Frasi, citazioni e aforismi di George Orwell

George Orwell (Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950), è stato un giornalista, saggista e scrittore britannico. La sua grande fama è dovuta a due romanzi scritti verso la fine della sua vita, negli anni quaranta: La fattoria degli animali e 1984. Oggi l’aggettivo “orwelliano” è ampiamente usato per descrivere meccanismi totalitari di controllo del pensiero.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di George Orwell. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Bertrand Russell, Le frasi più belle di di Ernest Hemingway e Le frasi più belle di Francis Scott Fitzgerald.

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Frasi, citazioni e aforismi di George Orwell

1984

Il Grande Fratello vi guarda – Big Brother is watching you.

Forse non si desiderava tanto essere amati, quanto essere capiti – Perhaps one did not want to be loved so much as to be understood.

Se vuoi mantenere un segreto, devi nasconderlo anche a te stesso – If you want to keep a secret, you must also hide it from yourself.

Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre – If you want a picture of the future, imagine a boot stamping on a human face—for ever.

Ogni generazione pensa di essere più intelligente di quella che l’ha preceduta, e più saggia di quella che verrà dopo di lei – Every generation imagines itself to be more intelligent than the one that went before it, and wiser than the one that comes after it.

Il linguaggio politico è concepito in modo da far sembrare vere le bugie e rispettabile l’omicidio, e per dare parvenza di solidità all’aria – Political language is designed to make lies sound truthful and murder respectable, and to give an appearance of solidity to pure wind.

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato – Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past.

Tutto svaniva nella nebbia. Il passato veniva cancellato, la cancellazione dimenticata, e la menzogna diventava verità

Tutta la propaganda è bugiarda, anche quando dice la verità.

Finché non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza – Until they become conscious they will never rebel, and until after they have rebelled they cannot become conscious.

Si chiese, come aveva fatto parecchie volte in passato, se per caso non fosse pazzo. Forse, a ben pensarci, un pazzo non era che una minoranza formata da una sola persona.

Se riesci a sentire fino in fondo che vale la pena conservare la propria condizione di esseri umani anche quando non ne sortisce alcun effetto pratico, sei riuscito a sconfiggerli.

Noi siamo impegnati in un gioco che non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto.

Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente.

In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?

Tutte le cose che accadono sono contenute nella mente e accade veramente solo ciò che è nella mente di tutti.

Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.

Se i pensieri corrompono la lingua, anche la lingua può corrompere il pensiero.

Un tempo era segno di follia credere che la terra girasse intorno al sole, oggi lo era il ritenere che il passato fosse immutabile.

Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere. Cominci a capirmi, ora?

Le masse non si ribellano mai in maniera spontanea, e non si ribellano perché sono oppresse. In realtà, fino a quando non si consente loro di poter fare confronti, non acquisiscono neanche coscienza di essere oppresse.

Il Partito ricerca il potere in quanto tale. Il bene altrui non ci interessa, è solo il potere che ci sta a cuore. Non desideriamo la ricchezza, il lusso, la felicità, una lunga vita. Vogliamo il potere, il potere allo stato puro.

La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.

Parsons era un uomo grassoccio ma dinamico, di una stupidità sconfortante, un concentrato di entusiasmo imbecille, uno di quegli sgobboni adoranti e votati alla più cieca obbedienza sui quali, più ancora che sulla Psicopolizia, si reggeva la stabilità del Partito.

Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, tutti i quadri dipinti da capo, tutte le statue, le strade e gli edifici cambiati di nome, tutte le date alterate, e questo processo è ancora in corso, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione.

«Quando fai all’amore, spendi energia; e dopo ti senti felice e non te ne frega più di niente. Loro non possono tollerare che ci si senta in questo modo. Loro vogliono che si bruci l’e­nergia continuamente, senza interruzione. Tutto questo mar­ciare su e giù, questo sventolio di bandiere, queste grida di giubilo non sono altro che sesso che se ne va a male, che di­venta acido. Se sei felice e soddisfatto dentro di te, che te ne frega del Grande Fratello e del Piano Triennale, e dei Due Minuti di Odio, e di tutto il resto di quelle loro porcate?

Non devi neanche pensare, Winston, che i posteri ti renderanno giustizia. I posteri non sapranno mai nulla di te. Tu sarai cancellato totalmente dal corso della storia. Noi ti vaporizzeremo, disperdendoti nella stratosfera. Di te non resterà nulla, né il nome in un qualche archivio, né il ricordo nella mente di qualche essere vivente. Tu sarai annientato sia nel passato che nel futuro. Sarà come se tu non fossi mai esistito.

Lo colpì il fatto che ciò che veramente caratterizzava la vita moderna non era tanto la sua crudeltà, né il generale senso d’insicurezza che si avvertiva, quanto quel vuoto, quell’apatia incolore.

