Frasi, citazioni e aforismi sul Marocco

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Presento la più ampia raccolta in lingua italiana di frasi, citazioni e aforismi sul Marocco. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sull’Africa, Frasi, citazioni e aforismi sul deserto e Proverbi marocchini.

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Frasi, citazioni e aforismi sul Marocco

Il Marocco è un albero le cui radici affondano in Africa, e che respira attraverso le foglie in Europa.
(Hassan II, re del Marocco dal 1961 al 1999)

Porta di accesso all’Africa, il Marocco vi accoglie con le sue profonde diversità, tra leggendarie catene montuose, città antiche e deserti sconfinati.
(Paul Clammer)

Se l’Africa è un pavone, il Marocco ne è la coda.
(Proverbio marocchino)

Esci da quel quartiere e ti trovi qualche giorno dopo inondato da una luce così viva, così piena e addirittura brutale che ne sei sconvolto. E non c’è solo questo chiarore soverchiante, c’è anche la natura, i colori e i profumi dell’erba, degli alberi, dei fiori, del mare… Sei altrove, hai varcato la frontiera dell’immaginario.
(Tahar Ben Jelloun sul Marocco)

In questo momento sono come uno che sogna e che vede delle cose che teme gli sfuggano.
(Il pittore Eugène Delacroix, sbarcando a Tangeri)

Voi sentirete subito la preziosa e rara influenza del sole che conferisce a ogni cosa una vita penetrante.
il pittoresco qui abbonda, è un luogo fatto per i pittori… La bellezza è dappertutto, non la bellezza raffigurata nei quadri alla moda, ma qualcosa di più semplice e primordiale.
(Il pittore Eugène Delacroix, sbarcando a Tangeri)

Qui c’è una luce nitida e chiara a cui non ero abituato, una luce che rivela la natura dura e aspra del paesaggio del deserto, dove perfino l’ombra prende dei riflessi turchesi.
(Eugène Delacroix)

In Marocco c’è un piacere dell’aria e della luce che non c’è in nessun altro luogo.
(Fabrizio Caramagna)

Il Marocco è un Paese freddo dove il sole brilla.
(Detto marocchino)

La Tunisia è una donna, l’Algeria è un uomo, il Marocco è un leone.
(Proverbio marocchino)

Quando scoprì il Marocco, mi resi conto che la gamma dei colori che usavo era quella delle piastrelle smaltate, dei zouacs, dei djellabas e dei caftani. L’audacia da allora riscontrata nel mio lavoro la devo a questo Paese, alle sue armonie potenti, alle sue combinazioni ardite, al fervore della sua creatività. Questa cultura è diventata la mia, ma non mi bastava semplicemente assorbirla. L’ho presa, trasformata e adattata.
(Yves Saint Laurent)

Ho scoperto Marrakech molto tardi, è stato uno choc straordinario. Soprattutto per il colore. Questa città mi ha insegnato il colore. A ogni angolo si incontrano gruppi di persone, uomini e donne che indossano caffettani rosa, blu, verdi, porpora. E’ sorprendente: sembrano disegnati, ricordano gli schizzi di Delacroix, mentre non sono altro che il frutto dell’improvvisazione della vita.
(Yves Saint Laurent)

Prima di Marrakech, tutto era nero. Questa città mi ha insegnato cosa sono i colori e ho abbracciato la sua luce, i suoi sfacciati contrasti e le sue intense invenzioni
(Yves Saint Laurent)

A Marrakech rimarrete abbagliati dalla qualità e dalla varietà della luce. L´orizzonte è disegnato su montagne spesso innevate. Lo spazio si sposa con il tempo in uno spirito di generosità e noncuranza che ben si addice ai visitatori alla ricerca di esotismo.
(Tahar Ben Jelloun)

Lasciatevi andare, guardate, respirate i molteplici profumi, gli odori di cucina, ascoltate le musiche popolari, i canti delle montagne
(Tahar Ben Jelloun, descrivendo Marrakech)

Ci sono poche città al mondo che vi stregano con le stessa forza e la stessa magia di Marrakech.
(Pierre Bergé)

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Il Marocco è una nazione ben radicata nella storia… un paese dall’identità solida e priva di incertezze, anche e soprattutto perché la sua popolazione è composta in proporzioni quasi uguali da arabi e berberi. E’ una fortuna non subire le lacerazioni dell’identità, quello sconvolgimento che talvolta si traduce nella violenza più efferata, Paese culturalmente trilingue (arabo, berbero e francese), separato dall’Europa solo da quattordici piccoli chilometri, è anche la porta dell’Africa.
(Tahar Ben Jelloun)

Hai accarezzato la scorza dell’arancia amara nel cortile interno dei miei antenati paterni, ad Azemmour? Hai preso un tè nella casa di mio nonno materno a Essaouira? Hai contato le tessere sul pavimento della casa in cui sono nato a Oujda? No? Quindi, non hai “fatto” il Marocco!
(Fouad Laroui, scrittore marocchino)

