Frasi, citazioni e aforismi di Hermann Hesse

Hermann Hesse (Calw, 2 luglio 1877 – Montagnola, 9 agosto 1962), insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946, è considerato uno dei massimi scrittori del Novecento. Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Hermann Hesse. Tra i temi correlati si veda Le più belle frasi di Buddha, Frasi, citazioni e aforismi di Arthur Schopenhauer e Frasi, citazioni e aforismi di Gabriel Garcia Marquez.

**

Frasi, citazioni e aforismi di Hermann Hesse

Hermann Hesse

La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri pochi sono, come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.
(Siddartha)

Dio non ti chiederà nel giudicarti: “Sei diventato un Hodler o un Picasso o un ….?”.
Bensì ti chiederà: “Sei davvero stato e diventato quello per cui hai ricevuto talento e predisposizione?”
(Siddartha)

Ciò che conta è tutto dentro di noi.
Da fuori nessuno ci può aiutare.
Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile.
Non solo camminare su una fune, ma anche volare.
(Siddartha)

E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.
(Siddartha)

La solitudine è indipendenza: l’avevo desiderata e me l’ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri.
(Il lupo della steppa)

Chi pretende musica invece di rumore, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria
(Il lupo della steppa)

Io vivo nei miei sogni. Anche gli altri vivono nei sogni, ma non nei loro, ecco la differenza.
(Demian)

Questo infatti ho più che mai odiato, aborrito e maledetto: questa soddisfazione, la salute pacifica, il grasso ottimismo del borghese; la prospera disciplina dell’uomo mediocre, normale, dozzinale.
(Il lupo della steppa)

Se vuoi conoscere il tuo passato, sapere che cosa ti ha causato, allora osservati nel presente, che è l’effetto del passato. Se vuoi conoscere il tuo futuro, sapere che cosa ti porterà, allora osservati nel presente, che è la causa del futuro.
(Siddartha)

L’amore non deve implorare e nemmeno pretendere, l’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina.
(Demian)

Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio.
(Klein e Wagner)

Ho avuto pensieri e princìpi. Tante volte ho sentito in me il sapere, per un’ora o per un giorno così come si sente la vita nel proprio cuore. Ma questo è un pensiero che ho trovato io: la saggezza non è comunicabile. La scienza si può comunicare, ma la saggezza no. Si può trovarla, viverla, si possono fare miracoli con essa, ma spiegarla e insegnarla non si può.
(Siddartha)

Solo chi ha necessità di un tocco delicato, sa toccare con delicatezza.
(Notti insonni)

Un bravo artista è destinato ad essere infelice nella vita: ogni volta che ha fame e apre il suo sacco, vi trova dentro solo perle.

Senza le parole, senza la scrittura e senza il libri non ci sarebbe la storia, non potrebbe esserci alcuna nozione di umanità.

La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi. Uno può finire poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Il problema è realizzare il suo proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto fino in fondo dentro di sé.
(Demian)

Siddharta non fa nulla. Siddharta pensa, aspetta, digiuna, ma passa attraverso le cose del mondo come la pietra attraverso l’acqua, senza far nulla, senza agitarsi.
(Siddartha)

Due persone possono andare d’accordissimo, parlare di tutto ed essere vicine. Ma le loro anime sono come fiori, ciascuno ha la sua radice in un determinato posto e nessuno può avvicinarsi troppo all’altro senza abbandonare la sua radice, cosa peraltro impossibile. I fiori effondano il loro profumo e spargono il loro seme perché vorrebbero avvicinarsi, ma il fiore non può fare niente perché il seme giunga nel posto giusto; tocca al vento che va e viene come vuole.
(Knulp)

Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi. Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci. Non essere in guerra con te stesso: così… tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.

Camminare all’aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d’acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell’animo.
(Bella è la gioventù)

Imparare, fare, guardare, viaggiare.
(Peter Camenzind)

Quando ti piace qualcuno, ti piace nonostante i suoi difetti. Quando ami qualcuno, lo ami con i suoi difetti.

