Le frasi e gli aforismi più belli di Alda Merini

La vita di Alda Merini è stata unica e inimitabile. La sua intensità emotiva e i suoi bagliori poetici hanno affascinato un pubblico molto vasto composto in larga parte di giovani. Alda Merini è conosciuta soprattutto per le sue poesie, ma, guardando la sua intera produzione, l’autrice milanese a partire dal 1992 ha iniziato a scrivere anche frasi brevi e aforismi, con la prima raccolta intitolata La vita facile (edita nel 1992 dall’amico ed editore Alberto Casiraghy con il quale la Merini ha scritto e stampato la maggioranza dei suoi aforismi). Con Alberto Casiraghy l’autrice milanese ha stampato oltre 1100 libretti contenenti una poesia o qualche aforisma. Una parte dei suoi migliori aforismi sono stati raccolti da Rizzoli nel libro Aforismi e magie, ma manca un libro che raccolga tutta la sua immensa e vasta produzione aforistica, fatta di micro-testi pubblicati con diversi editori.

Qui di seguito presento una raccolta delle frasi e degli aforismi più belli di Alda Merini, con l’aggiunta di alcune poesie “aforistiche” dell’autrice milanese. Tra i temi correlati si veda Le più belle frasi di Mahatma Gandhi e Frasi, citazioni e aforismi di Paulo Coelho.

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Le frasi e gli aforismi più belli di Alda Merini

Alda Merini

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

La superficialità mi inquieta ma il profondo mi uccide.

Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.

Sono una piccola ape furibonda.

Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio.

La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.

Non sono una donna addomesticabile.

Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.

Non sono bella sono soltanto erotica.

Non mettetemi accanto a chi si lamenta
senza mai alzare lo sguardo,
a chi non sa dire grazie,
a chi non sa accorgersi più di un tramonto.
Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo.
Sono altro.
Sono altrove.

E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.

La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.

Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.

Non ho più notizie di me da tanto tempo.

Sei la finestra a volte verso cui indirizzo parole di notte, quando mi splende il cuore.

O poesia, non venirmi addosso
sei come una montagna pesante,
mi schiacci come un moscerino;
poesia, non schiacciarmi
l’insetto è alacre e insonne,
scalpita dentro la rete,
poesia, ho tanta paura,
non saltarmi addosso, ti prego.

Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza.

Le mosche non riposano mai perché la merda è davvero tanta.

Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita!

Accarezzami, amore
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all’alba
se io sarò tra le tue braccia.

Nessuno mi pettina bene come il vento.

Dio mio, spiegami amore come si fa ad amare la carne senza baciarne l’anima.

Chi si nasconde nella tenerezza non conosce il fuoco della passione.

La semplicità a volte è il sintomo di una interna avarizia.

La depressione è un discorso puro sulla creatività.

La casa della poesia non avrà mai porte.

Tutti gli innamorati sono in Cristo.

La corda più silenziosa è quella dei versi.

Io amo perché il mio corpo è sempre in evoluzione.

I poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.

Si uccide per sete di denaro, o per senso di colpa, comunque si uccide sempre. Si uccide anche con le carezze.

Il paradiso non mi piace perché verosimilmente non ha ossessioni.

Il peccato non si rifiuta mai.

La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.

La nevrosi è qualche cosa di circoscritto al pube.

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore

Il fallo maschile mi fa solo pensare a quante rinunce mi ha fatto fare la vita.

Forse il manicomio esiste per questo. Perchè il vero peccato mortale per gli uomini è la libertà.

La nudità mi rinfresca l’anima.

Gli emarginati hanno il fiato dolce.

La lobotomia è il tocco finale di un grande parrucchiere.

Nessun uomo può dire di non essere stato crocifisso almeno una volta a quel ramo di ulivo che è la donna.

Ci sono adolescenze che si innescano a novanta anni.

Il sogno canta su una corda sola.

