L’aforisma in Costa Rica, Francisco Rodríguez Barrientos

A proposito dell’opera di Francisco Rodríguez Barrientos mi viene in mente quanto scrive lo studioso Franco Volpi sul colombiano Gómez Dávila: “Ci sono scrittori che sembrano provenire dal nulla. Che spuntano imprevedibili da ambienti a loro estranei, senza essere preparati da niente e da nessuno. Senza precedenti, senza appartenenze o segni di riconoscimento utili a inquadrarli. Eccentrici, scomodi, irregolari, risultano inclassificabili, e per questo inconfondibili”.

Francisco Rodríguez Barrientos, nato in un piccolo paese, il Costa Rica, dove la tradizione aforistica è pressoché assente, va annoverato a pieno titolo tra quegli autori che sembrano provenire dal nulla. Pensatore originale e profondo, nella sua opera ci sono molte assonanze con il geniale e reazionario Gómez Dávila, ma anche – per il pessimismo esasperante e l’intransigenza dei giudizi – con Cioran e con Nietzsche, tanto che, a mio parere, non è irriverente la definizione di un Nietzsche o Cioran costaricano.

Francisco Rodríguez Barrientos nasce nel 1956 a San Carlos in Costa Rica. Professore di Sociologia presso la sede regionale San Carlos dell’Istituto Tecnologico di Costa Rica (ha pubblicato diversi libri e articoli sulle tematiche sociologiche), Francisco Rodríguez Barrientos è conosciuto come poeta e soprattutto come scrittore di aforismi.

Francisco Rodríguez Barrientos (Foto per gentile concessione dell'autore)

Il suo corpus aforistico è piuttosto ampio e include i seguenti titoli: Tardes de domingo (Ediciones Perro Azul, 2003), El ángel de la salmuera (Ediciones Perro Azul, 2004), Fauces (Ediciones Arboleda, 2006) El sopor de la canícula (Ediciones Arboleda, 2007), La Penúltima Estación (Ediciones Arboleda, 2008) e Serpigo (Ediciones Arboleda, 2009).

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Nasce l’Associazione degli aforisti italiani

Nella nostra vita letteraria l’aforisma ha sempre avuto poca attenzione rispetto alle vie maestre della poesia, della narrativa, della filosofia e del teatro. L’aforisma soffre di scarsa considerazione critica e di poche vendite, oltre che di una disorganizzata e poco professionale offerta editoriale. Raramente è presente nelle antologie scolastiche e ancor più raramente è nominato nei principali eventi letterari del nostro paese. Senza contare la confusione che spesso si fa scambiando l’aforisma con la boutade pubblicitaria, la poesia e via dicendo.

Eppure questo genere ha avuto grandi interpreti nel corso della sua storia e ha saputo offrire pagine di rilevante spessore stilistico e contenutistico.

Partendo dalla constatazione che nel nostro paese c’è una ampia cerchia di autori che offrono esempi considerevoli di scrittura aforistica che non vengono valorizzati come dovrebbero, è stata fondata l’Associazione Italiana per l’Aforisma il cui obiettivo è quello di promuovere e diffondere una maggiore consapevolezza e sensibilità sul genere. Leggi l’articolo completo

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Maura Del Serra, aforismi

Nella vasta produzione di Maura Del Serra – già docente di Letterature Comparate nell’Università di Firenze, poetessa, drammaturga, traduttrice, saggista che ha al suo attivo numerosi volumi e vincitrice di molti prestigiosi premi per la poesia, il teatro, la traduzione – fanno capolino anche gli aforismi, pubblicati nel 1995 in una raffinata plaquette presso le Edizioni Via del Vento di Pistoia.

Maura Del Serra (Foto per gentile concessione dell'autore)

Gli aforismi raccolti nel volumetto sono oltre settanta, di forma diseguale, talora brevi, simili a un frammento di poesia o un haiku, talora più lunghi e argomentativi. Non a caso nella nota in calce al volume Margherita Pieracci Harwell, nel descrivere la poliedricità degli aforismi di Maura Del Serra, usa la metafora di “cristalli” e di “gemme tagliate da un maestro di gran talento” che catturano nelle loro faccette di luce l’essenza delle cose.

