Scrittori di aforismi su Twitter, Terzanota

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @Terza_Nota (TerzaNota). Nella nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Mi chiamo Miriam. Sin da bambina ero sempre in procinto di fare danni, sicché mia mamma ha iniziato a chiamarmi Mi, con la speranza di salvarmi giusto in tempo, quasi come se temesse che quel “riam” mi facesse perdere anche un posto in paradiso. Per ribellarmi alla pigrizia dei diminutivi, ho trasformato quel Mi, sui social, in Terzanota. Almeno suona meglio.
Figlia unica ma non mi sono mai rassegnata al fatto di essere tale e allora ho fatto nascere le mie molteplici personalità che nel corso degli anni si sono rivelate un’arma a doppio ‘danno’, nel senso che potrei essere pericolosa per gli altri ma soprattutto per me stessa.
In questi anni di forzata convivenza con me stessa, non sono ancora riuscita a prendermi le misure (spero di avere almeno una 90 di cervello)”.

E a proposito della sua vita @Terza_Nota aggiunge:
“Nata e cresciuta in Sicilia. Forse non mi andava bene nemmeno questo perché non si capisce come io abbia sviluppato, all’età di 9 anni, uno strano accento. Ovunque vada, tutti mi dicono: ‘ma tu non sei di qui’, e forse è vero, forse devo ancora trovarlo il mio ‘posto nel mondo’.
Considerata la mia abilità nel rigirare le frittate, tranne che in cucina, non potendo competere con Cracco, mi sono laureata in giurisprudenza.
Alterno momenti in cui do ossigeno al mio cervello a momenti in cui ‘lo ossigeno’, pensando come una bionda.
Amo lo shopping come tutte le donne e mi agito davanti a una partita come un uomo. Forse sono un uomo intrappolato nel corpo di una donna. Sono un concentrato di contraddizioni”.

@Terza_Nota si è iscritta a Twitter nel agosto 2014. “Ho iniziato a scrivere su Twitter perché le mie molteplici personalità continuavano a litigare tra loro, chiedendomi ognuna il proprio spazio. In questi due anni, sono riuscita a farle riappacificare e adesso fanno squadra tra loro”.

TerzaNota

La scrittura di @Terza_Nota è in perenne bilico tra l’autoironia (“L’autoironia è un’astuta espressione dell’intelligenza che consente di spiazzare gli altri prima che lo facciano loro”) e la voglia e il desiderio di abbandonarsi al flusso delle emozioni interiori. Distacco, leggerezza (“Non darmi il giusto peso. Dammi la giusta leggerezza”), a volte anche cinismo e scetticismo (“Comunque il peggio, prima di passare, fa una sosta lunghissima”) rappresentano uno dei poli dell’autrice. L’altro polo invece è l’amore, l’attesa vibrante di un messaggio sul telefono (“La parte più bella dei tuoi messaggi è quella in cui sorrido e nemmeno lo sai”), la mancanza (“I mi manchi più belli sono fatti di scuse buffe per chiamarti”), il contatto fisico (“Se non ti abbraccia da dietro mentre cucini, avvelenalo”) e altre mille sfaccettature di quell’infinito mondo che è il nostro sentire. C’è un tweet che riassume splendidamente questa doppia polarità distacco/emozione “Sono una donna: tosta, acida, cinica, ferma sulle sue posizioni…fino a quando non mi dice: ‘ciao”.

In questa alternanza di ironia e romanticismo (“Alterno tweet romantici a tweet ironici per disorientare il nemico”) @Terza_Nota si diverte a raccontare la stessa storia vista da punti di vista opposti (“-Quando hai capito di esserti innamorata? -Quando mentre gli raccontavo la mia storia, lui ha iniziato a farne parte” versus “-Vuoi essere il mio moroso? -Sei di Equitalia?”). E si diverte quasi a mettere in scena una rappresentazione in cui i due principali attori, testa e cuore, ironia e emozione, distacco e coinvolgimento si alternano (“Ho messo la testa a posto. È il cuore che non sta mai dove dovrebbe stare”), si sovrappongono e a volte si scontrano anche con dei cortocircuiti di senso assolutamente sorprendenti e irresistibili (Si veda ad esempio il tweet “M’illumino di ci ripenso!”).

