Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @Greygoose975 (Goose). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autore scrive di sé: "Affronto Twitter un po' come la vita, pur tenendo ben presente la differenza, scrivo cosa penso, leggo cosa mi piace, discuto quando qualcosa non mi piace. In poche parole cerco di essere me stesso".

@Greygoose975 si è iscritto a Twitter nel agosto 2016. "In verità mi ero iscritto nel 2015, poi per delle polemiche inerenti i gruppi o i non gruppi, ho preferito azzerare e ripartire in modo da legittimare anche il mio interagire con alcune persone fuori e dentro Twitter. Scrivo su Twitter perché è stimolante e - nonostante sia evidente che molte dinamiche sono veicolate dalle simpatie personali - quando un mio pensiero, più o meno intimo, viene apprezzato, negare che faccia piacere sarebbe ipocrita". E a proposito della scelta del suo account, l'autore commenta: "Ho scelto 'Greygoose' perché è il nome di una vodka che mi piace particolarmente e a cui sono legati molti bei ricordi".

Nell'universo di @Greygoose975 trovano posto valori come la semplicità ("Ho sempre avuto un debole per le persone semplici. Quelle: Il vino c'è? Si? Allora siamo a posto"), il rispetto ("Scegliersi è libertà. Rispettarsi è dovere"), la dignità ("Il coraggio di ammettere un errore. La forza di rimediare. Questo so della dignità"), l'eleganza ("La bellezza non è un merito. L'eleganza si") e la sensibilità (Nessuno è obbligato ad essere sensibile. Ma a rispettare la sensibilità degli altri, si").

Ma in questo universo, limpido come l'aria di montagna, trova posto anche il libero arbitrio, che altro non è che la capacità di pensare con la propria testa, di saper dire le cose in faccia ("Quando distribuivano la simpatia io ero in fila per la sincerità. Dispiace"), di essere se stessi senza sentirsi per forza in obbligo di essere approvato e accettato dagli altri ("Se cancello i difetti resta qualcuno che non mi somiglia").

In un mondo quasi spaccato in due, tra belle persone e brutte persone ("Le belle persone mi hanno insegnato che c'è sempre qualcosa da imparare. Quelle brutte, che non si finisce mai di imparare"), tra chi sa esserci e chi non c'è neppure quando è presente, tra chi sa ridere di se stesso e chi sa ridere solo degli altri, tra i semplici e gli arroganti/ipocriti, @Greygoose975 sta sempre dalla parte dell'autenticità, preferendo il poco al molto ("Mi piacciono poche persone. Ma di quelle poche, mi piace tutto.") e facendo entrare nella propria vita (come una specie di undicesimo comandamento) chi ti "fa star bene", non chi ti "fa sentire accettato", perché - come ci spiega bene l'autore in un altro suo tweet - "siamo di chi ci chiede il meglio per noi stessi".

Giunto a quell'età in cui si smette di "sognare la felicità, si fa i conti con la realtà, e si decide che la felicità va meritata", @Greygoose ha scelto di volere bene a se stesso ("Amare prima di tutto se stessi non è egoismo, è dignità"), di stare solamente con chi lo merita ("Le persone più cattive che ho conosciuto, non le conosco più") e di coltivare la difficile arte (un'arte quasi zen) di sorridere anche di fronte alle cose negative. "Sono bravissimo a tenermi dentro le cose che fanno male e a disegnarci sopra un bellissimo sorriso".

Presento una raccolta dei migliori tweet di @Greygoose975.

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@Greygoose975, Tweet scelti

Si chiamano sentimenti perché non vanno spiegati.
Altrimenti diventano ragionamenti.

Ho smesso di cercarti.
Mica di volerti.
È diverso.

Tu disturbi quando non ci sei.

Ho imparato che non tutti meritano attenzioni.
E chi le merita, non te le chiede.

Sono cresciuto pensando che i grandi avessero tutte le risposte. Poi pensando che le avessero gli anziani.
Oggi so, che le hanno i bambini.

Mi hanno insegnato ad avere pudore della felicità e del dolore.
Perché la felicità non sempre è un merito, il dolore non sempre è una colpa.

Tacco 12 Louboutin
5 gocce di Chanel
Unghie smaltate rosso
Louis Vuitton al braccio
E poi asfaltano il buffet come Bombolo.