Spirito acutamente sensibile alle lacerazioni provocate dagli opposti (“Nel gran cerchio armonioso, gli spigoli taglienti seminati dall’io”), Maura Del Serra ci traghetta coi suoi aforismi nel gorgo della dicotomia, a partire dal modello stilistico stesso della sua scrittura aforistica dove convivono la prosa e la poesia, la saggezza e la fragilità, “l’intellettuale e il sensibile”. Nella cifra eraclitea dell’accordo tra contrari, gli aforismi scorrono nel libro alla ricerca di quello che Maura Del Serra definisce un “vertiginoso perché”, “l’universo parallelo che per vie segrete trasforma e vivifica quello reale”.

Altri aforismi inediti di Maura Del Serra appaiono in seguito nella raccolta L’albero degli aforismi curata da Anna Antolisei (Lietocolle, 2004), in 900 e oltre. Inediti italiani di prosa contemporanea a cura di Ernesto L’Arab e Roberto Pasanisi (Edizioni dell’Istituto di Cultura di Napoli, 2005) e in Verso il centro – Antologia del Premio Torino in Sintesi (Joker, 2008), a testimonianza che l’aforisma è un fil rouge sentenzioso che – per quanto esile quantitativamente – percorre tutta l’opera della autrice pistoiese.

Presento qui di seguito una selezione di aforismi di Maura Del Serra tratti da Aforismi, 1995, Edizioni Via del Vento, Pistoia e da Verso il centro – Antologia del Premio Torino in Sintesi (Joker, 2008). Leggi l’articolo completo

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L’aforisma in Germania, Michael Rumpf

Michael Rumpf è nato nel 1948 a Heidelberg ed è cresciuto a Bonn, Dublino e Milano. Dal 1969 ha studiato Germanistica, Filosofia e Italianistica prima a Bonn e poi a Heidelberg. La sua tesi di dottorato, pubblicata nel 1980, si occupa del filosofo Walter Benjamin, su cui ha pubblicato due raccolte di saggi: Aporien und Apologie (1991) e Elite und Erlösung (1997).

Michael Rumpf in una foto di Martin H. Hartmann (per gentile concessione dell'autore)

Dal 1978 è professore di liceo a Grünstadt/Pfalz, vice preside dal 1998. Dal 1980 collabora con la rivista letteraria Zeno. Ha tradotto alcuni classici italiani tra cui Gli Asolani, discorsi filosofici sull’amore platonico di Pietro Bembo (“Asolaner Gespräche, Dialoge über die Liebe”, 1992) e Il galateo di Giovanni della Casa (“Traktat über die guten Sitten” 1998). La sua produzione aforistica è molto vasta. Ha pubblicato i seguenti libri di aforismi: Satzwechsel (1983), Gedankensprünge (1986), Gedankenfäden (1992), Schnittstellen (1996), Haarrisse (2000), Querlinien (2004), Nebentöne (2008). Ha pubblicato anche saggi filosofici, testi di critica letteraria e una raccolta di poesie. Per la sua opera ha avuto diversi premi e riconoscimenti.

Gli aforismi di Michael Rumpf – attraverso uno stile dotato di rigore, coincisione e severità - sono accomunati dall’esigenza di far emergere da una materia filosofica un pensiero che non è filosofico e non è sistematico, più fertile di problemi che di soluzioni, di quesiti che di certezze. I temi affrontati sono quelli classici, ma anche quelli più attuali con un particolare accento sulla società contemporanea, ricollegandosi in questo ad alcune tematiche di Walter Benjamin.

Presento qui al lettore italiano una scelta di aforismi tratti dall’ultima silloge aforistica, Nebentöne (2008). Ringrazio Michael Rumpf, che parla l’italiano, per avermi messo a disposizione i testi. Ringrazio Milena Vallero, traduttrice dal tedesco, per avermi aiutato nella traduzione. Leggi l’articolo completo

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Dino Basili, Tecno-Macchiavelino 2012

In attesa dell’anno nuovo presento una selezione di aforismi inediti di Dino Basili, uno dei più importanti interpreti italiani del genere breve.