Hai paura solo se non sei in armonia con te stesso. Le persone hanno paura perchè non si sono mai impadronite di se stesse. Un’intera società è composta di uomini che hanno paura dello sconosciuto che c’è in loro.

Una meta si proponeva Siddharta: diventare vuoto, vuoto di sete, vuoto di desideri, vuoto di sogni, vuoto di gioia e di dolore. Morire a sé stesso, non essere più lui, trovare la pace del cuore svuotato, nella spersonalizzazione del pensiero rimanere aperto al miracolo, questa era la sua meta.
(Siddartha)

I dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.
(Peter Camenzind)

“La felicità?” disse il bell’uccello e rise con il suo becco dorato, “la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli”.
(Favola d’amore. Le trasformazioni di Pictor)

Non è il nostro compito quello di avvicinarci, così come non si avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra méta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparar a vedere ed a rispettare nell’altro ciò ch’egli è: il nostro opposto e il nostro complemento.
(Narciso e Boccadoro)

Un giorno mentre Siddharta meditava sotto al solito fico… gli si avvicinò un viandante che stava cercando la via dell’illuminazione. Si misero a parlare del più e del meno come due vecchi amici quando Siddharta gli chiese: “Qual è la mancanza più grave per l’uomo?” E il viandante pensatore così rispose: “È grave morire senza aver capito la vita. È drammatico vivere senza aver capito la morte!
(Siddartha)

Dove si crea un’opera, dove si continua un sogno, si pianta un albero, si partorisce un bimbo, là opera la vita e si apre una breccia nell’oscurità del tempo.

Ogni uomo ha un suo compito nella vita, e non è mai quello che egli avrebbe voluto scegliersi.

Troppo spesso togliamo tempo ai nostri amici per dedicarlo ai nostri nemici.

La gioventù si conclude quando finisce l’egoismo; la maturità inizia quando si vive per gli altri.
(Gertrude)

Sono stato un cercatore e ancora lo sono, ma non cerco più nelle stelle e nei libri: incomincio a udire gli insegnamenti che il mio sangue mormora in me.
La mia storia non è piacevole, non è dolce e armoniosa come le storie inventate; sa di stoltezza e confusione, sa di follia e sogno, come la vita di tutti coloro che non vogliono più mentire a se stessi.
(Demian)

La vita di ogni uomo è una via verso se stessi, il tentativo di una via, l’accenno di un sentiero.
Nessun uomo è mai stato interamente se stesso, eppure ognuno cerca di diventarlo, chi sordamente, chi luminosamente, ognuno come può.
Ognuno si porta dietro, fino alla fine i resti della propria nascita, umori e gusci d’uovo d’un mondo primordiale.
Certi non diventano mai uomini, rimangono rane, lucertole, formiche.
Qualcuno è uomo sopra e pesce sotto. Ma ognuno è il tentativo della natura verso l’uomo.
(Demian)

Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi. Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati. Sono come uomini solitari. Non come gli eremiti, che se ne sono andati di soppiatto per sfuggire a una debolezza, ma come grandi uomini solitari, come Beethoven e Nietzsche. Tra le loro fronde stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito.

Ogni uomo però non è soltanto lui stesso è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo si incrociano una volta sola, senza ripetizione.
(Demian)

Un albero sotto i raggi del sole, un sasso segnato dalle intemperie, un animale, una montagna: tutti hanno una vita, una storia, vivono, soffrono, affrontano i pericoli, godono, muoiono. Ma non sappiamo il perché.

Che sarebbe l’amore senza la necessità di nascondersi? Che sarebbe l’amore senza pericolo?
(Narciso e Boccadoro)

Non puoi essere vagabondo e artista e contemporaneamente borghese e uomo sano e decoroso. Ti vuoi ubriacare, allora tieniti anche il mal di testa! Se dici di sì alla luce del sole e alle fantasie leggiadre, devi dire sì anche alla sporcizia e al disgusto. Tutto questo è in te, oro e fango, bramosia e pena, riso infantile e paura della morte. Di’ a tutto sì, non sottrarti a niente, non tentare di eludere niente.
(Storie di vagabondaggio)

Chi “non si adatta al mondo” è sempre vicino a trovare se stesso. Chi si adatta al mondo non si trova mai, ma può diventare consigliere nazionale.
(Lettere)

Non permettere alla donna di cambiarti, quando l’avrà fatto si sarà stancata di te.

