Frasi, citazioni e aforismi di Anthony de Mello

Anthony de Mello (1931 − 1987), è stato un gesuita e scrittore indiano.

Entrato a far parte della Compagnia di Gesù nel 1947, Anthony De Mello viaggiò in parecchi paesi per studiare e più tardi per insegnare, principalmente in Spagna e negli Stati Uniti, dove diventò uno psicoterapeuta. Ben presto Anthony de Mello divenne famoso per i suoi libri sulla spiritualità, che coniugavano la religiosità cristiana e orientale con i suoi studi di psicologia.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Anthony de Mello. Tra i temi correlati si veda Le frasi più belle di Osho, Le più belle frasi e citazioni del Dalai Lama e Le frasi più belle di Buddha.

**

Frasi, citazioni e aforismi di Anthony de Mello

Si compiono sicuramente più progressi nella propria oscurità che nella luce altrui.

Esperienze gradite rendono piacevole la vita, esperienze dolorose la fanno crescere.

Per essere malvagi sul serio, non è necessario infrangere la legge. Basta osservarla alla lettera.

Non parlare se non puoi migliorare il silenzio.

L’amore perfetto scaccia la paura. Dove c’è amore non ci sono richieste, aspettative, non c’è dipendenza. Non pretendo che tu mi renda felice; la mia felicità non giace in te.

Non ho paura di perderti, perché non sei un oggetto della mia proprietà. Ti amo così come sei, senza attaccamento, senza paure, senza condizioni, senza egoismo, cercando di non assorbirti. Ti amo liberamente perché amo la tua libertà, così come la mia.

Se vogliamo essere felici, possiamo esserlo adesso, perché la chiave della felicità è nascosta dentro di noi. Essa non dipende dagli avvenimenti che ci capitano ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo.

La verità che ci fa liberi è quasi sempre la verità che non vorremmo udire. Perciò quando affermiamo che una cosa non è vera, molto spesso ciò significa che non ci piace.

Per la strada vidi una ragazzina che tremava di freddo.
Aveva un vestitino leggero e ben poca speranza in un pasto decente. Mi arrabbiai e dissi a Dio: “Perché permetti questo? Perché non fai qualcosa?”
Per un po’ Dio non disse niente.
Poi improvvisamente, quella notte mi rispose: “Certo che ho fatto qualcosa. Ho fatto te”.

Nel momento in cui trasformi un bambino nella fotocopia di un altro individuo, tu calpesti e spegni la scintilla di originalità con cui è venuto al mondo.

**

Un minuto di saggezza nelle grandi religioni

C’è miracolo e miracolo. Nel tuo paese è considerato un miracolo che Dio faccia la volontà di qualcuno. Nel nostro paese è considerato un miracolo che qualcuno faccia la volontà di Dio.

Sei così fiero della tua intelligenza», disse il maestro a un discepolo. Sei come il condannato che è fiero della vastità della sua cella.

È più facile proteggersi i piedi con delle pantofole che ricoprire di tappeti tutta la terra.

– Perché io non vedo la bontà e la bellezza ovunque?
– Perché non puoi vedere fuori di te ciò che non vedi dentro di te.

Raccontavano che Dio una volta avesse cercato il suo consiglio: – Voglio giocare a nascondino con l’umanità. Ho chiesto ai miei angeli quale sia il posto migliore per nascondersi. Alcuni dicono le profondità dell’oceano. Altri la vetta della montagna più alta. Altri ancora la faccia nascosta della luna o una stella lontana. Tu cosa mi consigli?
Rispose il maestro: – Nasconditi nel cuore umano. È l’ultimo posto a cui penseranno!

La saggezza tende a crescere in proporzione alla consapevolezza della propria ignoranza.

Quando imparerai che un padre non è qualcuno a cui appoggiarsi, ma qualcuno che ti libera dalla tendenza ad appoggiarti?

Il passato va abbandonato non perché è male ma perché è morto.

– Ogni parola, ogni immagine usata per Dio è una distorsione più che una descrizione.
– Allora come si fa a parlare di Dio?
– Con il silenzio
– Allora perché parli con le parole?
Al che il maestro rise fragorosamente e disse: – Quando parlo non dovete ascoltare le parole, miei cari. Ascoltate il silenzio.

Queste cose distruggeranno la razza umana: la politica senza princìpi, il progresso senza compassione, la ricchezza senza lavoro, l’apprendimento senza silenzio, la religione senza coraggio e il culto senza consapevolezza.

