Le frasi più belle di Santa Teresa di Lisieux

Santa Teresa di Lisieux, conosciuta anche come Santa Teresa di Gesù Bambino o santa Teresina, nasce ad Alençon il 2 gennaio 1873 e muore a Lisieux il 30 settembre 1897, a soli 24 anni. Dopo la morte e la pubblicazione dei suoi scritti, è diventata una delle sante più conosciute e amate. E’ stata beatificata nel 1923 e poi canonizzata nel 1925. Assieme a San Francesco è l’unica Santa occidentale che sia stata onorata anche dalle chiese d’oriente, e riscuote venerazione perfino nel mondo non cristiano. La Basilica di Lisieux, edificata in suo onore, è il secondo luogo di pellegrinaggio di Francia dopo Lourdes.

Presento una raccolta delle frasi più belle di Santa Teresa di Lisieux – Santa Teresina. Tra i temi correlati si veda Le più belle frasi e poesie di Madre Teresa di Calcutta, Frasi, citazioni e aforismi di San Francesco e Le frasi più belle di Don Bosco.

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Le frasi più belle di Santa Teresa di Lisieux

Basta uno spillo raccolto per terra con amore per salvare un’anima.

Non ci si può sempre lamentare come persone che non hanno speranza.

Sta bene aver peso e misura in tutte le cose… meno che nell’Amore di Dio.

Gesù non guarda tanto alla grandezza delle azioni, e neppure alla loro difficoltà, ma all’amore che fa compiere questi atti.

Il buon Dio non può ispirare desideri inattuabili, perciò posso, nonostante la mia piccolezza, aspirare alla santità.

La paura mi fa indietreggiare; con l’amore non soltanto vado avanti, ma volo.

L’ho ben capito, la gioia non la troviamo negli oggetti che ci stanno intorno, bensì nel profondo dell’anima, possiamo averla in una prigione altrettanto bene che in un palazzo.

Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere.

La santità non consiste nel dire cose belle, non consiste neppure nel pensarle o nel sentirle. La santità consiste nel soffrire e nel soffrire di tutto.

Non perdere nessuna delle spine che incontri ogni giorno: con una di esse puoi salvare un’anima!

Il cuore di Gesù si rattrista molto di più per le mille piccole imperfezioni dei suoi amici che non per gli errori, anche gravi, dei suoi nemici.

Si piange di più per le preghiere esaudite che per quelle non concesse.

[Entrando in clausura] Finalmente i miei desideri erano compiuti, l’anima mia provava una pace così dolce e profonda che mi sarebbe impossibile esprimerla, e da sette anni e mezzo questa pace mi è rimasta, non mi ha abbandonata in mezzo alle prove più serie.

Da quando non guardo più me stessa, conduco la vita più felice che posso avere.

Affinché l’amore sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi, che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente.

Niente mi si attacca alle mani. Tutto quello che ho, tutto quello che ho guadagnato è per la Chiesa e le anime. Che io viva fino a ottant’anni, sarò sempre così povera.

Non ho bisogno di crescere, al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più.

Signore, ch’io cerchi e trovi solo voi! Le creature non siano niente per me e io niente per loro!

Mio Dio, scelgo tutto. Non voglio essere una santa a metà, non mi fa paura soffrire per te, non temo che una cosa: conservare la mia volontà. Prendila, perché scelgo tutto quello che vuoi tu!

Il Signore è più tenero di una madre.

Per appartenere a Gesù, bisogna essere piccoli, piccoli come una goccia di rugiada. Oh come sono poche le anime che aspirano ad essere piccole così!

Vorrei essere missionaria non soltanto per qualche anno, ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo ed esserlo fino alla consumazione dei secoli.

La vita passa, l’eternità avanza a grandi passi. Presto vivremo della vita stessa di Gesù.

È impossibile alla parola umana ridire cose che il cuore può appena intuire.

Gesù non chiede grandi azioni, bensì soltanto l’abbandono e la riconoscenza.

Una parola, un sorriso amabile bastano spesso perché un’anima triste si espanda.

Le prove aiutano molto a staccarsi dalla terra, fanno guardare più in alto, al di là di questo mondo.

La sofferenza mi ha teso le braccia e io mi ci sono gettata con amore.

Per loro i morti noi siamo in una tomba angusta mentre la loro anima può spostarsi fino all’estremità di spiagge eteree, di orizzonti infiniti.

Desidero essere santa ma sento la mia impotenza e vi domando, mio Dio, di essere voi stesso la mia santità.

