Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), è considerato uno dei maggiori poeti italiani del Novecento.

Di famiglia ebraica dal lato materno, fu avviato agli studî commerciali, e fu per lunghi anni direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste. Sulla poesia scrisse: "Voi lo sapete, amici, ed io lo so. Anche i versi somigliano alle bolle di sapone; una sale e un'altra no". Fu autore anche di una celebre raccolta di aforismi dal titolo "Scorciatoie" (1946).

Presento una raccolta delle poesie più belle e celebri di Umberto Saba. Tra i temi correlati si veda Le poesie più belle di Eugenio Montale, Le poesie più belle e celebri di Giuseppe Ungaretti e Le poesie più belle e celebri di Salvatore Quasimodo.

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Le poesie più belle e celebri di Umberto Saba

Passioni (da Il Canzoniere, Quasi un racconto, 1951)

Sono fatte di lacrime e di sangue
e d’altro ancora.
Il cuore
batte a sinistra.

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Sera di febbraio (da Il canzoniere, Ultime cose, 1935-1943)

Sera di febbraio
Spunta la luna.
Nel viale è ancora
giorno, una sera che rapida cala.
Indifferente gioventù s’allaccia;
sbanda a povere mete.
Ed è il pensiero
della morte che, infine, aiuta a vivere

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Principio d'estate (da Il canzoniere, Ultime cose, 1935-1943)

Dolore, dove sei? Qui non ti vedo;
ogni apparenza t'è contraria. Il sole
indora la città, brilla nel mare.
D'ogni sorta veicoli alla riva
portano in giro qualcosa o qualcuno.
Tutto si muove lietamente, come
tutto fosse di esistere felice.

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La capra (Da Il Canzoniere, Casa e campagna, 1909-1910)

Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d'erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell'uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.