Aforismi, frasi e citazioni. Una guida al sito Aforisticamente

Menzionato da importanti testate giornalistiche tra cui Il Sole 24 ore e New Yorker, vincitore di importanti premi internazionali, Aforisticamente è considerato uno dei siti web più importanti al mondo sull’aforisma contemporaneo (dal 1980 ai giorni nostri).

Qui di seguito una mappa per orientarsi nel sito.

Aforismi per autore (Italia), dalla B di Baroni alla Z di Zuccarino

Aforismi per autore (nel mondo), dalla A di Raúl Aceves alla Z di Urszula Zybura

Aforismi per nazione, dalla A di Argentina alla T di Turchia

Aforismi, frasi, pensieri e battute dei migliori autori di Twitter

Calendarismi: frasi e aforismi sul calendario ovvero la contemporaneità vista attraverso il modello della forma breve (Natale, San Valentino, Festa della donna, Giornata mondiale della poesia, etc)

Ebook gratuiti di aforismi

Le ultime parole prima di morire di personaggi illustri

Frasi e aforismi finanziari (la crisi economica, le banche e i banchieri, l’inflazione, la tasse, il denaro, etc)

Aforismi sul corpo umano e le sue parti ovvero il frammento sul frammento

Aforismi sul cibo e la cucina

Collana editoriale Aforisticamente

Contatti: fabrizio.caramagna AT gmail.com

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Scrittori di aforismi su Twitter, diodeglizilla

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @diodeglizilla (Pig Floyd).

Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Uso la barba come sfrontato feticcio per attrarre l’attenzione su di me nascondendoci dietro, allo stesso tempo, parte del viso e molto di me. La mia essenza emana dalle origini molisane; questo mi rende un alto hobbit irreale che alla domanda ‘Ma allora esistete davvero?’ ama rispondere ‘No’. Ho 33 anni, una formazione umanistica e una professione di logica, tanto per tenere la parte sinistra e quella destra del cervello in costante conflitto costruttivo”.

@diodeglizilla è su Twitter dal gennaio 2011. “In realtà per anni l’ho usato solo per seguire account interessanti per il mio lavoro, quasi nessun italiano. Ho iniziato a usare Twitter come lo uso ora da pochissimo, il 13 maggio di quest’anno, in seguito ad una scommessa con un amico (‘Scommettiamo una cena che riesco ad arrivare a 1000 follower entro la fine dell’anno?. Me l’ha offerta dopo due settimane)” mi scrive l’autore, che poi aggiunge: “Twitto perchè la giornata offre costanti ’40 secondi da buttare’ che adoro riempire con pensieri, battute o riflessioni da condividere. Quello che amo di Twitter è la fluidità, l’apparente caos nel quale si impara a vedere trame e ordini. Dietro l’essenza virtuale, Twitter pulsa e puzza di umanità, una Woodstock dei pensieri in cui si sale a turno sul palco per godere di dieci secondi di notorietà”. E a proposito della scelta del suo nick l’autore mi confessa: “Il nome Dio degli Zilla viene da una battuta fatta ad un amico anni fa, ma ne amo il richiamo a un qualche immaginario popolo degli ‘zilla’ che ognuno più immaginare come vuole. Magari alieni di mondi lontani, oppure invisibili folletti silvani”.

diodeglizilla_aaa.jpg

Su Twitter ci sono tantissimi autori che giocano con le parole e i concetti, ne deformano e scardinano la logica, per trasgredire, per smascherare o anche solo per tirarci su con il morale. Qualcuno li chiama “battutisti”, qualcun altro più comunemente “umoristi”. Ma se c’è un appunto che si può muovere ad alcuni di essi è di essere “artificiali”, di non vivere di passioni ma di immagini e temi che vanno per la maggiore su Twitter (il divano, la nonna che cucina, la singletudine, la donna, la sessualità repressa, etc). Anche @diodeglizilla scrive delle battute sopra questi temi, ma è personaggio autentico perché parte della battuta non per riscuotere un freddo e meccanico applauso ma per rappresentare se stesso.

Il meccanismo della comicità di @diodeglizilla è dato dal fatto che egli si racconta nelle sue manie, nelle sue debolezze e nei suoi limiti con un grande senso dell’ironia. Si tratta di appunti di un abitante del mondo moderno, senza pretese cosmiche (“Guardo la luna e mi chiedo: E se precipitasse verso di noi alzando il mare e tutto venisse sommerso, il costume è di là pulito o a lavare?”), dominato da piccole emozioni (Preparando il risotto, mi sono accorto di non avere più dadi da brodo. Poi erano su un altro ripiano. La mia vita: una girandola di emozioni”), incapace di avventurarsi oltre il limite (“Stasera mi sento abbastanza coraggioso da avventurarmi oltre il canale 56 del digitale terrestre. Una vita di brividi”) e alla perenne ricerca di una illuminazione che, per quanto grande possa essere, non può che nascere dal menu della pizza (“Mi sento come Siddartha nel suo viaggio verso l’illuminazione, quando scorro un menu delle pizze e cerco la combinazione perfetta. Da anni”). L’autoronia di @diodeglizilla verso se stesso è così forte che la famosa battuta di Groucho Marx “Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me” non sfigurerebbe per nulla in mezzo ai suoi tanti tweet e anzi potrebbe essere ri-scritta dall’autore stesso.

Ovviamente nella sua timeline @diodeglizilla non risparmia il mondo circostante colto nei suoi tic, nelle sue ipocrisie e nel suo “disagio” (termine che ricorre diverse volte nella timeline dell’autore). Twitter è la metafora di questo disagio. Esso viene descritto come un mondo artificiale e irreale che sostituisce la vita reale (“Ho appena defollowato uno perché non twitta da tre ore. Metti che è normale o c’ha una vita”), un sacro gral per il quale s è disposti a tutto (“A 10.000 follower vi faccio vedere come ho perso lavoro, casa e amici per arrivarci”), una cassa di risonanza del nostro ego (“Noto una certa tendenza a dimenticarsi l’ovvietà che siamo tutti partiti da 0 followers”) e ovviamente anche un serbatoio di apparenze, ipocrisie, stupidità e piccole manie e piccole frustrazioni.

In questo minimalismo dell’autore dove l’ambizione e l’orgoglio sembrano quasi sopiti (“A 33 anni Alessandro Magno e Cristo erano morti lasciando grandi eredità. Io posso lasciare la collezione di coccodrilli dell’Ovetto Kinder”) e dove l’unica scelta possibile è quella dello starsene in disparte a contemplare le cose e la gente nelle loro azioni incomprensibili e spesso ipocrite (magari sul divano, ascoltando buona musica nelle cuffie), quello che risalta è una comicità raffinata, sottile. Una comicità non da torte in faccia (come in altri autori di Twitter), ma da torte nell’inconscio, che va a colpire il nostro Super-Ego (così grande e così fragile) e i nostri più contraddittori meccanismi psicologici.

