Frasi, citazioni e aforismi di Stephen King

Stephen King (Portland, 21 settembre 1947) rappresenta una delle figure più importanti della letteratura contemporanea. Erroneamente definito come uno scrittore horror, Stephen King nella sua carriera ha spaziato dal fantasy al drammatico, dall’orrore al thriller, spesso mescolando i generi all’interno dello stesso romanzo. Molte sue opere hanno avuto importanti trasposizioni cinematografiche e televisive.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Stephen King. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Haruki Murakami, Frasi, citazioni e aforismi di Fëdor Dostoevskij e Le frasi più belle di Ernest Hemingway.

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Frasi, citazioni e aforismi di Stephen King

I mostri sono reali e anche i fantasmi sono reali. Vivono dentro di noi e, a volte, vincono – Monsters are real, and ghosts are real too. They live inside us, and sometimes, they win.
(Shining)

Alcuni pensano che io sia una persona orribile, ma non è vero. Io ho il cuore di un bambino – in un barattolo sulla mia scrivania.

Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.
(Carrie)

L’essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.
(A volte ritornano)

La massa amorfa dell’umanità mi era divenuta insopportabile.
(Shining)

Non ne posso più del dolore che sento e vedo, capo. Non ne posso più di vivere in strada, solo come un pettirosso sotto la pioggia. Mai un amico da andarci assieme, un amico che mi dice da dove veniamo e dove stiamo andando e perché. Non ne posso più della gente cattiva che si fa del male. Per me è come cocci di vetro piantati nella testa. Non ne posso più di tutte le volte che ho voluto rimediare e non ho potuto. Non ne posso più di stare al buio. Soprattutto è il dolore. Ce n’è troppo. Se potessi smettere di sentirlo, lo farei. Ma non posso.
(Il miglio verde)

Non è colpa di nessuno. A meno che non esista Dio, s’intende. Se Dio esiste, allora è colpa Sua. E quando Lo vedrò, ho intenzione di darGli un calcio nelle palle.
(L’ombra dello scorpione)

Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l’ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo… ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte. Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po’ di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c’è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio.
(It)

Penso che siamo tutti malati di mente. Quelli di noi fuori dai manicomi lo nascondono solo un po’ meglio.

Quando tutto il resto fallisce, arrenditi e vai in biblioteca.
(23/11/63)

Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «società». Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L’uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare
(L’ombra dello scorpione)

I brutti sogni sono di gran lunga meglio dei brutti risvegli.

Le storie che ascoltiamo da bambini sono quelle che ricordiamo per tutta la vita.

La stupidità è una delle due cose che riconosciamo meglio col senno di poi. L’altra sono le occasioni perdute.
(23/11/63)

Tanto vale bersi l’oceano con un cucchiaino piuttosto che discutere con un innamorato.
(La chiamata dei tre)

«L’amore è il pìù antico degli assassini. L’amore non è cieco. L’amore è un cannibale con una vista estremamente acuta. L’amore è un insetto che ha sempre fame.»
«Che cosa mangia?» domandai senza pensare.
«L’amicizia», mi rispose George Lebay.
(Christine)

Se fare il ragazzo significa imparare a vivere allora fare l’adulto significa imparare a morire.
(Christine)

Quello che non sai non può farti male, vero? Se un uomo attraversa una stanza buia dove c’è una voragine, se ci passa a pochi millimetri, non c’è bisogno che sappia che c’è mancato un pelo a cascarci dentro. Non c’è bisogno di avere paura. Basta che le luci restino spente.
(Cujo)

Era tutta una bugia. Il mondo era pieno di mostri e non c’era niente che potesse impedirgli di mordere gli innocenti e gli incauti.
(Cujo)

Il “mi dispiace” è il pronto soccorso delle emozioni umane.
(Carrie)

Il vero dolore è raro quanto il vero amore.
(Carrie)

Possa il tuo primo giorno all’inferno durare diecimila anni, e possa essere il più breve.

