Aforismi, frasi e citazioni. Una guida al sito Aforisticamente

Menzionato da importanti testate giornalistiche tra cui Il Sole 24 ore e New Yorker, vincitore di importanti premi internazionali, Aforisticamente è considerato uno dei siti web più importanti al mondo sull’aforisma contemporaneo (dal 1980 ai giorni nostri).

Qui di seguito una mappa per orientarsi nel sito.

Aforismi per autore (Italia), dalla B di Baroni alla Z di Zuccarino

Aforismi per autore (nel mondo), dalla A di Raúl Aceves alla Z di Urszula Zybura

Aforismi per nazione, dalla A di Argentina alla T di Turchia

Aforismi, frasi e battute dei migliori autori di Twitter

Calendarismi: frasi e aforismi sul calendario ovvero la contemporaneità vista attraverso il modello della forma breve (Natale, San Valentino, Festa della donna, Giornata mondiale della poesia, etc)

Ebook gratuiti di aforismi

Le ultime parole prima di morire di personaggi illustri

Frasi e aforismi finanziari (la crisi economica, le banche e i banchieri, l’inflazione, la tasse, il denaro, etc)

Aforismi sul corpo umano e i suoi accessori ovvero il frammento sul frammento (in preparazione)

Aforismi per tema (in fase di preparazione)

Collana editoriale Aforisticamente

Contatti: fabrizio.caramagna AT gmail.com

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Koan
Calembour
note, enigmi, frasi
citazioni, frammenti, lampi
limerick,  sentenze, haiku, apoftegmi
precetti, battute, proverbi, koan, ritratti, tweet
agudezas, massime, motti di spirito, epigrammi, paradossi
aforismi, aforemi, metaforismi, euforismi, anaforismi, poesismi, afasismi
indovinelli, aneddoti, epitaffi, formule, voci, schegge, brevità
schizzi, saggezza in pillole, detti, slogan, greguerias
microsaggi, intermezzi, parabole, pensieri
sciarade, instantanee, graffiti
definizioni
Witz

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Scrittori di aforismi su Twitter, don Dino Pirri

Esiste un gruppo di sacerdoti che anima i social network, in particolare Twitter, non solo postando e commentando passi del Vangelo, ma cercando di tradurre nella vita di ogni giorno la Parola del Signore. Dal “cinguiettio” di questi sacerdoti, che utilizzano per la prima volta strumenti così potenti e innovativi, sono nati hashtag come #vangelodioggi, #immacolata, #avv13 (l’Avvento), #TwQr (la Quaresima), #giovedìsanto, etc. L’obiettivo è raccontare la quotidianità, stare vicini alle gente tramite un continuo dialogo con i follower e parlare del Vangelo lontano dagli stereotipi.

Uno dei sacerdoti di cui voglio parlare in questo articolo è don Dino Pirri (@dDinoPirri). Don Dino Pirri è un sacerdote marchigiano, assistente ecclesiastico nazionale dell’Azione cattolica dei ragazzi ed appassionato dei nuovi mezzi di comunicazione (tra l’altro è autore del blog Appuntidiunpellegrino.it). Partendo dalla osservazione che “Il Vangelo non è mai fuori. Neppure su Twitter”, @dDinoPirri, da circa 3 anni, scrive quotidianamente i suoi tweet commentando il Vangelo e raccontando la felicità di essere prete, con uno stile particolare, dove umorismo e spiritualità e umanità danno vita a un nuovo modo di comunicare. Don Dino Pirri appare come un “ministro di Dio” che non teme di mostrarsi per quello che è: un uomo con la sua forza e le sue debolezze.

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In una intervista a L’Espresso, don Dino Pirri spiega: “Scrivo quel che mi passa per la testa: la battuta, il commento al fatto del giorno, la politica, rispondiamo alle domande. E poi, tra un tweet e l’altro, infilo un cinguettio di riflessione, ispirato alla parola di Dio. Che non è quella ingessata delle scritture, chiusa in un librone impolverato. Su Twitter diventa viva. Viene letta e condivisa con grande serietà oppure riceve risposte anche irriverenti, ironiche, scettiche”. E aggiunge “Non bisogna scambiare mai Twitter per un pulpito. In realtà si tratta di una piazza, in cui si dicono cose e si ascoltano persone. Realmente”.

