Scrittori di aforismi su Twitter, ChiaraNonEsiste

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @ChiaraNonEsiste (Chiara). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Sono una sopravvissuta che ancora si chiede il perché. Perché la vita a volte ti spoglia, e ti senti deserto, che attende che le nuvole si aprano e rovescino l’acqua che trattengono. E mentre tutti maledicono la pioggia, cullandosi nel suo veleno, io raccolgo goccia dopo goccia e vado avanti. Non posso fare altrimenti. È la mia natura. È il mio deserto”.

@ChiaraNonEsiste si è iscritta a Twitter nel dicembre 2011. “Mi sono iscritta per curiosità, ma solo tempo dopo ho iniziato ad accedere regolarmente. Non sapevo cosa lasciare, delle parole che avevo dentro e che scrivevo ­ e ancora scrivo ­ solo a me stessa. Poi qualche pensiero cominciava a sfuggire incontrollato. Perché, se cresci in un mondo di acciaio, hai bisogno di fermarti, di provare a raccontarti il cielo. Allora non puoi che lasciarla andare, quella paura che si agita dentro, e forse ci litighi meno”.

ChiaraNonEsiste

@ChiaraNonEsiste è un’anima sensibile, troppo sensibile (“La sensibilità andrebbe messa in castigo fin da piccola”) e nei suoi tweet descrive una vita fatta di cadute (“Vita, aspetta almeno che mi rialzi”), pezzi sparsi e frammenti sbriciolati (“Quello che so di me, l’ho imparato sbriciolandomi. E di quei frammenti ho quasi perso il conto”), forme “sbaglianti” e temporali negli occhi (“ci hanno progettati così, con il temporale negli occhi”). Eppure in tutti questi frantumi, pezzi sparsi, temporali, e cadute, che a volte formano e compongono l’assurdo mosaico del nulla, la vita continua a “insistere”, e questa sua insistenza è per l’autrice un motivo per continuare a “resistere”, per vedere cosa c’è più in là (“Resisto. Voglio vedere cosa c’è più in là”). Perché @ChiaraNonEsiste, anche se sa di non riuscire a trattenere nulla, “stringe i pugni per non perdere anche quel niente” e a volte può anche ridere di gusto dimenticando ogni cosa (“A volte rido così di gusto da chiedermi che fine abbia fatto la tristezza, nel frattempo”) e persino “sconfinare irresponsabilmente” oltre quei limiti che sembrano circondarci da ogni parte.

In questa sospensione tra la speranza degli occhi e la paura dei perché (“Sospesi. La speranza degli occhi, e la paura dei perché. L’inferno, dentro”), in questa ambivalenza, tra la forza di chi affronta la vita e l’inquietudine di chi non la capisce (“Negli occhi, la forza di chi affronta la vita. Nello sguardo, l’inquietudine di chi non la capisce”) c’è molto dell’essenza di @ChiaraNonEsiste. Perché la vita “Non è sempre. Non è prevedibile. Ma è tanto. Ed è nonostante” e “Prima o poi aggiungeremo ‘bene’. Intanto, stiamo”.

Presento una selezione dei suoi migliori tweet.

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@ChiaraNonEsiste, Tweet scelti

Sai cosa succede a tirar fuori quello che hai dentro?
Che poi non riesci più a rimetterlo a posto.

Avevo risposte bellissime
per le domande che non mi hai fatto.

Tutti a prendersela con la fine.
Invece è sempre colpa dell’inizio.

Un saluto a chi ci faceva sentire sbagliati, spegneva i sorrisi, fermava i sogni, colpiva alle spalle.
Non ci siete riusciti.
Ciao.

Quando esci, copriti bene.
Ci sono persone fredde, là fuori.

Come quando gli altri ti fanno male e tu chiedi scusa

A staccarsi un po’ da tutto per restare interi

Mi basterebbe essere qualcosa che non vuoi perdere.

Quante paure per una vita sola

Finché continua a piacervi.
Finché vi sentirete, vi mancherete, vi cercherete.
Non sarà mai sbagliato.
Non sarà mai abbastanza.

Non ti cercavo.
Ma già che ci sei, resta.

Pronti, sopravvivenza, via.

La raggiante solitudine di chi non si omologa.

Forse non siamo fatti per questo palco dove chi urla è in prima fila, e chi ascolta resta in fondo.

Tanto il cuore lo sa, e la pelle lo sente.
La testa può dire ciò che vuole

Se devo andarci piano, mi fermo prima.
Ma se decido di andare, mi schianto

Come spiegare l’abisso
a chi sceglie di restare in superficie?

Vita, aspetta almeno che mi rialzi.

Quelli che quando sei giù non ti chiedono il motivo,
ma scendono con te.

Mettiamocelo, ogni tanto, un “mi dispiace”, un “ti voglio bene”.
Così. All’improvviso.

Allontanati dai miei pensieri ché ti fai male.

non mi aspetto più niente, ed incredibilmente succede

Arrendersi.
Ma solo se il nemico lo merita.

passiamo al capitolo successivo alla delusione. L’indifferenza.

Se emozionarsi significa essere fragili, allora sono già in frantumi

a passo deciso nelle sabbie mobili

Fingere la calma con una guerra in testa e una tempesta nelle vene.

non distrarmi mentre fingo di fare la cosa giusta

Dove hanno studiato quelli bravi a far finta di niente?

Non abbiamo perso la speranza. Si è arresa lei.