Le lacrime sono lo sciogliersi del ghiaccio dell’anima. E a chi piange, tutti gli angeli sono vicini.

I mistici sono quei pensatori che non sanno staccarsi dalle rappresentazioni, quindi non sono per nulla pensatori. Sono artisti segreti: poeti senza versi, pittori senza pennello, musicisti senza note. Ci sono fra loro spiriti nobili e altamente dotati, ma sono tutti, senza eccezione, degli uomini infelici.
(Narciso e Boccadoro)

Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità, però in segreto ti rinviano a te stesso. Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno, sole stelle luna. Perché la luce che cercavi vive dentro di te.
(La felicità)

Ogni essere umano è qualcosa di personale e di irripetibile; voler sostituire al posto della coscienza personale una collettiva è già una violenza, e il primo passo verso ogni forma di totalitarismo.
(Lettere)

In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele come la gente normale.
(Lettere)

Il mondo non è meno strano fuori dei manicomi che dentro.
(Lettere)

L’uomo si distingue dal resto della natura soprattutto per uno strato gelatinoso di menzogna che lo veste e lo protegge.
(Peter Camenzind)

Cosa sono i millenni? Un manciata di tempo. Polvere in confronto a un unico sguardo dell’eternità.
(Siddartha)

Ogni uomo ha solo una vocazione genuina – trovare la strada per se stesso… Il suo compito fu di scoprire il suo proprio destino – non uno arbitrario – e viverlo totalmente e risolutamente dentro se stesso. Tutto il resto fu solo una esistenza possibile, un tentativo di evasione, una corsa a ritroso verso gli ideali delle masse, la conformità, e la paura della propria introversione.

Gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli.

Per sperimentare la felicità è necessario essere liberi dal tempo e perciò tanto dalla paura quanto dalla speranza, e questa capacità per la maggior parte delle persone si perde con gli anni.

Lascia che te lo dica oggi quanto ti voglio bene, quanto tu sei stato sempre per me, come hai arricchito la mia vita. […] Tu non puoi misurare ciò che significhi. Significa la sorgente in un deserto, l’albero fiorito in un terreno selvaggio. A te solo debbo che il mio cuore non sia inaridito, che sia rimasto in me un punto accessibile alla grazia.
(Narciso e Boccadoro)

Disperazione è il risultato di ogni serio tentativo di comprendere e giustificare la vita umana.

Vivere nel mondo come non fosse il mondo, rispettare la legge e stare tuttavia al di sopra della legge, possedere come se non si possedesse, rinunciare come se non si fosse in rinuncia: tutte queste esperienze di un’altra saggezza di vita si possono realizzare solo con l’umorismo
(Il lupo della steppa)

L’aforisma è una sorta di gemma, tanto più preziosa quanto più rara, e godibile solo in dosi minime.

Non c’è felicità nell’essere amati. Ognuno ama se stesso; ma amare, ecco la felicità.
(Sull’amore)

La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere; vuole soltanto amare.
(Sull’amore)

Il male nasce sempre dove l’amore non basta.
(Sull’amore)

Purtroppo, con le citazioni della Bibbia in bocca agli uomini di governo, finora non si sono fatte esperienze liete.
(Guerra e pace)

Le parole non fanno bene al senso segreto, ogni cosa diventa subito un po’ diversa, un po’ falsata, un po’ strampalata.
(Klein e Wagner)

Tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine, è linguaggio e colorato geroglifico. Nonostante una scienza della natura molto evoluta, oggi non siamo affatto ben preparati, né educati ad una corretta osservazione e, rispetto alla natura, ci troviamo piuttosto sul piede di guerra.
(Farfalle)

Nella nostra vita frettolosa, assordante, sono maledettamente poche le ore in cui l’anima può diventare cosciente di sé stessa, in cui tace la vita dei sensi e quella dello spirito e l’anima sta senza veli davanti allo specchio dei ricordi e della coscienza.
(Notti insonni)