Un giovane dissipò tutte le ricchezze che aveva ereditato. Come di solito accade in questi casi, nel momento in cui rimase senza un soldo si ritrovò anche senza amici. Avendo esaurito tutte le proprie risorse, cercò il maestro e gli disse:
– Cosa ne sarà di me? Non ho più né denaro né amici.
– Non ti preoccupare, figliolo. Ascolta quel che ti dico: andrà di nuovo tutto bene.
La speranza si accese negli occhi del giovane.
– Sarò di nuovo ricco?
– No. Ti abituerai a essere squattrinato e solo.

– Dimmi, è vero che quel giovane sa tutto quello che si dice che egli sappia?
– A dire la verità», rispose il maestro sarcasticamente, quel tale legge tanto che non vedo come potrebbe trovare il tempo di sapere qualcosa.

C’erano delle regole nel convento, ma il maestro metteva sempre il guardia contro la tirannia della legge. «L’obbedienza rispetta le regole», soleva dire. «L’amore sa quando infrangerle».

– Se ciò che cerchi è la verità, c’è una cosa che devi avere innanzitutto.
– Lo so. Una passione travolgente per essa.
– No. Un’incessante disponibilità ad ammettere che puoi avere torto.

– Come posso essere un grand’uomo… come te?
– Perché essere un grand’uomo?, chiese il maestro. Essere un uomo è già un’impresa abbastanza grande.

Tutta la sofferenza deriva dall’incapacità di una persona di sedere in silenzio da sola.

Tutto ciò che è veramente vivo deve morire. Guardate i fiori, solo quelli di plastica non muoiono mai.

– Cosa ti dà l’illuminazione?
– La gioia.
– E che cos’è la gioia?
– La comprensione del fatto che quando tutto è perduto hai perso solo un giocattolo.

Ci sono modi per valutare la propria forza spirituale?
– Molti.
– Diccene uno.
– Scoprire quanto spesso siete disturbati nel corso di una sola giornata.

Il silenzio non è l’assenza di suoni, bensì l’assenza dell’ego.

– Aiutaci a trovare Dio.
– Nessuno può aiutarvi in questo.
– Perché no?
– Per la stessa ragione per cui nessuno può aiutare il pesce a trovare l’oceano.

Un buon insegnante offre la pratica, uno cattivo offre teorie.

Non lasciarti abbattere da ciò che il critico dice. Nessuna statua è mai stata eretta per onorare un critico. Le statue sono per i criticati.

Di nessuno si può dire che abbia raggiunto il culmine della verità finché un migliaio di persone sincere non l’hanno denunciato come blasfemo.

– Quando si può dire di una persona che è cresciuta?, chiese un discepolo.
– Il giorno in cui non ci sarà più bisogno di mentirle su niente.

– Cos’è l’amore?
– L’assenza totale di paura, disse il maestro.
– E cos’è che temiamo?
– L’amore, rispose il maestro.

I discepoli erano impegnati in una discussione del detto di Lao Tzu: «Quelli che sanno non dicono; quelli che dicono non sanno».
Quando entrò il maestro gli chiesero cosa significassero esattamente quelle parole. Il maestro rispose: “Chi di voi conosce la fragranza di una rosa?”.
La conoscevano tutti.
Allora disse: “Esprimetela in parole”. Tutti tacquero.

– Ma la vita dopo la morte c’è o no?, insistette un discepolo.
– C’è la vita prima della morte?… è questa la questione!

**

Istruzioni di volo per aquile e polli

Preghiera, amore, spiritualità, religione significano liberarsi dalle illusioni. […] Una volta abbandonate le illusioni, il cuore è libero, fiorisce l’amore. Allora sarete felici. Allora sarete trasformati. Solo allora saprete chi è Dio.

«La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati a fare altri progetti». Siamo intenti a far colpo sugli altri. Siamo indaffarati per vincere le olimpiadi, per avere successo. E la vita ci scivola via dalle mani.