La paranoia perfetta è una consapevolezza perfetta.

Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla.
(Cell)

L’uomo è riuscito a dominare il pianeta grazie a due caratteristiche fondamentali. Una è l’intelligenza, l’altra è l’assoluta determinazione a eliminare qualunque cosa o essere vivente lo ostacoli.
(Cell)

Per una donna un uomo è disposto a fare molte cose che, se fosse solo, non si sognerebbe neppure.
(Colorado Kid)

Inganniamo noi stessi così spesso che potremmo farne la nostra professione quotidiana.
(Duma Key)

Sai cosa penso? Che le amicizie che si fondano sulle risa sono sempre fortunate.
(Duma Key)

L’unico modo per andare avanti è andare avanti. Dire ‘lo posso fare’ anche quando sai che non puoi.
(Duma Key)

La guarigione è una forma di rivolta e tutte le rivolte riuscite cominciano in segreto.
(Duma Key)

Quella fu l’ultima volta che ci parlammo e nessuno dei due lo sapeva. Non lo sappiamo mai, vero? Almeno avevamo finito scambiandoci parole d’affetto. Mi resta questo. Non è molto, ma è qualcosa. Ad altri va peggio
(Duma Key)

Dio ci punisce sempre per ciò che non possiamo immaginare.
(Duma Key)

Nessuno vuole bene ad un clown a mezzanotte.
(La storia di Lisey)

La vera solitudine era di un rosso sfocato: il colore dei fanalini di coda della macchina che hai davanti, specchiati sulla strada bagnata sotto la pioggia.
(It)

Siamo scesi nel profondo insieme.
Siamo entrati nel nero insieme.
Sapremmo uscirne se ci entrassimo una seconda volta?
Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio.
(It)

Se non hai deciso di ciucciare il tubo del gas o mangiare la canna della pistola o di fare una lunga passeggiata su un pontile molto corto, ci sono cose alle quali non si può dire di no.
(It)

Gli piaceva l’odore dei libri, un odore di spezie, che aveva del favoloso. Ogni tanto passava tra gli scaffali per gli adulti, rimirando migliaia di volumi e immaginando un mondo di vite dentro ciascuno di essi, come talvolta camminando per la sua via in un crepuscolo affocato e affumicato di un pomeriggio di tardo ottobre, il sole ridotto a una linea di arancione cupo all’orizzonte, immaginava le vite che si svolgevano dietro tutte quelle finestre: persone che ridevano o litigavano o sistemavano i fiori o davano da managiare ai bambini o a cani e gatti, oppure desinavano loro stessi guardando la telescatola.
(It)

Ma chi sa per quanto tempo può durare un lutto. Non è possibile che dopo trenta o quarant’anni dalla scomparsa di un figlio o di un fratello di una sorella, ci si ritrovi nel dormiveglia a pensare al defunto con lo stesso senso di nostalgia e di vuoto, la sensazione di un’assenza che non potrà mai più essere riempita.. forse nemmeno dopo la morte.
(It)

Forse non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore.
(It)

Si paga per quel che si ottiene, si ottiene ciò per cui si paga.
(It)

Se è giusto fidarsi degli ingranaggi dell’universo, allora il bene compensa sempre il male. Ma il bene sa anche essere orribile.
(It)

E’ così che va nella vita. Sei lì a scivolare via sul velluto, con tutto quanto che quadra secondo il manuale, poi commetti un piccolo errore e trac! Ti casca addosso il cielo.
(Il miglio verde)

A volte non c’è assolutamente alcuna differenza tra salvezza e dannazione.
(Il miglio verde)

Il fatto semplice è che il mondo gira. Puoi sederti e girare con il mondo o puoi alzarti in piedi per protestare e venire catapultato fuori.
(Il miglio verde)

Certe volte a un uomo prende il bisogno di conoscere una cosa e se ne fa un tormento che è peggio di una maledizione, e così fu per me allora.
(Il miglio verde)

