Scrittori di aforismi su Twitter, PAO_lost

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @PAO_lost (paoLOST). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Sono un ventiseienne siciliano e nella vita vera faccio l’architetto e divoro serie tv (LOST la mia preferita, da cui il nick name e la bio che in maniera ironica richiama i celebri 108 minuti del timer della botola). Fino a qualche anno fa ero solito affidare i miei pensieri a un quaderno a quadretti dove appuntavo in maniera disordinata e priva di logica tutti i miei deliri mentali, stralci di canzoni, citazioni di telefilm, scarabocchi degni di una psiche disturbata. Poi, dopo una lunga parentesi di facebook-dipendenza, ho scoperto twitter, e il quaderno non mi è più servito”.

@PAO_lost si è iscritto a Twitter nel dicembre 2010. “Oggi twitter è il posto in cui scrivo tutte le scemenze che mi passano per la testa, e se mi succede qualcosa di divertente la condenso in 140 caratteri e la racconto. Mi piace un sacco, rido da matti e magari, se capita, faccio ridere anche gli altri. Cerco di dare voce alla parte che più amo di me, quella che evita di prendersi troppo sul serio. Un sorriso a volte ti salva la giornata”.

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Se un lettore di Twitter dovesse basarsi sui 10 tweet più retwittati di @PAO_lost, avrebbe l’impressione di trovarsi di fronte a un comico che scrive battute divertenti e talora anche surreali. Ma scorrendo con più attenzione la timeline di @PAO_lost si scoprirà che non c’è solo comicità. Dietro la sua apparente comicità si nasconde un umorismo “da patibolo” e una ironia aspra e pungente che – mescolando il ridicolo con l’amaro – condanna la finzione, la stupidità e l’ipocrisia del mondo. “Consiglio estivo: andate al mare col vostro peggior nemico nella speranza che becchi una medusa per essere i primi a pisciargli addosso” oppure “Con alcuni di voi dividerei volentieri un appartamento. Con gli altri pure ma solo per lasciare accidentalmente il gas aperto” o “Questo fatto che negli istituti psichiatrici vi facciano usare i dispositivi elettronici fino a quest’ora è legale?” o infine “
Quand’è che faranno la versione tamagotchi di twitter così non vi do da mangiare e morite tutti?”.

In questo fiume ininterrotto di pensieri e parole, non filtrate e decisamente spontanee, @PAO_lost non risparmia nessuno, neppure se stesso e le sue debolezze, tanto da scrivere: “C’è amore senza sesso, c’è sesso senza amore e poi ci sono io senza entrambi” o “Un’amica si sposa, altri due aspettano un figlio e io provo ad alta voce la risata di Pippo per vedere se so ancora farla” o infine – con uno splendido paradosso logico – “Mai che l’autoironia mi uccida invece di salvarmi”. L’ironia e l’autoironia di @PAO_lost non sono semplici battute da salotto o “scemenze” come ama definirle l’autore, ma uno smascheramento – con punte di severità e di misantropia – dei meccanismi perversi e malati che regolano la vita dell’uomo. Tutto ciò che ha a che fare con le persone è per l’autore fonte di delusione, tanto da fargli dire: “Grazie a Dio le crostatine non sono persone e non possono deludermi”.

Tra i tanti temi affontati da @PAO_lost c’è il rapporto tra il reale e il virtuale. Una delle passioni di @PAO_lost sono le serie tv (il nick name LOST deriva proprio da LOST , la serie tv preferita dell’autore) tanto da scrivere nei suoi tweet: “Io su twitter ci passo un sacco di tempo ma a differenza vostra so bene che non è la vita vera. La vita vera sono le serie tv” e anche “Ok, Dio, credo di aver visto abbastanza film e serie tv da poter gestire dei superpoteri responsabilmente, adesso puoi darmeli” e infine “Pensavo che al mio matrimonio i tavoli avranno i nomi delle serie tv. Idee fighissime e nessuno con cui condividerle, che tristezza”. Ma la passione per le serie tv viene letta da @PAO_lost anche in chiave autoironica. Le serie tv possono diventare come il simbolo della superficialità dei rapporti umani e della dipendenza da qualcosa che è solo un vuoto simulacro della realtà: “Ancora a giudicare le persone in base a come si vestono? Piuttosto giudicatele in base alle serie tv che guardano, in tal caso vi appoggio” e anche “Cioè, prendi due persone che si odiano, se scoprono di avere la stessa serie tv preferita tempo 5 minuti e già limonano”.