Se per la tua gioia hai bisogno del permesso di altri, sei proprio un povero sciocco.
(Il Lupo della steppa)

Se il mondo ha ragione, se hanno ragione le musiche nei caffè, la gente americana che si contenta di così poco, vuol dire che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi chiamai più volte, l’animale sperduto in un mondo a lui estraneo e incomprensibile, che non trova più la patria, l’aria, il nutrimento.
(Il Lupo della steppa)

Come corpo ognuno è singolo, come anima mai.
(Il lupo della steppa)

Tra gli esseri umani, anche se intimamente uniti, è sempre aperto un abisso che solo l’amore può superare, e anch’esso solo con una passerella di fortuna.

Non sapevo niente di ieri né di domani, ero avvolto e soavemente lambito da un felice oggi.

Gli esseri umani sono per lo più mezzi uomini e fra loro ci sono molte bestie.

La vita delle persone che lavorano è noiosa. Interessanti sono le vicende e le sorti dei perdigiorno.

Anche la vita più infelice ha le sue ore di sole e i suoi fiorellini fortunati in mezzo alla sabbia e alle pietraie.

Così nascono, preziosa e fugace schiuma di felicità sopra il mare della sofferenza, tutte le opere d’arte nelle quali un uomo che soffre si innalza per un momento tanto al di sopra del proprio destino che la sua felicità brilla come un astro e appare a chi la vede come una cosa eterna, come il suo proprio sogno di felicità.
(Il lupo della steppa)

Se temiamo qualcuno, riconosciamo a costui un potere su di noi.
(Demian)

Una meta si proponeva Siddharta: diventare vuoto, vuoto di sete, vuoto di desideri, vuoto di sogni, vuoto di gioia e di dolore.
Morire a se stesso, non essere più lui, trovare la pace del cuore svuotato, nella spersonalizzazione del pensiero rimanere aperto al miracolo, questa era la sua meta.
Quando ogni residuo dell’lo fosse superato ed estinto, quando ogni brama e ogni impulso tacesse nel cuore, allora doveva destarsi l’ultimo fondo delle cose, lo strato più profondo dell’essere, quello che non è più Io: il grande mistero.
(Siddartha)

In quell’ora Siddharta cessò di lottare contro il destino, in quell’ora cessò di soffrire.
Sul suo volto fioriva la serenità del sapere, cui più non contrasta alcuna volontà, il sapere che conosce la perfezione, che è in accordo con il fiume del divenire, con la corrente della vita, un sapere che è pieno di compassione e di simpatia, docile al flusso degli eventi, aderente all’Unità.
(Siddartha)

Lentamente fioriva, lentamente maturava in Siddharta il riconoscimento, la consapevolezza di ciò che realmente sia saggezza, qual fosse la meta del suo lungo cercare.
Non era nient’altro che una disposizione dell’anima, una capacità, un’arte segreta di pensare in qualunque istante, nel bel mezzo della vita, il pensiero dell’unità, sentire l’unità e per così dire respirarla
(Siddartha)

Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno. Ci si deve risolvere ad amare anche le imperfezioni, altrimenti ci si illude

La natura ha migliaia e migliaia di colori, e noi ci siamo messi in testa di ridurne la scala solo ad una ventina.

Ogni superiore umorismo comincia con la rinuncia dell’uomo a prendere sul serio la propria persona.
(Il lupo della steppa)

Fa parte delle imperfezioni e delle rinunce della vita umana il fatto che la nostra infanzia debba diventarci estranea e cadere nell’oblio, come un tesoro sfuggito a mani che giocavano, e precipitato in un pozzo profondo.