Presento una selezione dei migliori tweet di @diodeglizilla

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@diodeglizilla, Tweet scelti

Ho appena defollowato uno perché non twitta da tre ore. Metti che è normale o c’ha una vita.

A 10.000 follower vi faccio vedere come ho perso lavoro, casa e amici per arrivarci.

Comunque la vera libertà è arrivare a casa e levarsi il reggiseno.
Scusate, ho copiato io tweet sbagliato.

Sta cosa che se hai 10k follower puoi pure scrivere “‘Na fiacca oggi” e ti RT in 10 è come, chessò, se un comico fa politica e prende il 20%

Quando ritwitto e un mio follower commenta a minchia, mi sento responsabile come quando i tuoi figli fanno cadere qualcosa nei negozi.

Ricordate che un giorno passato sul divano è un dì vano.

“Gambe in spalla” solo se ti ha disegnato Picasso.

Se vado a comprare la lettiera per gatti e ci metto i piedi vale come foto sulla sabbia, che mi fate sentire escluso?

Angelina Jolie: “Per la risata satanica in Maleficient mi sono ispirata agli autisti di bus quando ti chiudono le porte in faccia e partono”

Chissà se a quelli che si lamentano della propria TL gliel’hanno spiegato che se la sono composta loro.

Oggi solare come un’eclissi. Continua a leggere

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Le 110 citazioni e frasi più belle sul sesso

Sul sesso è stato già detto tutto ed il contrario di tutto. Per Henry Miller il “sesso è una delle nove ragioni per la reincarnazione: le altre otto non sono importanti”. Ma c’è chi come Andy Warhol la pensa all’opposto, affermando che “il sesso è il più grande niente di tutti i tempi”.

E chi dei due ha ragione? Isabel Allende che scrive che “Per le donne i migliori afrodisiaci sono le parole. Il punto G è nelle orecchie. Colui che cerca più in basso sta sprecando il suo tempo” oppure Marcel Prévost che al contrario ribadisce: “Le donne preferiscono gli uomini che le prendono senza comprenderle, agli uomini che le comprendono senza prenderle”?

Tragicamente illuminanti sono anche i diversi punti di vista sul sesso a pagamento. Secondo Aldo Busi “Comprare il sesso col denaro è come comprare un chilo di bucce a forme di mele: il chilo è sempre un chilo, ma la polpa non è compresa nel baratto” mentre al contrario Brendan Francis mette l’accento sull’aspetto economico e utilitaristico: “La grande differenza tra sesso per soldi e sesso gratis è che il sesso per i soldi di solito costa meno”.

Qui di seguito riporto una mia selezione personale (con molti aforismi inediti) delle migliori 110 frasi e citazioni (anche divertenti) sul sesso. Al lettore il compito di districarsi nel labirinto delle interpretazioni e dei tanti punti di vista sul sesso, “quella cosa importante come il bere e il mangiare”, come scrive il Marchese de Sade.

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110 frasi, citazioni e aforismi sul sesso

Sesso - Sex - Sexo - Sexe

1) Per le donne i migliori afrodisiaci sono le parole. Il punto G è nelle orecchie. Colui che cerca più in basso sta sprecando il suo tempo.
(Isabel Allende)

2) Quando le cose non funzionano bene in camera da letto, non funzionano bene neanche in soggiorno.
(William Howell Masters)

3) L’astinenza è una buona cosa, ma dovrebbe sempre essere praticata con moderazione!
(Anonimo)

4) È sporco il sesso? Certo, ma solo se è fatto bene.
(Woody Allen)

5) Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.
(Oscar Wilde)

6) Il sesso senza amore è un’esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è tra le migliori.
(Woody Allen)

7) La differenza tra l’amore e il sesso è che il sesso allevia le tensioni e l’amore le provoca
(Woody Allen)

8) Il sesso è una connessione plug’n’play necessaria per la sincronizzazione di due individui
(dlavolo, Twitter)

9) Le donne recriminano sul sesso più degli uomini. Le loro lamentele si dividono in due grandi categorie: 1) non abbastanza; 2) troppo.
(Ann Landers)

10) Nove volte su dieci gli uomini chiavano così male che se le donne fossero andate a farsi un giro in funivia col vento dentro le cosce avrebbero goduto di più.
(Aldo Busi)

11) La guerra fra i sessi è l’unico tipo di guerra in cui i nemici dormono regolarmente insieme.
(Quentin Crisp)

12) Care donne che vi lamentate delle prestazioni sessuali dei vostri uomini, se l’hanno chiamato pene e non gioie, ci sarà un motivo
(Nicola Brunialti, Twitter)

13) Nella vita non importa con chi vai, ma con chi vieni.
(Anonimo) Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Incagliatoh

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @Incagliatoh (Dibi). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Sono nato l’anno dello sbarco su Marte. Anno fantastico, devo dire, almeno fino a quando mi dissero che non c’è stato mai nessuno sbarco, e finì tutto”.

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@Incagliatoh è su Twitter dal 2013. “Prima ero @Ditobionico, poi ho dimenticato la password e quel profilo è ancora lì a ricordarmi che ho uno straordinario talento per l’evoluzione regressiva. Scrivo su Twitter perché è l’unico posto dove posso dire quello che penso senza che nessuno si alzi dal tavolo, o comunque, qui non me ne accorgo”. E sulla scelta del suo nick l’autore mi scrive ironicamente: “Ho scelto ‘Incagliatoh’ perchè ‘Ditobionico’ l’avevano già preso”.

C’è un famoso paradosso logico che recita così: “Se ci sono gli universi paralleli, esiste anche un universo parallelo dove non ci sono universi paralleli”. Ecco molti dei tweet di @Incagliatoh sono dei veri e propri paradossi logici, dove il senso traballa nella collisione di significati apparentemente opposti e il linguaggio sprigiona qualcosa di assurdo e di imprevedibile. Ecco alcuni esempi: “Il fatto è che in realtà è proprio come sembra” o Convincermi che non sempre è colpa degli altri è stato un percorso lungo e tortuoso, ma ora posso finalmente dire che non ho mai avuto torto” o Ringrazio Dio perché se oggi sono l’ateo che sono lo devo tutto a lui” (persino più bello e paradossale dell’originale pensiero di Woody Allen “Grazie a Dio sono ateo”). E si veda anche l’intestazione del profilo dove assurdamente l’autore scrive: “Non so se mi spiego, ma di sicuro non mi capisco”.

Talora i tweet di @Incagliatoh diventano pensieri che si dissolvono (“Non è che non c’ero, è che di solito arrivo nella dissolvenza”), idee e concetti che si trasformano in forme e disegni e movenze irreali: “Devo essermi perso nel libro a figure di ieri, dove il sole sorge solo da pag.53, gli odori non si sentono e che strano, pag.54 non esiste” oppure “Stasera il mio rumore di mare si perde nello sguardo accusatorio del mio pesce rosso e io non ho neanche un pesce rosso”. La realtà diventa assurda, indecifrabile, si “incaglia” e finisce per sfociare in non sense concettuali come questo: “Pensieri come sabbia sulla lingua, fischi di treno, lamette tra i denti, ma soprattutto, contano i preliminari? E se si, fino a quanto?”