Un tempo era segno di follia credere che la terra girasse intorno al sole, oggi lo era il ritenere che il passato fosse immutabile.

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La fattoria degli animali

Se vi diranno che l’Uomo e gli animali hanno gli stessi interessi, che la prosperità dell’uno è la prosperità degli altri, non ascoltate sono tutte menzogne. L’Uomo non bada agli interessi di nessuna creatura, ma solo ai propri. E fate che tra noi animali ci sia perfetta unione, perfetta comunanza nella lotta. Tutti gli uomini sono nemici. Tutti gli animali sono compagni.

L’Uomo è l’unica creatura che consumi senza produrre. Non dà latte, non depone uova, è troppo debole per tirare l’aratro, non corre abbastanza veloce da catturare un coniglio. Però è padrone di tutti gli animali. Li fa lavorare e in cambio concede loro il minimo necessario alla sussistenza, tenendo il resto per sé

Nessun sentimentalismo compagno, il solo essere umano buono è quello morto.

La nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all’estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà. Non vi è animale in Inghilterra che, dopo il primo anno di vita, sappia che cosa siano la felicità e il riposo. Non vi è animale in Inghilterra che sia libero. La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità.

Il segno distintivo dell’uomo è la mano, lo strumento col quale fa tutto ciò che è male.

Gli animali ascoltavano prima Napoleon, poi Palla di Neve e non sapevano decidere chi dei due avesse ragione. In realtà si trovavano sempre d’accordo con quello che parlava al momento.

Come schiavi lavorarono gli animali per tutto quell’intero anno. Ma nel loro lavoro erano felici: non si lamentavano né di sforzi né di sacrifici, ben sapendo che quanto facevano era fatto a loro beneficio e a beneficio di quelli della loro specie che sarebbero venuti dopo di loro, e non per l’uomo infingardo e ladro.

Durante la primavera e l’estate lavorarono sessanta ore la settimana, e in agosto Napoleon annunciò che ci sarebbe stato lavoro anche nel pomeriggio della domenica. Questo lavoro sarebbe stato assolutamente volontario; chi se ne fosse astenuto però avrebbe avuta ridotta di metà la sua razione.

I quattro maialetti che avevano protestato quando Napoleon aveva abolito le riunioni alzarono timidamente la voce, ma furono immediatamente ridotti al silenzio dal tremendo brontolio dei cani. Poi, come al solito, le pecore intonarono: «Quattro gambe, buono; due gambe, cattivo!»

Intorno a quest’epoca, improvvisamente i maiali entrarono nella casa colonica e vi presero residenza. E ancora agli animali parve di ricordare che una decisione contraria a questo fosse stata presa nei primi tempi, e ancora Clarinetto seppe convincere che non si trattava precisamente di ciò. Era assolutamente necessario, disse, che i maiali, che erano il cervello della fattoria, avessero un posto tranquillo ove lavorare. Era anche più conforme alla dignità del Capo (é negli ultimi tempi egli aveva preso a designare Napoleon col titolo di “Capo”) vivere in una casa che non in un porcile. Tuttavia gli animali furono turbati nell’udire che i maiali non solo prendevano i pasti in cucina e usavano il salotto come luogo di ricreazione, ma che anche dormivano nei letti.

Di qualunque cosa andasse a male era ora diventata abitudine dare la colpa a Palla di Neve. Se si rompeva un vetro, o un tubo di scolo si otturava, si poteva esser sicuri di sentir dire da qualcuno che Palla di Neve era venuto durante la notte e aveva fatto il malanno; e quando venne smarrita la chiave del magazzino viveri, tutti furono convinti che Palla di Neve l’avesse gettata nel pozzo. Fatto abbastanza curioso, anche quando la chiave fu ritrovata sotto un sacco di farina si continuò a credere la stessa cosa.

Animali d’Inghilterra era il canto della Rivoluzione, ma la Rivoluzione è ora finita. L’esecuzione dei traditori avvenuta oggi ne è l’atto finale. I nemici esterni e interni sono stati debellati. In Animali d’Inghilterra noi esprimiamo la nostra speranza di una società migliore in giorni futuri. Ma questa società è ora stabilita. Evidentemente questo canto non ha più ragione di essere.

Clarinetto, tenendo spiegata fra le zampe una lunga striscia di carta, leggeva loro una lista di cifre che provava come la produzione di ogni genere di cibarie fosse cresciuta del 200 per cento, del 300 per cento o del 500 per cento a seconda dei casi. Gli animali non vedevano ragione per non crederci, specialmente é non riuscivano a ricordare chiaramente quali fossero le loro condizioni prima della Rivoluzione. A ogni modo vi erano giorni nei quali avrebbero desiderato meno cifre e più cibo.

