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Jannik Sinner (nato a San Candido il 16 agosto 2016, altezza 1,88) è tra i più forti tennisti italiani di sempre. Nell’ottobre 2023 ha raggiunto la quarta posizione nel ranking ATP, ed è stato il primo tennista italiano a conquistare un torneo del Grande Slam (gli Australian Open nel 2024,) 48 anni dopo Adriano Panatta nel 1976, a Parigi.

Presento una raccolta delle frasi più belle di Jannik Sinner. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sul tennis, Le frasi più belle di Roger Federer Le frasi più belle di Novak Djokovic.

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Le frasi più belle di Jannik Sinner

Il mio sogno è diventare numero 1 al mondo e vincere tanti Slam.
(Jannik Sinner a 17 anni, nel 2018)

Il talento per me non esiste, bisogna guadagnarselo. Puoi avere capacità leggermente migliori, ma solamente se lavori andrai più in alto. Chi lavora è quello che ha talento.
(Jannik Sinner nel 2021)

Sono italiano al 100% anche se parlo in dialetto tedesco.
(Intervista a Vanity Fair, febbraio 2024)

Ho tutto, non mi manca niente. Non sono mai stato in discoteca, non mi piace andare a dormire tardi. Preferisco giocare a carte con un amico. Ne ho pochi, ma veri. Mi conoscono da quando ero ragazzino e non gli importa di cosa ho vinto o di quanto sono famoso.
(Intervista a Vanity Fair, febbraio 2024)

Penso che sia una bellissima cosa quando si trova un amore giusto. Come per tutti. I migliori tennisti al mondo hanno tutti moglie e figli.
(Intervista a Vanity Fair, febbraio 2024)

Che rapporto ho col denaro? Prima di comprare qualcosa guardo sempre il prezzo, sempre. Se vado al ristorante e la pasta al ragù costa molto più di quella al pomodoro, prendo quella al pomodoro. Non perché sia tirchio, ma perché rispetto il denaro. Se mi sono tolto qualche sfizio? L’unico regalo che mi sono fatto è la macchina. È una bella macchina, ma non pensate a una Ferrari, una Lamborghini o una Maserati.
(Intervista a Vanity Fair, febbraio 2024)

Tutte le partite che si vincono, non si vincono nel giorno in cui si disputano. Si vincono preparandosi per mesi, forse anni, lavorando per quella partita. Vedremo se questo lavoro servirà anche al primo fallimento, vedremo come reagirò. Ma non ho paura di sbagliare, non ci penso. Non vedo che senso abbia pensarci.
(Intervista a Vanity Fair, febbraio 2024)

Sono andato via di casa a 13 anni, costretto a crescere velocemente: ho imparato da solo a fare la lavanderia, a cucinare, a fare la spesa.
(Intervista al Corriere della Sera, 2024)

Per un genitore lasciare andare un figlio così presto non è facile. Ci siamo persi molte cose che sto cercando di recuperare con mio papà, che ogni tanto mi accompagna ai tornei. Ma l’adolescenza è persa.
(Intervista al Corriere della Sera, 2024)

Ho avuto la fortuna che i miei non mi mettessero pressione: non è così per tutti i ragazzi giovani che provano a costruirsi una carriera. Poi, forte lo diventi col lavoro.
(Intervista al Corriere della Sera, 2024)

Vorrei che tutti avessero dei genitori come quelli che ho avuto io, mi hanno permesso di scegliere quello che volevo, anche da giovane. Non mi hanno mai messo sotto pressione. Auguro a tutti i bambini di avere la libertà che ho avuto io.
(Jannik Sinner, a fine partita dopo il trionfo agli Australian Open 2024)

Tra i segreti per ottenere alte prestazioni ci sono l’allenamento fisico e mentale, il buon cibo, andare a dormire presto e cercare di usare il meno possibile il cellulare. È importantissimo. Preferisco usarlo per chiamare le persone a cui voglio bene
(Intervista a Vanity Fair, 2023)