Un’altra caratteristica della scrittura di @Incagliatoh è la capacità di prendere in giro i sentimenti e quasi di destrutturarli, capovolgendo i ruoli e scambiando emozioni con oggetti e manufatti: “Prendimi per mano, aiutami a non dimenticare, insegnami ad aver paura ti prego, io ti insegnerò il verso del termosifone che perde, giuro” oppure “Bene grazie, giusto qualche lieve sintomo che mi rende incapace di distinguere un sentimento buono da una confezione di hamburger surgelati”. In questo capovolgimento dei pensieri – dei veri e propri colpi da circo concettuali – spicca, come un filo conduttore, l’ironia dell’autore su se stesso. @Incagliatoh si descrive nella sua accidia (“Oggi vorrei il dono dell’ubiquità, così potrei essere sdraiato su due divani contemporaneamente”), nella sua misantropia (“Amo gli ascensori, così posso salire le scale a piedi in santa pace”), nella sua inettitudine (“Sono orgoglioso di constatare che sono arrivato ad un punto in cui mi riesce di non rovinare nulla, tranne quando parlo o mi muovo”), nelle sue situazioni più surreali (“Certe cose arrivano così, che hai ancora la gamba completamente infilata nel sacco nero della spazzatura per far spazio”), nella sua ricerca di una identità perduta (“Io ci sono delle volte che mi sembro un riflesso già visto ma non mi ricordo dove”) nel suo apparire così pieno di difetti da essere “la miglior persona da evitare che io conosca”.

In un suo tweet l’autore scrive “Ho un pregio bellissimo, che non mi conoscete” ed è ovviamente un altro dei suoi paradossi perché spesso @Incagliatoh, nella sua tipica autoirinonia, mette a nudo se stesso, con tutti i suoi difetti e le sue contraddizioni. Presento una selezione di tweet dell’autore.

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@Incagliatoh, Tweet scelti

Volevo dire al treno che io passo una volta sola, poi per il resto che si arrangi.

Con i piedi per terra stateci voi, che io voglio vedere il mare.

La breve storia d’amore di lui che aveva occhi solo per lei e di lei che aveva occhi solo per lui che vissero felici sino al primo palo.

È tutta una questione di scelte, tra il prima, il poi e il durante, io, scelgo sempre l’altrove.

Il segreto sta nel non accettare paure dagli sconosciuti.

Ho un pregio bellissimo, che non mi conoscete.

È questione di spazi, mi disse. Spostati a sinistra. Un passetto. Ancora un altro po’, ecco. Non ti amo più. È questione di attimi, disse.

Ti ho scritto una lettera strappata.
Così, per semplificarti il lavoro.

Non lo so, però basta che mi si tenga come si tengono gli aquiloni.

Se solo invecchiasse lo specchio, invece. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Ziacoca

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @ziacoca (No, grazie).

Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “-Lu Sule, lu Mare, lu Ientu- oltre ad essere un abusatissimo ‘Spot’ per descrivere in 3 parole il Salento è anche un Modo di essere. E’ soprattutto quel Vento, spesso Violento di Tramontana, che mi scorre nelle Vene, facendomi combinare Disastri che neanche il Ciclone Catarina, neanche! Mi ero illusa di poter smussare gli Angoli frequentando l’Università di Modena e restando in quella che all’epoca ritenevo ‘La fredda Emilia’ anche dopo la Laurea. Ma niente. In quei bellissimi anni ho solo ‘Salentinizzato’ i miei Amici di Lì, che adesso ballano la Pizzica e dicono: ‘Vaffanculammammata’ meglio di me. Io però nel cambio ci ho guadagnato: faccio dei Tortellini che GialloZafferano SucaH! Poi però ho pure tutto il Sole caldo e sincero della mia Terra, quello che non puoi nascondere nulla, che non ci sono Segreti ma Angoli in Ombra da scoprire piano. Ed il Mare. Limpido, pulito, che se c’è qualcosa che non va lo vedi subito. Che un momento è agitato e l’attimo dopo è calmo, come se niente fosse… Bé, dipendiamo un po’ dalla Luna, eh?!
P.S. La Nerchia me l’ha prestata Bukowski”.

@ziacoca si è iscritta a Twitter nel settembre 2010. “#Scrivoperché piangere e ridere non mi basta’. E’ il mio ‘Tweet fissato’. Ho sempre tenuto un Diario. Ora ho Twitter. Anche un Blog, in effetti. Che vorrei riprendere a curare. Ho bisogno di Scrivere!”.

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Nei 140 caratteri di Twitter @ziacoca annota le stenografie del suo “cuore messo a nudo”, tra la voglia di emozioni e sentimenti (“Questo strano Vizio di farmi prendere a schiaffi dai Sentimenti. Sennò non mi diverto”) e la strana incapacità di riuscire ad esprimerli nella loro semplicità e bellezza (“Un Muto mi ha appena detto : ‘Ti voglio bene’. Ed io che la Voce ce l’ho non riesco a dirlo”).

Messa da parte (e forse mai usata) l’antica cornice della finzione e della ipocrisia, @ziacoca parla una lingua antichissima, la lingua del cuore, la lingua dei bambini (“Sono quella che quando si diverte ride. So che è fuori luogo, dopo i 6 anni. Ma se non rido non mi diverto. Sarò Sexy alla Prossima. Giuro”) e soprattutto la lingua della coscienza, quella che non fa sconti a nessuno, in primis a se stesso (“Poi decidi di Investire su Te stesso. E lì Sconti non ne troverai mai”), che non accetta compromessi con il mondo (“Se volevo piacere a tutti nascevo Bugia” e si veda anche il suo stesso nickname “No, grazie”), che è consapevole dei suoi limiti, dei traguardi raggiunti ma anche e soprattutto di quelli non raggiunti (“Volevo dei Figli. Ho avuto Nipoti, Amici e un Orto da curare. Lo so che è poco. Ma l’Amore inesploso uccide più di un Cancro”).

Ogni tasto che @ziacoca sfiora nella sua scrittura, e fosse anche per produrre il suono più stridente, è qualcosa che continua a toccare noi tutti, gli ipocriti lettori, che continuiamo a vivere e a cullarci nelle nostre false illusioni. L’autrice lancia strali, punture di spillo (letteralmente dei veri e propri “SucaH”) il cui scopo è quello di far scoppiare la bolla d’aria in cui vive la nostra comoda coscienza artificiale: “Zia, come fanno i Bruchi a diventare Farfalle? -Con Instagram, Tesoro.-” o “Sei talmente sfigata che il Protagonista delle tue Fantasie Sessuali è tuo Marito” o “L’Italia è il Paese dei finti Invalidi. Twitter dei finti Single”).