In questo alternarsi di registri o “note”, c’è un filo conduttore comune ed esso è da riconoscersi in una specie di saggezza in cui l’autrice – pur senza ergersi a maestro di vita – illumina fatti e apparenze, comportamenti e stereotipi sociali, persone e personaggi (“Per ognuno che si atteggia a personaggio occorrerebbe il tasto ‘riduci a persona’”), mostrando, attraverso i 140 caratteri, tutta la complessità e talora contradditorietà dell’esistenza, complessità e contradditorietà a cui ovviamente (vista la sua grande autoironia) non è immune neanche l’autrice (“Ero figlia unica. Poi sono nate le mie molteplici personalità”).

Presento una raccolta dei tweet più belli di @Terza_Nota.

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@Terza_Nota, Tweet scelti

Se siete tutti d’accordo, direi di ritornare ai ruoli di partenza: gli uomini corteggiano e le donne si depilano.

Già che sei sul piedistallo, potresti pulirmi il lampadario?

La persona giusta non ti controlla il telefono, te lo fa spegnere.

Sono una donna! Se il navigatore dopo 5min non parla, dico: “a cosa stai pensando?”, “non c’è più dialogo tra noi”, “ti sento distante”…

Mi piacciono le persone che sanno scegliere a chi mostrarsi e non quelle che si mostrano per farsi scegliere.

Comunque il peggio, prima di passare, fa una sosta lunghissima.

È vero che l’uomo pensa al sesso ma se lo fa mentre gli mostri le tette ha vinto lui, se lo fa mentre ti guarda negli occhi hai vinto tu.

Ogni volta che faccio sesso succede sempre qualcosa di importante. L’ultima volta, per esempio, è stato fondato il Sacro Romano Impero.

-Credi nell’amore?
-Credo che la somatoline modelli il mio corpo dopo aver mangiato un barattolo di Nutella, vuoi che non creda nell’amore?!

Mi piacciono gli uomini che mostrano interesse per:
-molti libri
-molti film
-una sola donna.

Si fidanzerebbero anche con lo scaldabagno però sui social fanno selezione che manco al Cocoricò.

Ci si innamora da sconosciuti.
Ci si lascia da estranei.

Dopo il terzo filtro possiamo chiamare i parenti per il riconoscimento.

Non vale voltare pagina se poi continui a tenere il segno in quella precedente.

Ubriacati e mandami quel cazzo di messaggio!

Bello pensarti ma adesso come si spegne?

-Amore, vedi quei due vecchietti che escono mano nella mano dall’ufficio postale? È così che ci sogno.
-Innamorati?
-No, con la pensione.

I problemi lo sanno quando ti stai per addormentare.

Aspetti un suo messaggio.
Ti scrivono: i compagni dell’asilo per una rimpatriata, Messina Denaro ti invia la sua posizione, i Corinzi rispondono, il nonno di Heidi si è unito a telegram, la Wind ti inoltra tutti i messaggi che non hai ricevuto dal Medioevo a ora…ma lui no.

Chi ha una forte personalità, la mostra. Chi non ce l’ha, ne mostra più di una.

Tutti atei fino a quando non si credono Dio.

Il risultato di questa parità dei sessi è stato che ognuno ha preso il peggio dell’altro.

Mi piacciono gli uomini enigmatici, quelli che avvolgono in un alone di mistero il fatto di essere coglioni come tutti gli altri.

È un risvoltino o stai aiutando Mosè a separare le acque del Mar Rosso?

Credo che l’artefice del mio destino abbia puntato tutto sul finale, altrimenti non si spiega.

Non è vero che gli uomini non danno importanza ai preliminari. Avete mai provato ad associarci la parola champions?

C’è chi ti cerca quando ha bisogno e c’è chi ha bisogno di cercarti.

La ceretta all’inguine non è un atto di coraggio ma d’ottimismo.