Anche se avessi compiute tutte le opere di san Paolo, mi crederei ancora serva inutile e mi parrebbe di aver le mani vuote; ma è proprio questo che fa la mia gioia, perché, non avendo nulla, riceverò tutto da Dio.

E incredibile come mi appare grande il mio cuore quando considero i tesori della terra, poiché tutti insieme non potrebbero contentarlo. Invece, come mi pare piccolo quando considero Gesù! Vorrei amarlo tanto!

La vita non è che un sogno: presto ci sveglieremo con un grido di gioia!.. Più grandi sono le nostre sofferenze, più sconfinata sarà la nostra gloria.

E’ meglio parlare a Dio che di Dio: si mescola tanto amor proprio nelle conversazioni spirituali!

L’amor proprio è il debole di tutti gli esseri umani.

Ci sono molti gradi nella perfezione, e che ciascun’anima è libera di rispondere agli inviti di Nostro Signore, di far poco o molto per lui, insomma di scegliere tra i sacrifici che egli chiede.

La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell’essere ciò che Egli vuole che noi siamo.

Gesù, Gesù, se è tanto delizioso il desiderio di amarti, che sarà possederti, godere del tuo amore?

Voglio davvero che il piccolo Gesù si trovi così bene nel mio cuore da non pensare più a ritornare in Cielo.

Tutti gli eroi valgon meno di un solo martire.

Le creature sono dei gradini, degli strumenti, ma è la mano di Gesù che dirige tutto. Non bisogna vedere altro che lui in tutto.

La strada che percorriamo è molto diversa, ma la meta è la stessa. Non dobbiamo avere che un solo obiettivo: farci santi nella via che il buon Dio ci ha tracciata.

Il solo delitto rimproverato a Gesù da Erode fu quello di essere pazzo… e io la penso come lui! Sì, era una follia cercare quelle povere cose che sono i cuori dei mortali e farsene il proprio trono, lui, il re della gloria, assiso al di sopra dei cherubini! Lui, la cui presenza non può essere contenuta nei cieli. Era pazzo il nostro Diletto a venir sulla terra a cercare dei peccatori per farne i suoi amici, i suoi intimi, i suoi simili, lui che era perfettamente felice con le altre adorabili due Persone della Trinità!

Un’anima infiammata d’amore non sa rimanere inattiva.

Come è grande la potenza della preghiera! La si direbbe una regina che abbia ad ogni istante libero adito presso il re e possa ottenere tutto ciò che chiede.

Come un torrente che si getta impetuoso nell’oceano e travolge dietro di sé tutto ciò che ha trovato sul suo passaggio, così, Gesù mio, l’anima che si sprofonda nell’oceano del tuo amore, attira con sé tutti i tesori che possiede.

All’anima che ama nulla sembra impossibile.

Gesù fece di me un pescatore di uomini: sentii un desiderio grande di lavorare alla conversione dei peccatori. Sentii che la carità mi entrava nel cuore, col bisogno di dimenticare me stessa per far piacere agli altri; e da allora fui felice.

Gesù, se volessi scrivere tutti i miei desideri, dovrei prendere il tuo libro di vita, lì sono narrate le azioni di tutti i Santi, e quelle azioni vorrei averle compiute per te.

Il velo della fede non è più un velo per me, è un muro che si alza fino ai cieli e copre le stelle. Quando canto la feli­cità del Cielo, il possesso eterno di Dio, non provo gioia alcuna, perché canto semplicemente ciò che voglio credere.

Ho bisogno di dimenticare la terra. Quaggiù tutto mi stanca, tutto mi è di peso, non trovo che una gioia: quella di soffrire per Gesù; e questa gioia non sentita supera ogni gioia.

La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze, edificarsi dei minimi atti di virtù che essi praticano, ma soprattutto ho capito che la carità non deve restare affatto chiusa nel fondo del cuore.

L’amore si paga solo con l’amore e le piaghe dell’amore si guariscono solo con l’amore.

Senza l’amore tutte le cose sono niente, anche le più splendide, come risuscitare i morti o convertire i popoli.

L’amore solo fa agire le membra della Chiesa, che, se l’amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue… Capii che l’amore racchiude tutte le vocazioni, che l’amore è tutto, che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una parola che è eterno. Allora, nell’eccesso della mia gioia delirante, esclamai: Gesù, Amore mio, la mia vocazione l’ho trovata finalmente, la mia vocazione è l’amore!

La Carità è la via per eccellenza che conduce sicuramente a Dio.

Ah, se i sapienti, dopo aver passato la loro vita negli studi, fossero venuti a interrogarmi, senza dubbio sarebbero rimasti meravi­gliati vedendo una fanciulla di quattordici anni capire i segreti della perfezione, segreti che tutta la loro scienza non può scoprire, poiché per possederli bisogna essere poveri di spirito!