In questi strali l’autrice non risparmia nessuno e a volte mette in croce anche se stessa quando scrive “E quando ti sei davvero messo in Discussione ti accorgi spesso che quelli che proprio non riesci a perdonarti non sono Errori tuoi”. Perché la coscienza, la vera coscienza, non è fatta per i compromessi, e @ziacoca lo ribadisce più volte. Anche nei tweet più divertenti (e ce ne sono tanti, perché l’ironia di @ziacoca ha molte frecce al suo arco) non c’è mai leggerezza e inconsapevolezza e ricerca della mezza misura, quella mezza misura così abile a ridimensionare le cose e sorvolare sui problemi. “Piuttosto che ridimensionare elimino” scrive l’autrice, con il tono di chi è sopravvissuto a un grande dolore (che però ci racconta con pudore e discrezione, forse l’unica forma di pudore della sua scrittura), quei grandi dolori che – quando succedono – non ci lasciano più il tempo e lo spazio per le falsità e ci fanno voltare pagina. “Voltare Pagina come stile di Vita. Nonostante quei piccoli Segnalibro che sporgono. E fanno male”.

Presento una selezione di tweet di @ziacoca. Da segnalare il particolare uso delle maiuscole, che svolgono quasi la funzione di corsivi (il corsivo nell’aforisma è un segno linguistico molto usato soprattutto dagli autori contemporanei, si veda E.M Cioran per enfatizzare una parola o un concetto. Su Twitter ovviamente non è possibile usare questa funzione).

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@ziacoca, Tweet scelti

“Non dirlo a nessuno.” è il Passaparola più Veloce che conosca.

Amore è.
Piantare un Ulivo. Coprire di Paglia la Terra, ripararlo dal Freddo.
E sognare un giorno di vederci arrampicare Tuo figlio.

Se volevo piacere a tutti nascevo Bugia.

Più abbaiano in Branco più scodinzolano da soli.

Come quei Bimbi che giocano con le formine e si ostinano a voler ficcare il Triangolo nel Cerchio. Alcuni Amori son proprio così.

La vera Bellezza inibisce.
Non si fa fischiare dietro.

C’è gente talmente Impegnata a dichiararsi Migliore di Te da non avere il tempo di Dimostrarlo.

Facile essere il Fuoco d’Artificio di una Sera.
Ma prova a brillare senza un Cielo a Disposizione. Senza Pubblico.
Un po’ tutti i Giorni.

Ricordo tutto.
Sopratutto ciò che avrei voluto accadesse davvero.

Chi accetta di essere un Passatempo non dovrebbe sorprendersi se il suo Tempo poi passa.
Game over.

Chi ti vede ti definisce “Solare”. Perché la Foschia lieve della Malinconia la vede solo chi si ferma un po’ a viverti.

“È venuto a mancare”.
La Morte è un Ossimoro. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Flarin

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @flarin (Luca Turci).

Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Mi drogo di parole e immagini. Libri, fumetti, film, serie tv, internet. A volte provo a fabbricarmene anche da solo sotto forma di racconti, post o tweet. Ma è come se fosse metadone. Nel 2011 ho finito di scrivere un romanzo, il sogno di una vita, ma mi sembra sempre che manchi qualcosa e passo il tempo a riscriverlo. Credo che quel qualcosa si chiami coraggio. Mi guadagno pane e libri lavorando come web designer freelance”.

@flarin è stato uno dei primi a iscriversi su Twitter, nel dicembre 2007. “Scrivo su twitter per una sorta di abitudine nata per inerzia. Tanto per cominciare lavoro nel web e appena esce una novità, mi iscrivo per testarla e… la verità è che andò così… una ragazza mi disse: – iscriviti a twitter! – Ma che rob’è? – È figo. – Non mi pare mica. Poi lei sbattè le ciglia e lo feci. Ed eccomi qua” mi scrive l’autore. Che poi aggiunge: “Scrivere su twitter, mi permette di dare un senso – forse inutile, come tutti i sensi – a quello che mi rimbalza nella testa. Io invio e mi tolgo il dubbio che il tweet possa essere interessante in base a cosa succede. Già solo inviando mi sento meglio. Non importa che risulti interessante o meno, ma che mi sia tolto il dubbio e mi sia liberato dal pensiero. Ho un cervello un po’ così, che vogliamo farci? Produce tanti rifiuti e mi serve sempre più spazio. Scusate se ve li lancio addosso”.

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A proposito del suo nick l’autore spiega così la scelta: “Flarin è il mio nick per sbaglio. Lo avevo inventato per una storia, quando ero bambino e l’ho usato all’iscrizione perché pensavo non sarebbe durata. Ma tanto le cose che durano fanno sempre così: come gli pare. Volevo un nickname che sembrasse dolce – non mi perdonerò mai per aver scritto questo aggettivo -, ma nascondesse una componente forte e distruttiva (flar, flare, flaring). E mi è tornato in mente flarin, che poi mi piace scrivere con la minuscola, un po’ perché è più bella la effe minuscola (…) e un po’ per una sorta di strana umiltà, o, semplicemente, per il fatto che non riesco a prendermi sul serio. (E non riesco nemmeno a prendermi. Sul serio. Io ci provo, ma è come quei cani che inseguono la propria coda.)”

Anche se @flarin afferma di “sentirsi fuori luogo in quasi tutti gli stati d’animo”, c’è nella sua scrittura una delicatezza inconfondibile, come quella dell’acqua che scorre lieve in discesa (“verso alcune persone si scivola come l’acqua in discesa”) e la delicatezza dell’animo è proprio uno degli aspetti ricorrenti nella sua timeline.

Nei suoi tweet – così leggeri e aerei e morbidi (“Pensieri così morbidi che ci faresti il nido”) -, @flarin modella i “sentimenti come pongo in un mondo di bambini” estraendone forme e immagini piene di stupore, di estasi e anche di malinconia. Sono immagini in bianco e nero, che a volte si colorano come un mattino “che sa di possibilità”. A volte dietro queste immagini si intravede la luce di un fuoco, quel sacro fuoco interno – il fuoco dell’anima, il fuoco dell’inquietudine – che corrode e brucia e che ci rende così puri (del resto in greco purezza e fuoco hanno la stessa etimologia).