Un maiale stava camminando sulle gambe posteriori. Sì, era Clarinetto. Un po’ goffamente, come se non fosse abituato a portare in quella posizione il suo considerevole peso, ma con perfetto equilibrio, passeggiava su e giù per il cortile.

Per una volta Benjamin consentì a rompere la sua regola e lesse ciò che era scritto sul muro. Non vi era scritto più nulla, fuoré un unico comandamento. Diceva:
TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI
MA ALCUNI SONO PIU’ UGUALI
DEGLI ALTRI

Dopo ciò non parve strano che i maiali che sorvegliavano i lavori reggessero fruste nelle loro zampe. Non sembrò strano di apprendere che i maiali si erano comperati per loro uso un apparecchio radio, che stavano impiantando un telefono, che avevano fatto l’abbonamento al «John Bull», al «Tit-Bits» e al «Daily Mirror».

Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.

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Altre opere

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario – In a time of universal deceit, telling the truth is a revolutionary act.
(Attribuita a George Orwell)

Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.
(Libertà di stampa)

Nessuno è patriottico quando si tratta di pagare le tasse.
(Diario di guerra)

La vendetta è un atto che si desidera compiere quando si è impotenti e perché si è impotenti: non appena il senso di impotenza viene meno, svanisce anche il desiderio di vendetta.
(Romanzi e saggi)

Gli esseri umani vogliono essere buoni, ma non troppo buoni e non per tutto il tempo
(Romanzi e saggi)

Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni
(Romanzi e saggi)

I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango
(Romanzi e saggi)

L’esperienza mi aveva insegnato molto presto che possiamo commettere degli errori indipendentemente dalla nostra volontà, e poco tempo dopo imparai anche che possiamo commettere degli errori senza neanche capire cosa abbiamo fatto e perché siano error
(Romanzi e saggi)

Chiunque comprenda il ruolo centrale che la letteratura svolge nello sviluppo della storia umana, deve anche comprendere che la resistenza al totalitarismo, sia esso imposto dall’esterno o dall’interno, è questione di vita o di morte
(Romanzi e saggi)

Un fatto è disapprovare le idee politiche di uno scrittore; altra cosa, non necessariamente incompatibile con la prima, è disapprovare “lui” perché ti costringe a pensare.
(Romanzi e saggi)

Anche quando c’è una sospensione dei combattimenti veri e propri, esiste un tipo di guerra che non dà tregua, giorno e notte, e cioè la guerra di propaganda.
(Romanzi e saggi)

Le parole democrazia, socialismo, libertà, patriottico, realistico, giustizia hanno ciascuna diversi significati che non possono essere riconciliati l’uno con l’altro. Nel caso di una parola come democrazia, non solo non c’è una definizione convenuta, ma il tentativo di crearla incontra riluttanza da parte di tutti gli schieramenti.
(Romanzi e saggi)

Di solito a questo mondo, se si riscuote un po’ di stima, è per qualche cosa che non si merita affatto.
(Giorni in Birmania)

Forse, la peggiore crudeltà che si possa infliggere a un bimbo è di mandarlo a scuola fra ragazzini più ricchi di lui. Un fanciullo consapevole della propria povertà patirà sofferenze snobistiche tali che una persona adulta non potrebbe nemmeno immaginare
(Fiorirà l’aspidistra)

Il dio quattrino è cosí scaltro. Se almeno tentasse di prenderti al laccio con yachts e corse di cavalli, cocottes e champagne, come sarebbe facile schivarlo. È quando ti circuisce attraverso il senso della tua onestà e della tua dignità che ti trova indifeso, impotente.
(Fiorirà l’aspidistra)

La pubblicità è il rumore di un bastone in un secchio di rifiuti.
(Fiorirà l’aspidistra)

La guerra per me, significava proiettili rombanti e schegge d’acciaio; soprattutto significava fango, pidocchi, fame e freddo.
(Omaggio alla Catalogna)

Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l’odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono.
(Omaggio alla Catalogna)

Lo sport serio non ha nulla a che fare col fair play. È colmo di odio, gelosie, millanterie, indifferenza per ogni regola e piacere sadico nel vedere la violenza: in altre parole, è la guerra senza le sparatorie.

Parte del motivo della bruttezza degli adulti, agli occhi di un bambino, è che il bambino di solito guarda in su, e poche facce appaiono al meglio se viste dal basso in alto.

Di notte dormiamo tranquilli nel nostro letto solo perché ci sono persone decise ad usare anche la violenza per proteggerci.

Il modo più veloce di finire una guerra è perderla.

Non utilizzare mai un’espressione straniera, un termine scientifico o una parola difficile se puoi trovare l’equivalente nel linguaggio quotidiano.
(Perché scrivo)