Questa modalità di condivisione ha ispirato il libro di don Dino, Cinguettatelo sui tetti, scritto a più mani con un manipolo di personaggi molto seguiti in rete: @LiaCeli, @MatteoGrandi, @ItsCetty, @LupuUlula, @OssiaLaura, @AleBinni. In questo libro (che ha la prefazione di Daria Bignardi) viene proposta una rilettura del Vangelo di Marco, alla quale ognuno degli autori del libro ha contribuito con il suo stile. Il testo segue l’andamento semplice di un tweet dietro l’altro: un versetto di Vangelo e un commento.

L’aforisma religioso ha avuto nel passato diversi interpreti (tra i molti ricordiamo Blaise Pascal, mentre tra gli italiani segnalo Sergio Quinzio che ha dedicato al tema della fede cristiana molti dei suoi libri di aforismi e frammenti). I tweet di don Dino Pirri però se ne distaccono soprattutto nel tono. Non c’è un urlo di impotenza e di sofferenza né una interrogazione drammatica e ansiosa sulla fede, ma al contrario la felicità di essere un prete cristiano e di condividere questa gioia con il prossimo. “La Felicità non fiorisce solo da ciò che desidero, ma dalla consapevolezza di essere desiderato da Qualcuno. E tutto è nuovo” scrive in suo tweet.

Presento qui di seguito una selezione di Tweet di don Dino Pirri apparsi nell’ultimo periodo. Per leggere altri autori di Twitter si veda la sezione Scrittori di aforismi su Twitter

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@dDinoPirri, Tweet scelti

Caro giornalista del Tg1 un bacio è “passionale”. Un delitto non lo è mai. Per passione si dà la vita. Non la si toglie

Ci credi o non ci credi. Gesù ti ama uguale. Solo che non te lo godi.

Le parole necessarie non le scrivo, gli incontri belli non li racconto, gli abbracci veri li sento. #OltreTwitter

Imparo molto dagli amici che sbagliano e chiedono scusa, cadono e si rialzano. Nulla da quelli perfetti. Che arrivano primi, correndo soli.

Domando a un bambino: come rappresenteresti la fede? “Come un abbraccio” Dovremmo andare noi a catechismo. Da loro #lagiustaesperienza #acr

Mi metto in viaggio e domando se sia fuga o ritorno. Trovo risposta, poi, dalla cadenza dei passi. E dal sorriso del Cielo #scritturebrevi

La realizzazione dei desideri belli, non l’affido alle stelle cadenti, ma alle decisioni coraggiose

C’è differenza tra sapere e capire. Come tra essere ed esserci. Possedere e amare.

Caro Gesù, a volte la preghiera è il silenzio. E una lacrima. E qualcuno che ti abbraccia da lontano #buonanotte

La Felicità non fiorisce solo da ciò che desidero, ma dalla consapevolezza di essere desiderato da Qualcuno. E tutto è nuovo #avv13

“Dove pensate che si trovi Dio, in chiesa? No, si trova nelle vostre debolezze” #PapaFrancesco

“La Chiesa ha bisogno di preti come te!”.
No, sono io che ho bisogno della Chiesa.
Perché è mia Madre, anche quando non sembra bella. Continua a leggere

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Frasi, citazioni e aforismi sui tatuaggi

Tra aforismi e tatuaggi ci sono molti punti di contatto. William F. DeVault scrive che un aforisma (una citazione) “è solo un tatuaggio sulla lingua”, mentre un tatuaggio si può definire una citazione sul corpo.

L’aforisma è una forma del dissenso. Dissenso ai luoghi comuni, agli schemi del pensiero, alle convenzioni. Allo stesso modo del tatuaggio (che in origine veniva praticato in zona ai “margini” – navi, prigioni, manicomi).

L’aforisma privilegia il dettaglio, il frammento, la parte invece del tutto (“l’universo in un granello di senape” dicevano gli orientali). E l’attenzione al dettaglio rispecchia l’essenza del tatuaggio.