@flarin ci parla di emozioni e persone (“Ci sono un sacco di belle persone, ma le hanno distribuite male”), di assenze e presenze (“Si chiama mancanza ed è spesso presente”), di illusioni (“Contromano sulla strada delle illusioni”) e di realtà (“La vera fuga è nella realtà”), di nuvole (“Quando cado dalle nuvole, per un attimo spero sempre sia verso l’alto”) e di naufragi (“Alle volte ci si aggrappa alla scialuppa e si dimentica di controllare se si tocca”), di ragione e cuore e anima (“Un cervello pesa all’incirca un chilo e mezzo. Un cuore trecento grammi. Un’anima, 21. Più ci si allontana dalla ragione e meno pesa”). E ci parla anche di quello strano meccanismo fatto di pudore e di autodifesa che ci porta a rifiutare la felicità “- Lo vuoi un assaggio di felicità? – Non è che poi mi fa male?”. E quando è davanti a una persona, @flarin ha questa sensibilità fatta di piccoli gesti, gesti delicati, fragili, sensibili. Sembra quasi di vederlo mentre esclama: “Scusa ma ho visto un No nei tuoi occhi. Ferma così che te lo tolgo”.

Presento una selezione di tweet di @flarin

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@flarin, Tweet scelti

Un cervello pesa all’incirca un chilo e mezzo.
Un cuore trecento grammi.
Un’anima, 21.
Più ci si allontana dalla ragione e meno pesa.

Alle volte ci si aggrappa alla scialuppa e si dimentica di controllare se si tocca.

Giochiamo? Io mi nascondo dietro un vorrei e tu dietro un potresti.

- È solo un filo. – Ti dici.
Lo tiri e vengono via: la maglietta, Arianna, Teseo, il Minotauro e mezzo labirinto.

Nel corpo umano c’è una funzione per posporre i sentimenti. Si chiama paura.

È meglio non cercare scorciatoie nei percorsi obbligati. A volte arrivi troppo presto e non è il momento giusto.

Attenti che girano pietre durissime rivestite di persona intorno.

Pensate che frustrazione le nostre ombre. Ci vedono sbagliare e devono seguirci sempre, e in silenzio.

Chi s’accontenta esplode.

- Sono veramente stanco.
- Hai lavorato tanto?
- Ho amato a vuoto.

Occupano il tuo cuore e non pagano l’affetto.

So perfettamente cosa vorrei. Deve essere per questo che riesco a evitarlo così bene. Continua a leggere

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Frasi, citazioni e aforismi sul weekend e il fine settimana

Presento una selezione di frasi, citazioni e aforismi sul week-end e il fine settimana. Sul weekend si veda anche la sezione Aforismi e battute sul meteo e le previsioni del tempo.

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Frasi, citazioni e aforismi sul week-end e il fine settimana

week-end

Il fine settimana non è degno di essere vissuto se non lo spendi a fare qualcosa di completamente inutile.
(Bill Watterson)

Non ci sono abbastanza giorni nel week-end.
(Rod Schmidt)

Equazione: comodità + profumo di torta in forno – tasto della sveglia = weekend
(Amy Krouse Rosenthal)

La febbre del sabato sera.
La convalescenza della domenica pomeriggio.
La depressione del lunedì mattina.
(dlavolo, Twitter)

Per scoprire chi ha passato il weekend al mare, distribuisci pacche sulle spalle. Se urlano, ci sono andati.
(itscetty, Twitter)

Se si va al mare di domenica, per conquistare uno spazio adeguato per l’asciugamano, non bastano anni di allenamento a Risiko.
(m4gny, Twitter)

La nebbia agli irti colli La pioggia nel pineto La quiete dopo la tempesta Tutte poesie scritte nel week-end, sicuro
(dbric511, Twitter)

Il sole si chiama sole per via di tutte le sole che ti rifila nei weekend.
(Dlavolo, Twitter)

I weekend sono un po’ come gli arcobaleni; sono belli visti da lontano ma la luce scompare quando ti avvicini a loro.
(John Shirley)

Passiamo 5 giorni su 7 a bramare il weekend e poi il weekend lo passiamo a temere quei 5 giorni su 7.
(David_isayblog, Twitter) Continua a leggere

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Frasi, citazioni e aforismi sulle stelle e le stelle cadenti – 10 agosto, San Lorenzo

In occasione del 10 agosto, notte di San Lorenzo o dei fuochi di San Lorenzo (poiché ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo), presento una selezione di frasi, citazioni e aforismi sulle stelle con, in fondo alla selezione, un appendice di frasi e aforismi sulle stelle cadenti.

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Parte 1 – Frasi, citazioni e aforismi sulle stelle

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In cielo c’è una stella per ognuno di noi, sufficientemente lontana perché i nostri dolori non possano mai offuscarla.
(Christian Bobin)

Se guardi il cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle, non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.
(Kahlil Gibran)

Ho teso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d’oro da stella a stella, e danzo.
(Arthur Rimbaud)

Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito.
(Confucio)

Seconda stella a destra, questo è il cammino.. .e poi dritto fino al mattino!
(Edoardo Bennato)

Le stelle sono nel cielo come le lettere dentro un libro.
(San Massimo)

Non trema la luce delle stelle. Trema il nostro sguardo, sapendo dell’enorme sforzo che questa luce ha realizzato per farsi vedere
(Lorenzo Olivan)

Butterò questo mio
enorme cuore
tra le stelle un giorno
giuro che lo farò…
(Francesco De Gregori)

Bellissima l’idea che le stelle si estinguano una volta declinato l’intero paradigma dei nomi di Dio (Clarke)
(Jean Baudrillard)

La nuvola nasconde le stelle e canta vittoria ma poi svanisce: le stelle durano.
(Rabindranath Tagore)

Le stelle si avvicinerebbero a noi se fossero chiamate per nome, ma chi conosce il loro nome?
(Fabrizio Caramagna)

Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d’affari erano dell’oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte.
(Antoine de Saint-Exupery) Continua a leggere

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Frasi, citazioni e aforismi sulle canzoni e i cantanti

Ci sono canzoni cantate a voce alta, in mezzo alla allegria e alla adrenalina, e canzoni sussurrate e appena accennate quando ci circonda la malinconia. Canzoni che uno ascoltandole vorrebbe essere sulla Route 66 a divorare lo Spazio e canzoni che invece ci fanno andare indietro nel Tempo e si intrecciano ai nostri ricordi.

Qui di seguito presento una selezione di frasi, citazioni e aforismi sulla canzone e i cantanti con un occhio di riguardo per quella meravigliosa fucina di frasi che è Twitter (in questo articolo tra i tanti autori di Twitter spicca la bravissima @saraturchina). Per gli aforismi sulla musica si veda la sezione Frasi, citazioni e aforismi sulla musica.