Ho il colon ustionato di versi.

Il mio letto è una zattera che corre verso il divino.

Amare un giovane è come sfidare Dio.

Anche la follia merita i suoi applausi.

L’imperativo categorico del poeta è di morire prima di cominciare a esistere.

Domandano tutti come si fa a scrivere un libro: si va vicino a Dio e gli si dice: feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore e portami via dagli altri, rapiscimi.

A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.

I figli si partoriscono ogni giorno.

I colori maturano la notte.

Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita, rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti e che tu non hai voluto.

Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.

Le più belle poesie si scrivono sopra le pietre coi ginocchi piagati e le menti aguzzate dal mistero.

Amarti è stato come conficcare una stella nel vetro di una finestra.

Non posso farmi santa perché ho sempre in mano l’arma del desiderio.

La gente quando non capisce inventa e questo è molto pericoloso.

Si va in manicomio per imparare a morire.

Nessuno rinuncia al proprio destino anche se è fatto di sole pietre.

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Quando la bugia sembra vera nasce la calunnia.

La menopausa è il periodo dorato dell’amore.

C’è chi si masturba per non perdere l’orientamento.

Se Dio mi assolve, lo fa sempre per insufficienza di prove.

I miei amori sono di tipo randagio.

Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci.

Ci si abbraccia per ritrovarsi interi.

Io vorrei essere aiutata ma non a capire. Perché ho capito fin troppo.

Appartenere a qualcuno significa entrare con la propria idea nell’idea di lui o di lei e farne un sospiro di felicità.

Rifiuterò sempre il Nobel perché in Svezia fa freddo.

Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso. Spesso ci riempiono la vita di insegnamenti. A volte ci fanno volare in alto, altre ci schiantano a terra insegnandoci il dolore… donandoci tutto, portandosi via il tutto, lasciandoci niente…

È necessario che una donna lasci un segno di sé, della propria anima, ad un uomo perché, a fare l’amore siamo brave tutte!

Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno. Per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara.

Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.

Gli aforismi sono gli incantesimi della notte.

Commenti:

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    Nina Cucerescu

    Molto saggi….

    luglio 23, 2016
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    Maria Angela

    Meravigliosa

    dicembre 27, 2016
  • rispondi

    francesco

    ho conosciuto alda una sera al Fanffulla una birreria sui navigli molti anni fa….mi ha stregato per due ore MERAVIGLIOSA DONNA

    gennaio 3, 2017
  • rispondi

    Gianni Limoli

    POETI INCOMPRESI
    da sempre ci sono occhi tristi e a volte opachi che si confondono fra i tanti che camminano e fra le folle che confondono…il loro sguardo si incuriosisce…la loro Anima si avvilisce, loro sono i poeti incompresi ed e’ quando tutto tace che il mondo li apprezza e qualcuno li capisce.
    GIANNI LIMOLI

    gennaio 6, 2017
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    marilena coffetti

    Alda sei Grande. Sai trovare poesia anche nel dolore. Ogni tua emozione, che traduci in parole, scava nella anima. Mi fa pensare, riflettere, gioire e ringraziare Dio che ha creato donne come te che pur nel loro vissuto non smettono di sognare e amare. GRAZIE

    febbraio 6, 2017
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    Simona

    Poche cose – ahimé – mi fanno emozionare.
    Alda Merini sfonda ogni mia difesa.
    Mi attraversa il cuore. E raggiunge l’anima.

    marzo 18, 2017
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    Giancarlo

    Grande
    PEr caso ho letto le sue poesie e per caso ritorno a rileggerle

    settembre 1, 2017
  • rispondi

    Claudio Coghetto

    La Vita senza poesia è come una notte senza stelle: ti mancano sempre i punti cardinali per proseguire senza barcollare.
    La Poesia di Alda è un punto di riferimento, da seguire per arrivare o partire.

    settembre 15, 2017

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