Quando passi la vita intera a occuparti di gente sporca, non puoi evitare che resti attaccato un po’ di fango.
(Il miglio verde)

Un uomo con una buona moglie è il più fortunato tra le creature di Dio.
(Il miglio verde)

La mano di un uomo è come un animale addomesticato solo per metà: fa la brava quasi sempre, ma di tanto in tanto scappa e morde la prima cosa che vede.
(Il miglio verde)

La vecchiaia è un’isola circondata dalla morte.
(Insomnia)

La vita è una ruota. Presto o tardi tutto quello che pensavi di esserti lasciato ritorna. Per il bene o il male, ritorna.
(Insomnia)

Un bambino che calcola i costi di un’azione non è più un bambino.
(Le notti di Salem)

Nessun organismo vivente può conservare a lungo la propria salute mentale vivendo in condizioni di realtà assoluta.
(Le notti di Salem)

Piangere era come pisciare fuori i propri sentimenti.
(Le notti di Salem)

La gente che cerca con tutte le forze di fare ciò che ritiene giusto sembra sempre pazza.
(L’ombra dello scorpione)

Dio chiede sempre un sacrificio. Ha le mani tutte insanguinate.
(L’ombra dello scorpione)

L’amore non cresce bene in un posto dove c’è solo paura, così come le piante non crescono bene in un posto dove c’è sempre buio.
(L’ombra dello scorpione)

Nessuno è in grado di dire che cosa succede tra la persona che eri e la persona che diventi. Nessuno può disegnare la cartina di quella dolente e malinconica sezione di inferno. Non esistono carte del mutamento. Semplicemente … si esce dall’altra parte. O non si esce.
(L’ombra dello scorpione)

Ma nessuno sa quanto durano cinque minuti nel buio; si potrebbe dire che, nel buio, cinque minuti non esistono.
(L’ombra dello scorpione)

Anche la compagnia dei pazzi era meglio della compagnia dei morti.
(L’ombra dello scorpione)

Quando c’è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri.
(Joyland)

Certi giorni valgono più dell’oro. Non sono molti, ma nel corso di quasi ogni vita ne esistono almeno un paio.
(Joyland)

Non riesco a capire perché le persone usino la religione per ferirsi a vicenda quando c’è già tanto dolore nel mondo.
(Joyland)

Da ventunenne, la vita è come una cartina stradale. Solo quando arrivi ai venticinque o giù di lì, cominci a sospettare di averla guardata capovolta, per poi esserne certo intorno ai quaranta. Arrivato ai sessanta, fidatevi, capisci di esserti perso nella giungla.
(Joyland)

Il tempo è come una serratura. Sì, credo proprio di sì. Ogni tanto noi ci chiniamo e sbirciamo attraverso il buco. E quando lo facciamo, il vento che sentiamo sulle guance, il vento che soffia attraverso la toppa, è il respiro di tutto l’universo vivente.
(La leggenda del vento)

Esistono solo tre grandi verità al mondo: un buon pasto, una buona scopata e una buona cacata, ed è tutto!
(La lunga marcia)

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono, le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori.
(Stagioni diverse)

L’amore ha i denti, i denti mordono, i morsi non guariscono mai.
(Stagioni diverse)

Lascia che ti dica questo, amico mio. La speranza è una cosa pericolosa. La speranza può far impazzire un uomo.
(Stagioni diverse)

Alcuni uccelli non sono fatti per stare in gabbia. Le loro penne sono troppo luminose.
(Stagioni diverse)

Il tempo era un ladro e una delle prime cose che ti portava via era il senso dell’umorismo.
(La torre nera)

Le battaglie che durano cinque minuti generano leggende che vivono migliaia di anni.
(La torre nera)

La morte è un mistero e la sepoltura è un segreto.
(Pet Sematary)

Perché gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice.
(Misery)