Voi e io abbiamo provato questa droga che si chiama approvazione, stima, successo, accettazione, popolarità. Una volta ingerita questa droga, la società può controllarci e diventiamo dei robot. «Come stai bene!». E il robot si gonfia d’orgoglio. Premi il tasto stima e il robot diventa dieci centimetri più alto. Premi il tasto critica e cade a terra. Controllo totale. (…) Avendo ingerito questa droga avete perso la vostra capacità di amare. Sapete perché? Perché non potete più vedere liberamente nessun essere umano. Vi limitate a prendere in considerazione soltanto il fatto che essi vi accettano oppure vi rifiutano, vi approvano o vi disapprovano

Un gruppo di turisti sta attraversando dei campi meravigliosi. Le tendine del treno sono però abbassate, così che nessuno di loro ha la benché minima idea di quale spettacolo ci sia fuori. Sono tutti intendi a decidere chi avrà il posto d’onore, chi avrà più riconoscimenti, chi è il migliore, che il più bello, chi il più dotato. E questo fino al termine del viaggio. Se capirete questo, sarete liberi; saprete cosa è la spiritualità

Allora scoprirete cosa è la realtà, chi è Dio, poiché vi sarete liberati da una delle più pericolose illusioni. L’illusione secondo la quale abbiamo bisogno di essere stimati, ben voluti; abbiamo bisogno di avere successo, prestigio, onore, potere e popolarità. Di una sola cosa c’è bisogno: amare!

Molte persone non sono felici, perché impongono condizioni alla propria felicità.

C’era un grande maestro zen, chiamato Ryokan. Costui abitava ai piedi di una montagna e conduceva una vita molto semplice. Un giorno, durante la sua assenza, un ladro entrò in casa sua, ma non trovò nulla da rubare. Mentre il ladro stava rovistando, il maestro tornò e colse sul fatto lo scassinatore. Ryokan gli disse: «Hai fatto un lungo viaggio per derubarmi, non puoi ripartire a mani vuote». E gli diede tutti i suoi vestiti e la coperta! Il ladro, sbalordito, prese i vestiti e sparì. Dopo che se ne fu andato, il maestro si sedette sulla soglia di casa, guardò la luna splendente e pensò: «Poveretto! Come mi sarebbe piaciuto potergli dare questa stupenda luna!».

Provate a dire: «Come sono fortunato! Come sono grato per tutto ciò!». Sapete una cosa? È impossibile essere riconoscenti e non essere felice.

Scoprite quali sono le cose più belle della vita. Allora scoprirete cosa significa realmente amare, gustare, odorare, vedere, sentire. Vi capiterà di udire il canto degli uccelli, il vento tra gli alberi e la voce degli amici, vedrete il loro volto. Scoprirete tutte queste cose e potrete assaporare il segreto della gratitudine.

Gli uomini pensano di essere vivi perché respirano, mangiano, parlano, dialogano, vanno di qui e di là. Non sono morti, è chiaro. Ma sono forse vivi? Cosa significa in realtà essere vivi? Significa tre cose: essere se stessi, essere ora ed essere qui.

Le argomentazioni sono ottime, le idee anche. Ma non sono la vita! Sono straordinariamente adatte per guidarci nella vita. Ma non sono la vita. L’astrazione non è la vita. La vita si trova nell’esperienza. È come leggere un meraviglioso menu. Potete guidare la vostra vita con un menu, ma il menu non è il cibo. E se passaste tutto il tempo con un menu, non mangereste nulla. Talvolta può accadere anche di peggio. Ci sono persone che mangiano il menu. Vivono di idee e così perdono la propria vita.

In India i mistici e i poeti si sono chiesti molte volte chi è il santo. E hanno formulato delle belle risposte: «Il santo è come una rosa». Si è mai sentito una rosa dire: «Darò la mia fragranza soltanto ai buoni e a quanti apprezzeranno il mio profumo, e negherò la mia fragranza ai cattivi»?

Un giovane andò a visitare un grande maestro sufi ed esclamò: «Maestro, la mia fiducia in Dio è così grande che non ho neppure legato il mio cammello, fuori. L’ho affidato alla provvidenza di Dio. Se ne occupi lui!». Il maestro replicò: «Esci subito e lega a un palo il tuo cammello, tonto! Non bisogna scomodare Dio per qualcosa che tu stesso puoi fare». Chiaro, no? È importante avere questo atteggiamento in mente, quando si parla della preghiera. Dio non può essere importunato per cose che voi stessi potete fare.

Le azioni in se stesse non hanno un loro valore intrinseco. Alcune opere buone sono realmente buone, mentre altre sono corrotte. Meister Eckhart, un grande mistico tedesco, ebbe a dire: «Dovete preoccuparvi meno di ciò che dovete fare e pensare più a ciò che dovete essere. Verrai giudicato in base non a ciò che fai, ma a ciò che sei». È l’essere che va trasformato: ecco il fuoco!

