Frasi, citazioni e aforismi di Roberto Gervaso

Roberto Gervaso (Roma, 9 luglio 1937) è un giornalista e scrittore, autore di romanzi, saggi storici, ritratti e interviste.

Acuto osservatore di se stesso e della vita altrui, Roberto Gervaso è anche uno tra i più popolari e prolifici scrittori di aforismi contemporanei, autore di oltre 25mila aforismi (“È l’unica mia vena autentica. Scrivo aforismi a velocità astrale, sono molto duttile”) e pensieri pungenti sulla politica, la vita di coppia, la fede e i vizi e le virtù.
La maggior parte degli aforismi di Roberto Gervaso sono raccolti nei libri Il grillo parlante, Bompiani, 1983, La volpe e l’uva, Bompiani, 1989, Aforismi, TEN, 1994, L’amore è eterno finché dura, Mondadori, 2004 e La vita è troppo bella per viverla in due, Mondadori, 2015.

A proposito dell’aforisma Roberto Gervaso scrive “L’aforisma è un lapillo dell’intelligenza” e sull’arte della brevità aggiunge: “La concisione è l’arte di dire molto con poco; la prolissità, di dire niente con troppo”.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Roberto Gervaso. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni, battute e aforismi di Flaiano, Le frasi più belle di Oscar Wilde, Frasi, aforismi e massime di François de La Rochefoucauld e Gli aforismi più belli di Karl Kraus.

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Frasi, citazioni e aforismi di Roberto Gervaso

L’uomo è nato per soffrire. E ci riesce benissimo.

Ci adattiamo a tutto. Ma guai a saperlo prima!

Non è nessuno, ma credendosi tutto, riesce a sembrare qualcuno.

Niente ci fa perdere più tempo della fretta.

Donne: diavoli senza i quali la vita sarebbe un inferno.

La bellezza si vede; il fascino si sente.

La verità è più facile dirla che conoscerla.

Quando un’alba o un tramonto non ci danno più emozioni, significa che l’anima è malata.

«Siamo nati per morire.» Se l’avessi saputo prima!

Com’è difficile parlar bene di qualcuno in sua assenza.

Se Dio è imperscrutabile nell’aldiqua perché non dovrebbe esserlo nell’aldilà?

C’è una sola cosa peggiore di un amore che finisce: uno che ricomincia.

Ci sono matrimoni felici, ma non ci sono matrimoni perfetti.

Chiediamo agli altri quelle cose che preferiremmo non fare se venissero chieste a noi.

Niente mi fa più ridere di chi vuol farmi ridere a qualunque costo.

L’Italia: un Paese che sta in piedi perché non sa da che parte cadere.

L’ozio è il padre di quei vizi che ce lo fanno amare.

Quando si ama, anche la gassosa sa di champagne; quando non ci si ama più, anche lo champagne sa di gassosa.

Il matrimonio nasce da un equivoco che l’adulterio svela e il divorzio risolve.

Ricordiamo il bene che abbiamo fatto e il male che ci hanno fatto.

Scendere a compromessi è un modo come un altro per salire.

Se tutti si sposano vuol dire che nel matrimonio qualcosa di perverso c’è.

La fortuna è il nome che diamo al successo altrui.

Adulteri si nasce; cornuti si diventa.

Non si è mai felicemente sposati. O si è felici o si è sposati.

L’italiano non giudica i politici per quello che fanno – o non fanno – nell’interesse della nazione, ma per quello che fanno – o non fanno – nell’interesse suo.

La differenza fra la donna disonesta e l’onesta è che, di solito, la prima è bella.

Diamo volentieri una mano a chi sta in basso purché non salga troppo in alto.

Per sentire e conoscere quel che abbiamo dentro, dobbiamo soffrire. Senza dolore la vita sarebbe stupida, anche se troppo dolore può renderla insopportabile.

Le lodi che più piacciono agli uomini sono quelle immeritate perché gli fanno credere di possedere le virtù che non hanno.