Per uno scrittore, il Marocco è una fonte d’ispirazione inesauribile, con il suo miscuglio esplosivo di modernità e di arcaismo, di religiosità e di spirito pagano, di serietà e di derisione, di povertà e di opulenza.
(Fouad Laroui, scrittore marocchino)

Più viaggio e mi allontano geograficamente dal Marocco, più mi manca questo paese, la sua luce, i suoi odori, le sue contraddizioni, le sue incoerenze, i suoi rumori, la sua musica, la sua bellezza. Uno psicoanalista direbbe che questa è l’ammissione di una relazione complicata.
(Tahar Ben Jelloun)

Mi è capitato di incontrare turisti italiani smarriti nel Sud del Marocco. Tengono fra le mani una cartina del paese stesa sul cofano della macchina e cercano di orientarsi. Si sono smarriti ma sono fiduciosi, perché hanno l’impressione di trovarsi in un paese amico, un paese ospitale. E infatti, il primo marocchino che passa di là si ferma e offre loro aiuto. Se è sera, li invita a dormire a casa sua e dà loro da mangiare.
Il senso dell’ospitalità non è un semplice stereotipo, è uno dei valori che caratterizzano il Marocco.
(Tahar Ben Jelloun)

Davvero in quel momento mi sembrò di essere altrove, di aver raggiunto la meta del mio viaggio. Da li non volevo più andarmene, ci ero già stato centinaia di anni prima, ma lo avevo dimenticato, ed ecco che ora tutto ritornava in me. Trovavo nella piazza l’ostentazione della densità, del calore della vita che sento in me stesso. Mentre mi trovavo lì, io ero quella piazza. Credo di essere sempre quella piazza.
(Elias Canetti, Le voci di Marrakesh)

C’è aroma nei suk, e freschezza, e varietà di colori. L’odore, che è sempre piacevole, cambia a poco a poco secondo la natura delle merci. Non esistono nomi, né insegne, e neppure vetrine. Tutto ciò che si vende è in esposizione. Non si mai quanto costeranno gli oggetti, né essi hanno infilzati i cartellini dei prezzi, né i prezzi sono fissi.
(Elias Canetti, Le voci di Marrakesh)

La cosa più bella è sparire in un vicolo senza uscita, fermarsi davanti a un portone di cui si ha la chiave in tasca, e aprirlo senza che anima viva ci possa sentire
(Elias Canetti, Le voci di Marrakesh)

La pubblicità dice che «il Marocco è un Paese che eleva l’anima». Ed è vero, è una terra che fa sognare e invita al viaggio verso una spiritualità di cui sempre di più si avverte il bisogno. Non tutti i turisti sono alla ricerca di un progetto di questo tipo, non tutti i turisti rispondono a un invito del genere. Ma molti sono entusiasti di viaggiare in modo diverso, e soprattutto di cercare di comprendere un Paese non partendo dalle cartoline ma dalla vita quotidiana in tutte le sue complessità.
(Tahar Ben Jelloun)

Il Marocco è prima di ogni altra cosa questa straordinaria presenza del passato. Nella medina si può circolare solo a piedi, e ci sono vie talmente strette che non ci si può passare in due: “strada di uno solo”, è così che vengono chiamate.
(Tahar Ben Jelloun)

Il Sahara non si visita come una medina: si vive, non si concede, bisogna lasciarsi prendere dal suo mistero, dai suoi segreti, e immaginare il sogno dietro le dune di sabbia, che a volte si muovono e a volte rimangono immobili. Il deserto è un´idea, un modo per spogliarsi di tutto e osare guardarsi in faccia; è uno specchio che bisogna prendere sul serio. Il Marocco ha un deserto vivo, splendido, poco distante dalle città o dalle strade.
(Tahar Ben Jelloun)

In Marocco il mare e il deserto si sono intrecciati in un vortice di domande, e nessuno è in grado di svelarne il significato molteplice, devastante, impossibile… Ma i pittori marocchini sanno che il mare che hanno scelto non è quello dei marinai e dei pirati. E’ il mare che esce dal blu, dal colore blu lavorato dall’artista. E’ il mare interiore, quello che ogni artista porta dentro, quello che immagina che vuole liberare, rendere visibile…
(Tahar Ben Jelloun)

Il Marocco è il paese della moderazione. L’islam vi ha vissuto in modo tranquillo e aperto. Da sempre questo paese è stato il luogo in cui hanno prosperato confraternite e associazioni che discutono sulle diverse interpretazioni dell’islam senza mai rimettere in discussione il titolo di Comandante dei credenti, che fa parte delle funzioni del re, né voler applicare sul territorio marocchino la sharia come ai tempi della nascita e del consolidamento del messaggio di Dio.
(Tahar Ben Jelloun)

Il Marocco è un paese ricco di storia. Si tratta di un vecchio focolare demografico in cui la presenza umana è preistorica; risale molto probabilmente, secondo le ricerche archeologiche, al Paleolitico.
(Nicoletta Buratti)

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