Vesna Denčić (sulla biografia dell'autrice si veda anche il mio articolo al link) ha risposto gentilmente ad alcune mie domande sulla scrittura aforistica e sulla relazione tra scrittura femminile e aforisma. Riporto qui di seguito l'intervista sia in italiano che in serbo. Un elemento particolare che emerge nell'intervista è che l’aforista serbo non è isolato nella sua torre d’avorio e non scrive per un pubblico ignoto, ma al contrario è legato da una rete di relazioni con gli altri aforisti serbi (attraverso incontri e confronti, manifestazioni e premi letterari, antologie, riviste e radio) in un "processo collettivo di creazione che non ha uguali nella storia dell'aforisma (si veda anche mio articolo sul Circolo aforistico di Belgrado). Ringrazio Olja Arsic per la traduzione (Olja Arsic ha la laurea specialistica in lingue e letterature straniere conseguita all'Università di Torino, attualmente lavora come traduttrice e interprete)

Credo che non sia una iperbole definire Belgrado come la capitale europea dell'aforisma. Intorno al circolo aforistico di Belgrado, sorto agli inizi degli anni 80, gravitano decine e decine di scrittori di aforismi le cui opere sono tutte di altissima qualità (a tal proposito si vedano anche i miei cinque articoli al link). Tra i molti autori, vorrei citare in questo articolo una aforista donna, Vesna Denčić.

La scrittura aforistica femminile fino agli inizi del 900 è praticamente assente (con le sole eccezioni di Madame de Sablè nel '600, Marianne Ehrmann nel '700, Marie Von Eschebanh e Diane de Beausacq nell'800). Bisogna attendere la seconda metà del '900 per vedere affermarsi una scrittura femminile nel campo aforistico. In Italia Alda Merini (1931-2009) e Maria Luisa Spaziani (1924), in Germania Anke Maggauer-Kirsche (1948), in Polonia Magdalena Samozwaniec (1894-1972), nella Repubblica Ceca Patricie Holečková (1950). Recentemente, nell'aforistica contemporanea alcune donne hanno vinto importanti premi dedicati all'aforisma: Marcella Tarozzi Goldsmith e Maura Del Serra in Italia (Premio Torino in sintesi 2008, presieduto da Anna Antolisei), Helena Anhava e Mirkka Rekola in Finlandia con il premio Samuli Paronen. Una aforista donna Eva Annabelle Blume (1981) ha redatto nel 2010 l'antologia dell'aforisma tedesco contemporaneo (insieme a Tobias Gruterich ed Alexander Eilers). Negli Stati Uniti Olivia Dresher è scrittrice di aforismi e redattrice di Fraglit Magazine, rivista online di forme di scrittura frammentaria.

Oltre a Milan Beštić, dalla Serbia mi scrivono anche molti altri aforisti (tra i tanti Aleksandar Čotrić, aforista e deputato del parlamento serbo e Aleksandar Baljak, presidente del Circolo aforistico di Belgrado) inviamdomi i loro testi e dandomi la possibilità di leggere degli aforismi che altrimenti non sarei mai riuscito a reperire. Di questo li ringrazio moltissimo. Il sito jovonikolic e il sito aforizmi.org segnalano il mio blog, mentre ricevo molte lettere da parte di chi - leggendo il mio blog - si dimostra interessato ai miei aforismi e più in generale all'aforistica italiana contemporanea.

Tutto questo avviene mentre qui in Italia nessun blog o giornale o rivista dedica una sola riga al mio prezioso lavoro sull'aforisma serbo. I nostri blogger ed editori sono troppo occupati a parlare di storie di precari e di mafia, di romanzi criminali o di formazione, di "bamboccinismo" o di "avanguardismo", per accorgersi che oltreconfine c'è una delle espressioni mondiali più alte (e forse eterne) dell'aforistica.

Ogni tanto mi chiedo: come si può descrivere l'amore e la morte e la memoria e l'oblìo e il bene e il male e alla fine di tutto la coscienza umana se lo scrittore è solo un narratore di storie e la letteratura è solo un romanzo? Come può un critico letterario o un blogger parlare sempre di talenti e tendenze narrative, e di nuovi narratori cannibali e di Harry Potter e del prossimo Paolo Giordano e ignorare le luminosità (o gli abissi) di una forma breve come l'aforisma, che parla pur sempre dell'uomo, del bene e del male?

Ma andiamo avanti e parliamo dei nostri amati serbi. Dopo aver presentato al pubblico italiano Aleksandar Baljak, Milan Beštić e Aleksandar Čotrić, vorrei adesso presentare una scelta di aforismi di altri due autori: Slobodan Simić e Zoran T. Popović. Come scrive Slobodan Simić nella sua "Antologia di aforismi contro la guerra" ("Srpsko tajno oružje - Antiratni aforizmi, 2006), l'aforisma serbo non è un divertimento a buon mercato, uno sterile e freddo calembour, "ma un atto di coraggio artistico e morale, diretto ad eliminare ciò che è indegno, cattivo, folle e vergognoso, non solo in una società, ma in un individuo". Nel corso degli ultimi vent'anni di storia serba, attraverso l'alchimia della cinica propaganda operata dal governo, il male è diventato buono, la crudeltà è diventata la gentilezza, la morte è diventata vita e la schiavitù è diventata la libertà. L'aforisma ha smascherato tutto questo, aiutando il popolo serbo a mantenere una mente lucida.In una storia dominata da guerre, iperinflazione, culto della personalità, censura, nazionalismi, pulizie etniche, "l'aforisma può essere un arte marziale" come scrive Misa Vojisavljević. "L'aforisma è una ironia amara e una satira pungente e dolorosa ma può anche guarire" aggiunge Slobodan Simić.

Sempre Slobodan Simić, che nella vita è uno psichiatra, scrive: "Sottolineando l'aspetto oscuro della nostra mentalità, l'aforista è diventato uno psicoterapeuta collettivo"

Come ho già scritto in altri articoli, l'aforisma serbo è doppiamente "sovversivo" perché distrugge senza pietà e senza sosta non solo la stupidità e le bugie della politica, ma anche la vanità, la menzogna, il male e l'ipocrisia dell'uomo. La vena satirica di questi aforismi non è solo politica, ma anche filosofica e metafisica, non colpisce solo il sistema politico, ma ironizza - in modo paradossale - sulla condizione dell'esistenza umana.

Tornerò a parlare nei prossimi articoli di altri aforisti serbi tra cui Ninus Nestorović, Vesna Denčić, Radomir Jovanovic, Rastko Zakić, Ilija Markovic e altri ancora. Ecco qui di seguito una selezione di aforismi di Slobodan Simić e Zoran T. Popović