Il vero umile non è mai sicuro delle sue virtù: in via ordinaria quelle che scopre negli altri gli paiono più solide e più profonde delle sue.

Come il genio di Cristoforo Colombo gli fece intuire che esisteva un mondo nuovo, allorché nessuno ci pensava, così io sentivo che un’altra terra mi avrebbe servito un giorno di stabile dimora.

Dandosi a Dio, il cuore non perde la sua tenerezza naturale, anzi, questa tenerezza cresce divenendo più pura e più divina.

Le tue braccia, o Gesù, sono l’ascensore che mi deve innalzare fino al cielo! Per questo io non ho affatto bisogno di diventare grande; bisogna anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più.

Non potrò godere del riposo finché ci saranno anime da salvare.

Ciò che al momento fa la nostra umiliazione, poi fa la nostra gloria, anche in questa vita.

Umiliarsi, sopportare con dolcezza le proprie imperfezioni: ecco la vera santità.

Poiché prendono per imperfezione i miei piccoli atti di virtù, potranno altrettanto bene ingannarsi prendendo per virtù ciò che è soltanto imperfezione.

Soltanto in Cielo l’unione sarà completa ed eterna; allora ho voluto che l’anima mia abiti nei Cieli, che guardi le cose della terra soltanto da lontano.

Noi siamo più grandi dell’universo intero; un giorno avremmo noi stesse un’esistenza divina.

Non è la morte che verrà a cercarmi, è il buon Dio.

Ah tu lo sai, Divin Gesù Ti amo,
Lo Spirito d’Amore m’infiamma col suo fuoco,
E’ amando Te che io attiro il Padre.

La Santa Vergine non ha una Santa Vergine da amare, è meno fortunata di noi.

Per me la preghiera è uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di gratitudine e d’amore nella prova come nella gioia: insomma è qualche cosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l’anima e mi unisce a Gesù.

La notte di Natale del 1886 fu, è vero, decisiva per la mia vocazione, ma per essere più esatta, devo chiamarla: la notte della mia conversione. In questa notte benedetta, della quale è scritto che rischiara le delizie stesse di Dio, Gesù che si faceva bambino per amor mio, si degnò di farmi uscire dalle fasce e dalle imperfezioni dell’infanzia, mi trasformò in modo tale da non riconoscermi più. Senza questo cambiamento, sarei dovuta restare ancora chissà quanti anni nel mondo.

Se fossi stata ricca, mi sarebbe stato impossibile vedere un povero affamato senza dargli subito una parte del mio. Così, via via che guadagno qualche tesoro spirituale, sentendo che nel momento stesso ci sono anime in pericolo di cadere nell’inferno, do loro ciò che possiedo, e non ho ancora trovato un momento per dirmi: ora lavoro per me.

La grandezza vera si trova nell’anima e non nel nome. Colui che avrà voluto essere il più povero in terra, il più dimenticato per amore di Gesù, proprio lui sarà il primo in cielo, più nobile e più ricco di tutti gli altri.

Desidero essere dimenticata, e non soltanto dalle creature, ma anche da me stessa. Vorrei essere ridotta a nulla fino al punto da non avere più alcun desiderio. La gloria del mio Gesù, ecco tutto!

Costa vivere, restare su questa terra d’amarezza e d’angoscia. Ma domani… un’ora, e saremo in porto. Che felicità! Come sarà bello contemplare Gesù faccia a faccia per tutta l’eternità! Sempre, sempre più amore, sempre gioie più inebrianti! … Una felicità senza nubi.

Sì!!! Che grazia avere la fede! Se non avessi avuto la fede, mi sarei data la morte senza esitare un solo istante.

Tossisco! Tossisco! È come una locomotiva quando arriva alla stazione. Anch’io arrivo ad una stazione: è quella del Cielo, e l’annuncio!

Mi faccio un’idea così alta del Cielo, che talvolta mi domando come farà il buon Dio a sorprendermi, alla mia morte.

Penso che non ci sia bisogna di rassegnazione che per vivere. Quanto a morire, è gioia quella che provo.

I giorni più radiosi sono seguiti da tenebre; soltanto il giorno della prima, unica, eterna comunione del cielo sarà senza tramonto.

Sono felice di morire perché sento che questa è la volontà di Dio e che, molto più di ora, potrò essere utile alle anime che mi son care.

Quanto sarò infelice in Cielo, se non potrò fare dei piccoli piaceri in terra a coloro che amo!