Il Paradiso è pieno di santi che non hanno avuto abbastanza occasione di peccare.

L’Italiano vorrebbe più leggi per avere più occasioni di trasgredirle.

Siamo un regime che non diventa dittatura perché corretto dall’anarchia di tutti.

Non ho mai sbagliato un errore.

Lo scettico è un aspirante cinico che non ha il coraggio di diventarlo.

Adulterio: si tradisce una volta, si tradisce due, e poi ci si domanda perché si è aspettato tanto.

Gli italiani sono estremisti solo a parole, e solo al bar, in piazza, allo stadio; amano il quieto vivere, anche se gli piace vivere a modo loro. I terremoti li sopportano solo in casa altrui; finché possono fare i propri comodi e comodacci, non fanno rivoluzioni.

L’uomo fa il bene non tanto perché è buono ma perché vorrebbe esserlo.

L’opinione pubblica non ha quasi mai opinioni.

È più facile che sia furbo un cretino che un intelligente.

Giurare eterno amore è come giurare sulla propria immortalità.

Non siamo noi a pensarla come gli altri. Sono gli altri a pensarla come noi.

Il buon senso è spesso la virtù di chi non ne ha altre.

L’italiano non si organizza: si arrangia.

L’ottimista ama la vita; il pessimista la conosce.

Chi ama il prossimo suo come se stesso, o non conosce abbastanza il prossimo o non ama abbastanza se stesso.

Dubito sempre di chi non dubita di niente.

Il flirt sta alla passione come il fuoco d’artificio al rogo.

Non è vero che un amico si vede nel bisogno; un amico si vede sempre.

Senza sbalzi di umore la vita sarebbe noiosissima.

La diffidenza verso gli altri nasce anche dalla sfiducia in noi stessi.

La fedeltà è soprattutto mancanza di fantasia.

L’ozio non ci fa fare quelle cose che non avremmo comunque fatto.

La durata di un matrimonio è affidata più alla buona educazione che ai buoni sentimenti.

Pessimista: chi teme il meglio.

Il merito, da solo, non basta. Bisogna – con l’adulazione, il servilismo, il conformismo – trovare qualcuno disposto a riconoscerlo e premiarlo.

Gli esami – dice Eduardo De Filippo – non finiscono mai. Ma non finiscono mai nemmeno le raccomandazioni.

Niente aiuta tanto a vivere quanto la paura di morire.

Quanta gente sarebbe più seria se non si prendesse troppo sul serio.

Buon politico è chi sa cosa dire; gran politico, chi sa cosa tacere.

Due cose l’uomo non vorrebbe mai sapere: di essere inguaribilmente malato e pubblicamente cornuto.

La solitudine, o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi.

Il pessimista sa quello che vuole; l’ottimista, neppure questo.

Chi dice che certe virtù non siano vizi e certi vizi virtù?

Il riposo eterno ci farà almeno risparmiare i sonniferi.

I vent’anni sono più belli a quaranta che a venti.

Il giorno del giudizio, chissà quanti morti si daranno malati.

Il matrimonio c’insegna molte cose. Soprattutto che potevamo farne a meno.

Nessun amore è più corrisposto di quello per noi stessi.

In Italia, il modo più sicuro per conservare il proprio posto è minacciare le dimissioni.

È la routine che rende eroico il matrimonio.

È difficile conoscere se stessi perché crediamo di essere migliori di quel che siamo.

Chi pensa con la testa altrui difficilmente rischia d’esser messo in minoranza.

A volte, da noi dipende più la felicità altrui che la nostra.

Un’amante cessa d’esser tale quando comincia a stirarci le camicie.

Chi è saggio a cinquant’anni è saggio. Chi lo è a venti, è pedante.

Aspettare che gli altri facciano il loro dovere è il miglior alibi per non far il nostro.

Un governo di onesti è come un bordello di vergini.

Tutti vogliono esser capiti, ma pochi sanno farsi capire.

Nessuna delle cose che esistono ci è più necessaria di Dio che, forse, non esiste.