-Chissà dove vanno a finire i messaggi che stiamo aspettando?
-A un’altra!

“Mai nessuno che si innamori per come sono fatta veramente”.
Hai provato a levare 7-8 filtri?

Tutti onesti fino a quando non si tratta di rubare almeno 3cm sulla carta d’identità.

La confidenza è come la figa: non prendetevela se nessuno ve la dà.

Le donne hanno questo brutto difetto di contraddire i propri mariti, soprattutto quando questi ultimi dicono alle altre di essere single.

-Mi amerai fino alla morte?
-Di più! Fino alla pensione.

Da bambina sognavo di essere come Barbie:bionda, magra e con tanti vestiti.
Per il momento,come Barbie ho incontrato solo uomini senza palle

Un “già che sei in piedi” alla volta, ho fatto il Cammino di Santiago di Compostela.

Ho visto rapporti di coppia formati da 4 o 5 persone.

Uomini che rimproverano alle donne di ingigantire le cose.
A letto però questo potere vi fa comodo. Ingrati!

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tanti filtri e pochi volti”.

Una donna con 39,5 di febbre può finalmente capire cosa prova un uomo. Con 37,2.

Al bancomat ho fatto il saldo ed è venuta fuori la scritta: “non preoccuparti, l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Ci sono uomini costretti a frequentare le proprie mogli di nascosto dai social.

-Cosa farai durante le feste?
-Oscillerò tra la 40 e la 46.

Non mi fidanzo perché non voglio fare un torto a uno solo.

È stato un anno talmente sbagliato che per coerenza bisognerebbe chiamarlo hanno.

Io ti amavo senza se e senza ma; ma senza filtri non ero pronta.

Alle fashion blogger che postano foto senza calze, a dicembre, vorrei dire: “ma come fate che quando lo faccio io le gambe mi diventano un unico blocco di ghiaccio e rischio di ritrovarmi Kate Winslet e Di Caprio attaccati alle ginocchia?!”

La notte mi vengono idee cosi geniali che ho quasi paura di aprire gli occhi, guardarmi allo specchio e vedere Zichichi che mi dice: “non sei tu! Sono io!”

Ormai sono abbastanza grande ed è giusto che i miei genitori accettino l’idea che io possa convivere.
Con loro.

A letto, la maggior parte delle donne finge di aver avuto un orgasmo.
Al bar, la maggior parte degli uomini, finge di aver avuto un rapporto.

L’unico che è riuscito a mettermi in un angolo è stato il mocio vileda dopo aver lavato il pavimento.

Mi ero ripromessa di non far dipendere la mia felicità da un uomo.
Poi è arrivato il fattorino con la pizza.

I miei compagni del liceo hanno figli che hanno la mia età.

Gli uomini sono di poche parole perché devono fare la fatica di dirle a tre/quattro donne contemporaneamente.

La donna è in grado di rinfacciare all’uomo cose che ha fatto sin da quando era spermatozoo.

Abbiamo vissuto la stessa storia, sono i ricordi che non coincidono.

Troppi illusionisti in un mondo senza magia.

Credo nel gioco di squadra tra me e le mie molteplici personalità.

Ci sono due cose che non rinuncerò mai a tenere alte: il volume della musica e la testa.

Il mio cuore fa di testa tua.

Giorno di lavoro 1.
Percepiti 365.

Non riesco a stare dove c’è troppa folla: in spiaggia, in un centro commerciale, in una coppia.

Troppi lupi in un mondo senza favole.

Ci innamoriamo senza conoscerci e ci lasciamo perché non ci riconosciamo più.

Dove il pessimista vede un vuoto, l’ottimista vede uno spazio.

Non ho mai capito come gli uomini non riescano ad occuparsi di più cose contemporaneamente ma di più donne, invece, si.

Se sei nella sua testa, sei già dappertutto.

Persone talmente ingenue da pensare di farti ridere e invece ti fanno innamorare

La parte più bella dei tuoi messaggi è quella in cui sorrido e nemmeno lo sai.

Se trasformate le comparse in protagonisti, non lamentatevi, poi, se non sono all’altezza del ruolo che gli avete assegnato.