Nel titolo “Tecno-Macchiavelino 2012″ Dino Basili – con un calembour davvero efficace – da un lato fa riferimento alla sentenziosità e alla saggezza politica di Machiavelli (autore quanto mai attuale), dall’altro giocando sui due termini “macchiare e “velina”, mette in discussione l’uso della velina giornalistica come metodo improprio di diffusione di notizie soprattutto in ambito politico (ricordiamo che Dino Basili è stato ed è tuttora giornalista parlamentare). Quella di Basili è una velina al rovescio dove le riflessioni sulla situazione politica contemporanea (ricordiamo il ”Tecno” del titolo) sono davvero ironiche ed illuminanti.

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Tecno-macchiavelino 2012

 

Le scelte frettolose generano vicoli ciechi.

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L’aumento dei retroscena è inversamente proporzionale al prodotto interno lordo.

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I capi uniscono, i capetti dividono, i capini costano.

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New entry nel vocabolario di Montecitorio. “Tatticinismo”: lemma composto in parti pressoché uguali di cinismo e tatticismo.

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Il tecno-principe tiene ben distinti l’incipit e l’input: l’inizio e la spinta.

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Sperperi di parole sul tradimento. Ne bastano, massimo massimo, ventinove.

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Il segreto del politicamente corretto sta nella caduta di una erre. Nell’aria vola subito il coretto a bocche chiuse.

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Le narrazioni-ladre, tra un evento e l’altro, riescono a farla franca.

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Urge una campagna promozionale a sostegno di entrambi i lati C: cervello e coraggio.

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“Percepire”: rischio grave di fraintendimento.

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L’elettorato volatile non si acchiappa con la doppietta e nemmeno con la doppiezza.

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Il dilemma ogni tanto raddoppia in quadrilemma. Gioco simile ai “quattro cantoni” degli adulti che non crescono.

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Spannometria: scienza delle misurazioni rapide quante approssimative. Insomma, a spanne politiche.

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Prova essenziale per l’ammissione al “club del sospetto” è la destrezza nel gossip calunnioso. Leggi l’articolo completo

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L’aforisma in Francia, Robert Sabatier

Robert Sabatier è uno degli scrittori contemporanei più importanti in Francia. Nato a Parigi nel 1924, è romanziere (alcuni dei suoi romanzi sono stati adattati per il cinema e la televisione), poeta, saggista e critico letterario, (è uno dei dieci membri della prestigiosissima “Accademia Goncourt”). Tra i suoi moltissimi libri annovera anche una raccolta di aforismi dal titolo Le livre de la déraison souriante, edito dalla casa editrice Albin Michel.

Robert Sabatier (Foto per gentile concessione della casa editrice Albin Michel)

Le livre de la déraison souriante è stato pubblicato da Robert Sabatier all’età di 77 anni, nel 1991, testimoniando ancora una volta come il genere aforistico sia il genere letterario della maturità (un altro celebre aforista francese Roger Judrin comincia a pubblicare le sue sillogi aforistiche dopo i 70 anni. L’aforista spagnolo Menendez afferma che “L’aforisma è un genere che nasce con l’età, con il disinganno della vita e la lotta che secondo Kant invade l’uomo tra l’essere e il pensare”). Nell’introduzione a  Le livre de la déraison souriante Robert Sabatier afferma che “le frasi riunite in questo libro sono estratte dagli appunti che tengo da numerosi anni, talvolta anche dai miei libri. Le ho distribuite secondo dei temi, poi mi sono messo, come un piccolo cuciniere, a cuocere a fuoco lento, vale a dire a condensare un pensiero in poche parole”. Dando ai suoi pensieri il nome di “fili d’erba”, “farfalle”, “vespe”, Sabatier scrive che essi non devono essere visti “come portatori di verità, ma piuttosto come specchi o riflettori: si può rifiutare un’idea, provare il suo contrario, rompere la trasparenza, marcare il disaccordo”. Infine a proposito del titolo della raccolta (che in italiano si può tradurre con “Il libro della irragionevolezza sorridente”, ma si perde anche la densità di significato di deraison che ha un suono simile a “deragliare” e “derisione”), Robert Sabatier scrive che “ho voluto con un sorriso attenuare l’irragionevolezza del mio progetto”.