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Frasi, citazioni e aforismi sulle canzoni e i cantanti

canzoni

Un uccello non canta perché ha una risposta. Canta perché ha una canzone.
(Proverbio cinese)

Ogni giorno dovremmo ascoltare almeno una canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro e, se possibile, dire qualche parola ragionevole.
(Johann Wolfgang von Goethe)

Dio mi rispetta quando lavoro; ma Dio mi ama quando canto.
(Rabindranath Tagore)

Nulla apre gli occhi della memoria come una canzone.
(Stephen King)

La musica, nella sua essenza, è ciò che ci dà ricordi. E più a lungo una canzone esiste nella nostra vita, più ricordi abbiamo di essa.
(Stevie Wonder)

Mi sono preso una cotta formidabile. Fra fuochi e chitarre, in riva al mare e dentro un sacco a pelo. Perché tutti, una volta nella vita, abbiamo diritto di credere che le canzoni dell’estate siano state scritte apposta per noi.
(Massimo Gramellini)

Certe canzoni danno talmente confidenza che ad un certo punto non distingui più se sia tu ad ascoltarle, o se siano loro a starti a sentire.
(saraturchina, Twitter) Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Valemille

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @valemille (SI LA DO. Ma qui no.).

Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Sono una storica dell’arte non praticante. Una terrona che migra sempre più a Nord. Una raminga che, per ‘sentire’ e ‘pensare’, appartiene ad ogni luogo e ad ogni epoca, tranne che a quella attuale. Coltivo interessi e passioni e, in attesa di decidere cosa farò da grande, mi dedico al cazzeggio”.

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@valemille si è iscritta a Twitter due volte. “La prima è durata quasi un anno e mezzo, poi, come tutti i rapporti di amore-odio, è finita nel settembre 2013. Ma a Gennaio di quest’anno ho deciso di riprovarci. Staremo a vedere” mi scrive l’autrice, che aggiunge: “Spero che, per una volta, verrò presa sul serio, se dico che sono su Twitter perché ‘io avevo accompagnato un amico…E invece hanno preso me’. In realtà sono su Twitter perché mi da la possibilità di dedicarmi a due tra le mie attività preferite: leggere e scrivere. Il bisogno di svago e di condivisione di risate, emozioni e riflessioni, sono i motivi per i quali resto. Sarò poco “social”, ma l’interazione mi appartiene poco. Per quella, preferisco ancora la vita ‘reale’, dove entra in gioco lo scibile umano nella sua interezza. Non a caso, sono sempre ben disposta ad approfondire fuori la conoscenza delle persone che su Twitter mi incuriosiscono di più.”

Come molti autori di Twitter @valemille scrive delle pregevolissime battute, ma rispetto ai tanti, troppi battutari di Twitter, quelle di @valemille hanno il pregio di farsi leggere dentro e tra le righe (o per dirla in un altro modo tra i 140 caratteri), sul rovescio e lungo il margine del foglio. Molte di quei tweet che l’autrice definisce come delle “cazzate” indulgono a bagliori poetici, analisi psicologiche, riflessioni filosofiche pur conservando il loro aspetto sorridente. Si prenda ad esempio questo tweet “La gente della mia età sceglie i nomi da dare ai figli e io sono indecisa sulle forme da attribuire alle nuvole” che è di una modernità e profondità davvero acuta nel descrivere la nostra generazione spaccata in due, tra il peso della responsabilità e il richiamo delll’irresponsabilità”. Oppure si legga questo tweet dove, con una semplice battuta posta in fondo alla frase, l’autrice smonta la millenaria verità delle favole: “Ho iniziato a dubitare dell’Amore Eterno quando ho notato che a quel ‘E vissero per sempre felici e contenti’ mancava la parola “Insieme”. O si veda infine come l’autrice, con un gioco di parole, inquadra la sessualità maschile: “I veri Amici si riconoscono nel momento del bisogno. I veri Uomini nel momento del Bis”.

A far da guida a questa scrittura ironica (“Il mondo sarebbe un posto migliore, se uno dei cinque sensi fosse stato quello dell’ironia”) è la fedeltà dell’autrice alle proprie sensazioni, alla propria vita vissuta, alla propria esuberante spontaneità, tanto che – pur con il filtro di Twitter – sembra quasi di vedere @valemille dal vivo, colta nella sua vita quotidiana (“C’è chi si perde in uno sguardo, chi si perde in un silenzio, e poi ci sono io, che mi perdo sempre l’inizio dei film, al cinema”), mentre è alle prese con il mondo che la circonda, quasi sempre personificato dai cosiddetti “uomini”, veri e proprio dispensatori di gioie e dolori (più dolori che gioie) come si evince da tweet come questi “E, comunque, non è vero che gli uomini non sono multitasking. Alcuni, ad esempio, riescono ad amare te e tutte le altre contemporaneamente” o anche “In inglese, Maschio si dice ‘Male’. Forse, è per questo che le donne amano farsene”.

Se nell’autrice prevalgono tratti di pessimismo e disincanto sulle relazioni umane (“Ci vorrebbero delle comunità di recupero delle cose perse… Come il tempo e la fiducia mal riposta”), se il disegno del destino non è così chiaro (“Dio ha un disegno per tutti. Per me, invece, ha un quadro astratto”), se gli uomini hanno una “incredibile somoglianza con il foglietto illustrativo dei medicinali: IL BUGIARDINO”, se l’ultima dichiarazione d’amore è stata quella del commercialista, e se persino “le strategie del Twitter non fanno per me”, per fortuna interviene l’ironia (a partire dal nickname “SI LA DO. Ma qui no”) a mitigare tutto e a prendere le distanze attraverso il salutare ridimensionamento (e rovesciamento) delle proporzioni e una sana risata sulle cose. Perché come mi scrive l’autrice stessa “L’ironia forse non risolve i problemi, ma aiuta ad affrontarli meglio”.

Presento una selezione di tweet di @valemille.

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@valemille, Tweet scelti

Ho iniziato a dubitare dell’Amore Eterno quando ho notato che a quel “E vissero per sempre felici e contenti” mancava la parola “Insieme”.

Siamo fatti per il 70% di acqua passata.

Vi prego, non fate battute sul mio conto…
Versateci dei soldi.

E niente.
Secondo la mia prova costume, quest’anno, la sola cosa tonica che avrò è un gin.

Non per vantarmi, ma, ultimamente, la mia vita è cambiata da così a così così.

Gli uomini che incontro sono la prova vivente che dio insiste.

Mi è sfuggito il momento in cui abbiamo smesso di passare sopra le cose e abbiamo iniziato a passare sopra le persone.

Le persone mi raccontano sempre tutti i loro problemi.
Le persone credono che io sia Houston.

- Ci mandi una foto del suo primo piano.
- Abito al terzo. Ve la mando lo stesso?

La gente della mia età sceglie i nomi da dare ai figli e io sono indecisa sulle forme da attribuire alle nuvole. Continua a leggere

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Mario Postizzi, Una lama tra le nuvole

Avvocato ticinese, giurista e aforista, nato a Giubiasco nel 1952 e titolare di un importante studio legale a Lugano, vincitore del prestigioso premio per l’aforisma “Torino in Sintesi” (edizione 2010, categoria italiani all’estero), Mario Postizzi ha recentemente pubblicato, presso le raffinate edizioni Aragno, la raccolta di aforismi Una lama tra le nuvole.