La dicotomia reale/virtuale, dipendenza/libertà si riflette anche nei tweet scritti da @PAO_lost su Twitter: “Vi rendete conto che siamo qui, sempre gli stessi, da anni? Cioè, anche dalle comunità di tossici escono prima” o anche “Ci pensate che molti di voi prima di twitter erano nessuno e adesso pure?”. Uno dei bersagli preferiti di @PAO_lost sono le tweetstar (o twitstar), simbolo del narcisismo, vanità e incomunicabilità dell’uomo: “Una twitstar entra in un caffè. – Scusi, c’è il bagno? – Prego, mi segua. – No” o “Volevo inventare un tweet che uccide chi lo retwitta ma mi sono ricordato che le twitstar non retwittano quindi ammazzerei solo innocenti” o infine “Babbo Natale non ha mai risposto a una lettera. Babbo Natale è una twitstar”.

Presento una selezione di aforismi di @PAO_lost

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@PAO_lost, Tweet scelti

Una twitstar entra in un caffè.
– Scusi, c’è il bagno?
– Prego, mi segua.
– No.

Ho scritto il tuo nome sulla sab…
Ho scritto il t…
Ho scritto il tuo nom…
Ho scrit..
Fanculo torno domani che oggi il mare è mosso.

Io su twitter ci passo un sacco di tempo ma a differenza vostra so bene che non è la vita vera.
La vita vera sono le serie tv.

I libri sono cari mentre twitter è gratis, se invertissimo le cose sarebbe un mondo migliore.

C’è amore senza sesso, c’è sesso senza amore e poi ci sono io senza entrambi.

Il mio sogno è hackerare giallozafferano.it e triplicare le dosi di sale in tutte le ricette.

Secondo me gli uccelli quando cantano al mattino dicono “un’altra giornata di merda che inzia!”. Ma sono supposizioni, non parlo uccellese.

Voglio rinascere Nokia per cadere e rialzarmi senza un graffio.

Traumedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Alcooledì
Postumi
Sbatty

– Scopiamo?
– Ma io lo faccio solo all’interno di una storia!
– Ah ok… C’era una volta scopiamo?

– Ti va di uscire?
– No dai, mi secca poi rimettere nome utente e password.

Se Dio ci avesse voluto bene, ci avrebbe fatto per il 70% di Autan.

Mia madre ancora fa i calcoli per convertire gli euro in lire e questi vogliono cambiare di nuovo moneta. Poi ve la accollate voi però.

Io che cerco parcheggio:
no, qui c’è il sole;
no, qui si paga;
no, qui è lontano;
no, qui me lo vieta la mia religione.
E arrivo in Umbria.

Ok, Dio, credo di aver visto abbastanza film e serie tv da poter gestire dei superpoteri responsabilmente, adesso puoi darmeli.

Un’amica si sposa, altri due aspettano un figlio e io provo ad alta voce la risata di Pippo per vedere se so ancora farla.

Di questo mondiale credo ricorderemo solo il 7-1 e una superba regia che alternava figa multietnica a bambini in lacrime.

Questa moda di fare figli è così anni ’60.

Odiamo i difetti dei nostri genitori fino a quando realizziamo di averli ereditati tutti.

Romeo e Giulietta alla mia età erano felicemente morti male.

Ci sono parole tette per sbaglio, perché nel frattempo si pensa ad altro.