Delle persone non si deve aver bisogno.
Delle persone si deve averne voglia.

Se cancello i difetti resta qualcuno che non mi somiglia.

Chi ti vuole bene sa quando non cercarti.

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @mauro_jfp (Mauro JFP). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autore scrive di sé: “Sono ottimista per scelta, pessimista per necessità, disilluso per vocazione. Un cavaliere errante dello spazio interiore. Il mio amore per la fotografia mi porta ad osservare la realtà attraverso l’occhio dell’insolito, a cercare il nuovo nell’antico, l’eccezionale nell’ordinario, la minoranza nella maggioranza".

@mauro_jfp si è iscritto a Twitter nell'aprile 2011, "perché come molti, forse, cercava uno spazio diverso, inusuale. Poi, dopo molto tempo, ha deciso di aprirsi al mondo per raccontare come lo vedeva. Il suo sogno segreto è scoprire la chiave nascosta che apre le porte sugli universi paralleli che vivono intorno a noi...".

Totò chiamava le sue battute pinzillacchere o anche "polvere di quisquilie", un termine quest'ultimo che ben definiva quella sua creatività tra surrealismo e comicità, gusto del calembour e del paradosso, in un territorio dove il senso e il non senso si mescolano in modo quasi inestricabile.
Anche i tweet di @mauro_jfp si possono definire "povere di quisquilie", perché sono fatti di una ironia surreale espressa in una infinita gamma di sfumature, volta spesso a esorcizzare le nostre paure contemporanee e a restituire una dimensione più umana di noi stessi. L'autore usa diversi registri, dal gioco di parole ("Wifi. E lascia wifere) al dialogo nonsense ("- Salve, sono qui per il posto di ingegnere informatico + Salve. Generi una password in codice binario - CiufCiuf + Grazie, le faremo sapere"), dal paradosso ("Il più grosso inganno di sempre è stato farci credere che altrove ed altrimenti sarebbe stato diverso") alla parodia di frasi famose ("Colazione con i pancakes. Pranzo con le tagliatelle. Cena con pizza e patatine. Ed è subito sfera").

A volte basta inserire una virgola per creare uno spiazzamento e un senso completamente nuovo con un risultato che non ci fa solo ridere, ma anche pensare ("Le storie d'amore si dividono in due categorie. Quelle che finiscono bene. Quelle che finiscono, bene"). Oppure si veda il modo in cui una frase fatta (e per certi versi banale") come "Sei bellissimo, intelligente e simpatico. Non potrei mai vivere senza di te", si illumini di un significato nuovo con l'inserimento di "- Mauro, esci dal bagno. Lo specchio serve anche a noi", con l'effetto di una lettura originale e umoristica del narcisismo moderno.

Gli esempi sono tanti ma quello che emerge è sempre la capacità dell'autore di reinterpretare in modo iperbolico e surreale la realtà in ogni suo aspetto, a volte storpiando le parole, a volte storpiando la logica, sempre col fine di illuminare qualcosa che ci sfuggiva. Del resto, come scrive in un suo tweet "Quando vi definiscono geniali, ricordatevi di chinarvi per raccogliere la T". Ecco, quella T, simbolo di qualcosa che spesso ci sfugge, @mauro_jfp ce la mostra in modo davvero illuminante, capovolgendo una realtà che sembrava consolidata.

Presento una raccolta dei migliori tweet di @mauro_jfp

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mauro_jfp, Tweet scelti

- Salve, sono qui per il posto di ingegnere informatico
+ Salve. Generi una password in codice binario
- CiufCiuf
+ Grazie, le faremo sapere

Il tuo pigiama profuma di te
Il tuo cuscino profuma di te
Il tuo lenzuolo profuma di te
Cazzo, sta più attenta con quella teiera!

- Livello di spagnolo?
+ Altissimo
- Mi traduca "Una tranquilla domenica"
+ Placido Domingo
- Ottimo, assunto.

"Houston, è troppo caldo.
Ci stiamo houstionando".

L'attesa del benzinaio è esso stesso Esso.

- Bruce, sei qui?
+ No, sono Lee.

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @altrodame (Inside). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autrice scrive: "Non chiedetemi di parlare di me, io neanche so se sono".

