vive ancora nel segno di questi due scrittori, che meglio di altri hanno espresso la sua condanna senza rimedio, e perciò il suo malessere, il suo malumore, i ripieghi della sua astuzia, la sua finzione, la sua ironia carceraria.
(Angelo Maria Ripellino. incipit di Praga Magica)

Antico in-folio dai fogli di pietra, città-libro, nei cui libri resta «ancora tanto da leggere, da sognare, da capire», città di tre popoli (il ceco, il tedesco, l’israelitico) e, secondo Breton, capitale magica dell’Europa.
(Angelo Maria Ripellino)

Trappola che, se afferra con le sue brume, con le sue male arti, col suo tossicoso miele, non lascia più, non perdona. «Non cessa mai di ammaliare coi propri incantesimi – scrisse Arnošt Prochàzka – la vecchia versiera Praga».
(Angelo Maria Ripellino)

Praga è la più “magica”, la più “mistica” città d’Europa. Un tempo capitale e punto d’incontro di astrologi e alchimisti, nel suo ghetto ebbe origine l’oscura e misteriosa leggenda del Golem, e fu patria di ogni forma di esoterismo, ermetismo e magia
(Richard Burton)

Uomini che sopra oscuri ponti camminano
dinanzi a santi
dai fiochi lumini.
Nubi che sopra il cielo grigio passano
dinanzi alle chiese
dai campanili che imbrunano.
Uno che al parapetto squadrato si appoggia
e guarda l’acqua serale,
le mani su vecchie pietre.
(Franz Kafka in una lettera a Oskar Pollak)

Kafka era Praga e Praga era Kafka. Mai era stata così compiutamente e tipicamente Praga, e mai più lo sarebbe stata come durante la vita di Kafka. In ogni sua riga noi potevamo e possiamo ancora assaporarla.
(Johannes Urzidil)

Nell’ora dell’avemaria ascoltavamo dall’alto il fremito delle campane di tutte le chiese di Praga. Guardavamo dall’alto l’intrico ammaliante di lucidi tetti embricati, di ballatoi, di torrette, di camini, di abbaini.
(Angelo Maria Ripellino)

Con tanti contrasti, come avrebbe potuto questa città non avere dunque anche nella sua architettura e nel suo volto un che di spigoloso, di rude, di inquietante? Temperamenti troppo diversi vi si sono scatenati. E per quanto in ogni vicolo aleggiassero gli effluvi di buona birra forte e salumi affumicati, ovunque fluttuavano però anche le nebbie dei miti …
(Johannes Urzidil)

Quando un berlinese fa la conoscenza dì un praghese, che si tratti di un commesso viaggiatore o di un addetto d’ambasciata, gli chiede in ogni caso: “Che cosa sta scrivendo?”.
(Claudio Magris)

A Praga mentre biancheggia l’alba
la neve cade
liquida
plumbea.
A Praga pian piano il barocco appare
agitato, lontano,
le dorature annerite
di tristezza.
(Nazim Hikmet)

La città di Praga è incisa su una coppa di vetro
incisa con un diamante.
Risuonerebbe se la toccassi:
striata d’oro, limpida e bianca.
(Nazim Hikmet)

Quando sopra la sera anneriscono
le torri incappucciate della città di Praga
gli universi che invadono i sogni s’illuminano
nelle vetrine del corso Vastlar.
(Nazim Hikmet)

– Vorrei fare un viaggio in repubblica ceca ma temo sia troppo caro
– Perché? Quanto si praga?
(andresaccomani, Twitter)

Quando si tratta di cristallo di Boemia, chi rompe Praga.
(egyzia, Twitter)

Sono felice di essere nuovamente qua, in questa città, la cui magia architettonica è probabilmente unica al mondo.
(Thomas Mann)

Anch’io ho la certezza di avervi abitato in altre epoche… da secoli cammino per la città vltavina, mi mescolo alle moltitudine, arranco, gironzolo, annuso tanfo di birra, di fumo, di treni, di melma fluviale.
(Angelo Maria Ripellino)

Sono ormai due o tre ore che cammina per quei verdi quartieri. Giunge al parapetto che delimita un piccolo parco da cui si domina Praga: si vede la parte posteriore del castello, il suo lato segreto; è una Praga di cui Gustaf non sospetta l’esistenza; e subito le si fanno incontro i nomi che le erano cari quand’era ragazza: Mácha, poeta dei tempi in cui la nazione, come ninfa dalle acque, emergeva dalle brume; Neruda, cantore della povera gente ceca; le canzoni di Voskovec e Werich, degli anni Trenta, che a suo padre, morto quando lei era ancora bambina, piacevano tanto; Hrabal e Skvorecky, romanzieri della sua adolescenza; e i piccoli teatri e i cabaret degli anni Sessanta, così liberi, così allegramente liberi con il loro humour irriverente.
(Milan Kundera)

Se guardi di lassú Praga, che accende ad una ad una le sue luci, ti senti come uno che volentieri si getterebbe a capofitto in un lago chimerico, nel quale gli sia apparso un castello incantato con cento torri. Questa sensazione, che in me si ripete quasi sempre ogni volta che su quel nero lago di tetti stellati mi sorprende lo scampanio vespertino, un tempo nella mia mente si univa all’immagíne di una defenestrazione assoluta
(Gerard De Nerval)

