Frasi, citazioni e aforismi sulla pena di morte

Il 10 Ottobre, viene celebrata la Giornata Mondiale contro la Pena di Morte, istituita dalla WCADP (“World Coalition against the death penalty”).

Secondo i dati diffusi da Amnesty International, la pena capitale è ancora applicata in ben 58 Stati. Sono 22 gli Stati che nel 2014 hanno eseguito condanne a morte, lo stesso identico numero del 2013.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulla pena di morte. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla punizione e il castigo, Frasi, citazioni e aforismi sul crimine e i criminali, Frasi, citazioni e aforismi contro la violenza e Frasi, citazioni e aforismi sull’uccidere.

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Frasi, citazioni e aforismi sulla pena di morte

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Perché si uccidono le persone che hanno ucciso altre persone? Per dimostrare che le persone non si devono uccidere?
(Norman Mailer)

Parmi un assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio.
(Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene)

Perché mai la vita di un uomo dovrebbe dipendere dalla mia volontà. Chi mi ha eletta a giudicare se un essere debba vivere o se non debba vivere?
(Sonja in Delitto e castigo, Fëdor Dostoevskij)

Ogni persona vale più della sua peggior azione.
(Dal film Dead Man Walking)

Un criminale è un essere come gli altri, che in certe situazioni può diventare migliore nello stesso modo in cui voi e io possiamo, in date circostanze, diventare peggiori. Diamogli una possibilità. Non consideriamolo come un essere irreparabilmente nocivo, di cui bisogna sbarazzarsi a ogni costo. Quando il nostro corpo è ammalato non lo distruggiamo, cerchiamo di guarirlo. Perché dovremmo distruggere gli elementi malati della società, anziché curarli?
(Dalai Lama)

Il senso d’impotenza e di solitudine del condannato incatenato, di fronte alla coalizione pubblica che vuole la sua morte, è già di per sé una punizione inconcepibile.
(Albert Camus)

Paul: Quando sarò al cospetto di Dio Padre, il giorno in cui mi giudicherà e mi chiederà perché mai io ho… ho ucciso uno dei suoi veri miracoli viventi che cosa gli potrò rispondere? Che era il mio mestiere?…Il mio mestiere…
John: Tu devi dire a Dio Padre che hai fatto una gentilezza. Lo so che soffri e ti preoccupi, te lo sento addosso, ma adesso però la devi smettere. Io voglio farla finita una volta per tutte, davvero! Sono stanco capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter aver mai un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno ad altri uomini. Sono stanco di tutto il dolore che io sento e ascolto nel mondo ogni giorno. Ce n’è troppo per me, è come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre, continuamente. Lo capisci questo?
(Dal film Il miglio verde)

E’ sbagliato uccidere qualcuno. E’ sbagliato uccidere chi uccide. E’ sbagliato uccidere il boia. Le leggi sull’omicidio devono essere abbattute.
(Charles Nodier)

Ovunque viene comminata la pena di morte, domina la barbarie, ovunque la pena di morte è rara, la civiltà prevale.
(Victor Hugo)

La pena capitale è tanto fondamentalmente sbagliata per la cura del crimine quanto la carità è sbagliata per la cura della povertà.
(Henry Ford)

– Merita la morte.
– Se la merita! E come! Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze.
(JRR Tolkien)

Due morti hanno plasmato in gran parte la sensibilità occidentale. Due casi di pena capitale, di omicidio giudiziario determinano i nostri riflessi religiosi, filosofici e politici. Sono due morti a governare la percezione metafisica e politica che abbiamo noi stessi: quella di Socrate e quella di Cristo. Siamo tuttora figli di quelle morti.
(George Steiner)

Per quasi nove anni ho riflettuto sulla pena di morte, se sia giusta o sbagliata, e non ho alcuna risposta. Ma non penso che il mondo sia un posto migliore o più sicuro senza di me. Se volevate punirmi avreste dovuto uccidermi il giorno dopo, invece di uccidermi ora. Non mi state ferendo ora. Ho avuto tempo per prepararmi, per dire addio alla mia famiglia, per portare la mia vita dove doveva essere.
(Jeffery Doughtie, 1961-2001, Ultima dichiarazione prima dell’esecuzione avvenuta il 16 agosto 2001)

Va tutto bene.
(Ultime parole pronunciate da Caryl Chessman, probabilmente il più celebre condannato a morte nella storia degli Stati Uniti. Caryl Chessman aveva rapito e stuprato due donne, ma non aveva commesso omicidi. Dal 1948, anno della condanna, al 2 maggio 1960, quando entrò nella camera a gas, vinse dodici rinviii dell’esecuzione e scrisse l’autobiografia, “Cella 2455, Braccio della Morte”, che ebbe grande successo e divenne un film. Per i suoi reati, oggi non è più prevista la pena di morte)