Aforismi e tatuaggi sono anche segni scritti sul nostro intimo diario personale (il libro nel primo caso, il corpo nel secondo). Aforismi e i tatuaggi hanno una funzione “terapeutica” (parole e segni che guariscono l’anima) e “magica” (schiudono mondi e orizzonti nuovi).

Il parallelismo tra aforisma e tatuaggio potrebbe andare avanti su molti altri punti. C’è da rilevare la moda attuale di incidere citazioni, frasi e aforismi sul proprio corpo. William Blake e Oscar Wilde e Nietzsche non avrebbero mai immaginato che gli aforismi tratti dalle loro opere sarebbero state impressi sulla pelle di migliaia di persone (seguendo la moda del “text tattoo”) e che avrebbero sostituito stelle, teschi e farfalle.

In articoli recenti avevo proposto una selezione di aforismi sull’aforisma. Qui voglio proporre una selezione di aforismi, frasi e citazioni sul tatuaggio. Frammenti di testo su frammenti del nostro corpo.

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Frasi, aforismi e citazioni sui tatuaggi

Martine Lindskjold

Nella foto la modella danese Martine Lindskjold

Il tatuaggio è un’opera eterna su un supporto effimero.
(Pascal Tourain)

Un tatuaggio non è semplicemente un disegno. Vedi, un tatuatore è come un confessore. Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo.
(Nicolai Lilin, Educazione siberiana)

Il tatuaggio è ferire la pelle perché appaiano le cicatrici dell’anima.
(Anonimo)

Le parole sono il cane che hai a casa, i disegni dei tatuaggi sono il lupo che incontri nel bosco. Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita.
(Nicolai Lilin Educazione siberiana)

Il tatuaggio, quando inteso nella sua interezza, deve essere visto come un atto religioso. L’essere umano produce immagini dal centro del proprio sé e li comunica al mondo. La fantasia si incarna nella realtà e la persona è nella sua interezza.
(Spider Webb)

Per ora ti basti sapere che il marchio del tatuaggio è l’unico modo che abbiamo per difenderci da chi ci vuole annientare, è il posto segreto dentro il quale possiamo nascondere ciò che per noi è sacro. Non portiamo i marchi per vantarci davanti agli altri, ma perché quello è l’unico mondo incontaminato che ci è rimasto.
(Nicolai Lilin) Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Texxmat

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter, l’autore che presento oggi è @texxmat (Vanesio). Nella breve nota biografica che l’autore mi ha inviato, scrive di sé: “Mi chiamo Matteo, faccio l’ingegnere e vivo a Treviso. Il mio nick texxmat unisce il soprannome con cui mi chiamano gli amici ‘texx’ e le prime lettere del mio nome Matteo ‘mat’”.

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@texxmat è su Twitter da marzo 2012 ed appartiene a quella schiera di “paroletariati” (di cui fanno parte anche @Egyzia, @LiaCeli, @Arcobalengo e altri ancora) che scrivono calembour acuti e sottili. “A volte i botta-e-risposta calembouristi più divertenti vengono improvvisati in DM. Se non mi credete, provate a scrivermi” afferma ironicamente Texxmat in uno dei suoi tweet.

Nei suoi calembour @texxmat opera continui cambi di senso con minimi spostamenti di una lettera, talora anche di un apostrofo (“Ieri s’era”). A volte basta inserire una virgola dentro una parola per ottenere effetti imprevisti: “- Secondo te, quello fa lo psichiatra?- Sì, cura mente”. Facendo uscire la frase dai consueti binari linguistici, l’autore apre orizzonti di significato nuovi e talora paradossali. “Il calembour per me è una leva mentale” mi scrive @texxmat. “Col minimo sforzo (aggiunta/omissione/spostamento di una lettera o apostrofo) puoi ottenere grandi cambiamenti di senso di una frase, e questa ‘leva’ la puoi usare per far ridere o magari anche per indurre a riflettere su un argomento. Ma forse il fascino vero del calembour è che ci dà l’illusione di saper padroneggiare le parole”.