Perché gli uomini sono tristi? Perché hanno idee distorte e atteggiamenti sbagliati. La prima idea distorta che gli uomini hanno è che gioia equivalga a euforia, sensazioni di piacere, divertimento. Con questa idea in testa gli uomini vanno in cerca di droghe e stimolanti, e finiscono con l’essere depressi.

La seconda idea distorta consiste nel pensare che possiamo raggiungere la nostra felicità, che possiamo fare qualcosa per afferrarla. […] La terza e forse più determinante idea distorta sulla felicità consiste nel ritenere che essa si trovi fuori di noi, nelle cose esterne, nelle altre persone. «Cambio lavoro, così forse sarò felice»; oppure: «Cambio casa, mi sposo con un’altra persona…, così forse sarò felice», ecc. La felicità non ha nulla a che vedere con l’esterno. In genere si crede che i soldi, il potere, la rispettabilità possano rendere felici. Di fatto però non è così.

Cosa fare per essere felici? Nulla! Non si deve fare nulla. Bisogna soltanto staccarsi dalle cose. Dall’illusione. Dalle idee distorte. Come liberarsene? Rendendosi conto che sono sbagliate.

Quando Gesù nacque, gli angeli cantavano la pace e quando morì ci lasciò un regalo: la sua pace. «Vi dò la mia pace». La pace è un regalo, non possiamo produrla noi, tanto meno crearla. Tutto ciò che possiamo fare è disporre i nostri cuori a riceverla.

L’amore non è attrazione. «Io amo te più di chiunque altro», ovvero: mi sento attratto più da te che da altri. Che ve ne pare? Tu mi attrai più degli altri. Tu rientri nel mio schema mentale meglio degli altri. Questo non è molto lusinghiero per te.

Se vi abbandonate all’attrazione, subentrerà la gratificazione. E alla gratificazione seguirà la stanchezza o l’angoscia: «Spero che continui così! Spero che non beva!». Attaccamento, possesso, gelosia, paura di perdere l’altro. Questo non è amore.

Amare non significa rendere più sopportabile la propria solitudine! Quando ci si sente vuoti dentro, ci si affretta a colmare il vuoto con qualcun altro. Questo non è amore.

«Sei buono con me? Allora io lo sarò con te! Sei gentile con me? Allora io lo sarò con te. Non sei cortese con me? Peccato, la simpatia che provavo per te diventerà antipatia!». È amore questo? Questo è il mercato delle emozioni camuffato da atteggiamenti d’amore.

**

Messaggio per un’aquila che si crede pollo

C’è un’unica ragione per cui non provate quella che in India chiamiamo anand, beatitudine, ed è il fatto che pensate o vi fissate soltanto su ciò che non avete. Se così non fosse, provereste la beatitudine. Vi fissate su quel che non avete. Eppure, in questo preciso istante, avete tutto quel che vi serve per provare la beatitudine.

La vita è un banchetto, e la tragedia è che la maggior parte della gente sta morendo di fame.

La cosa più difficile del mondo è ascoltare, vedere. Noi non vogliamo vedere. Non vogliamo guardare, perché se lo facciamo potremmo cambiare. Se si guarda, si perde il controllo di quella vita che riusciamo a tenere insieme in modo tanto precario.

Tutti noi odiamo il nuovo. Lo odiamo davvero. E prima affrontiamo questo fatto, meglio sarà.

Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano i figli dormendo, muoiono dormendo senza mai svegliarsi. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana.

La prima cosa che voglio capiate, se davvero intendete svegliarvi, è che non volete svegliarvi. Il primo passo verso il risveglio è essere sufficientemente sinceri da ammettere di fronte a se stessi che non è piacevole. Voi non volete essere felici.

La vita è un mistero, il che significa che la mente razionale non è in grado di comprenderla. Per questo dovete svegliarvi, e improvvisamente vi renderete conto che la realtà non è problematica: il problema siete voi.

Nessuno è stato cattivo nei vostri confronti. Qualcuno è stato cattivo nei confronti di quello che pensava voi foste, ma non nei vostri confronti. Nessuno vi respinge: le persone respingono soltanto quel che pensano voi siate.

Se vi procurate un nuovo lavoro, o un nuovo partner, o una nuova casa, o un nuovo guru, o una nuova spiritualità, questo non significa che voi cambierete. È come pensare di cambiare la propria calligrafia cambiando penna.

