E' appena stato pubblicato nella collana Aforisticamente  il volume L'aforisma in Spagna. Tredici scrittori di aforismi contemporanei. L'antologia è curata da Fabrizio Caramagna e ha la prefazione del professore dell'Università di Valladolid José Ramón González che ha curato nel 2013 la monumentale antologia in lingua spagnola Pensar por lo breve. Aforística española de entresiglos (1980-2012).

L'aforisma in Spagna. Tredici scrittori di aforismi contemporanei, attraverso una selezione di alcune delle voci più significative dell'aforisma spagnolo degli ultimi anni, vuole offrire una rappresentazione delle diverse modalità di declinazione dell'aforisma contemporaneo in Spagna: in primis la greguería, un modello poco diffuso qui in Italia ma che in Spagna ha avuto una grande fortuna, nella miglior tradizione delle avanguardie spagnole e in particolare di Ramón Gómez de la Serna definito "lo psicologo delle cose". E poi l'aforisma poetico, l'aforisma visivo, l'aforisma moralistico, il frammento onirico, l'aforisma dialogico e psicoanalitico, la notazione diaristica, etc.

Gli autori presenti nell'antologia sono tredici e per ognuno sono riportati cinquanta aforismi in lingua italiana. Quello che emerge è la grande vitalità dell'aforisma spagnolo contemporaneo, erede della tradizione di grandi autori del novecento. Come scrive José Ramón González "Da più di un quarto di secolo assistiamo a ciò che possiamo considerare senza esagerazione una espansione sostenuta e silenziosa del genere aforistico spagnolo. Fino al punto che la supposta reticenza quasi congenita dello scrittore spagnolo di fronte all'aforisma - alla quale alluse Juan Ramón Jiménez ai suoi tempi e che considerava il caso spagnolo una anomalia alla luce di ciò che stava succedendo in altri tradizioni letterarie, come l'italiana, la francese o la tedesca - si è rivelata dal belvedere di questo secolo come una mera illusione".

Il libro, che ha il patrocinio culturale della Associazione Italiana per l'Aforisma, può essere richiesto presso le principali librerie.

L'aforisma in Spagna. Tredici scrittori di aforismi contemporanei

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La gregueria, (o greguería con l’accento sulla i come vogliono gli spagnoli), è una frase ingegnosa e in generale breve che nasce da uno scontro casuale tra il pensiero e la realtà. Gesualdo Bufalino, nel commentare le greguerías di Ramón Gómez de la Serna da lui tradotte in italiano con il titolo di "sghiribizzi", parla di "brevi o minimi testi con un’acutezza bizzarra, un’analogia strabiliante, uno scatto di elettrico umore, come di fronte a un funambolo che guizzi da un trapezio all’altro, prima di scomparire a rompersi il collo dentro un buco del telone". La greguería è in qualche modo una immensa galassia popolata da miriadi di oggetti accostati per accumulazione o mediante associazioni inusitate e fulminanti. Come scrive Ramón Gómez de la Serna, la greguería "non deve somigliare a nulla che sia stato già detto". Gli ingredienti di questo processo sono stati indicati dallo stesso autore attraverso la famosa associazione Metafora +Umorismo = Gregueria. Anche se il binomio non è sufficiente a spiegare tutte le greguerías.

Se la greguería è un modello poco considerato dai nostri scrittori italiani (forse il solo Michelangelo Cammarata, nelle sue analogie inusuali e sorprendenti, scrive delle vere e proprie greguerías), in Spagna essa ha avuti tanti interpreti importanti. Recentemente Diego Chozas ha scritto un libro che contiene aforismi e greguerías e che si intitola Incumplir los años. Diego Chozas è nato a Saragozza in Spagna nel 1974, ma da 11 anni vive a Rio de Janeiro in Brasile dove è traduttore e professore di lingua spagnola. Nel 2005 ha pubblicato il libro di viaggi Los pasajeros (2005, DPZ) e nel 2012 il libro sopra citato Incumplir los años (editorial Comuniter). Come si evince anche dal titolo, il libro è formato da 12 capitoli, uno per ogni mese dell'anno, con un totale di 365 aforismi (in Italia anche Gesualdo Bufalino usa il modello del libro aforistico per mesi).