Generalmente l’uomo è distrutto dall’attesa della pena capitale molto tempo prima di morire. Gli si infliggono così due morti, e la prima è peggiore dell’altra, mentre egli ha ucciso una volta sola. Paragonata a questo supplizio, la legge del taglione appare ancora come una legge di civiltà. Non ha mai preteso che si dovessero cavare entrambi gli occhi a chi aveva reso cieco di un occhio il proprio fratello.
(Albert Camus)

Se la società rinuncia al diritto di infliggere la pena di morte, ricomparirà immediatamente il diritto alla difesa personale: la vendetta batterà alla porta.
(Johann Wolfgang Goethe)

Se si vuole abolire la pena di morte, che comincino, in questo caso, i signori assassini.
(Alphonse Karr)

Bisognerebbe perdonare i propri nemici, ma non prima che li impicchino.
(Heinrich Heine)

Impiccare un farabutto, sembra, non funge da deterrente per il prossimo. Bene, e allora? Almeno ci siamo sbarazzati del primo.
(Henry Louis Mencken)

La pena capitale sarebbe più efficace come misura preventiva, se fosse somministrata prima del crimine.
(Woody Allen)

Tanta gente è stata impiccata in base a prove quasi inesistenti.
(Sir Arthur Conan Doyle)

È abbastanza evidente che coloro che sostengono la pena di morte hanno più affinità con gli assassini di quelli che la combattono.
(Remy de Gourmont)

Togliere al mondo un individuo perché ha fatto del male è come abbattere un albero perché uno dei suoi frutti è marcio.
(Friedrich Schiller)

Mi oppongo all’uso della pena capitale. Abbiamo da lungo tempo abbandonato le frustate e il taglio delle orecchie dei criminali sospetti in quanto barbaramente contrari all’umanità e agli ideali della nostra nazione. Credo sia giunto il momento di fare lo stesso con la pena capitale.
(Russ Feingold)

L’intenzione della pena di schiavitù perpetua sostituita alla pena di morte ha ciò che basta per rimuovere qualunque animo determinato.
(Cesare Beccaria)

Non è ammessa la pena di morte.
(Costituzione della Repubblica Italiana – Art. 27, 1947)

Com’è che ogni esecuzione ci offende più di un omicidio? È la freddezza dei giudici, sono i meticolosi preparativi, è il sapere che qui un uomo viene usato come un mezzo per spaventarne altri. Giacché la colpa non viene punita, se anche ce ne fosse una: questa è negli educatori, nei genitori, nell’ambiente, in noi, non nell’omicida – intendo le circostanze determinanti.
(Friedrich Nietzsche)

Il nostro sistema di giustizia penale è fallibile. Lo sappiamo, anche se non ci piace ammetterlo. Sì, è fallibile, nonostante gli sforzi della maggior parte di chi opera dentro di esso per fare giustizia. E questa fallibilità, alla fine della giornata, è l’argomento più convincente, suadente, e vincente contro la pena di morte.
(Eliot Spitzer)

La pena capitale, come il resto del sistema di giustizia criminale, è un programma governativo, quindi lo scetticismo è d’obbligo.
(George Frederick Will, giornalista americano)

Il braccio della morte è un incubo per i serial killer e gli assassini. Per un uomo innocente, è una vita di tortura mentale che lo spirito umano non è in grado di sopportare.
(John Grisham)

Lo Stato non è Dio. Non ha il diritto di togliere ciò che non è possibile ripristinare quando vuole.
(Anton Cechov)

In Vaticano, da poco tempo, nel Codice penale non c’è più l’ergastolo. L’ergastolo è una pena di morte nascosta.
(Papa Francesco)

Su una testa pentita non si cala la spada.
(Zar Pietro il Grande)

L’assassinio legale è incomparabilmente più orrendo dell’assassinio brigantesco. Chi è assalito dai briganti, chi è sgozzato di notte spera di potersi salvare fino all’ultimo momento. Tutta quest’ultima speranza, con la quale è dieci volte più facile morire, viene tolta con certezza dalla condanna a morte.
(Fëdor Dostoevskij)

La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambidue questi sentimenti occupano più l’animo degli spettatori che non il salutare terrore che la legge pretende inspirare.
(Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene)

La pena di morte, così come la si applica, è una disgustosa macelleria, un oltraggio inflitto alla persona e al corpo.
(Albert Camus)

Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.
(Deuteronomio, Antico Testamento)

Soltanto i despoti sostengono che la pena di morte è un attributo necessario all’autorità. Il popolo sovrano un giorno l’abolirà.
(Anatole France)

L’uomo è un condannato a morte che ha la fortuna d’ignorare la data della propria esecuzione.
(Roberto Gervaso)