Quando ci lascia una persona speciale, una persona specialmente cara a tutti noi, troviamo difficile accettarlo, così può accadere che immaginiamo che non ci abbia veramente lasciati.
(Misery)

Tutti noi ricordiamo più facilmente i sogni piacevoli di quelli spaventosi. Si direbbe che esista una sorta di paraurti in noi, da qualche parte, tra il conscio e l’inconscio, e in quel paraurti vive un diabolico puritano.
(Shining)

Le emozioni. Gli uomini non volevano parlarne quasi mai e le donne sempre.
(Sleeping Beauties)

Di giorno sapevo riconoscere in questi dubbi gli sciocchi balbettii trascendentali che erano, ma di notte mi era molto più difficile. Di notte i pensieri hanno la spiacevole abitudine di sfilarsi il collare e correre liberi.
(Mucchio d’ossa)

Il dolore fu immenso, qualcosa che, se fosse stato un rumore, sarebbe stato un tuono.
(Mucchio d’ossa)

Mi sentivo allo stesso tempo solo e sereno. Credo che sia un tipo di felicità molto raro.
(Mucchio d’ossa)

Ogni buon matrimonio è territorio segreto, uno spazio necessariamente bianco sulla mappa della società. Ciò che gli altri non sanno della tua relazione coniugale, la rende tua.
(Mucchio d’ossa)

Tornando a casa pensai al vecchio detto secondo cui una persona non può mai conoscere veramente un’altra. È un postulato facile da scacciare a parole, ma è un trauma, un’esperienza orribile e inaspettata come una zona di forte turbolenza durante una traversata aerea fino a quel momento assolutamente tranquilla, scoprire che è una verità letterale nella propria esistenza.
(Mucchio d’ossa)

Un senso di mistero mi invase il cuore e la mente, quella percezione del mondo come una pelle sottile su organi e ossa sconosciuti.
(Mucchio d’ossa)

Una persona può tener duro per un bel pezzo se gli capita una giornata buona di tanto in tanto, così la penso io.
(Mucchio d’ossa)

Quella voce insisteva che al buio le cose cambiano. Le cose cambiano specialmente al buio, affermava, quando una persona è sola. In quella condizione, dalla gabbia che contiene l’immaginazione cadono i lucchetti e allora qualunque cosa può mettersi a circolare liberamente.
(Il gioco di Gerald)

Aveva pensato, e non per la prima volta, che essere adulti sembrava più un castigo che un premio.
(Il gioco di Gerald)

Io credo che dentro ogni uomo ne viva un altro, un estraneo, un Mestatore.
(Notte buia, niente stelle)

Supponeva che persino all’inferno le persone ricevessero occasionalmente un sorso d’acqua, solo così potevano apprezzare l’orrore pieno della sete non soddisfatta quando si ripresentava.
(Notte buia, niente stelle)

L’amore è un sentimento abbastanza elastico da poter comprendere una moltitudine di stranezze. Sospettava anzi che comprenderle fosse appunto uno degli scopi che aveva l’amore.
(Desperation)

Le bambole senza bambine nelle vicinanze a curarsi di loro mettevano addosso uno scomodo disagio.
(Desperation)

Cercava di raddrizzare almeno qualcosa, come se si potesse modificare in qualche modo una cosa così, come se la morte fosse una parola oscena da poter cancellare dal muro della vita con una sfregata di braccio. Come se il libro chiuso potesse essere riaperto e letto ancora una volta, con un finale diverso.
(Desperation)

Certe volte la vita è così dannatamente comica che si può solo ridere.
(Dolores Claiborne)

Il fatto è che certe volte siamo obbligati a essere crudeli per essere buoni.
(Dolores Claiborne)

Si dice che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni e io so che è vero. Lo so per amara esperienza personale. Quello che non so è perché. Come mai quando si cerca di fare la cosa giusta, così spesso si fa invece del male?
(Dolores Claiborne)

