Valeriu Butulescu è considerato dalla critica uno degli autori più importanti di aforismi. I suoi aforismi sono stati tradotti in quasi quaranta lingue, tra cui la lingua mongolica, l'iraniano (parsi), il siriano, l'armeno (si veda il link).  Sul sito di Citatepedia, che come indica il termine è una grande enciclopedia dell'aforistica e della citazione, si trovano quasi tutte le traduzioni degli aforismi di Butulescu (ho contato fino a 26 lingue), le poesie e i testi teatrali, le recensioni e gli album fotografici (questo è il link).

Valeriu Butulescu nasce a Preajba, Gorj, Romania il 9 febbraio 1953. Completa gli studi superiori ed universitari in Polonia dove consegue la laurea in ingegneria presso l'Università di Cracovia, e pochi anni dopo, viene conferito il titolo di dottore delle Scienze tecniche. Il suo esordio letterario avviene nel 1985, con il volume di aforismi Oasi di sabbia (Oaze de nisip), edito dalla casa editrice Litera di Bucarest. Nel 1989 Oasi di Sabbia viene tradotto in inglese (con il titolo di Sand oasis) e pubblicato in Texas, negli Stati Uniti, su raccomandazione del poeta polacco Czeslaw Milosz (premio Nobel per la Letteratura, 1980). Il volume viene pubblicato senza l'approvazione delle autorità di Bucarest, "peccato imperdonabile per quei tempi" come dirà qualche anno dopo Valeriu Butulescu. In quello stesso anno "il comunismo rumeno entrò nell'ora della morte. Ha avuto un attacco cardiaco il 22 dicembre".

Nel 1992 Valeriu Butulescu pubblica un'altra raccolta di aforismi Steppa della Memoria (Stepa memoriei), nel 1994 la raccolta di poesia La Crescita del non essere (Creşterea nefiinţei). Nel 1996 scrive per il teatro Eternità provvisoria e nel 2001 sempre per il teatro, Dracula e Le pecore del Signore, quindi di nuovo nel 2002 una raccolta di aforismi L'immensità del punto (Imensitatea punctului) e la raccolta di poesie Salmi zingari (Psalmi ţigăneşti). Nel 2004, al Festival di Arte Drammatica a Timişoara, in Romania, gli viene assegnato il Premio di Scrittore di Romania per la creazione originale drammatica. Nel 2005 scrive per il teatro L'uccello d'oro (Pasărea de aur) e una nuova raccolta di aforismi Foglie senza rami (Frunze fără ram). Nel 2009 scrive la commedia L'isola delle donne (Insula femeilor) che riceve il primo Premio al Festival di Commedia "FestCo”, a Bucarest. La sua opera, che consta di oltre 30 pubblicazioni, ha ricevuto numerosi prestigiosi riconoscimenti ed stata tradotta - come ho scritto prima - in quasi quaranta lingue.

Il poeta polacco Tadeusz Nowak nella sua postafazione al volume Oasi di sabbia (Sand Oasis), pubblicato negli Stati Uniti nel 1989, nota come Valeriu Butulescu, al pari dell'aforista polacco Stanislaw Jerzy Lec, sia un prodotto del regime totalitario e come questa condizione abbia ispirato la sua opera. Tadeusz Nowak aggiunge: "Butulescu nasce come poeta e ottimo traduttore della poesia polacca . Ha poi iniziato a scrivere aforismi, in margine alla sua creazione. All'inizio l'autore le considerava semplice note poetiche, idee per il futuro, abbozzi di poesie. A poco a poco queste note hanno cominciato a prendere vita, cominciando a vivere in modo indipendente. Butulescu ha volutamente chiamato i suoi aforismi poesie o mini-poesie. E' il loro carattere dall'inizio alla fine. Le metafore sono sempre incrostate in immagini poetiche. Forse è anche per questo che i suoi aforismi sono così diversi dagli altri".

Aforisma e poesia, sono due parole di segno opposto "come l'acqua e il fuoco, il movimento e l'immobile, il netto e il vago, il laconico e il prolisso, il denotato e il connotato" scrive Christian Moncelet, uno dei principali studiosi del genere aforistico, nel libro Le desir de l'aphorisme. "Eppure talvolta avviene il Miracolo. Certi scrittori trasformano l'antitesi conflittuale in nozze ossimoriche". Credo che quanto affermato da Moncelet, posso sicuramente valere anche per Valeriu Butulescu. Il suo aforisma in versi, così musicale, così visionario e metaforico, rimodella l'aforisma tradizionale. Valeriu Butulescu è uno di quei pochi aforisti che è riuscito nell'alchimia di trasformare aforisma e poesia in un genere nuovo.