Molti dicono che abbiamo un’esigenza naturale di essere amati e apprezzati, di appartenere a qualcuno. È falso. Lasciate cadere quest’illusione e sarete felici. Abbiamo un’esigenza naturale di libertà, un’esigenza naturale di amare, ma non di essere amati.

L’innamoramento non ha proprio nulla a che vedere con l’amore. Non è amore: è desiderio, desiderio bruciante. Quel che desiderate con tutto il cuore è che quella creatura adorabile vi dica che vi trova attraenti. Questo fatto vi dà una sensazione strabiliante.

Dicono che l’amore sia cieco. Credetemi, niente ha la vista più acuta del vero amore. Niente. L’amore ha la vista più acuta del mondo. La dipendenza è cieca, l’attaccamento è cieco. L’abbarbicarsi, le richieste continue, il desiderio sono ciechi. Ma l’amore vero non lo è. Non chiamate amore quelle cose.

Persone arrivate! Arrivate dove?! Arrivate a rendersi ridicole. Perché hanno impiegato tutte le loro energie per ottenere qualcosa che non ha alcun valore. Sono spaventate e confuse, sono pupazzi come tutti gli altri. Guardateli, mentre passeggiano sul palcoscenico. Guardate come si turbano nel notare una macchiolina sulla camicia. E questo lo chiamate successo? Sono controllati, manipolati. Sono persone infelici, miserabili. Non si godono la vita. Sono costantemente tesi e ansiosi. E lo chiamate umano?

La felicità è la nostra condizione naturale. La felicità è la condizione naturale dei bambini piccoli, a cui il regno appartiene finché non vengono inquinati e contaminati dalla stupidità della società e della cultura. Per acquisire la felicità non bisogna fare nulla, perché la felicità non può essere acquisita. Qualcuno sa perché? Perché l’abbiamo già.

Se trovate che io abbia fascino, significa che in questo momento siete di buon umore, e niente più. Significa anche che sono adatto alla vostra lista della spesa. Tutti noi ci portiamo in giro una lista della spesa, e in un certo senso le persone devono essere a misura di questa lista.

Siamo meccanizzati, controllati. Scriviamo dei libri su come essere controllati e su com’è meraviglioso essere controllati e su come è indispensabile che la gente vi dica che siete ok. Solo allora vi sentite bene. Che meraviglia stare in prigione

Lasciate che vi dica una cosa: se consentite a voi stessi di sentirvi bene quando la gente vi dice che siete ok, vi state preparando a sentirvi male quando la gente vi dirà che non siete in gamba. Finché si vive per soddisfare le aspettative di altri, bisogna stare attenti a come ci si veste, a come ci si pettina, al fatto che le scarpe siano sempre lucide.

Mi capita spessissimo, nei miei gruppi, di trovare persone che non sono assolutamente presenti. È presente la loro mamma, è presente il loro papà, ma loro no. […] Potrei sezionarvi, pezzo dopo pezzo, e chiedervi: «Vediamo, questa frase viene dal papà, dalla mamma, dalla nonna, dal nonno, da chi?». […] Chi vive in voi? Pensate di essere liberi, ma probabilmente non c’è un gesto, un pensiero, un’emozione, un atteggiamento, una convinzione in voi che non venga da qualcun altro.

La gente pensa che, senza desideri, si sia come pezzi di legno senza vita. In realtà, si perde solo la tensione. Liberatevi dalla paura di fallire, dalla preoccupazione di riuscire, e sarete voi stessi. Rilassatevi. Non guidereste, come state facendo ora, con il piede sul freno.

Il bene assume il suo valore più alto in quelle occasioni in cui non ci si rende conto che si sta facendo del bene. Non si è mai tanto buoni quanto nelle occasioni in cui non ci si rende conto di essere buoni. Ossia, come direbbe il grande Sufi: “Un santo è tale finché non viene a saperlo!”.

Ogni volta che si rinuncia a qualcosa, si rimane legati per sempre all’oggetto della rinuncia

La gente pensa che, senza desideri, si sia come pezzi di legno senza vita. In realtà, si perde solo la tensione. Liberatevi dalla paura di fallire, dalla preoccupazione di riuscire, e sarete voi stessi. Rilassatevi. Non guidereste, come state facendo ora, con il piede sul freno.

Sorry, the comment form is closed at this time.