Il tempo è uno stretto, sapete, come quello che c’è tra le isole e la terraferma, ma l’unico traghetto che va da una sponda all’altra è il ricordo, ed è come un vascello fantasma: se vuoi che scompare, dopo un po’ non c’è più.
(Dolores Claiborne)

Io non credo in nessun Dio veramente pensante che prende nota della caduta di ogni uccello in Australia e ogni insetto in India, un Dio che registra tutti i nostri peccati in un librone d’oro e ci giudica quando moriamo… non voglio credere in un Dio che crei volontariamente persone cattive e poi volontariamente le spedisca ad arrostire nell’inferno che ha creato lui. Questo no. Però credo che ci debba essere qualcosa.
(La bambina che amava Tom Gordon)

La luna quella notte era così fulgida da aver messo in imbarazzo le stelle più brillanti inducendole all’invisibilità.
(La bambina che amava Tom Gordon)

Quando si cresce si perde l’innocenza, d’accordo, lo sanno tutti, ma era indispensabile perdere anche la speranza? A che cosa serviva baciare una ragazza sulla ruota panoramica a undici anni se undici anni più tardi dovevi aprire il giornale e venire a sapere che era morta carbonizzata in una squallida casupola in fondo a uno squallido cul-de-sac? A che cosa serviva ricordare i suoi begli occhi allarmati o il modo in cui le brillava il sole nei capelli?
(Cuori in Atlantide)

Gli amici non spiano; la vera amicizia riguarda anche la privacy.
(Cuori in Atlantide)

Le tre età dell’uomo sono gioventù, mezza età e come ho fatto a diventare vecchio così presto?
(Revival)

Abbiamo bisogno di storie di fantasmi perché, di fatto, siamo fantasmi.
(Danza macabra)

C’è un Mr. Hyde per ogni faccia felice di Jekyll, una faccia scura dall’altra parte dello specchio.
(Rabbia)

I libri sono una impareggiabile magia portatile.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Se non hai tempo per leggere, non hai il tempo o gli strumenti per scrivere.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Scrivi con la porta chiusa, riscrivi con la porta aperta.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere e scrivere molto. Non conosco stratagemmi per aggirare queste realtà, non conosco scorciatoie
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Qualsiasi parola che devi cercare in un dizionario è la parola sbagliata. Non ci sono eccezioni a questa regola.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Non esiste un Deposito delle Idee, non c’è una Centrale delle Storie, un’Isola dei Best-Seller sepolti; le idee per un buon racconto spuntano a quel che sembra letteralmente dal nulla, ti piombano addosso di punti in bianco: due pensieri che prima erano del tutto indipendenti tutto a un tratto trovano un punto d’incontro e si concretizzano in qualcosa di assolutamente nuovo. Il tuo compito non è trovare queste idee ma riconoscerle quando si manifestano.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

La descrizione inizia nell’immaginazione dello scrittore, ma deve finire in quella del lettore.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Le parole creano frasi; le frasi creano paragrafi; qualche volta i paragrafi si fanno incalzanti e iniziano a respirare. Immagina, se preferisci, il mostro di Frankenstein sul tavolo del laboratorio. Arriva il fulmine, non dal cielo ma da un umile paragrafo di parole. Forse è il primo paragrafo davvero buono che hai scritto, qualcosa di così fragile e pieno di possibilità che ne sei spaventato. Ti senti come si deve essere sentito Victor Frankenstein quando quell’ammasso di pezzi cuciti insieme ha aperto improvvisamente i suoi gialli occhi acquosi. Oh mio Dio, sta respirando. Forse sta anche pensando. Cosa diamine faccio adesso?
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Scrivere non c’entra niente col fare soldi, diventare famoso, crearsi occasioni galanti, agganciare una scopata o stringere amicizie. Alla fine è soprattutto un modo per arricchire la vita di coloro che leggeranno i tuoi lavori e arricchire al contempo la propria. Scrivere è tirarsi su, mettersi a posto e stare bene. Darsi felicità, va bene? Darsi felicità…
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Scrivere non è la vita, ma credo che certe volte possa essere un modo per tornare alla vita
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Leggiamo per assaggiare la mediocrità e sentirci una schifezza; è un’esperienza che ci aiuta a riconoscere l’orrore quando comincia ad affiorare nel nostro lavoro, e a starne alla larga. Leggiamo anche per misurarci con la grandezza e il talento, per farci un’idea di tutto ciò che si può fare
(On writing: autobiografia di un mestiere)