La particolarità dell'opera aforistica di Valeriu Butulescu non è solo quella di unire poesia e aforisma. Nella prefazione alla traduzione danese ad opera di Camelia Elias e Bent Sorensen "Aforismer af Valeriu Butulescu" (che sono riuscito a recuperare nelle mie peregrinazioni aforistiche in giro per il mondo e per questo ringrazio Camelia Elias), i due traduttori parlano di una "lingua della torsione e della flessione" e scrivono: "Valeriu Butulescu, utilizza un metodo di bilanciamento del linguaggio: i suoi aforismi ci costringono a vedere ciò che non abbiamo visto ancora, a sentire le parole vecchie e consunte in un modo totalmente nuovo. Sempre Camelia Elias e Best Sorensen scrivono "Butulescu sceglie una parola, una frase, un concetto in cui non si vede niente di paradossale. E all'improvviso c'è il colpo di scena: il paradosso della morte e della vita fa girare come una ruota l'aforisma e il nostro cervello deve seguire tutto il carosello della vertigine, così dobbiamo riconoscere che ha ragione e al tempo stesso che non avevamo mai visto prima l'immagine o il pensiero che Butulescu ci mette davanti". E infine "Gli aforismi di Butulescu giocano sulla reversibilità di ciò che è evidente. Per esempio quando Butulescu scrive che la 'deforestazione dona al bosco un eccesso di luce', si ottiene una gerarchia rovesciata tra la luce e l'oscurità. La luce è percepita come dipendente dall'oscurità, ma  l'oscurità è vista anche come un complemento della luce. L'aforisma gioca sul fatto di renderci sospettosi sulla luce"

Il critico rumeno Cornel Moraru descrive Butulescu come "un moralista moderno, un moralista che non moralizza". Gli aforismi di Butulescu non esprimono mai una verità assiomatica ("Quando scrivo mi contraddico spesso. Ammetto di farlo con una certe convinzione"). Per comunicare l'autore usa il paradosso ("La luce eccessiva abbaglia e origina il buio"), l'autoironia ("ho molto coraggio ma ho paura di usarlo"), l'humour ("I milionari: la maggior parte sono figli dell'inflazione"), il relativismo ("La libertà non significa nulla per un uccello che non ha ancora imparato a volare"), le osservazioni sulla vita quotidiana ("Nella tradizione rumena non c'è nulla di più nobile che rubare al ricco per condividere il suo denaro con il povero dentro il bar") e infine la poesia ("Sassi sott'acqua, sono i più pericolosi perchè non li vedi"). Valeriu Butulescu è un profondo conoscitore dell'animo umano ed è anche un pessimista ("La terra?:Un incidente cosmico. La vita? Un incidente chimico. L'uomo? Un incidente biologico") che arriva ad ironizzare su stesso e sulla sua opera "Questi aforismi sono dei rifiuti brillanti, un deposito di rottami, ciò che resta di poesie di grandi dimensioni e di successo"

La ricezione di Butulescu in Italia è davvero ridotta ai minimi termini. Nel 2002 viene tradotto da Giocondina Toigo (con l'aiuto di Aurelia de Bacco), presso la piccola casa editrice di Feltre Agorà Editrice, una selezione di 489 aforismi tratti da Frammenti di pensieri, Oasi di Sabbia, Steppa della memoria e Immensità del punto. Una selezione più ristretta di alcuni suoi aforismi appare il 3 Gennaio-Aprile 2003 sul numero 5 di Passages, rivista quadrimestrale di Arte e cultura edita da Crocetti Editore. E poi di Butulescu, almeno qui in Italia, si perdono le tracce (come mi fa anche notare la traduttrice Giocondina Toigo con cui ho avuto una piacevole conversazione telefonica), a parte le solite e parassitarie citazioni di qualche suo aforisma in qualche sito web (pochi a dire la verità) mescolato magari con le barzellette di qualche comico o i pensieri di qualche santone (sulla paraletteratura aforistica presente su internet si veda anche mio articolo sul blog)

Purtroppo come ho più volte scritto, la nostra editoria (quella grande) ragiona sempre più in termini economici di minimizzazione dei costi e massimizzazione dei profitti, esternalizzazione, marketing e così via. C'è una sorta di egemonia culturale ed economica che impone autori di narrativa, meglio se giovani ed esordienti. E i critici e recensori, che pure avrebbero la possibilità e l'autonomia di occuparsi di autori come Butulescu, vanno dietro questa moda e scrivono magari l'ennesimo articolo sull'ennesimo narratore o sull'ennesimo romanzo di intrighi, misteri e delitti. E per editori piccoli e di nicchia, come per esempio Agorà editrice, diventa praticamente impossibile imporre un autore nonostante questo autore si chiami Valeriu Butulescu, sia uno dei più grandi scrittori rumeni (terra generosa che ha dato i natali a un altro grande aforista, Emil Cioran) e la sua opera sia stata tradotta in quasi quaranta lingue.

Qui di seguito riporto una selezione di aforismi tratti dall'edizione di Agorà Editrice del 2002 (un'ampia selezione in lingua italiana si trova anche sul sito Citatepedia). L'andare a capo è tipico dell'aforisma balcanico ed è sensibilità del traduttore decidere se mantenere o meno questa impostazione grafica. Credo che nel caso di Valeriu Butulescu la scelta di mantenere l'impostazione originale sia corretta, dal momento che in questo modo si riesce anche ad evidenziare l'andamento poetico dell'aforisma.