@altrodame scrive tweet fatti di poche parole ("l'aforisma benfatto sta tutto in otto parole" diceva Gesualdo Bufalino), tweet così fragili e delicati che sembrano potersi rompere da un momento all'altro e perdersi nell'aria come tanti soffioni o bolle di sapone.

La fragilità è uno dei temi della scrittura di @altrodame. Nell'universo dell'autrice ogni cosa è sempre sul punto di rompersi: gli anni ("Non rompete l'anno che è nuovo"), le persone ("Attenti con le persone. Ne ho viste tante rompersi"), i sentimenti (""Chissà come fanno, a volersi bene, senza farsi troppo male"). E ovviamente la stessa autrice: "Mi toccano come se fossi di vetro. Ecco perché taglio".

In questo universo sempre sul punto di scomparire, dove ogni cosa può fare "puff" da un momento all'altro, l'autrice si diverte a lavorare sul senso creando dei continui spiazzamenti concettuali. Del resto lo scrive bene in suo tweet quando afferma: "Si è confuso tutto quando abbiamo deciso che le cose, o dovevano avere un senso assoluto o esserne prive". In un universo binario in cui "le cose o sono questo o sono quello", @altrodame ci propone una terza alternativa, che è quasi sempre un paradosso logico-sintattico.

Così l'identità si scompone e si ricompone e il cosiddetto "io" può diventare una cosa diversa dall'io, come suggerisce anche il nickname "altrodame": Non ci tentate con me. Ci ho provato già io" o anche "Mi sono persa qualcosa o solo me?" o anche "Dovevo conoscerti quando ero io". Tra l'io e il non-io, l'autrice ci propone una terza via, che va al di là della logica e degli schemi e luoghi comuni abituali. Così - attraverso uno slittamento semantico e sintattico - il "Tu" può essere l'unico posto per cercar il "Me" ("sembri un bel posto per cercare me") e l'altrove può essere l'unico mezzo per ritrovare la propria casa ("Altrove. Devo aver casa lì vicino").

La parola è lo strumento che permette di capovolgere il significato delle cose e aprire nuove prospettive e il tweet è una specie di giostra magica che fa salire sulle montagne russe del senso creando vertiginosi sdoppiamenti che riguardano non solo l'autrice ma anche il mondo circostante ("Soffitto, dimmi, sei triste?" o si veda anche "Paura, ciao. Parla prima tu").

Così tra la luce e il buio ("Tra quella luce e quel buio. Là in mezzo sto io"), tra la bellezza e lo spavento ("Sei bellissimo, mi spaventi"), tra la carezza e lo schiaffo ("Poi si diventa così. Che si avvicinano per una carezza, e tu hai paura dello schiaffo"), tra la felicità e la voglia di esplodere in mille pezzi, tra il me e l'altro da me (che è anche un "Tu" che non sa di essere un "Me"), si muove l'autrice, cesellando i suoi splendidi paradossi fatti di delicatezza, fiaba e magia.

Presento una raccolta dei migliori tweet di @altrodame.

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@altrodame, Tweet scelti

Io credo a quello che vedo. Anche se lo vedo solo io.

Le rinunce. Quelle creano mostri.

Eppure, in tutte le cose da cui non riusciamo ad uscire, ci siamo entrati in un attimo.

Vita dimmi, anche tu mi pensavi diversa?

Chissà che senso di colpa, l'ultima goccia.

Io vorrei non pensarti. Ma piove.

Chissà come fanno, a volersi bene, senza farsi troppo male.

Tranquillo. Nessuno saprà di noi. Nemmeno tu.

Credono di non farmi male, solo perché non faccio ahi.

Soffitto, dimmi, sei triste?

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @eronelcassetto (ero nel cassetto). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autrice scrive di sé: "BIO: oh Dio, una bio? Ma sai che non ho mai capito se siamo come ci vediamo o come ci vedono gli altri, è complicato raccontarsi. Che posso dirti di me? mmm...vediamo, allora di sicuro quello che oggi amo da morire mi avrà già annoiata domani, instabile in tutto, tranne nei sentimenti. Confusa, molto confusa. Curiosa come un gatto, fedele agli amici come un cane. Rido molto, ma con pochi".