Ci sono sui social, però è tutto un po’ finto. Sembrano tutti felici
(Intervista a Vanity Fair, 2023)

Il mio modello è sempre stato Federer non solo per la sua classe, ma per il suo modo di porgersi.
(2024)

Sciare sulle mie montagne, guidare il kart, giocare alla Playstation, stare su un campo da tennis. Mi sento davvero libero quando faccio le cose semplici.
(Intervista al Corriere della Sera, 2024)

Quando perdo non dormo.
(Intervista alla Repubblica, 2022)

Non mi piace perdere nemmeno quando gioco a carte. Ce l’ho nel sangue la competitività. Anche da piccolo quando camminavo con la famiglia stavo sempre davanti.
(Vanity Fair, 2023)

Fuori dal campo sorrido molto di più. Vorrei sorridere anche in campo quando faccio un bel passante di rovescio, per esempio, il mio colpo preferito. Non devo aver paura di sorridere.
(Vanity Fair, 2023)

Fuori dal campo sono ancora adesso un bambino, mi diverto un sacco e in fondo penso sia anche giusto a questa età non prendersi troppo sul serio. Anzi, spero di restare un ‘bambino’ il più a lungo possibile.
(Intervista a La Repubblica, 2019)

Ho un senso del dovere molto forte, che mi hanno insegnato i genitori. Mamma cameriera e papà cuoco in un rifugio, entrambi hanno fondato il loro mestiere sulla disciplina ferrea e mi hanno educato a portare a termine con impegno e onestà ciò che inizio. Costi quel che costi
(Intervista a Icon magazine, 2022)

E’ troppo presto fare i confronti con Valentino Rossi e Alberto Tomba, loro hanno vinto molto di più, hanno fatto una carriera più lunga. Io ho solo 22 anni, sto iniziando ora. Spero di essere da traino.
(Intervista a Sette, Magazine del Corriere della sera, 2023)

Per il tennis sono andato via di casa a 13 anni. Mi dà emozioni positive e negative, gioie e dolori. Mi dà tutto. Respingo il concetto di essere un’azienda: il mio pensiero non è il fatturato, non sono mai i soldi. Se lo fossero giocherei sempre, accetterei le esibizioni, non prenderei pause. Il mio obiettivo non è fare soldi: è diventare la migliore versione di me possibile.
(Intervista a Sette, Magazine del Corriere della sera, 2023)

Il mio sogno di felicità? La salute dei miei. E continuare la vita che piace a me, anche dopo lo sport. Ci penso: chissà cosa farò, poi? Di certo desidero occuparmi delle cose che posso controllare: la dedizione al lavoro, la programmazione, la mia testa, che mi sto impegnando a conoscere. Il resto, che vada come deve andare. Ma spero di rimanere bambino il più a lungo possibile perché solo i bambini, facendo cose semplici, sanno godersi il momento.
(Intervista a Sette, Magazine del Corriere della sera, 2023)

Sono felice di aver dato una gioia ai tifosi italiani e di aver fatto una cosa positiva per il Paese ma il lavoro non è finito, anzi: è appena cominciato. Devo tornare in palestra, diventare più forte fisicamente, anche mentalmente qualcosina si può aggiungere. Gli avversari ormai mi conoscono bene…
(Dopo il trionfo agli Australian Open)

Mi sono sdraiato, ho guardato su nel cielo e non ho neanche pensato al trofeo. Mi sono detto che ho fatto una grande partita oggi perché ero in difficoltà e mi sono tirato fuori», ha detto nel post partita a Melbourne dopo la vittoria agli Australian Open.
(Dopo il trionfo agli Australian Open)