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Mario Postizzi (Foto per gentile concessione dell’autore)

Una lama tra le nuvole è il terzo libro di aforismi dell’autore, nel segno della continuità stilistica e di contenuto con i due precedenti (Gli spruzzi e le macchie, 2002 e Hommelettes, 2007). Il lettore non solo ritrova la stessa impaginazione di aforismi che si succedono a gruppi di tre per pagina scanditi da ampi spazi bianchi, ma quella medesima “lama” ironica che fa di Postizzi – come sottolinea bene nella prefazione l’italianista Anna Longoni – “un ritagliatore capace, col bisturi delle parole, di ferire e insieme risanare”.

Con la sua lama Postizzi non ha la pretesa di rivelare chissà quale verità, semmai accenni di piccole verità. I grandi temi come il Tempo, l’Eternità, la Democrazia, il Diritto, il Linguaggio e Dio vengono sempre raccontati con le minuscole (“la scrittura breve dovrebbe conoscere soltanto i caratteri minuscoli” scrive l’autore in un suo aforisma), perché le contraddizioni e i paradossi dell’esistenza si possono denunciare senza alzare la voce. Così il tono della massima si abbassa, diventa “minimo”, tocca altri tasti tra cui quello del disincanto, della malinconia e anche della scherzosità e spensieratezza.

Il libro è diviso in quattro sezioni, (Preludio, Nenia, Primo intermezzo, Secondo intermezzo a cui si aggiunge un Finale), veri e propri “movimenti” che danno ritmo e contenuto alla scrittura aforistica e dove alla riflessione sui grandi temi dell’esistenza (riflessioni che talora toccano anche le 5-6 righe, perché Postizzi è uno scrittore “brevilineo”, che sa accorciare o allungare con grande abilità la forma breve) si affiancano, specie nell’ultima parte del libro, i modelli del ritratto o del carattere (e talora anche dell’autoritratto come ci rammenta Postizzi: “Per giungere al bersaglio il colpo esploso dall’ironia deve almeno sfiorare l’autore”). Ecco quindi apparire una galleria di personaggi come il traditore, il sedentario, l’innamorato, il dilettante, l’ottimista, l’ateo e così via dove l’autore – messo da parte la forma dell’argomentazione e della riflessione – sceglie il tasto della leggerezza (parola richiamata anche nel titolo del libro, in quelle nuvole che circondano e “foderano” una lama), scrivendo aforismi che si sporgono sull’orlo della battuta e del gioco di parole (anche se poi il lettore torna subito indietro e si accorge dei pungiglioni e delle piccole grandi verità che erano rimaste nascoste).

Come scrive molto bene Anna Longoni (italianista davvero sensibile all’aforisma e nota per aver curato l’opera omnia di Ennio Flaiano) “Postizzi è un attento osservatore del mondo e delle persone: il suo è uno sguardo qualche volte indignato, qualche volta benevolo, ma sempre lucido, distante quanto basta per non farsi travolgere”. Il lettore troverà in Una lama tra le nuvole un significativo bagaglio di parole e riflessioni, di sorrisi ma anche di smorfie amare e spaesamenti, di “nuvole foderate” e “nuvole che danzano con movenze da spadaccino”, “scavi in profondità” e stramberie poetiche, “polvere terrena” e “cipria che svolazza nell’universo”, in un intreccio di temi che toccano la vita e “il gioco tragico e beffardo del destino”, anche se come scrive bene l’autore “l’esistenza ha un linguaggio troppo frammentario per saper raccogliere tutte le carcasse dei suoi aforismi” e molti dei nostri pensieri più belli ci lasciano senza parole (“dopo breve malattia ci ha lasciati senza parole il pensiero più bello”) e quindi anche senza scrittura.

Presento una breve selezione di aforismi tratti da Una lama tra le nuvole. Alcuni aforismi sono apparsi in anteprima nel dicembre 2013 nell’antologia The New italian Aphorists, una antologia di aforisti italiani contemporanei da me curata e pubblicata in versione bilingue italiano-inglese negli Stati Uniti con il patrocinio della Associazione Italiana per l’Aforisma.

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Mario Postizzi, Una lama tra le nuvole

Postizzilama

Il linguaggio non deve perdere i sensi se vuole restare a contatto con la realtà.

Con il plagio si portano a spasso le frasi degli altri. I più dotati di mano ignorano l’affidamento e vanno dritti all’adozione.

La nostra giungla quotidiana: così terrificante perché sprovvista di liane.

Di questi tempi l’economia è a bocconi.

Malgrado plotoni di grandi chef, non è ancora stata eseguita la ricetta per chi è condannato a morire di fame. Continua a leggere

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Frasi, citazioni e aforismi sul mese di agosto

Agosto è l’ottavo mese del calendario gregoriano e il terzo mese dell’estate. Anticamente chiamato sextilis, il mese fu rinominato “augustus” dal Senato romano, nell’anno 8 a.C., in onore dell’imperatore Augusto, dal quale prende il nome anche il ferragosto (feriae Augusti). Il Senato aggiunse un giorno alla durata di agosto, levandolo a febbraio, per renderlo uguale a luglio (dedicato a Cesare)

Presento una selezione di frasi, citazioni e aforismi sul mese di agosto. Per gli aforismi sull’estate si veda l’articolo Frasi, citazioni e aforismi sull’estate.

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Frasi, citazioni e aforismi sul mese di agosto

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Agosto ce ne andiamo
solo vi lasciamo Milano
vigilate voi, noi assenti
sulle nostre case eleganti
sui bei ladri distinti
sui governanti
noi ce ne andiamo,
(Vivian Lamaque)

Ora sono ubriaco
d’universo
(Giuseppe Ungaretti, Devetachi, il 24 agosto 1916)

Aspettavo agosto tutto l’anno da bambino. La spiaggia, i templi di Paestum, la sensazione che tutto l’anno valesse la pena viverlo per rotolarsi nel bagnasciuga con mio fratello, con i miei cugini. La sensazione che la vita vera fosse agosto. L’attesa dell’agosto più bella dell’agosto persino. Vivere agosto da adulti non vale la pena. Ora agosto è solo un mese di promesse non mantenute, la dimostrazione che la vita ti ha tradito e quello che ti aspettavi non arriva. Come una generazione che credeva di poter vivere meglio dei propri genitori e invece vive peggio, assai peggio. Agosto era il mese dove riuscivi a prendere tutto ciò che di bello concepivi. Ora arriva e raccoglie esattamente le briciole dell’intero anno.
(Roberto Saviano)

Agosto ormai è solo un modo, come direbbe Chaillet, per essere infelici in modo molto romantico.
(Roberto Saviano)

L’estate è come un frutto, si sviluppa agli inizi di giugno, ancora acerbo, e poi gonfia e matura a partire da luglio, fino a rompere la sua pelle da cui scivola, luminoso agosto, un succo zuccherato e spesso. Il quale sarà perduto se non ci sarà nessuno per assaporarlo.
(Madeleine Chapsal)

