Le frasi più belle di Jean Piaget

Jean Piaget (Neuchâtel, 9 agosto 1896 – Ginevra, 16 settembre 1980) è stato uno dei più importanti studiosi della psicologia infantile e della psicologia evolutiva.

Presento una raccolta delle frasi più belle di Jean Piaget. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Sigmund Freud, Le più belle frasi di Carl Gustav Jung, Le più belle frasi di Erich Fromm e Le più belle frasi di Carl Rogers.

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Le frasi più belle di Jean Piaget

Sfortunatamente per la psicologia, tutti pensano di essere psicologi.

Impariamo di più quando dobbiamo inventare.

L’intelligenza non è ciò che si sa, ma ciò che si fa quando non lo si sa.

Solo l’educazione è capace di salvare le nostre società da un possibile collasso, violento, oppure graduale.

Equilibrio è sinonimo di attività.

Se volete essere creativi, rimanete in parte bambini, con la creatività e la fantasia che contraddistingue i bambini prima che siano deformati dalla società degli adulti.

L’obiettivo principale dell’educazione nelle scuole dovrebbe essere quello di creare uomini e donne che siano capaci di fare cose nuove, non soltanto di ripetere semplicemente ciò che le altre generazioni hanno fatto. Gli esseri umani sono creativi, inventori ed esploratori

Il problema fondamentale è: qual è l’obiettivo della scuola? È formare menti conformi a quanto già conosciamo − e sappiamo fino a che punto − e che si limitano a riprodurre e ripetere ciò che hanno fatto le generazioni precedenti, o vogliamo formare menti innovative e capaci di nuove costruzioni in una area o in un altra?

La filosofia ha la sua ragione d’essere e bisogna anzi riconoscere che chi non è passato per la sua strada rimane incompleto per sempre.

Un aspetto colpisce nel pensiero del bambino piccolo: il soggetto afferma sempre, e non dimostra mai.

La prima morale del bambino è quella dell’obbedienza, e il primo criterio del bene è per molto tempo, per i più piccoli, la volontà dei genitori.

La fase intuitiva (3-7 anni) in cui il bambino distingue sé dal mondo (e viceversa) ma dà al mondo spiegazioni animistiche, come pure pensa in modo egocentrico, senza riconoscere gli altri.

La personalità ha inizio verso la fine dell’infanzia (dagli otti ai dodici anni) con l’organizzazione autonoma delle regole, dei valori e l’affermazione della volontà.

Non cercare scuse, evitare di accusare altre persone o circostanze è condizione necessaria per superare una mentalità infantile.

La conoscenza è un processo di costruzione continua.

Il pensiero scientifico non è momentaneo; non è un’istanza statica; è un processo.

Ciò che vedi cambia ciò che che conosci e ciò che conosci cambia ciò che vedi.

L’esperienza precede la comprensione.

La società ha inizio a partire da due individui, quando il rapporto tra questi individui modifica il loro comportamento.

La conoscenza è sempre un’interpretazione o assimilazione.

L’attività logica non è l’intelligenza nel suo complesso. Uno può essere intelligente senza essere particolarmente logico.

I bambini capiscono benissimo che la prima bugia ha lo scopo di ottenere una ricompensa non meritata, mentre la seconda è una semplice esagerazione.

Durante i primi 18 mesi di vita, i bambini, prima della lingua, costruiscono tempo, spazio, oggetto e permanenza.

Il gioco è il lavoro dell’infanzia.

Ci sono molte somiglianze tra lo sviluppo della conoscenza in un bambino e lo sviluppo della conoscenza nella scienza.

Ogni volta che si insegna prematuramente ad un bambino un concetto che avrebbe potuto scoprire da solo, gli si impedisce di comprenderlo a fondo.

Se volete essere creativi, rimanete in parte bambini, con la creatività e la fantasia che contraddistingue i bambini prima che siano deformati dalla società degli adulti.

L’animismo infantile è la tendenza a concepire le cose come viventi e dotate d’intenzionalità.

Ogni morale consiste in un sistema di regole, e l’essenza di ogni moralità va ricercata nel rispetto che l’individuo nutre per queste regole.

Lo sviluppo mentale è una costruzione continua, paragonabile a quella di un vasto edificio che ad ogni aggiunta divenga più solido, o piuttosto alla messa a punto di un delicato meccanismo.

I sistemi naturali sono soggetti non solo a evoluzioni ma a rivoluzioni, cioè dipendono non solo da leggi e fattori causali, ma anche da eventi non prevedibili con elevata probabilità e dalle decisioni individuali e collettive di esseri umani, mai regolate da leggi di tipo deterministico.

Al momento dell’apparizione del linguaggio, il bambino si trova alle prese non più soltanto con l’universo fisico, come gli accadeva prima, ma con due nuovi mondi, d’altronde strettamente collegati tra loro: il mondo sociale e quello delle rappresentazioni interiori.

Lo sviluppo psichico, che comincia con la nascita e termina con l’età adulta, è paragonabile alla crescita organica: come quest’ultima, consiste essenzialmente in un cammino verso l’equilibrio. Infatti, così come il corpo è in evoluzione sino ad un livello relativamente stabile, caratterizzato dal compimento della crescita e la maturità degli organi, analogamente possiamo concepire la vita mentale come evolventesi in direzione di una forma di equilibrio finale rappresentata dalla mente adulta.