I seni delle donne sono fatti per gli uomini che non sanno dove metter le mani.

Se le donne sapessero quanto ci pesa la fedeltà, sarebbero le prime a trovarci un amante.

Nessuno fa niente per niente, ma qualcuno riesce a darne l’illusione.

Checché se ne dica, oggi l’Italia ha più bisogno d’idraulici che di eroi, di netturbini che di santi.

C’è chi è impotente di fronte al destino e chi di fronte a una donna. Difficile dire chi soffre di più.

L’amore senile comincia col matrimonio.

La donna è la più impulsiva delle calcolatrici.

Pluralismo: dire con parole diverse le stesse cose. Sbagliate.

A scavare la fossa alla democrazia sono sempre i suoi sedicenti salvatori.

Le domande indiscrete sono le sole alle quali val la pena di rispondere.

Il denaro è il bene superfluo più utile.

Ci sono adulteri che giovano alla coppia più di qualunque fedeltà.

Il divorzio è un regolamento di conti. Come il matrimonio.

I privilegi che rinfacciamo agli altri diventano diritti quando ne godiamo noi.

La differenza tra il misantropo e il misogino è che il primo non ama gli uomini, e il secondo conosce le donne.

Il monoteismo è più diffuso della monogamia perché è più facile accontentarsi d’un solo Dio che d’una sola donna.

Quando una donna non ci ama più il primo ad accorgersene è il suo nuovo amante.

Spesso si mente per calcolo, ma non meno spesso, per calcolo, si dice la verità.

Tutto sommato, le dichiarazioni dei redditi costano meno di quelle d’amore.

Ci sono donne che negano le loro infedeltà così bene che meriterebbero di esser credute.

Gli uomini fedeli e le donne fedeli raramente si sposano fra di loro. Per il timore di annoiarsi.

Ci sono atei che negano Dio con tanto furore quasi che Dio li ispirasse.

Il tipo è una brutta donna che non sa di esserlo.

L’invidioso è un impotente incapace di rassegnarsi.

La donna che ti dice di sì è molto più pericolosa di quella che ti dice di no. Prima o poi te la farà pagare.

Ciò che mi trattiene dallo scrivere un capolavoro è il timore che me ne chiedano subito un altro.

Mediocre in tutto. Anche nella mediocrità.

Nessuno è abbastanza intelligente per dimostrare a un cretino che è un cretino.

L’educazione ci insegna a stare a tavola ma, per fortuna, non a letto.

Com’è pesante la conversazione della gente leggera!

Ci sono verità che sembrano bugie, e bugie che sembrano verità.

La grande nemica della libertà di stampa è la consecutio temporum.

Il plagio è un atto d’omaggio. Chi copia, ammira.

Il politico è come la donna frigida: per piacere deve fingere.

Certe prediche mi fanno venir voglia di commettere i peccati che condannano

Ciò che rende ingovernabile l’Italia è che troppi vogliono governarla.

Chi è sempre se stesso, o è un uomo di carattere o è un uomo senza fantasia.

L’altruismo è un rimorso dell’egoismo.

Se mia moglie mi scoprisse a letto con un’altra, il primo a stupirmi sarei io.

Quanto tempo perdiamo a fare programmi che non realizzeremo mai.

Chi dice che la miglior vendetta è il perdono non ha mai subito un torto.

Il vantaggio d’andar a letto con la propria moglie è che si trova sempre il tempo di piegar i pantaloni.

Con la ricchezza, diceva Orazio, crescono le preoccupazioni. Con la povertà, non diminuiscono.

Mi fido solo dei medici che sbagliano le diagnosi infauste.

Le virtù che fanno grande un santo possono rovinare un politico.

Se scrivessimo un po’ meno per i posteri, i contemporanei ci leggerebbero di più.