Il libro è composto di 11 capitoli tematici e contiene migliaia e migliaia di aforismi, brevi e brevissimi. Robert Sabatier ama il paradosso, rovesciando talvolta il senso di celebri adagi e di intoccabili verità scientifiche. L’ironia è leggera, pungente senza mai essere intransigente. Riporto una breve selezione di aforismi dal capitolo 4 (“Les aventures du Temps”) e 10 (“Les nouvelles littéraires”). La traduzione è di Fabrizio Caramagna.

Ringrazio la casa editrice Albin Michel, che ne detiene i diritti, per l’autorizzazione alla pubblicazione e traduzione degli aforismi di Robert Sabatier, limitatamente all’ambito di questo articolo. Leggi l’articolo completo

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L’aforisma in Messico, Sergio Cordero

Sergio Cordero nasce a Guadalajara in Messico nel 1961. Dal 1984 vive a Monterey. Ha coordinato laboratori di creazione letteraria, critica e traduzione per diverse istituzioni. Dal 1984 al 1992 ha collaborato con recensioni ed articoli di critica letteraria, traduzioni di poesie e interviste nel supplemento “Aquí Vamos” del periódico “El Porvenir”. Fino al 1995 ha lavorato come docente presso l’Università di Monterrey e l’Università Autonoma di Coahuila. Attualmente lavora come critico letterario, traduttore e occasionalmente come editore, aiutando gli autori nella redazione dei loro libri.

Sergio Cordero (Foto per gentile concessione dell'autore)

E’ autore dei saggi Jorge Cuesta: Viaje poético de la inteligencia (1981) e Escrito en el noreste y otros textos de literatura regional, e dei libri di poesia Testimonios del día (1983), Vivir al margen (1987), Oscura lucidez (1996) Luz cercana (1996), Sonetos familiares (2001), Toda la lluvia. Antología personal (2004), 22 poemas (2008) e Enemigo interior (2008). E’ autore anche di testi teatrali e di narrativa.

Nel 1997 Sergio Cordero ha pubblicato una silloge di aforismi dal titolo Insomnios (1997) divisa due sezioni che ne annunciano il contenuto: Insomnios del misógino e Insomnios del misántropo (con dedica a Onetti e Cioran, rispettivamente). In una lettera Sergio Cordero mi scrive di avere in progetto una nuova e più ampia edizione di Insomnios, ma altri progetti più urgenti per il momento glielo hanno impedito. Alcuni nuovi aforismi di Cordero sono comunque apparsi in periodici e riviste.

Pubblico qui di seguito una selezione di aforismi tratti da Los insomnios regresan – aforismos (Rivista “Posdata”, anno 2, número 4, julio de 2004), Últimos insomnios (Rivista “Efímera”, numero 5, mayo de 1994) e Insommnios (1997). Ringrazio l’autore per avermi messo a disposizione il materiale. Leggi l’articolo completo

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Jan Sobotka, aforismi

Jan Sobotka è nato nel 1944 a Jičín nella Repubblica Ceca. Si è laureato in Lingua e Letteratura ceca e Storia presso la Facoltà di lettere di Olomouc. Dal 1967 è stato insegnante,  dal 1989 al 2008 preside dell’Istituto commerciale di Olomouc, e nel contempo ha cominciato a pubblicare i suoi testi letterari.

Ha scritto testi in prosa per bambini (le fiabe sul diavolo Pepiáš), che hanno ricevuto diversi premi e menzioni, e anche aforismi. La sua produzione aforistica (circa 2500 aforismi) è rappresentata nelle sillogi Aforismy z tehdy i nyní a možná i pro příště (1999, 2006), Aforismy, myšlenky i smyšlenky (2005), Aforismy o nich, o vás i o nás (2007). Il secondo dei testi appena menzionati è uscito anche in polacco (Poznań, 2009); è in preparazione la traduzione in polacco anche degli altri due.  

Jan Sobotka (Foto per gentile concessione dell'autore)

In riferimento alla marginalità del genere aforistico, Jan Sobotka scrive  in modo davvero ironico e anche pertinente: “L’aforisma è una forma letteraria che fa risparmiare non solo carta, ma anche lettori”.