Presento una selezione di tweet di @texxmat apparsi nell’ultimo anno:

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Texxmat, tweet scelti

Un giorno le persone che contano ci diranno cosa stanno contando?

Quando mi dicono “Ti trovo bene” penso sempre che avrei dovuto nascondermi meglio.

Sarebbe più utile se nella carta d’identità ci fosse la voce: “Sogni particolari”.

Mi dispiace dirtelo, ma tra noi è infinita.

Dopotutto, domani è un altro login.

Il trucco c’è se non si vede.

Le donne si pesano in chilodrammi. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, NinaEin

Dopo anni passati a studiare e antologizzare l’aforisma contemporaneo nel mondo, provo una sorta di stupore e di meraviglia nello scoprire quale e quanto talento letterario si nasconda in Twitter dietro nickname di nomi apparentemente comuni o al contrario fatti di lettere mescolate in modo bizzarro. Tra i tanti account, un’autrice che mi ha davvero colpito è @NinaEin (Nina Ein).

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Nella breve nota biografica che mi ha inviato, @NinaEin scrive di sé: “Ho circa trenta anni e sono sarda, di Cagliari. Nina Ein è il mio nom de plume, un nome di piume non troppo arroganti per svolazzare altrove. ‘Nina’ per via di una commedia romantica di Ernst Lubitsh degli anni trenta, Ninotchka con Greta Garbo. ‘Ein’ perchè mi sembrava intelligente, ci sono cognomi seriamente geniali che iniziano per ‘ein’, ma non mi sono data il permesso di usarlo intero e ho preso le forbici e ho riso. Di nuovo. Nella vita lavoro con entusiasmo in uno studio legale in attesa di diventare avvocato, non è quello che salverei se la mia vita andasse in fiamme. Prenderei il mio gatto, i libri e la musica. I quadri no, solo perchè avrei le mani impegnate”

@NinaEin è su Twitter dal 2012, ed è uno di quegli autori che non seguono tendenze e hashtag di moda (“Guardando le tendenze di Twitter capisco che non ne farò mai. Resterò nelle nicchie come le statuine in mezzo alle lucette spente”). A proposito della sua scrittura commenta: “Scrivo per dispetto. Sono convinta che il mondo non voglia essere detto”. Quello di NinaEin è davvero una sfida alla rappresentabilità del mondo. Nei suoi tweet le immagini vengono spostate dal loro ambito usuale attivando corto circuiti analogici, le parole vengono grattate come si gratta “la superficie argentata di un Gratta e Vinci” alla ricerca di una diversa significazione. L’effetto che ne deriva non è quello della solita battuta – merce parecchio inflazionata su Twitter – ma piuttosto quello dello spaesamente logico all’interno del fluire consueto del linguaggio quotidiano, lo scacco matto nel bel mezzo di una partita tranquilla: il giocatore/lettore incredulo riflette e deve ammettere che che sta sotto i suoi occhi è possibile. Così un “Un ferro da stiro ha lisciato l’azzurro e ha fatto la piega al cielo e al mare come un pantalone elegante” oppure “un mazzo di fulmini”, si trova “incartato nei tuoni forti”. @NinaEin nei suoi tweet mostra la percentuale di non detto e non immaginato che il senso porta con sé e da immagini consuete come “Camminare fianco a fianco” riesce a costruire conclusioni imprevedibili come “L’amore ha tante posizioni ed è possibile che questa sia la prima”. Del resto, come scrive la stessa autrice in uno dei tanti tweet dedicati all’amore e che potrebbe essere la chiave interpretativa della sua scrittura, “L’amore no, non va avanti a sensi di colpa ma a colpi di senso”.

In questa infinita avventura del senso e della significazione, quello che colpisce è la discrezione e la freschezza che – anche nei tweet più pessimisti – hanno qualcosa della poesia e di certi cieli azzurri lontani (il blu color NinaEin” scrive in suo tweet). NinaEin detta riflessioni, registra emozioni, suggerisce immagini e lo fa con un ordine e una trasparenza e anche un “chiarore” davvero speciale (“Perchè qualcosa inizi non abbiamo bisogno di chiarezza ma di chiarore”).