@eronelcassetto si è iscritta a Twitter nel marzo 2012. "Twitter è il mio diario segreto, senza segreti, il mio 'sfogatoio' e i miei 5 minuti di vergogna al giorno, quando mi rileggo. Ormai per me è come un buon amico, uno di quelli da cui ti fai vedere struccata e con il pigiamone". E a proposito del suo account "eronelcassetto" l'autrice mi spiega: "All’inizio era 'sono nel cassetto', ma poi ho pensato che a un certo punto bisogna farsi coraggio, andare lì fuori e vedere che succede e così è diventato 'ero nel cassetto'”.

La scrittura di @eronelcassetto si dipana nei suoi tweet ma anche e sopratutto nelle tante interazioni dove l'autrice ci parla di film, libri, viaggi, notti lunghe e fatti e avvenimenti della vita sociale. Il filo conduttore è la malinconia ("A noi malinconici non ci ferma nemmeno la felicità"), una specie di polvere invisibile che si attacca alle cose ("Mi è rimasta della malinconia, tutta intorno ai sogni") e che ci lascia quasi una specie di senso di mancanza ("E credo sia questa la malinconia: non riuscire ad accettare con il cuore, ciò che la mente riconosce come inevitabile e sentirne la mancanza").

Questa malinconia non si trasforma mai in scetticismo o in disincanto e ce lo dice la stessa autrice quando scrive "Al massimo infreddolita, un po' triste e con gli occhi rossi; disincantata mai". Quello che si percepisce è una malinconia luminosa e mai scura o tragica, volta alla ricerca dello stupore, della meraviglia, del viaggio fisico e mentale "Tra le cose da fare al più presto: progettare una fuga in Irlanda, cercare folletti e sorridere spesso". Dietro il velo di malinconia traspare la voglia di sorridere, di guardare il mondo con gli occhi grandi e curiosi, facendo tante domande su tutto e tutti: "Ma voi non siete curiosi di tutto con mille domande nella testa?", per poi magari dissolversi all'improvviso come il vento o una nuvola ("Ambisco alla dissolvenza").

Il vento è uno dei termini che ricorre spesso nei suoi tweet e sembra quasi che @eronelcassetto si muova tra il vento e la terra, tra il movimento e l'ancoraggio al suolo, tra i sogni lassù e il difficile impegno quotidiano di vivere nel mondo quaggiù. Un mondo pieno di finzioni e ipocrisia, dove l'autrice cerca di costruire una propria etica, quella "piccola, faticosa, quotidiana e meravigliosa etica", fatta di educazione e valori condivisi ("E poi io voglio credere ancora in qualcosa, nei valori di papà, nell'educazione che disarma, nei grazie di chi ha capito quanto ci è costato"). Perché cercare l'autenticità vuol dire fuggire dai compromessi ("È che io preferisco un amore consumato dalla realtà, ad uno che la finzione rende eterno"), anche se poi il rischio da pagare, nella ricerca di questa autenticità - quasi utopica in un mondo pieno di ipocriti e con poche "persone perbene" - è la solitudine: "Il problema è quando la tua solitudine inizia a sembrarti il posto più sicuro che c'è".

Presento una raccolta dei migliori tweet di @eronelcassetto

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@eronelcassetto, Tweet scelti

eppure continuo a pensare che la foto più bella sarà quella che non farai in tempo a scattare, perché eri troppo felice.

Hai gli occhi tristi di chi era felice

A noi malinconici non ci ferma nemmeno la felicità

Le frasi fatte, la gente pure

L'ultimo regalo di mio padre è stato un ciliegio,ma io penso che quello che volesse davvero lasciarmi di lui fosse la primavera, per sempre.

Una seconda possibilità va sempre data, soprattutto a se stessi

Secondo me la gente si dovrebbe parlare di notte, quando non ha fretta, è sfatta e troppo stanca per indossare una maschera.

Che tenerezza quelli che nascondono i propri sentimenti, chissà quante vite pensano di avere a disposizione.