Perché non ho la residenza in Italia? A Montecarlo sto bene, mi posso allenare con tanti tennisti forti, le strutture e le palestre sono perfette, lì sto bene e faccio una vita normale, riservata. La pressione? È un privilegio averla, quando le cose vanno bene è più facile naturalmente, ma lavoro con il mio team per realizzare i miei sogni. Ho vinto uno Slam, che era un sogno, so come ci si sente, la cosa più bella è andare in campo e lavorare per altri successi. Ora sono numero 4 al mondo, proviamo a fare un piccolo passo alla volta ma certo l’obiettivo è diventare numero 1 del mondo, anche se non è facile.
(Prima conferenza stampa ufficiale dopo il trionfo nel primo Slam della sua carriera, 2024)

La cosa più importante è pensare a se stessi, a fare il massimo nella tua vita. Poi il resto non puoi controllarlo, la vita è imprevedibile: quando la partita sembra persa magari la vinci, quando sembra vinti arrivi al match point e chissà alla fine perdi. A volte per vincere devi continuare a soffrire.
(Prima conferenza stampa ufficiale dopo il trionfo nel primo Slam della sua carriera, 2024)

Non direi che ho paura. Nella mia testa è sempre una partita di tennis. Se una cosa la faccio bene ok, ma se una volta non faccio bene una cosa pazienza, se il tuo avversario è più bravo di te va bene, gli dai la mano e vai avanti alla prossima sfida.
(Prima conferenza stampa ufficiale dopo il trionfo nel primo Slam della sua carriera, 2024)

Io e i social? Li suo poco, pochissimo. Ti fanno vedere le cose da un lato spesso finto: magari oggi sono triste e metto sui social una foto in cui sorrido ma non è reale, non è sincera. Ho rispetto per i social ma provo a usarli molto molto poco, vivo felice e meglio senza, quindi continuerò a fare così.
(Prima conferenza stampa ufficiale dopo il trionfo nel primo Slam della sua carriera, 2024)

Il tennis è sano, si può giocare a ogni età e bastano una racchetta e una pallina. Ora ci sono io ma penso che tutti noi stiamo facendo qualcosa per il tennis italiano, spero ci siano tanti altri giovani che si allenino e giochino.
(Prima conferenza stampa ufficiale dopo il trionfo nel primo Slam della sua carriera, 2024)

Numero 3 nella classifica Atp? Mi piace essere un esempio per i ragazzi.
(Jannik Sinner, Dopo la vittoria a Rotterdam, 18 febbraio 2024)

Le vittorie arrivano da lontano, da tutto il lavoro di ogni giorno, che voi non vedete. La fatica, il sudore, le ore in palestra, i sacrifici. La mia testa e il mio sguardo sono costantemente rivolti al miglioramento.
(Jannik Sinner, Dopo la vittoria a Rotterdam, 18 febbraio 2024)

Ormai ho imparato a conoscere il mio fisico in maniera approfondita. Ogni piccola variazione si riflette sul mio gioco, sul mio rendimento come succede alle macchine.
(Jannik Sinner, Dopo la vittoria a Rotterdam, 18 febbraio 2024)

La prima cosa dopo la Coppa Davis? Hamburger e patatine fritte.
(Intervista a Raisport, 2023)

Abbiamo giocato insieme tante finali, ma ogni match ho trovato qualcosa su cui migliorare. Mi hai reso un giocatore migliore.
(Jannik Sinner rivolgendosi a Daniil Medvedev, dopo la finale agli Australian Open)

Il mio viaggio è stato abbastanza veloce. Ho vinto il Challenger quando avevo circa 17 anni, poi ho vinto il NextGen, poi è arrivato il primo torneo Atp. Quindi vivi questo tipo di movimento e poi cerchi di continuare a migliorare. Non ti rendi nemmeno conto di quanto velocemente stiano andando le cose. Seduto qui con questo trofeo ora, guardandolo, è per me che devo ancora rendermene conto, no, perché è uno dei più grandi trofei che abbiamo nel nostro sport.
(intervista a La Repubblica, 2024)

Non ho mai paura sul campo. Magari quando scendevo sulle piste da sci e rischiavo di farmi male. Ma sul campo da tennis no.
(Nel 2021, dopo la sconfitta con Medvedev)