Le frasi e citazioni più famose di Yves Saint Laurent

Yves Saint Laurent (Orano, 1 agosto 1936 – Parigi, 1 giugno 2008) è stato uno tra i più famosi e conosciuti creatori di moda del XX secolo. Alla pari di Chanel, Yves Saint Laurent ha creato uno stile unico ed è stato per decenni simbolo dell’eleganza più raffinata, moderna, innovativa.

Presento una raccolta delle frasi e citazioni più famose di Yves Saint Laurent. Tra i temi correlati si veda Le frasi e citazioni più famose di Coco Chanel, Le più belle frasi di Giorgio Armani, Frasi, citazioni e aforismi sulla moda e Frasi, citazioni e aforismi sull’eleganza.

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Le frasi e citazioni più famose di Yves Saint Laurent

Il più bell’abito che può abbigliare una donna sono le braccia dell’uomo che ama. Ma, per chi non ha la possibilità di trovare questa felicità, io sono qui – Le plus beau vêtement qui puisse habiller une femme, ce sont les bras de l’homme qu’elle aime. Mais, pour celles qui n’ont pas eu la chance de trouver ce bonheur, je suis là.

Io non sono un sarto, ma un artigiano, un fabbricante di felicità – Je ne suis pas un couturier, je suis un artisan, un fabricant de bonheur.

Le mode passano, lo stile è eterno. la moda è futile, lo stile no.

Per essere bella, è sufficiente che una donna abbia un pullover nero, una gonna nera e al suo braccio un uomo che l’ama,

Quando ci si sente bene in un vestito, può succedere di tutto. Un bel vestito è un passaporto per la felicità.

Il trucco migliore per una donna è la passione. Ma i cosmetici sono più facili da comprare.

Non dobbiamo mai confondere l’eleganza con l’essere snob.

La moda non è arte, ma ha bisogno di un artista per esistere: gli abiti sono sicuramente meno importanti di musica, architettura e pittura, ma era ciò che sapevo fare e che ho fatto, forse, partecipando alle trasformazioni della mia epoca.

Chanel ha liberato la donna, io le ha dato il potere.

Nel corso degli anni ho imparato che ciò che è importante di un vestito è la donna che lo indossa.

Le donne che seguono troppo la moda corrono un grande pericolo. Quello di perdere la loro natura profonda, il loro stile, la loro eleganza naturale.

Senza l’eleganza del cuore non c’è eleganza.

La moda è una malattia incurabile.

Eleganza è dimenticare ciò che si indossa.

Un ottimo modello può proporsi alla moda anche per dieci anni

Ho sempre creduto che la moda esista non solo per rendere le donne più belle, ma anche per rassicurarle, dar loro fiducia.

Il profumo è il fratello del respiro.

Ho sempre pensato che lo stile sia più importante della moda. Sono pochi quelli che hanno imposto il proprio stile, mentre i creatori di moda sono così numerosi.

Trovare il proprio stile non è facile, ma una volta trovato porta completa felicità. Ti dà sicurezza in te stesso, sempre.

Ho detto spesso che avrei voluto inventare io i blue jeans: il capo più spettacolare, più pratico, più rilassante e informale. I jeans hanno espressività, sex appeal, semplicità – tutto ciò che io auspico nei miei vestiti.

Preferisco scioccare piuttosto che annoiare attraverso la ripetizione.

Il guardaroba di una donna non dovrebbe cambiare ogni sei mesi. Dovresti essere in grado di utilizzare i pezzi che già possiedi e aggiungerne altri. Perché sono come classici senza tempo.

Non esiste un nero, ma dei neri.

Il nero è il mio rifugio, il nero è un tratto sulla pagina bianca.

Il più bel vestito di una donna è la sua nudità.

Mi addolora fisicamente vedere una donna vittimizzata, resa patetica, dalla moda.

L’arte, la creazione, è la manifestazione del divino nell’uomo. La ricerca della purezza.

Ogni volta che io creo una collezione, ritrovo la mia infanzia, io comunico con essa.

Esiste una relazione d’amore tra le donne e me. Le collezioni sono delle storie d’amore.

Io sono stato soprattutto un viaggiatore immobile, ciò ha permesso alla mia immaginazione di svilupparsi.

Ho avuto la fortuna di diventare assistente di Christian Dior a 18 anni, di succedergli a 21 anni e di conoscere il successo con la mia prima collezione nel 1958, quarantaquattro anni fa tra pochi giorni. Da allora ho vissuto per il mio mestiere e grazie al mio mestiere. E sono molto fiero che le donne di tutto il mondo portino tailleur pantalone, smoking, caban e trench.
(Yves Saint Laurent discorso di addio alla moda nel gennaio 2002)

Ogni uomo per vivere ha bisogno di fantasmi estetici. Io li ho inseguiti, cercati, braccati. Ho sperimentato molte forme di angoscia, molte forme di inferno. Ho conosciuto la paura e la terribile solitudine, la falsa amicizia dei tranquillanti e degli stupefacenti, la prigione della depressione e quella delle case di cura. Da tutto questo un giorno sono uscito, stordito, ma nuovamente in me.
(Yves Saint Laurent discorso di addio alla moda nel gennaio 2002)

Marcel Proust mi aveva insegnato che la magnifica e lamentosa famiglia dei nevrotici è il sale della terra. Non ho scelto questa fatale discendenza, ma è grazie a lei che mi sono innalzato nel cielo della creazione, che ho frequentato i “ladri di fuoco” di cui parla Rimbaud, che ho trovato me stesso, che ho compreso che l’incontro più importante della vita è quello con se stessi.
Nonostante questo, oggi ho deciso di dire addio a questo mestiere che ho tanto amato
(Yves Saint Laurent discorso di addio alla moda nel gennaio 2002)

Io sono un lottatore e un vincente. Io rifaccio le cose cento volte e imparo ogni giorno qualcosa di nuovo.

Voglio ringraziare tutte le donne che hanno indossato i miei vestiti, quelle famose come quelle sconosciute, che mi sono state così fedeli e mi hanno dato tanta gioia.

Nell’alta moda non ci sarà più nulla dopo Coco Chanel e me.