Che poi per me già è complicato essere chi sono, figuriamoci fingermi chi non sono

Eppure credo che il sud, il sole ed il gelsomino in fiore abbiano parecchio a che fare con la felicità

Il problema è quando la tua solitudine inizia a sembrarti il posto più sicuro che c'è

Che voglia di iniziare qualcosa che finisca bene

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @Grazyetta (Grazia). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autrice scrive di sé: "Ogni volta che qualcuno mi chiede di descrivermi, mi tornano in mente le parole del mio vecchio professore di filosofia che mi diceva sempre di ricordargli Monica Vitti. Per il mio modo tragicomico di affrontare la vita. Credo che nessuno abbia mai saputo leggermi meglio, perché è vero, ho sempre vissuto così, affogando le mie lacrime dentro una risata".

@Grazyetta si è iscritta a Twitter nel maggio 2009. "Ho iniziato a scrivere su Twitter perché ad un certo punto non sono più riuscita a contenere i miei pensieri che già da troppo cercavano un luogo in cui trovare rifugio".

Nei suoi tweet @Grazyetta ci descrive quel mondo misterioso che è il cuore. In un'epoca di deresponsabilizzazione e di disimpegno dei sentimenti, in una società in cui siamo link e non più legami, in cui veniamo "sfogliati" e non "letti", (il famoso "amore liquido" di cui parla Zygmunt Bauman), l'autrice ci parla di sentimenti veri, impegnativi, di persone che "fanno senza dire, mantengono senza promettere, ci sono senza esserci. Perché sono senza bisogno di sembrare".
Sembrano quasi degli eroi, delle creature dotate di superpoteri, dei personaggi in via di estinzione, quando invece dovrebbero essere la norma in un mondo che dovrebbe essere fatto di sentimenti. Ma il fatto è che il vero amore sta sparendo, e siamo "tutti attraenti finché non diventiamo impegnativi", perché nessuno ha più voglia di costruire qualcosa e mettere qualcuno al centro del mondo ("Prima ti mettono al centro del mondo e poi lo spostano"), ovvero di andare oltre ("È inutile andare oltre se poi non ci sai restare").

Come un personaggio d'altri tempi, @Grazyetta ci mette il cuore ("Ci metto il cuore, come stile di vita"), fugge dalle temperature polari e dalla freddezza e pone al centro della sua attenzione il vero amore e la persona giusta ("La persona giusta ti stupisce due volte: quando ti capita e quando sceglie di restare"), tra mille paure ("Chissà quante risposte bellissime ci siamo persi per la paura di fare domande") e la lucidità di chi non vuole compromessi ("Ci vuole un gran coraggio a lasciare andare qualcosa che ti fa stare bene, ma di cui devi fare a meno per poter stare meglio").

L'autrice ha pianto, ha sofferto, ha aperto porte dietro cui non c'era nessuno ("A fare più male non è chiudere una porta, ma scoprire che dietro non c'era nessuno"), ma adesso ha acquisito una sua forza, una sua calma interiore e una chiaroveggenza che le fa capire quando "certi dettagli sono già delle risposte" e come "mille intenzioni non valgono una attenzione".

C'è una grande sapienza in questi tweet, una saggezza acquisita con l'esperienza e con gli anni e con il dolore ("Non puoi dare lezioni di vita se non sei morto almeno una volta"), in grado di smascherare le cose ("Tutti bravi a dedicare albe e tramonti, mai nessuno che ci sia per tutto il resto della giornata"), ma mai cinica, e anzi ricolma di sentimenti ed emozioni pronti ad essere donati, nonostante tutti i "mai più" e gli "adesso basta" tante volte pronunciati. Perché come scrive l'autrice in suo tweet: "I gesti più belli li ho fatti ogni volta che non potevo".

Presento una raccolta dei migliori tweet di @Grazyetta.

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@Grazyetta, Tweet scelti

C'è chi ti dice che gli manchi,
E poi c'è chi ti cerca.

Siamo tutti attraenti finché non diventiamo impegnativi.

Poi ci sono quelli che fanno senza dire,
Mantengono senza promettere,
Ci sono senza esserci.
Perché sono senza bisogno di sembrare.

Il segreto è smettere di vedere ciò che sembra
e cominciare a vedere ciò che è.

Prima ti mettono al centro del mondo e poi lo spostano.

Non puoi sfogliare tra le pagine del futuro,
Se hai lasciato un segnalibro tra quelle del passato.