Gli aforismi di Jan Sobotka che presento qui di seguito sono tratti in larga parte dalla Antologie českého aforismu – Nezabolí jazyk od dobrého slova, la più importante antologia sull’aforisma ceco, curata dai due aforisti, Miroslav Huptych e Jiří Žáček. Ringrazio Antonio Parente – che per Aforisticamente ha già tradotto Miroslav Huptych - per la traduzione di questi aforismi. Leggi l’articolo completo

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L’aforisma in Russia, Vladimir Kolechitsky

Vladimir Kolechitsky (in cirillico Владимир Колечицкий) nasce nel 1938 a Mosca (“Ho passato la prima metà della mia vita adulta nel culto del comunismo, la seconda in un’epoca di stagnazione. E’ ora di iniziare a vivere!” scrive di sé). Si laurea presso la Facoltà di giornalismo e dal 1972 diventa membro dell’Unione degli scrittori russi. I suoi aforismi sono apparsi su varie riviste (in particolare sulla rivista НАША УЛИЦА) e diverse antologie tra cui quella curata da Sergei Sidorov (Presidente del Circolo Aforistico di Mosca). Vladimir Kolechitsky ha anche pubblicato tre sillogi aforistiche: “Запретные плоды раздумий“, “Спиной к эпохе” e “ООО Времена, ООО Нравы“. Un quatro libro di aforismi “Нюансы” è in attesa di stampa.

A proposito della brevità Vladimir Kolechitsky scrive: “Quando ho imparato a leggere, ho appreso che per i 10 comandamenti si utilizzavano circa 300 parole. Per la Dichiarazione di Indipendenza siamo già arrivati a 1500 parole. E uno dei rappporti sulla fissazione dei nuovi prezzi del carbone negli Stati Uniti contiene ben 26811 parole! Mi sono reso conto che le persone diventano loquaci. Ho giurato di alleviare le sofferenze dell’umanità e non scrivere pezzi lunghi. Per l’amore del prossimo ho deciso di scrivere aforismi”.

Presento al lettore italiano una selezione di aforismi di Vladimir Kolechitsky. Ringrazio Masha Irtyuga, studiosa di letteratura italiana e traduttrice dal russo, per avermi aiutato nella traduzione: Leggi l’articolo completo

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L’aforisma in Serbia, Aleksandar Baljak

Aleksandar Baljak ha guidato il Circolo Aforistico di Belgrado in qualità di Presidente fin dai primi anni ottanta ed è uno dei più attivi promotori di iniziative ed eventi legati all’aforisma serbo. Se gli scrittori di aforismi serbi hanno preso coscienza di se stessi in quanto movimento, uno dei meriti va sicuramente a lui. Una delle date che segnano l’aforisma serbo è il 1792, anno in cui viene pubblicata la prima silloge aforistica da parte di Mihailo Maksimovic, Piccolo abbecedario per bambini grandi, ma un’altra data importante che segna l’aforisma serbo è il 1987, anno in cui Baljak pubblica l’antologia Istorija afokalipse (“Storia dell’afocalisse”, dove si coglie il gioco di parola tra “aforisma” e “apocalisse”). L’antologia – che comprende non solo aforisti, ma anche scrittori, pubblicisti, satirici i cui motti di spirito vengono qualificati a posteriori come aforismi – ha avuto la particolarità di includere e riunire autori condannati alla macchia, permettendo a loro di uscire allo scoperto e di leggersi a vicenda. L’antologia ha così creato la consapevolezza di un movimento aforistico in chiave anti regime. Baljak ha anche contribuito alla fondazione della manifestazione aforistica “Satira Fest” (tradizionalmente si svolge nel mese di ottobre ed è il più importante festival a livello europeo sull’aforisma) ed alla nascita del più importante premio letterario aforistico in Serbia, il “Radoje Domanović”.