Potresti fare piano quando non ci sei?

Se ci stai ragionando troppo, non è la follia giusta.

Se non ti abbraccia da dietro mentre cucini, avvelenalo.

Ci sono persone che passano e persone che attraversano.

Incontri un’amica dopo anni.
Lei:
-ho un marito
-due figli
-un lavoro
-una casa
e tu?
Io ho un blog.

Tutto sta nello scegliere le bugie alle quali credere.

A te che ti senti al centro dell’universo, volevo dirti che l’hanno spostato.

La passione è quella cosa che ognuno esce di casa con il proprio profumo e ritorna con addosso quello dell’altro.

Siamo la generazione che ha cercato di ovviare alla solitudine dando vita a una solitudine più grande ma condivisa.

Il mio pregio è che mi accorgo di tutto.
Il mio difetto è che mi accorgo di tutto.

Avresti dovuto capire che mi piacevi dalle continue ennesime possibilità che ti concedevo per deludermi.

I mi manchi più belli sono fatti di scuse buffe per chiamarti.

Spesso, lasciano più impronte i passi che non facciamo.

E dimmi, hai portato altre persone in quella canzone?

L’autoironia è un’astuta espressione dell’intelligenza che consente di spiazzare gli altri prima che lo facciano loro.

Io non ho difetti. Ho pregi capovolti.

Tutti Spiderman quando si tratta di arrampicarsi sugli specchi.

Dio creò il vicino e disse:”il venerdì andrai da Brico e, durante il weekend, utilizzerai tutto ciò che è in tuo possesso per fare rumore”.

Ho perso i treni giusti anche nei viaggi mentali.

Se non avete un amore tormentato, ve ne verrà assegnato uno d’ufficio.

Ho sempre un buon ricordo delle persone: continuo a pensarle per come avrei voluto che fossero e non per come si sono rivelate.

Il mio bilancio di fine anno non è stato approvato.

Mi piacciono le persone semplici. Non facili, semplici.

Ma i personaggi che vi costruite, poi muoiono?

Se tiri fuori il meglio di me, poi rimettilo dove l’hai trovato.

Per ognuno che si atteggia a personaggio occorrerebbe il tasto “riduci a persona”.

Abbassa quell’orgoglio che ti perdi il panorama!

“Non si finisce mai d’impanare!”.
cit. nonna.

La musica ha il potere di renderti invincibile, almeno, per tre minuti e mezzo.

Da piccoli passa tutto con un bacio, da grandi, solitamente, comincia.

E poi ci sono quelle persone che non riesci ad avere ma non ti lasciano andare.

Vorrei essere quel qualcuno che ti fa smettere di cercare chiunque.

I messaggi più veri li ho scritti prima che il mio orgoglio li cancellasse.

Ti ho cercato in quella canzone. E non c’eri più.

Non ti racconto a nessuno, altrimenti smetti di esistere.

La complicità è un dialogo senza parole.

Ci sono due momenti in cui ti senti veramente forte:
-quando ami chi ti ama
-quando non ti importa più nulla di chi ha smesso d’amarti.

Sono arrivata alla fine dell’anno ma la trama non l’ho ancora capita.

Prima di legarvi a qualcuno, accertatevi che, dall’altra parte del filo, non ci sia un burattinaio.

Il primo caffè del mattino non può essere considerato colazione ma piuttosto tentativo di rianimazione.

Come quando ti dicono: “ti conosco come le mie tasche” e allora pensi che abbiano sempre indossato una calzamaglia.

Dopo che avrete finito di sussurrare parole d’amore alla donna della vostra vita,vi ricordo che vostra moglie vi aspetta a casa per cenare.

Passo la notte a cercare di dormire e il giorno a cercare di non farlo.

-Ascolta amore, vorrei che tu fossi come Radio Maria.
-Cattolico?
-No, che mi prendi ovunque.

Continuo a guardare il tuo messaggio e sorridere. Credo che come risposta possa bastare.

Tra i preliminari annovererei la puntina che tocca il vinile.