Presento una selezione di tweet di @NinaEin apparsi su Twitter (per leggere la mia mappa delle migliori voci di Twitter si veda la sezione Scrittori di aforismi su Twitter). Consapevole della sua “autorialità” @NinaEin ha pubblicato online un ebook, gratuito e leggibile a questo link, che si intitola Un granello completamente inutile. L’ebook, che nasce da una idea di Marco Mottolese ed è il primo di una collana dedicata agli autori più interessanti di Twitter, raccoglie i migliori tweets di NinaEin, suddividendoli in capitoli e costruendo su di essi una filiforme struttura narrativa.

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@NinaEin, Tweet scelti

Un ferro da stiro ha lisciato l’azzurro e ha fatto la piega al cielo e al mare come un pantalone elegante.

“Tu cosa prendi per stare meglio?”
“Prendo le distanze”.

Accarezzami dietro la testa dove partono i pensieri, prima che arrivino qui davanti.

Le persone hanno il condizionatore rotto. Interno. Fanno sempre troppo caldo o troppo freddo intorno a me.

Camminare fianco a fianco. L’amore ha tante posizioni ed è possibile che questa sia la prima.

Tutte le nuvole sono uscite dai quadri di El Greco per darsi appuntamento qui. Tutte puntuali.

Chi mi ha sempre ripetuto che le cose le dice in faccia, in faccia mi ha detto solo questo.

Rispondere “sono andato a letto presto” a molti non dice nulla, a qualcuno fa pensare a Noodles, ma per pochissimi è Proust.

Penso a te come le sirene delle ambulanze in un contesto urban, ti sento ma non so se ti allontani.

Cara ragazza, la borsa più adatta al tuo abbigliamento da sera è quella del ghiaccio.

38 non è una taglia. È un calibro.

Dovremmo cadere addosso alla pioggia, per fare qualcosa di diverso.

Chi controlla il telefono dell’altro si merita ciò che ci trova. Continua a leggere

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Dino Basili, “Capiremo, carpiranno?”

Nei fluviali racconti della giornata politica occhieggiano corsivi e corsivetti. Spesso l’apertura di prima pagina è una battuta. Un decano della stampa parlamentare, Dino Basili, strizza editoriali in pillole aforistiche.

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Dino Basili, Capiremo, carpiranno?

Le colonne di attempati giornali sfidano ogni mattina Sansone. Lui è inquieto, però non intende morire con tutti i Filistei.

Correre, correre, correre. Una gamba di qua, una di là. Quattro e quattr’otto, corrivo. Pulsa il latino corrotto di mala tempora currunt.

Nei dipinti d’autore si cerca la prima pennellata; nei discorsi dei leader, se c’è, una frase storica.

Baratristi. Dicono che l’Italia è sull’orlo del baratro. Sono tristi, ma barano.

Svalutati gli annunci, per eccesso e inaffidabilità. Reggono ancora le anticipazioni. Quelle via gossip hanno il pregio di essere smentite facilmente.

Nei convenevoli, separare zucchero e dolcificanti. Conviene.

Senescenza. Prima, durante e dopo il telegiornale gl’italiani rivedono innumerevoli film già visti.

Bisturi accomodanti fanno e e rifanno smaniosi profili. Chi lo vuole alto a mezzodì, chi basso verso sera.

Le promesse tradite non fanno prigionieri: l’impiccano.

“Leader itineranti”. Mai come Carlo V: in continuo movimento per tenere in piedi il suo impero, dormì in 3500 letti diversi.

Sulla stessa panchina un ragazzo sfoglia le pagine di un libro ingiallito; il nonno digita sul computerino. Il mondo va.

Capire uguale carpire: il segreto dei piccoli e grandi problemi che ci sembrano insolubili.

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Scrittori di aforismi su Twitter, wzgore

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter, l’autore che presento oggi è @wzgore (Uiz). Confesso che devo ancora capire come funziona Twitter. Non capisco ad esempio perché profili come @wzgore, che scrivono pensieri davvero originali e intelligenti, abbiano solo 2550 follower e altri profili, soprattutto donne, che scrivono frasi banali all’insegna del deja vu e deja lu, abbiano invece 10.000 e anche 20.000 follower. Chissà se un giorno riuscirò mai a risolvere il mistero.