Comunque poco fa mi è volato il cellulare dalle mani in direzione Brasile e per sbaglio ho segnato.

Ma quelli che scrivono “buongiorno mondo” lo sanno che dall’altra parte della terra è notte?

Auguri a tutti quelli che sono risorti: Gesù, Buffy, Brian Griffin, la fenice di Silente, gli utenti di twitter che si cancellano e tornano.

Intanto in tv Elenoire Casalegno si improvvisa criminologa.
Visto che vale tutto da domani opero a cuore aperto.

Vado a letto con addosso solo due tonnellate di Piumon n°5.

Vedo uomini sposati che fanno i cascamorti pure coi termosifoni e provo una lieve nausea nei confronti del sesso a cui appartengo.

Prima o poi il sud si renderà indipendente e finalmente istituiremo la pena capitale per i terroni che tornano dal nord parlando milanese.

Vi rendete conto che siamo qui, sempre gli stessi, da anni? Cioè, anche dalle comunità di tossici escono prima.

Certe cose non le faccio per principio. Tutte le altre per povertà.

Volevo inventare un tweet che uccide chi lo retwitta ma mi sono ricordato che le twitstar non retwittano quindi ammazzerei solo innocenti.

Io tutti quelli che hanno scritto wake me up when september ends li chiamo al cellulare il primo ottobre alle cinque del mattino.

Come posso essere sicuro che sia estate e non un flash mob di persone solari?

Se alle parole “floppy disk” lei ti chiede “che vuol dire?”, sei un pedofilo.

Gente che vede la propria squadra segnare e piange. Ragazzi, è calcio, mica carbonara.

Chi muore alla fine di questa stagione di twitter?

“Ciauuuuuu” solo se nel salutarmi ti sei trasformato in un licantropo.

Twitter sta diventando quella classe del liceo che tutta la scuola odiava.

La tizia che ieri in discoteca mi si strofina e mi palpa il culo e poi si scusa perché ha sbagliato persona come metafora della mia vita.

Quand’è che faranno la versione tamagotchi di twitter così non vi do da mangiare e morite tutti?

Giustifico questo vento a fine luglio solo se sta arrivando Mary Poppins per sistemarmi la stanza.

Un siciliano che nella sua terra mangia al McDonald’s va esiliato.

Da domani di cosa ci fingiamo esperti e appassionati?

Pensavo che al mio matrimonio i tavoli avranno i nomi delle serie tv. Idee fighissime e nessuno con cui condividerle, che tristezza.

I miei stanno guardando Amici quindi domani vado all’ikea e mi infilo dentro un armadio finché una famiglia non mi compra e mi porta con sé.

Questo fatto che negli istituti psichiatrici vi facciano usare i dispositivi elettronici fino a quest’ora è legale?

Mi auguro che dopo questa fila di oltre tre ore, una volta entrato agli uffizi mi regalino un quadro.

Cioè, prendi due persone che si odiano, se scoprono di avere la stessa serie tv preferita tempo 5 minuti e già limonano.

Anzi ho deciso, sulla scheda elettorale scrivo DEFOLLOW.

Se è online ma non risponde entro due minuti per me Maria puoi chiudere la busta.

Non capisco davvero la gente che si rende ridicola su facebook. Fatelo su twitter come me, che non vi conosce nessuno.

“Bacino” lo dici all’ortopedico.

Facciamo che a quelli che usano le k annulliamo la laurea?

Paure più diffuse:
– altezza
– buio
– scarafaggi
– che qualche follower ti conosca e non te lo dica

Quando fate i romantici mi piace immaginarmi mentre dispongo il vostro cadavere a forma di cuore.

Non mi abituerò mai al fatto che siete delle persone vere.

Ci pensate che molti di voi prima di twitter erano nessuno e adesso pure?

– richieste del mio follow
+ richieste del mio fallow

Che fortuna quelli con le sopracciglia ad ali di gabbiano che il sabato sera evitano il traffico perché si spostano volando.