Diego Chozas cerca l'analogia sorprendente, la capriola metaforica che mette insieme immagini inusuali. In queste metafore visive e giochi di parole con tocchi di umorismo e, a volte di assurdo, c’è sempre un elemento di sorpresa e di spiazzamento per il lettore. A proposito della forma breve Diego Chozas scrive nel suo blog: "Il vantaggio della narraziona lunga è che ci permette di essere e sentirci scrittori tutti i giorni, e non meri visitatori domenicali della letteratura. Perché poesie, greguerías e microracconti sono pane per oggi e fame per domani. Cose da bohemien, fannulloni e scapestrati. In realtà, molte volte, gli scrittori di brevità non visitano la letteratura, ma sperano che la letteratura faccia loro visita. Una visita a sorpresa, estorta con la forza. E se la visità è molto desiderata, perché da essa dipende la nostra autostima o la nostra essenza di essere scrittori messa in discussione quasi ogni giorno, allora l'attesa diventa facilmente una inquietudine".

Presento una scelta di aforismi e greguerías tratti da Incumplir los años. A proposito delle greguerías Diego Chozas dice che "alle greguerías costa un gran fatica lavorare in gruppo", all'interno di un libro.

Ángel de Frutos Salvador, nato a Torregalindo, Burgos, nel 1952, è psicoanalista. Si è formato alla Scuola Lacaniana di Psicoanalisi a Parigi. Dottore in Psicologia all'Università Complutense di Madrid, è stato anche professore di dottorato alla Facoltà di Psicologia dell'Università Autonoma di Madrid. Collabora con istituzioni e mezzi di comunicazione spagnoli su materie psicoanalitiche e dirige una collana di psicoanalisi. E' membro della Società Internazionale di Storia della Psichiatria e della Psicoanalisi ed è membro del gruppo di ricerca del CSIC sulla "Filosofia dopo l'Olocausto".

[caption id="attachment_4450" align="aligncenter" width="222"] Ángel de Frutos Salvador (Foto per gentile concessione dell'autore)[/caption]

E' autore dell'edizione critica di Los Escritos de Jacques Lacan. Variantes textuales (Madrid, Siglo XXI, 1994) e di una raccolta di aforismi Puentes en el desierto: afuerismos (Valladolid, Consejería de Cultura de la Junta de Castilla y León, 2007).

In una intervista al blog "Soy donde no pienso", Ángel de Frutos Salvador afferma che "La scrittura, come si è mostrata a me, ha a che fare con la suggestione o l'evocazione. La scrittura non è né esprimere o essere espressa, è sempre suggerire, evocare, lavorare il suono, il significato, l'ambiguità". E a proposito della forma breve afferma: "Scrivere corto significa che ogni parola è un mondo, ognuna possiede una sua vita, che l'anima umana dipende da queste frasi che stanno fissate in ognuno, che sono state pronunciate in forma aforistica dal padre, dalla madre, dal maestro".

Il debito con Lacan è evidente fin dalla citazione in calce alla raccolta di aforismi ("Que trace donc reste ici de ce qui porte comme parole, là où l’accord est exclu: l’aphorisme, la confidence, la persuasion, voire le sarcasme."). E l'importanza di Lacan nella comprensione della cultura moderna e, nello specifico del lavoro analitico, è rimarcata ampiamente da Ángel de Frutos Salvador nella sua raccolta di aforismi (oltreché nel saggio su Lacan del 1994). Se la scrittura deve evocare e suggerire, ecco l'accento viene posto sul significante, "una parola sonora data per muta", su quel dire che "non è per il detto". Nei suoi aforismi, all'interesse per Lacan, Ángel de Frutos Salvador aggiunge l'attenzione per altri autori tra cui Cervantes ("uno dei più importanti cultori del genere breve"), Gracián, Nietzsche, Wittgenstein, Freud e Unamuno.

Presento una selezione di "afuerismi" tratti da Puentes en el desierto ("l' afuerismo como 'tentative de penser autrement que par le concept' scrive l'autore citando Lacan e sempre a proposito dell'afuerismo afferma che esso è come "prisma de rotos").