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Nella breve nota biografica che mi ha inviato @wzgore scrive di sé: “Mi chiamo Igor, sono uno studente quasi trentenne (già suona male), che evidentemente studia con poco profitto una cosa che lo farà fruttare ancora meno. Mi piace prendermi tanto tempo per pensare alle cose, anche cose che non mi riguardano da vicino. Fondamentalmente scrivo per sopravvivere e, soprattutto, perché non so disegnare. Quindi questo è l’unico modo che ho per scacciare le immagini che si affollano nel mio cervello!.

A proposito della scelta del nome “wzgore”, l’autore spiega: “Il nome viene da ‘Wizard of Gore’, un film splatter degli anni settanta. Mi è sempre piaciuta l’immagine che evocava, dato che sono molto legato al sangue e al suo potere evocativo”.

@wzgore è su Twitter dal 2009, in realtà come mi scrive l’autore: “Ho avuto due vite su questo social; la prima quattro o cinque anni fa, quando ancora non era molto diffuso e i politici non lo usavano come strumento per far politica. un posto magico a quei tempi, dove le persone erano timide e a nessuno interessava la popolarità. poi mi son preso un periodo di pausa e ho cancellato il mio vecchio account. sono tornato ad aprile dello scorso anno più o meno, perché mi era rimasto impresso il modo unico di conoscere le persone che questo strumento fornisce. L’anonimato è una fonte sicura di sincerità, e per questo motivo le persone si fanno conoscere più in fretta e “profondamente”. credo sia affascinante vedere e intravedere come cambiano, e cambieranno ancora, i rapporti sociali sotto l’influenza dei nuovi metodi comunicativi”.

In un suo tweet @wzgore scrive: “Faccio ancora il tifo per i pensieri troppo lunghi e complicati, da non poter esser detti che a voce”, ma devo dire che l’autore ha talento anche nei pensieri in 140 caratteri. Frequente è l’uso dei giochi di parola (anche se l’autore dice “I giochi di parole non mi piacciono, solo perché loro non mi fanno mai giocare. Mi escludono perché non sono una parola. uffa”) ed è degno di menzione il particolare uso della metafora, dove una immagine inconsueta crea una nuova realtà a partire dalla quale la realtà d’origine ci sembra irreale (ad esempio “Ci vorrebbe una fionda fatta di lenzuola, a spararci nel cielo azzurro delle mattine di sole”). Quello che viene fuori è un pensiero breve, conciso, immaginifico, dagli occhi sfaccettati, che permette di registrare la realtà del mondo e dell’essere umano da angolature inconsuete, talora quasi assurde.

Presento una scelta di tweet di @wzgore

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@wzgore, Tweet scelti

Ci vorrebbe una fionda fatta di lenzuola, a spararci nel cielo azzurro delle mattine di sole

Se nel centro degli occhi di tutti, v’è una punta d’inchiostro, qualcosa dovranno pur dire.

Che bel posto per nascondersi, dev’essere, il “sono fatto così”.

ho lo stomaco che fa le fusa. dev’essere colpa di quel gatto che ho mangiato per dar la caccia alle farfalle, quand’ero stanco d’innamorarmi

L’arte del dedurre, è spesso più sensuale del sedurre.

io parlo e la musica mi ascolta. chissà che effetto ho su di lei; magari anche lei si addormenta o mi riascolta mentre passeggia.

Allontanare è un trucco, avvicinare è magia.

I nei mi hanno sempre affascinato, anche se non ho mai compreso di quali frasi finite fossero i punti.

Unendo con una linea tutti i punti deboli, vien fuori la frase che non siamo riusciti a dire.

Ci sono canzoni che non ascolto più, come muscoli che, più, non riesco a usare.

“Ma non parliamo di me…” dovrebbero venderlo spray. Lo userei tutti i giorni al posto del deodorante.