Le definizioni e le rievocazioni della «magica» o «conturbante» Praga dalle cento torri, crogiolo di civiltà e amalgama di culture, costituiscono uno dei più forti cataloghi tematici della letteratura moderna, una miniera di testimonianze interscambiabili eppure ogni volta diverse nelle sfumature.
(Claudio Magris)

Il fascino di Praga, affidato all’indefinibile e all’allusione, è il fascino di una nostalgia che crede di rivolgersi alla vita – una vita che appare sempre perduta e mai afferrata nel presente – e si rivolge invece spesso alla rappresentazione della vita, al suo ritratto fantastico o meglio alla solidale tradizione dei suoi ritratti fantastici.
(Claudio Magris)

Praga è la città per eccellenza dello spaesamento, dello sradicamento, della perdita, tanto più sentiti quanto più tenace e vitale è l’attaccamento al vicolo, alla bettola, al piccolo dettaglio amato che balena nell’incubo e nel delirio del sogno.
(Claudio Magris)

Praga è una delle città più interessanti d’Europa. Le sue pietre sono, per così dire, sature di storia e di ricordi romantici; ogni suo sobborgo è stato un campo di battaglia. È la città in cui fu concepita la Riforma e in cui maturò la Guerra dei trent’anni.
(Jerome K. Jerome)

Motivi provenienti dall’oriente slavo, dal nord germanico, dall’occidente gallico, dal sud latino, convergono a Praga e si fondono in una sintesi singolare.
(Christian Norberg-Schulz)

Praga non ci lascia più andare. Questa piccola madre ha gli artigli. Non c’è altro da fare che cedere. Per potersene liberare bisognerebbe darle fuoco da due lati, il Vyšehrad e il Hradčany.
(Franz Kafka)

Nel Processo, nel piú praghese dei romanzi cechi e tedeschi, Praga non è mai nominata. Ma il pudore che vieta la nominazione non toglie che essa traspaia in filigrana, in una luce di fieno.
(Angelo Maria Ripellino)

Della solitudine di Kafka nella sua terra natía. Dell’ebreo praghese di lingua tedesca, che vive come in contumacia in un mondo slavo. Che soffre tragicamente la sua alterità, estraneo in ugual misura ai tedeschi, di cui pur condivide il linguaggio, e ai cechi, dai quali è considerato un tedesco, un forestiero.
(Angelo Maria Ripellino)

La mia orchestra è Praga.
(Wolfgang Amadeus Mozart)

Potremo visitare la Praga sulla Moldava della realtà o la Praga sul mare della poesia. Esistono entrambe, ma sarebbe meglio non fare confusione. Praga è una vittima del mito letterario. Non si resiste alla tentazione di trasformarla in una sorta di favola popolata da maghi e mostri, demoni e fate.
(Roberto Giardina)

A Praga, l’architettura classica si fa romantica e l’architettura romantica assorbe i caratteri classici, per elargire al territorio un carattere umanità surreale. Ambedue i generi architettonici diventano cosmici, non nel senso di ordine astratto, ma come aspirazione trascendente. Evidentemente Praga è uno di quei grandi fulcri a cui convengono una moltitudine di significati.
(Christian Norberg-Schulz)

Ogni visita a Praga avrà sempre, come punto di partenza, l’asse affollato che collega i due centri della città uniti dall’inconfondibile ponte Carlo (Karlúv most): la piazza della città Vecchia (Staromèstské náméstí), sulla sponda est (destra) della Moldava e il castello (Hradcany) che si innalza sulla sponda occidentale (sinistra). Tutto quello che in una prima visita a Praga è indispensabile vedere si trova su questa “spina dorsale”, o a breve distanza da essa.
(Richard Burton)

Nella Moldava che attraversa la città leggiamo riflessa l’attiva presenza di Carlo IV e della predicazione di Jan Hus, il martirio di Jan Nepomuk, la saggezza del grande rabbi Jehudah Löw, la forza del Golem, la bizzarria di Rodolfo, le stravaganze di Arcimboldo […] Così come le molte umiliazioni della sua storia, quasi una cultura della sconfitta: dalla Montagna Bianca all’occupazione di Hitler, all’umiliante servaggio di Stalin. E finalmente la rivoluzione di velluto guidata da Vaclav Havel …
(Giampiero Gandolfo)

Non avrà fine la fascinazione, la vita di Praga. Svaniranno in un baratro i persecutori, i monatti. Ed io forse vi ritornerò. Certo che vi ritornerò. In una bettola di Malà Strana, ombre della mia giovinezza, stappate una bottiglia di Melnìk.
Andrò a Praga, al cabaret Viola, a recitare i miei versi. Vi porterò i miei nipoti, i miei figli, le donne che ho amato, i miei amici, i miei genitori risorti, tutti i miei morti. Praga, non ci daremo per vinti. Fatti forza, resisti. Non ci resta altro che percorrere insieme il lunghissimo, chapliniano cammino della speranza.
(Angelo Maria Ripellino, explicit di Praga magica)