Il boia non aveva dignità. Sembrava non percepire della sua professione che il lato atletico, dimenticando completamento che i suoi gesti avrebbero implicato la morte dell’uomo che gli stava davanti.
(Pasquale Festa Campanile)

L’eterno sogno del boia: i complimenti del condannato per la qualità dell’esecuzione.
(Stanisław Jerzy Lec)

Domattina alle 6 sarò giustiziato per un crimine che non ho commesso. Dovevano giustiziarmi alle 5, ma ho un avvocato in gamba!
(Woody Allen)

Mostrate la mia testa al popolo, vale la pena vederla.
(Georges Jacques Danton, ultime parole prima di morire. Fu ghigliottinato il 5 agosto 1974 sotto il Regime del Terrore su pressione del Comitato di salute pubblica)

Fate un passo avanti ragazzi. Sarà più facile così.
(Robert Erskine Childers, scrittore britannico, al plotone di esecuzione, durante la guerra civile irlandese. Fu giustiziato il 24 novembre 1922)

Questa è la prima volta che le autorità mi aiutano a fuggire dalla prigione.
(George Sitts, prima di venire giustiziato sulla sedia elettrica. Fu giustiziato all’età di 33 anni l’8 aprile del 1947)

Il mio primo film era così brutto, che in sette Stati americani aveva sostituito la pena di morte.
(Woody Allen)

Amici miei, il cortile è abbastanza stretto perché voi possiate mirar giusto. Puntate al petto e rispettate il viso… (apre a due mani la camicia e grida ancora:) Attenzione! Son io che comando! Caricate!… Puntate… Fuoco!
(Gioacchino Murat, il 13 ottobre 1815. Charles Gallois, quasi come un cronista dell’epoca, narra: “I soldati sono commossi, due colpi partono senza sfiorarlo. ‘Nessuna grazia! Ricominciamo! Fuoco!’ Questa volta dieci colpi detonarono insieme; 6 palle lo hanno colpito. Si mantenne ritto un istante. Poi piomba al suolo fulminato)

L’argomento che la pena capitale degradi lo stato è insensato, perché se fosse vero anche mandare gli uomini in guerra degraderebbe lo stato… Lo stato, in verità, è degradato nella sua stessa natura: un paio di carneficine non posso fargli alcun danno ulteriore.
(Henry Louis Mencken)

Riferiscono le cronache che quando è giunta in tribunale la notizia dell’assassinio di Walter Tobagi, il brigatista Corrado Alunni l’ha accolta con una sghignazzata di tripudio. Abbiamo sempre combattuto la pena di morte sul presupposto che l’uomo non ha il diritto di uccidere l’uomo. Il presupposto lo confermiamo. Ciò di cui cominciamo a dubitare è che gli Alunni e quelli come lui siano uomini. Sui cadaveri sghignazzano le jene.
(Indro Montanelli)

Non ho alcun rispetto per la pena di morte. Si tratta di un’azione sporca, che non degrada solo i cani da forca pagati per compierla ma anche la comunità sociale che la tollera, la sostiene col voto e paga tasse specifiche per farla mettere in atto. La pena di morte è un atto stupido, idiota, orribilmente privo di scientificità.
(Jack London)

Resta la terza e ultima ragione, la teoria dell’esempio. Bisogna dare esempi… allora ridateci il XVI secolo, siate veramente formidabili: ridateci la varietà dei supplizi, ridateci i tormentatori giurati, ridateci la forca, la ruota, il rogo, i tratti di corda, il taglio delle orecchie, lo squartamento… ecco l’esempio in grande; ecco la pena di morte ben intesa; ecco un sistema di supplizi che ha una certa proporzione… ma dite un po’, siete davvero seriamente convinti di dare un esempio quando scannucchiate miserabilmente un povero diavolo nel punto più deserto dei boulevards esterni?
(Victor Hugo)

Trent’anni fa ho visto a Parigi decapitare un uomo con la ghigliottina, in presenza di migliaia di spettatori. Sapevo che si trattava di un pericoloso malfattore; conoscevo tutti i ragionamenti che gli uomini hanno messo per iscritto nel corso di tanti secoli per giustificare azioni di questo genere; sapevo che tutto veniva compiuto consapevolmente, razionalmente; ma nel momento in cui la testa e il corpo si separarono e caddero diedi un grido e compresi, non con la mente, non con il cuore, ma con tutto il mio essere, che quelle razionalizzazioni che avevo sentito a proposito della pena di morte erano solo funesti spropositi e che, per quanto grande possa essere il numero delle persone riunite per commettere un assassinio e qualsiasi nome esse si diano, l’assassinio è il peccato più grave del mondo, e che davanti ai miei occhi veniva compiuto proprio questo peccato.
(Lev Tolstoj)

Non vi sarà pace durevole né nel cuore degli individui né nei costumi della società sin quando la morte non verrà posta fuori legge.
(Albert Camus)