Agosto mette a fuoco e fa furiosamente bollire tutto ciò che hai ascoltato nella primavera e nei primi mesi d’estate.
(Henry Rollins)

(In italia) nel mese d’agosto, persino Dio è in vacanza.
(Gabriel García Márquez)

Primi giorni d’agosto. Tutta l’estate risplende ancora; la luce è la luce dell’estate. Tra otto, quindici giorni nella natura ci sarà un’impercettibile sfumatura di mutamento.
(Azorin)

Quanno me godo da la loggia mia
quele sere d’agosto tanto belle
ch’er celo troppo carico de stelle
se pija er lusso de buttalle via,
(Trilussa)

Mischiati insieme – odori, gusti, musiche -
compongono un policromo ventaglio.
Mi fa fresco sul prato, nelle sere d’agosto
in attesa del settimo amore.
(Maria Luisa Spaziani)

Vivere in città ad agosto, andare al mare a giugno, è l’ultima aristocrazia e la rara eleganza del villeggiante.
(Pierre Desproges)

Quando l’agosto spegne
politica e disciplina
quando anche con Bisaglia
andresti in piscina
(Stefano Benni)

Agosto matura i frutti e settembre li coglie
(Proverbio)

Agosto, moglie mia non ti conosco
(Proverbio)

Esiodo ricordava che quando sbocciava l’estate le mogli sono tutte calde e i mariti fiacchi, e consigliava come rimedio il vino di Biblo e un luogo riparato all’ombra. Anche il poeta Alceo confermava che le donne, in agosto, sono piene di desiderio mentre gli uomini mostrano ben poco vigore.
(Wikipedia)

Di quanto ad agosto le cicale fossero diventate un fastidio e di quanto adesso ci vorrebbe una di quelle sere in terrazza ad ascoltarle.
(saraturchina, Twitter)

Controluce a un tramonto
di pesca e zucchero.
E il sole all’interno del vespro,
come il nocciolo in un frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e saporita luna.
(Federico Garcia Lorca)

Nella belletta i giunchi hanno l’odore
delle persiche mézze e delle rose
passe, del miele guasto e della morte.
Or tutta la palude è come un fiore
lutulento che il sol d’agosto cuoce,
con non so che dolcigna afa di morte.
Ammutisce la rana, se m’appresso.
Le bolle d’aria salgono in silenzio.
(Gabriele D’Annunzio)

Una notte di agosto, di quelle agitate da un vento tiepido e tempestoso, camminavamo sul marciapiede indugiando e scambiando rade parole. Il vento che ci faceva carezze improvvise, m’impresse su guance e labbra un’ondata odorosa, poi continuò i suoi mulinelli tra le foglie già secche del viale. Ora, non so se quel tepore sapesse di donna o di foglie estive, ma il cuore mi traboccò improvvisamente, tanto che mi fermai.
(Cesare Pavese)

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Scrittori di aforismi su Twitter, Seriotonina

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @seriotonina (reuptake).

@seriotonina, che a proposito della sua biografia mi scrive “Vivo a Milano ma sono del sud”, si è iscritta a Twitter nel dicembre 2011. “Mi sono trovata su Twitter per caso, e mi ci sono addentrata molto gradualmente: la cosa che mi attirava è che potevo leggere e interagire liberamente, senza il preconcetto che involontariamente ti costruisci con le persone che conosci”.

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I tweet di @seriotonina sono sospesi tra un lucido e ironico cinismo (tra i tanti si veda questo tweet fulminante “”vi hanno messo troppa empatia nel caffè”) e una spiccata sensibilità, due stati d’animo che l’autrice gestisce con grande intelligenza (“solo l’intelligenza permette di gestire il cinismo e la sensibilità contemporaneamente”).

Quello che risalta è una “chiarezza disarmante”, che altro non è che un modo “semplice e onesto” di descrivere “la vita contorta”. Talora questa chiarezza – nella sua lucidità e chiaroveggenza – sembra quasi trasformarsi in uno spietato ritratto di persone, sentimenti e situazioni come se l’autrice – che di professione fa il medico – usasse la sua particolare lente di ingrandimento o il suo steteoscopio per rivelarci delle verità che ci lasciano senza fiato. Si veda come con poche parole @seriotonina ci restituisca quadri limpidi e disarmanti, inducendo a una analisi della nostra coscienza che forse non avremmo voluto fare: “esiste l’onestà, non la fedeltà”, “l’apparenza inganna e convince anche”, “è stato bello finché non è cominciato”, “non è amore, è una dinamica collaudata”, “non li fanno più i carnefici di una volta, ormai sono tutte vittime”, “sei pronto anche a godere del vuoto che viene dopo l’attimo che hai colto?”, “voi non volete l’amore, voi volete dipendere da qualcun altro”, “è enfasi, non sono ali”.

Se l’aforisma – a partire dal medico Ippocrate – ha sempre avuto un intrinseco scopo curativo, (quasi pillole per la mente), i tweet di @seriotonina vanno letti in questa chiave, sono frasi e aforismi che con la precisione di un bisturi tracciano pochi segni precisi nella realtà e ci invitano a prendere coscienza della sofferenza e dell’inevitabile male del mondo. Forse non ci danno le istruzioni per l’uso (“troppe istruzioni e poco uso” scrive l’autrice in un suo tweet) ma ci aiutano a ridimensionare – grazie al sorriso ironico e allo sguardo disincantato dell’autrice – le proporzioni del mondo.

Presento una selezione dei migliori tweet di @seriotonina. Nella sua sua timeline i tweet si succedono uno dopo l’altro senza lettere maiuscole come se si trattasse di un discorso continuo, uno scorrere solo brevemente sospeso dai punti e dagli intervalli degli spazi bianchi (“continuo l’allenamento, vado a scorrere” scrive in uno dei suoi tweet).

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@seriotonina, Tweet scelti

-come lo vuole il risvolto?
-positivo.

tutto è impossibile. basta volerlo.

ti sfido ad abbraccio di ferro.

la verità è che vorremmo essere sorpresi con effetti normali.

non li fanno più i carnefici di una volta, ormai sono tutte vittime.

troppe istruzioni e poco uso.

vorrei avvalermi della facoltà di non esserci, vostro dolore.

io le distanze le misuro in anni senza luce.

la notizia buona è che abbiamo ancora voglia di spiegare.
quella cattiva è che abbiamo bisogno di troppe spiegazioni.

si dice “ho un debole”, ma è forte.

a noi donne non è permesso entrare dentro col corpo, solo con l’anima.

ritenta, sarai più torturato.

più che una ruota che gira, mi sembra una vanga che scava sempre nello stesso punto.

nessuno ha mai inventato una favola che comincia con “c’è, ora…”.

è che io, in superficie, affogo. Continua a leggere

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