Le azioni degli uomini non scaturiscono neppure per la centesima parte da riflessioni razionali. Si può essere pienamente convinti dell’assurdità di un certo comportamento, e tuttavia attuarlo con fervore.
(Lettere)

Contro le infamie della vita le armi migliori sono: la forza d’animo, la tenacia e la pazienza. la forza d’animo irrobustisce, la tenacia diverte e la pazienza dà pace.
(Il coraggio di ogni giorno)

C’è una virtù che molto amo, l’unica. Essa ha nome tenacia. Delle molte virtù di cui leggiamo nei libri e di cui sentiamo parlare i maestri non so che farmene. E, d’altro canto, tutte le molte virtù che l’uomo si è inventato potrebbero essere raccolte sotto un’unica denominazione. Virtù significa obbedienza. Solo che c’è da chiedersi a chi si obbedisce. Anche la tenacia, infatti, è obbedienza. Ma tutte le altre virtù, tanto amate e lodate, sono obbedienza a leggi che sono state imposte da uomini; soltanto la tenacia non si inchina a queste leggi. Chi è tenace obbedisce infatti a un’altra legge, una legge particolare, assoluta, ente sacra, la legge che ha in sé stesso, il “tenere a se stesso”
(Il coraggio di ogni giorno)

Si chiama amore ogni superiorità, ogni capacità di comprensione, ogni capacità di sorridere nel dolore. Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione a ciò che l’Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo – questo è ciò a cui tendiamo.”

L’eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere.

Talvolta aveva desiderato d’essere un albero, perché gli alberi gli sembravano così pieni di quiete, di forza e di dignità.

Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che è dentro di noi. Ciò che non è parte di noi stessi non ci disturba.
(Demian)

Leggere un libro, per il buon lettore significa: conoscere la personalità e la mentalità di uno sconosciuto, cercare di comprenderlo, possibilmente riuscire a diventargli amico, è una delizia, è un fatto meraviglioso.

Senza amare se stessi non è possibile amare neanche il prossimo, l’odio di sé è identico al gretto egoismo e produce alla fine lo stesso orribile isolamento, la stessa disperazione.
(Il lupo della steppa)

Finché vi saranno i mattatoi vi saranno i campi di battaglia.

Tutti sono sottomessi, tutti desiderano obbedire e pensare meno che si può: bambini sono gli uomini.
(Siddartha)

L’amore si può mendicare, comprare, regalare, si può trovarlo sulla strada, ma non si può estorcere.
(Siddartha)

Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi non brama più di essere un albero. Vuole essere quello che è.

Un figlio può prendere dal padre il naso e gli occhi e persino l’intelligenza, ma non l’anima. L’anima è nuova, in ogni uomo.

La musica si fonda sull’armonia fra cielo e terra, sulla concordanza fra il torbido e il chiaro

Tutti sanno per esperienza che è facile innamorarsi, mentre amare veramente è bello ma difficile. Come tutti i veri valori, l’amore non si può acquistare. Il piacere si può acquistare, l’amore no.

La pace non è una paradisiaca condizione originaria, né una forma di convivenza regolata dal compromesso. La pace è qualcosa che non conosciamo, che soltanto cerchiamo e immaginiamo. La pace è un ideale.

Nonostante il tenero amore che nutro per il mio Paese, non ho mai saputo essere un grande patriota né un nazionalista… E ben presto è nata in me una diffidenza verso i confini e un amore profondo, spesso appassionato, per quei beni umani che per loro natura stanno al di là dei confini… Col passare degli anni mi sono sentito ineluttabilmente spinto ad apprezzare maggiormente ciò che unisce uomini e nazioni piuttosto che ciò che li divide.

Dipingere è meraviglioso, rende più allegri e pazienti. Dopo non si hanno le dita nere, come quando si scrive, ma rosse e blu.
(L’infanzia dell’incantatore)

L’amore non esiste per renderci felici, ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore.
(Peter Camenzind)

Amiamo ciò che ci somiglia e comprendiamo ciò che il vento ha scritto sulla sabbia.
(La felicità)

Bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile.
Ma non esiste un sogno perfetto.
Ogni sogno cede il posto a un sogno nuovo, e non bisogna volerne trattenere alcuno.

Nulla è più pericoloso e mortale per l’anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza

La vita di un uomo puro e generoso è sempre una cosa sacra e miracolosa, da cui si sprigionano forze inaudite che operano anche in lontananza.

Perché il mondo è così pieno di morte e di orrore, ho provato e riprovato per consolare il mio cuore e raccogliere i fiori che crescono in mezzo all’inferno.
(Narciso e Boccadoro)