Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @pellescura (Pellescura). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autore scrive di sé: "Mi chiamo Pietro. Ho ormai mezzo secolo di vita, anche se per fortuna dimostro ancora 50 anni Fino a qualche anno fa ricordavo ancora perché avessi scelto Pellescura come pseudonimo. Ora non più. Ho un figlio di 17 anni, Tommaso, che mi segue anche su Twitter ed ogni tanto mi chiedo cosa possa pensare di ciò che scrivo. Speriamo bene. I miei amici dicono di me che sono una persona tormentata. Io a loro non ho mai detto la verità, che sono loro il mio tormento.

@pellescura si è iscritto a Twitter nel marzo 2009. "Il motivo per cui scrivo su Twitter è che non ho capito tante cose della vita e le voglio condividere con gli altri".

pellescura

I tweet di @pellescura sono riflessioni di una mente filosofica ("Una volta facevo satira, poi mi sono innamorato e sono diventato poeta. Alla fine mi ha lasciato e sono diventato filosofo"), che pur nella saggezza derivante dall'esperienza (ho appena superato "il mezzo secolo" scrive in suo tweet), non ha mai l'arroganza di chi sa le cose e vuole insegnarle al prossimo. L'autore mette in evidenza le debolezze del mondo che lo circonda, ma sa benissimo di non essere più saggio e intelligente del suo lettore. Anzi le debolezze degli altri sono spesso le sue stesse debolezze e proprio per questo - in quella malattia del secolo che è la "sindrome da piedistallo" - @pellescura non sale su nessun pulpito e non fa nessuna predica dall'alto. "Per fortuna che quando scrivo una cosa seria dentro di me c'è una vocina che dice: 'ahahahah, cazzaro!" scrive in un suo tweet quasi a prendere le distanze da chi ha la seriosità della verità prestabilita ("Ne ho letti tweet sul significato della vita" scrive in un altro tweet aggiungendo "Mi consola il fatto che non c'avete capito un cazzo neanche voi").

Se nessuno può atteggiarsi a maestro di vita (al massimo si può fare il supplente, come scrive ironicamente in un suo tweet:"Mi ha fregato il fatto che invece del maestro di vita avevo sempre il supplente"), ciò non toglie che non si possa non fustigare - sempre con leggerezza e ironia - quelli che sono alcuni dei tic e dei vizi della nostra società contemporanea. A partire da Twitter, visto come il contenitore di tutte le vanità umane ("Su twitter c'è gente che non ci vede più dalla fama"), metafora del disvalore ("Twitter come metafora della vita: gente con 200 followers che scrive cose bellissime. Alcuni con 20.000 che scrivono cagate pazzesche") e amplificatore del cosiddetto effetto gregge. E poi c'è la vita quotidiana fatta più di apparenza che sostanza ("Come vorrei che sul carro dei vincitori salisse il controllore"), dove le persone sono indifferenti ("Gente che ti presta attenzione con tassi da usuraio"), egocentriche ("La malattia del secolo è la sindrome da piedistallo"), ipocrite ("Più triste di una persona sola c'è una persona che per paura di restare sola coltiva e porta avanti rapporti fasulli"), finte ("Tenetevi strette le persone, non i personaggi") e anche nevrotiche ("Volevo ricordarvi che anche le persone con buona dialettica e capacità di scrittura, possono avere dei disturbi psichiatrici importanti").

@pellescura non ha soluzioni per l'esistenza ("- Sai qual è la vera strada per essere felice? - Mi dispiace, non sono del posto!") e sa che i sogni nel cassetto sono destinato a restare tali ("Tolgo i sogni dal cassetto e li metto in freezer. Perché qui mi sa che i tempi sono troppo lunghi"). Tuttavia - nel suo ruolo di "supplente" del maestro di vita - ci insegna che l'esistenza - pur nei suoi tanti lati negativi e talora incomprensibili - può essere vissuta con un pizzico di disincanto e ironia ("con un filo d'ironia non si è mai impiccato nessuno"). In fondo, "Se ti guardi indietro con il sorriso, hai vinto" scrive in suo tweet.

Presento una selezione dei migliori tweet di @pellescura

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@pellescura, tweet scelti

Come vorrei che sul carro dei vincitori salisse il controllore.

Ridere è una cosa seria. Non puoi farlo con chiunque.

I tweet più belli sono quelli in cui sai che c'è molto di te, e prima di premere invio senti quel pizzico di vergogna e incoscienza.

Comunque lontano dagli occhi lontano dal cuore dovrebbe essere più o meno vicino al collo.

- Sai qual è la vera strada per essere felice?
- Mi dispiace, non sono del posto!

Gente che ti presta attenzione con tassi da usuraio.

La malattia del secolo è la sindrome da piedistallo.

Su twitter c'è gente che non ci vede più dalla fama.

Mi sono fatto un'idea di te. Ora voglio farmi il resto.

Voi ridete e scherzate ma da qualche parte del mondo, una donna su Facebook sta creando un album di foto intitolandololo "semplicemente me".

Con un filo di ironia non si è mai impiccato nessuno.

Tenetevi strette le persone che la domenica vi urlano: " dai, a tavola che è pronto!"

Io e te abbiamo bisogno di noi.

Non voglio più lasciare le cose come st'anno.