Professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Padova, studioso di Leopardi (a 29 anni pubblica un ampio e innovativo saggio su “Leopardi e l’estetizzazione dell’antico“, nucleo e presupposto dei suoi successivi studi leopardiani) e scrittore di aforismi, Mario Andrea Rigoni ha avuto il merito di aver diffuso in Italia il pensiero e l'opera di E.M. Cioran, uno dei più grandi pensatori del novecento e cultore del frammento (il sentimento del nulla induce Cioran a scegliere l'aforisma visto come un "abbozzo di vertigine", "assioma del crepuscolo", "sillogismo dell'amarezza" "pensiero acido che si insinua nelle cose per disorganizzarle, perforarle, attraversarle" in contrapposizione al linguaggio tradizionale, alla scrittura continua. Ancora Cioran scriverà: "concepire un pensiero, un solo e unico pensiero, ma capace di fare a pezzi l'universo").

Nel mio precedente articolo, citando le lettere scritte da E.M. Cioran a Mario Andrea Rigoni (pubblicate da Il Notes Magico con il titolo di Mon cher Ami), ho ripercorso la storia della ricezione editoriale di Cioran in Italia. Proprio grazie a Mario Andrea Rigoni, infatti, E.M. Cioran all'inizio degli anni ottanta trova nelle edizioni Adelphi di Roberto Calasso la casa editrice ideale per i propri testi. Rigoni si mostra un traduttore tanto congeniale quanto competente e diventa ben presto il responsabile presso Adelphi della pubblicazione delle opere di Cioran.

In un altro bel libro intitolato In compagnia di Cioran, (edito anche questo dal Notes Magico di Padova nel 2004) sono raccolti molti degli scritti che Mario Andrea Rigoni ha dedicato nel corso del tempo allo scrittore franco-rumeno (che in realtà, ricordiamolo, si definisce "apolide).

Antonio Castronuovo appartiene a quella ristretta cerchia di scrittori che a me piace definire "ingegni multiformi". E' sufficiente citare la nota bibliografica che Castronuovo mi ha gentilmente inviato via email per accorgersi della vastità dei suoi interessi, che spaziano dalla scrittura aforistica al saggio storico sulla ghigliottina, da Emil Cioran alla pittura di Picasso e Matisse, dal futurismo (è considerato il massimo esperto di futurismo regionale romagnolo) alla patafisica, da Rimbaud a Pinocchio.

Ecco la nota bibliografica: «Antonio Castronuovo (1954) collabora con vari editori. Ha da ultimo curato Miguel de Unamuno, Nebbia (Rizzoli bur, 2008), Stendhal, Il rosso e il nero (Barbèra, 2009), Simone Weil, "A un giorno" e altre poesie (Via del Vento, 2009), Isabelle Rimbaud, L’ultimo viaggio di mio fratello Arthur (Via del Vento, 2009), Albert Camus, La commedia dei filosofi (Via del Vento, in corso di stampa). Ha tradotto scritti di Jarry, Apollinaire, Eluard, Picasso, Matisse, Irène Némirovsky. Ha pubblicato vari saggi, tra cui, presso Stampa Alternativa, Suicidi d’autore (2003), Libri da ridere: la vita i libri e il suicidio di A.F. Formiggini (2005), Macchine fantastiche: manuale di stramberie e astuzie elettro-meccaniche (2007), Ladro di biciclette: cent’anni di Alfred Jarry (2008), La vedova allegra: storia della ghigliottina (2009).  Il suo ultimo saggio si intitola Emil Michel Cioran (Liguori, 2009).

In ambito aforistico ha pubblicato Palingenesi del frammento (Antonio Pellicani editore, 1995), Rovi (con pseudonimo Roberto Asnicar, Stampa Alternativa, 2000), Quilismi per un bambino ucciso (con pseudonimo Roberto Asnicar, Via Herákleia, 2001), Il mito di Atene (La Mandragora, 2001), Tutto il mondo è palese (Mobydick, 2006), Se mi guardo fuori: diari e aforismi 1995-2007 (La Mandragora, 2008).

Collabora con parecchie riviste, tra cui "Il Caffè illustrato", "Belfagor", "Il Lettore di provincia", "Cortocircuito", "Il Ponte" "Technè", "Stilos", "Platypus" ecc. È considerato il massimo esperto di futurismo regionale romagnolo: ha pubblicato studi sul futurismo a Imola, Lugo, Ravenna e Rimini. Ha co-organizzato la mostra Romagna futurista (San Marino e Riccione, 2006), ha organizzato Futurismi a Ravenna (Ravenna, Biblioteca Classense, 2009) e sta organizzando a Lugo la mostra sul futurista Pratella (ottobre 2010). Dirige "La Piè", la più antica rivista di cultura romagnola (fondata da Aldo Spallicci nel 1920). Presiede la sezione imolese del "Movimento Federalista Europeo". È presidente onorario della società di ispirazione olivettiana "Città dell’uomo". Sta attualmente lavorando al saggio Cornogiduglia! Storia della patafisica e a una nuova edizione di Pinocchio presso Rusconi-Barbèra.

Nel suo "ingegno multiforme", Antonio Castronuovo ha dedicato particolare attenzione al genere aforistico, tentando anche delle ardite sperimentazioni stilistiche e contenutistiche rispetto al modello classico della massima tradizionale.