Voi ridete ma l’altro giorno ho chiesto a un tizio quanto fosse alto e mi ha risposto “1 e 80 con le hogan”

A tutti i polentoni che “si dice AL mare, non A mare” volevo dire che magari non saprò la grammatica però io A mare ci vado fino a novembre.

Ma perché fotografate la merce di zara e la postate su instagram? Non ha un sito ufficiale? Lavorate per i cinesi? Non avete hobby?

Sarebbe bello vestirsi da cadavere di Babbo Natale e nascondersi nella vasca di palline dei centri commerciali per traumatizzare i bambini.

Ma la De Filippi vi paga o vi rovinate gratuitamente il sabato pomeriggio?

Grazie per la nomination, i miei 10 libri sono: Harry Potter 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e lascio 3 posti vuoti per una necessaria trilogia sequel.

È ufficialmente cominciata la stagione in cui sali in macchina e in due minuti ti evolvi in un pollo al forno.

Ma l’avete già detto che i pesci che muoiono non resushitano?

Se hanno reso la grafica di twitter identica a quella di facebook è solo colpa di voi che vi fate gli auguri di compleanno.

Un giorno senza serie tv è un giorno senza amore.

Scusate dove si trova su wa l’opzione per rimuovere dalla mente altrui i messaggi inviati in un momento di eccessiva fiducia in se stessi?

Il brufolo che ieri sembrava un secondo naso oggi è diventato una persona e io il suo brufolo.

Che poi è così facile dire csusa. Cioè scusca. Scasu. Cusca. Suca.

Quasi diecimila follower e ancora mi fanno pagare l’ingresso nelle discoteche, vi denuncio tutti.

– Stai messaggiando eh?
– No sto disinnescando questa bomba a forma di cellulare.

Se partire è un po’ morire tornare a casa da un viaggio è ricevere il colpo di grazia.

Babbo Natale non ha mai risposto a una lettera.
Babbo Natale è una twitstar.

Ancora a giudicare le persone in base a come si vestono? Piuttosto giudicatele in base alle serie tv che guardano, in tal caso vi appoggio.

Grazie a Dio le crostatine non sono persone e non possono deludermi.

E fatevela una risata che magari domani vi svegliate a un twitraduno.

– Ti amo.
– Anche io.
ODDIO IL MIO PIUMONE PARLA!

Svegliatemi quando i sacrifici umani torneranno di moda.

Voglio rubare una gallina da un pollaio e chiamarla Gloria solo per poterle cantare “Gloria, manchi tu nell’aia”.

Il vostro profilo dovrebbe visitarlo un medico.

Ormai quando dico “stasera disco” mi riferisco all’ernia.

Da quando ho twitter so che Via dei matti n°0 non è un luogo immaginario.

La gente pubblica foto su facebook e io vorrei solo commentare “che disagio” ma già ho pochi amici, meglio non peggiorare la situazione.

Ah quindi nel tentativo di suicidarvi avete tagliato per sbaglio la vena ironica? Ora mi spiego tutto.

Con alcuni di voi dividerei volentieri un appartamento.
Con gli altri pure ma solo per lasciare accidentalmente il gas aperto.

Dizionario dei sinonimi su twitter:
capelli = tette
collana = tette
scarpe = tette
mare = tette
nike di samotracia = tette
tette = vagina

Consiglio estivo: andate al mare col vostro peggior nemico nella speranza che becchi una medusa per essere i primi a pisciargli addosso.

Se i bambini sono un dono io spero vivamente che alcuni genitori abbiano conservato lo scontrino.

Ma solo io se mi piace una canzone la ascolto in loop per dieci ore perché è stupenda ma alla fine mi fa schifo e la odio e odio il mondo?

Noi di twitter saremmo finiti tutti a Serpeverde.

La matematica è un’opinione infatti per me due più due fa muori.

La mia vita è come quando schivi all’ultimo secondo una merda e neanche il tempo di gioire che pesti l’impronta di chi ti ha preceduto.