Non siamo un popolo né di santi né di poeti né di artisti né di navigatori: siamo un popolo di pesci in barile. Il nostro modello non è il Machiavelli del «fine che giustifica i mezzi» ma il Guicciardini del «proprio particulare». Non abbiamo ideali ma solo interessi;

Nelle democrazie, i governanti raramente sono peggiori dei governati.

L’amore a prima vista spesso non è che una svista.

L’appetito non viene mangiando, ma vedendo mangiare gli altri.

Il dolore è il grande carburante dell’anima.

L’esistenza di Dio non mi stupirebbe meno della sua inesistenza.

Se la Storia insegnasse qualcosa non ci sarebbe più Storia.

Nessun imbecille è così imbecille da non capire l’utilità di unirsi ad altri imbecilli contro gli intelligenti.

La pazienza è la virtù di chi ha tempo da perdere.

L’uomo ama la donna; la donna, il matrimonio.

I teologi, non potendo spiegare Dio con la ragione, lo rendono incomprensibile con i dogmi.

La ricchezza non è tutto, ma la povertà è ancora meno.

La solitudine ci dà il piacere d’una grande compagnia: la nostra.

Il progresso nasce anche dall’errore. E dalla sua riparazione.

Se l’uomo conoscesse i propri limiti vivrebbe ancora nelle caverne.

Le donne si dividono in quelle che ci stanno, in quelle che non ci stanno, in quelle che ci stanno e non vorrebbero starci, in quelle che non ci stanno e vorrebbero starci.

Niente allevia le nostre sofferenze più di quelle dei nostri nemici.

La vita è un’avventura con un inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a caso dal Caso.

Non diciamo mai la verità perché, in fondo, non la conosciamo.

La filosofia non c’impedisce di commettere errori, ma ce li spiega.

La morale ci dice quello che dobbiamo fare. Il moralismo ci fa dire quello che vorremmo che gli altri facessero.

Nessuno è così stupido da credersi tale.

Il desiderio, qualunque desiderio, diventa una tortura quando non si è più in grado di soddisfarlo.

Le belle frasi in punto di morte le hanno sempre pronunciate i posteri.

Quando uno scrittore diventa un classico non c’è più bisogno di leggerlo: basta citarlo.

La libertà di pensiero è Il diritto di dire e di scrivere quello che penso e il diritto di ascoltare e di leggere quello che pensano gli altri.

Le caste sono sempre detestabili, ma la nostra ha due aggravanti, che esentano i cittadini non solo dal criticarla, ma anche dal rispettarla

La libertà deve essere libertà per tutti. Quando lo è solo per qualcuno non è più libertà: è tirannia.

L’italiano non ama lo Stato perché gli ricorda i propri doveri.

Le calunnie non si devono dimostrare. Basta ripeterle.

Per alcuni la giustizia non dovrebbe essere altro che il riconoscimento dei propri privilegi.

Quanto tempo ho perduto nel cercar di recuperare il tempo perduto.

Si può rinunciare a tutto. Meno che al proprio egoismo.

La fortuna aiuta gli audaci. Fortuna permettendo.

Anche se Dio non esistesse avrebbe il suo gregge.

Agli italiani, più che il fascismo, piaceva Mussolini.

I colpi di testa non si fanno mai con la testa.

Centomila persone insieme vogliono quello che, individualmente, non vorrebbero mai.

Difficile non è scrivere un bel libro ma convincere gli altri che lo è.

L’ambizioso vuol essere; al vanitoso basta sembrare.

Nella vita si diventa cinici o santi. Oppure si resta mediocri.

Quando voglio leggere un bel libro, lo scrivo.

L’aldilà preferisco non immaginarlo. Per non guastarmi la sorpresa.

Lo scetticismo ci aiuta a vivere; il cinismo a morire.

Ci aiutano più i vizi a vivere che le virtù a morire.

L’uomo è un condannato a morte che ha la fortuna d’ignorare la data della propria esecuzione.

La morte ci fa rinunciare a quello che la vita non ci avrebbe mai dato.

L’immortalità dell’anima non mi consolerà mai della mortalità del corpo.

La morte: un ponte o un abisso?