Aleksandar Baljak (Foto per gentile concessione dell'autore)

Aleksandar Baljak è unanimemente considerato il più importante scrittore di aforismi serbo. Nel corso di quattro decenni ha scritto circa 300.000 aforismi (“scrivo ogni giorno 20-30 aforismi, il che significa tra i sette e i 10 mila all’anno”) e ne ha pubblicati 5000. Ha pubblicato cinque raccolte di aforismi: Ubedili ste boga u meni (1982, 1990), U granicama demokratije (1988 – tri izdanja), Krvavi provod (1995), Sumnjivo okupljanje reči (2000), Rat je prvi poceo (2009). E’ anche autore di due antologie satiriche di aforismi: Istorija afokalipse (1987) e Vek aforizma (2000). E’ stato tradotto in diverse lingue e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui per ben cinque volte il prestigioso Radoje Domanović. Leggi l’articolo completo

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L’aforisma in Serbia, Aleksandar Čotrić

Conosco Aleksandar Čotrić da diverso tempo e credo che sia una delle figure più attive nella promozione e diffusione delll’aforisma serbo nel mondo. Celebre è la sua intervista al Ny Times nel 2007 in cui dopo aver esordito dicendo “Perché non dovremmo essere orgogliosi del nostro passato, quando ogni nuovo giorno è peggiore del precedente?”, descrive quella che è stata una vera e propria rinascita dell’aforisma serbo. “Abbiamo avuto guerre, iperinflazione, culto della personalità, censura, nazionalismo, pulizia etnica – e se non fosse per questa forma di auto difesa che è l’umorismo, i pazzi al potere ci avrebbero trasformati a nostra volta in pazzi (…) In quegli anni, gli scrittori di aforismi hanno condiviso il loro umorismo spontaneo attraverso letture clandestine e attraverso graffiti spruzzati sui muri della città devastata dalla guerra”.

Aleksandar Cotric (Foto per gentile concessione dell'autore)

Tra le numerose iniziative Aleksandar Čotrić ha ideato un premio per la diffusione dell’aforisma serbo all’estero intitolato “Zlatni Krug” (tra i premiati c’è anche il mio sito Aforisticamente) e proprio recentemente ha favorito la pubblicazione di ben tre antologie sull’aforisma serbo: in lingua slovena, polacca e rumena. Čotrić è in contatto con così tanti scrittori, associazioni e studiosi dell’aforisma in ogni parte del mondo che quando ho bisogno di qualche riferimento chiedo sempre a lui, guida preziosa e puntuale.

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L’aforisma in Serbia, Milan Beštić

Milan Beštić è innanzi tutto un amico. Da tempo corrispondiamo via email, io in italiano, lui in “besticese” (un misto di italiano, serbo, inglese). Attento osservatore e lettore del mio blog Aforisticamente, mi ha aiutato a contattare molti aforisti serbi e mi ha fornito diverso materiale altrimenti introvabile. Ha tradotto una selezione di miei aforismi sulla rivista quadrimestrale “Književni pregled”, 2010 e da valente disegnatore e illustratore di copertine per la casa editrice Alma, ha progettato anche la copertina dell’antologia Aforismul în Italia, curata dal sottoscritto e promossa dal Premio Torino in Sintesi.

Milan Bestic (Foto per gentile concessione dell'autore)

Milan Beštić è anche un ottimo aforista, presente in numerose antologie in lingua serba e in lingua straniera (compare anche nella piccola antologia in italiano di aforisti serbi curata e tradotta da Dragan Mraovic con prefazione di Vitomir Teofilovic e pubblicata nel lontano 1993).

Negli aforismi di Milan Beštić i temi prevalenti riguardano il regime autocratico e corrotto, la guerra e i crimini di guerra, l’impoverimento e la disintegrazione morale della classe media, ma tutto quanto è visto in un’ottica più classica e meno nera rispetto ad aforisti serbi. Frequente è l’uso di metafore con valore universale, che ricollegano i suoi aforismi alla tradizione dei moralisti classici: “Arrivato l’inverno, la Cicala mangiò la Formica”, “Sono guarito dal narcisismo. Adesso chi mi amerà?”, “Cristo è stato crocifisso tra due banditi. Erano i tempi in cui persino loro venivano puniti”, “Il cartello stradale indica dove, ma non come”. Leggi l’articolo completo

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