I dilettanti siedono e aspettano l’ispirazione, il resto di noi si alza e va al lavoro.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Sentirsi travolti da una grande storia magistralmente raccontata, esserne schiacciati, rientra nella necessaria formazione di ogni scrittore. Non puoi sperare di travolgere qualcuno con la forza della tua penna se non ci sei passato prima tu.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Posso essere sincero su questo argomento? Se non hai tempo di leggere, non hai il tempo (e gli strumenti) per scrivere. Semplice.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

La lettura è il centro creativo della vita di uno scrittore.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Alla fine, è sempre così semplice. Che sia un epigramma o una trilogia epica come Il Signore degli anelli, è un lavoro che si realizza sempre e solo mettendo una parola dietro l’altra.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Se lavori bene, i tuoi personaggi diventeranno vivi e cominceranno ad agire per proprio conto.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Scrivere fiction, specialmente quando il romanzo è lungo, può essere un lavoro difficile e solitario; è come attraversare l’Atlantico in una vasca da bagno. Ci sono innumerevoli occasioni per dubitare di sé.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

La strada per l’inferno è lastricata di avverbi.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Scrivere è umano, editare è divino.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

I buoni libri non ti rivelano subito tutti i loro segreti.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Mi piace scrivere dieci pagine al giorno, che equivalgono a 2000 parole. Sono 180.000 parole in un arco di tre mesi, una lunghezza abbastanza buona per un libro.
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Non voltarti, non guardarti mai indietro. Quante volte la gente, dopo un’esperienza singolarmente bella (o singolarmente brutta) si dice quelle parole? Spesso mi sa. E di solito il consiglio non viene ascoltato. Gli umani sono programmati per guardarsi indietro. Per questo il nostro collo ruota su un perno.
(22/11/’63)

Sono una di quelle persone che non sanno veramente cosa pensa fino a quando non lo scrive.
(22/11/’63)

Io sono quello sano, io sono il croupier, io sono quello che lancia la pallina in una rotazione contraria a quella della ruota. Ma il tizio che punta il suo denaro su pari o dispari, la ragazza che scommette i suoi soldi sul rosso o sul nero… che cosa possiamo dire di loro?
(Ossessione)

Quando hai cinque anni e ti fai male, lo fai sapere a tutto il mondo. A dieci ti limiti a piagnucolare. Ora che arrivi a quindici hai già cominciato a mangiare le mele avvelenate che crescono sul tuo interiore albero del dolore.
(Ossessione)

L’ho detto prima, e lo dirò di nuovo. Quando trovi qualcosa in cui hai talento, fai quella cosa (qualunque cosa sia) finché le dita non ti sanguinano o gli occhi non ti escono dalla testa.

L’amore è ciò che muove il mondo, ho sempre pensato … è l’unica cosa che permette a uomini e donne di stare in un mondo dove la gravità sembra sempre volerli abbattere … portarli in basso… e farli strisciare…

Le persone silenziose hanno le menti più rumorose.

Sono sempre colpito e meravigliato dagli aspiranti scrittori che mi chiedono consigli e ammettono, abbastanza bonariamente, che “non hanno il tempo per leggere”. E’ come un ragazzo che sta per andare a scalare il Monte Everest dicendo che non ha avuto il tempo di comprare corde e chiodi.