La vita sa che il dolore è meglio del vuoto; perciò se si esagera con lo slancio, ci offre sempre un muro dove schiantarci

È bello quando infili un cappotto di rabbia per andar via, e frugando nelle tasche trovi un motivo per restare. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, orporick

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter, l’autore che presento oggi è @orporick. @orporick vive a Udine e insegna matematica e fisica nel triennio di un liceo scientifico statale, (mentre in precedenza ha insegnato in un professionale e prima ancora all’università). Nel suo blog personale si definisce “il prof bicromatico”, ma dice di sentirsi a disagio con la parola insegnare. “A chi mi chiede cosa faccio di solito rispondo che frequento le superiori (che è vero, peraltro)”.

@orporick è su Twitter dal 2009 e a proposito della scelta del suo nome, in una intervista a Andrea Delogu su Panorama blog, spiega: “Da ragazzo ero un appassionato dei Peanuts, Snoopy usava spesso ‘orpo’ come intercalare. Non lo uso mai, anche se lo trovo un termine desueto affascinante, ma da qualche anno orpo è diventato il mio prefisso preferito per i nickname che uso in internet. Il suffisso rick deriva invece dal nome”.

orporick_a.jpg

A proposito del suo modello di scrittura su Twitter @orporick afferma: “Non c’è molta differenza tra il blog e twitter, cambia la lunghezza di quello che scrivo, ma è egualmente un modo di fissare un’emozione, un sentimento, un’angoscia in parole (o foto o disegni). Ne sento il bisogno perché a volte la vita scorre via velocemente e credo sia importante lasciare un graffio da qualche parte ogni tanto, solo per dire che si è passati di lì”.

I tweet di @orporick compongono una sorta di diario personale, un “cahier” fatto di annotazioni e riflessioni sugli accadimenti della vita quotidiana. Molti tweet sono dedicati alla scuola, alla matematica e al rapporto con i suoi allievi (“Sono fortunato, ogni mattina posso parlare di cose meravigliose che non esistono a persone meravigliose che esistono”). Ma degni di menzione sono anche i tweet dedicati al figlio Francesco in cui l’autore con garbo e stupore si interroga sul rapporto padre e figlio e sul tempo che passa. Diversamente da altri autori di Twitter, @orporick usa poco il tasto della satira e non commenta quasi mai i temi di cronaca, preferendo concentrarsi su piccoli dettagli come il rumore della pioggia sui vetri o lo scorrere delle stagioni o le notti insonni. Nei suoi tweet si percepisce una grande umanità mista a un senso di disincanto e malinconia e autoironia.

Presento una selezione di tweet di @orporick apparsi nell’ultimo anno:

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@orporick, tweet scelti

Avevo la mano della forma giusta per contenere quella di Francesco. Adesso Francesco e’ cresciuto e le sue mani hanno la forma del mondo

La solitudine non è uno stato, è un continente.

I 5 sensi sono: il senso di colpa, il senso di nausea, il senso unico, il non ha senso, il mi fai senso.

Ho trovato una foto di me da piccolo in cui ho l’espressione di chi sta guardando un foto di se’ da grande.

Tra poche ore devo andare in una scuola media a parlare di matematica ed ho finito il toner delle idee.

Mi piace far la punta alle matite, barattando legno con parole nuove.

Ascolto a lungo il respiro di Francesco nel buio. Nei rari giorni in cui sono padre l’insonnia e’ una scelta.

Intanto l’universo continua ad espandersi, me ne accorgo dai vestiti larghi, dalla luce del lampione, da due nuove fessure nel muro.

Nelle ore di insonnia cammino di nuovo nei vicoli di Genova, tra le case di Trento, in riva ad un oceano, sulle pietre della mia Sicilia.

Ocse-Pisa, Invalsi, test, performance, competenze, curricoli, progettazione per assi. Io entro in classe e mi sporco di gesso e sono felice.

Mi sono perso nel labirinto di caselle di un registro da sistemare. Niente volti quotidiani qui dentro, solo spazi che sembrano lapidi.

Per la festa in maschera a scuola mi sono vestito da noumeno

Francesco guarda la tv mentre io, in piedi, guardo i suoi otto anni. Continua a leggere

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