Moriremo di “non ti cerco ma mi manchi”.

Siamo fatti per il 50% di attese di un suo messaggio e per il restante 50% della lettura di messaggi di persone di cui non ci frega un cazzo

-Qual è stata la cosa più folle che hai fatto per amore?
-Ci ho creduto.

Quanto sanno essere spietati i contenuti dei messaggi che aspettiamo e non arrivano.

Sono una ragazza acqua e ragione.

I miei non sono cambi di personalità ma sono zapping d’umore.

So che mi deluderai e che ti deluderò ma sarebbe una delusione ancora più grande non darci la possibilità di farlo.

Ti dicono: “non ti dimenticherò mai” e poi vengono colpiti dall’Alzheimer.

-Quando hai capito di esserti innamorata?
-Quando mentre gli raccontavo la mia storia, lui ha iniziato a farne parte.

-Vuoi essere il mio moroso?
-Sei di Equitalia?

Quando conosco una persona dimentico sempre di disattivare le aspettative.

Il mio personaggio di fantasia preferito è il mio fidanzato.

Se pensate sia difficile chiudere una storia senza ripensamenti,provate a chiudere la vaschetta del gelato senza dire “un ultimo cucchiaio”.

Se non ti tiene la testa mentre ti bacia, non te la farà mai perdere del tutto.

Poiché spesso le parole giuste provengono dalle persone sbagliate, direi di organizzarci con il doppiaggio.

Ogni notte cresco di un sogno.

Se non ha un effetto collaterale, non lo voglio!

-Cosa fai nella vita?
-L’attrice.
-Che bello! Che genere di film fai? Commedia? Horror? Drammatici?
-Mentali.

C’è chi vive con qualcuno e chi vive di qualcuno. Quando le due cose coincidono, dev’essere quella la felicità!

I “ti amo” più veri li ho detti mentre ti dicevo “non fa niente”.

Ci sono messaggi che se riletti a distanza di tempo, ci trovi quello che voleva dirti lui e non quello che volevi leggerci tu.

Io non ho difetti. Ho pregi alternativi.

La cosa che non sopporto di me è il pensare a te.

La testa fa viaggi che il cuore non può permettersi.

Che tu ne abbia: 30, 40 o 50 di anni, all’amore non importa. Lui ti trasformerà sempre in uno stupido, patetico adolescente.

Il materasso memory serve a ricordarti ogni notte che dormi da solo.

Era perfetto, non gli mancava nulla. Nemmeno la fidanzata.

I consigli non richiesti, in fondo a destra.

I più grandi ostacoli per la nascita di una storia d’amore sono:
-un’altra persona al tuo posto
-il condizionale al posto del congiuntivo.

Ho trovato l’uomo giusto. Adesso chi glielo dice che sono quella sbagliata?!

Dopo cinque foto consecutive, con la stessa espressione, da tutte le angolature, non li chiamerei selfies ma foto segnaletiche.

Credo nelle relazioni a distanza. Dai social.

E poi arrivano quei messaggi. Il telefono si illumina e con lui ti illumini anche un po’ tu.

Certi amori fanno giri immensi perché non trovano parcheggio.

Se volevo essere puntuale, nascevo brufolo al primo appuntamento.

Chissà dove finisce l’estate e inizia la malinconia.

Rilassata come quando qualcuno prende il mio smartphone e inizia a scorrere le foto.

M’illumino di ci ripenso!

-Cosa prende?
-Il solito, grazie!
-Un granchio per la signora.

Niente è più forte del mio debole per te.

Ci sono dei segnali che ricordano a una donna l’importanza di un uomo. Ad esempio le spie lampeggianti della macchina.

Non darmi il giusto peso. Dammi la giusta leggerezza.

Ho messo la testa a posto. È il cuore che non sta mai dove dovrebbe stare.

È uno spreco tutto questo vento e nessuno con cui volare.

Non ho una personalità difficile. Ho tante personalità semplici che continuano a litigare tra loro.

È inutile che continuate a voltare pagina e cambiare libro, se poi vi ritrovate sempre a fissare la stessa copertina.