Non prendertela con me se non so restare.
Ho provato, giuro, ma tu non c’eri

alla fine, cerchiamo tutti qualcuno con cui condividere qualcosa di bello. per esser certi di esistere.

ci hanno progettati così, con il temporale negli occhi

Tu, e i tuoi silenzi prudenti.
Io e le mie parole, sempre in cerca di guai.

– di cosa hai paura?
– di me.

Non dirmi “per sempre”.
Mi basta che tu dica “a domani”.
Ogni giorno.

Ti dirò la verità
a costo d’inventarmela.

Dai resta ancora, la vita insiste.

Non mi manca niente e non cerco niente.
Ma la vita è più bella, con te.

L’inferno procede secondo i piani.

presto verrà il momento del troppo tardi e, sicuramente, arriverò puntuale

Finisce che, se non ti deludono, ci resti quasi male.

Serviti pure, ho tutto il nulla che puoi desiderare.

– E adesso?
– Ho paura.
– Anch’io.
– Bene. Allora possiamo cominciare

Servirebbe un “vedrai, andrà tutto bene”.
Ma che sia convinto e profumi di possibile, per una volta.

allontana le conseguenze ché devo dirti una cosa

Chissà perché, tra ignorare e dar fastidio, la gente scelga sempre la seconda, che è pure più impegnativa.

Tutto e subito, con molta calma.

non ci provo nemmeno più, a limitarmi. sconfino.
irresponsabilmente.

Non dobbiamo aver paura del tempo che passa,
ma degli idioti che restano

Avere tante cose da dire.
E poche persone a cui volerle dire.
Questo è il segreto.

in una delle prossime vite ci incontreremo senza regole né spiegazioni, vedrai.

Se solo tu provassi davvero, a farti un giro nei miei pensieri.
Ti ci perderesti.
Ma ti ritroveresti ovunque

Non ci sono più le mezze cazzate.

Aggiungersi, quando conta.
Sottrarsi, quando è necessario.

La mia risposta è sì.
Adesso fammi la domanda.

mi racconto giustificazioni che mi ridono in faccia

quasi quasi mi tolgo il pensiero e te lo lascio

Non è il momento da sempre.

se fosse un effetto imprevedibile, vorrei che fosse un sorriso

Resisto.
Voglio vedere cosa c’è più in là.

Zittire i sogni, prima che si credano realtà.

Sono prudente.
Solo che a volte non mi riesce bene.

Prova a viverla tu, quest’immaginazione

eppure lo senti, che batte ancora, ma non sai dov’è

Nella vita, nessuno ti aspetta. Ma tu aspettati di tutto.

La sensibilità andrebbe messa in castigo fin da piccola

chissà se anche tu, come me, sei capace di scegliere sempre quello che fa più male

la disperazione del cielo, che non può guardare altrove

Sei speciale.
Come chiunque.

Non sempre la vita è uno spettacolo.
Possiamo almeno evitare che diventi un circo.

Non fa male perché non puoi, fa male perché potresti.

con quel sorriso che racconta storie di gironi infernali e meraviglie

quando sai di non riuscire a trattenere nulla,
ma stringi i pugni per non perdere anche quel niente

Magari vado a fondo,
ma prima nuoto con un certo stile

perché saremmo composti in prevalenza d’acqua
se non per farne tempesta

Quando c’è da trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato riesco ad essere dannatamente in orario

E di alcuni tweet senti la voce.
Il respiro. Il sorriso. La malinconia. Le pause.
Non li leggi soltanto.
Li ascolti.

Non volermene, se ti voglio

Avrei voluto dirti che tu. Ma forse avresti pensato che.
Quindi non lo scrivo nemmeno qui perché.

Scusa, devo averti scambiato per un pensiero inevitabile

Il bello di certe persone siamo noi, che impariamo a starne alla larga.

Prima o poi aggiungeremo “bene”.
Intanto, stiamo.

Sono in forma sbagliante

Come quando ci giri intorno,
e in realtà stai solo prendendo fiato per caderci meglio.

Ho un debole per te che è forte da impazzire.

Indispensabile. Come l’urgenza di una speranza.

irrecuperabile, come tutto ciò che precipita.
il tempo. la pioggia. il cielo. io.

Mi piacerebbe approfondire la nostra incoscienza.

Vivendo, a fondo. Vivendo, affondo.

Non so dirti come vivo, ogni giorno.
Posso raccontarti come muoio, spesso.

Non vado in nessun posto, ma tu dovresti venire con me.

Non ascoltano quello che dici,
ma pretendono di sapere cosa pensi

Ho dimostrato di sapermi rialzare.
Ora vorrei imparare come si fa a non cadere.

Ci tieni se hai paura di far bene, di far male, di far troppo, di far poco, di sbagliare, di perdere la strada e non tornare

Cercami tu, che sai come perdermi.

Ci sei tu.
Ci sono io.
Poi ci siamo noi che insieme non so cosa siamo,
ma a me piace tanto.

Negli occhi, la forza di chi affronta la vita.
Nello sguardo, l’inquietudine di chi non la capisce.
Non è strano, riconoscersi.

Il futuro è stanco di assumersi la responsabilità delle nostre aspettative

Resta.
Non ti lascerò il tempo di farci l’abitudine.

sei tutto quello che mi passa per la testa, che non passa

E se tutto il tanto bene che ti voglio si potesse toccare,
sarebbe seta leggera.
Che ti sfiora senza pesare.
Che ti avvolge senza legare

Eppure sarebbe così facile dissimulare, ridendo.
Ma il dolore non si finge. E non si inventa.

c’è una luce strana nelle ombre che inventiamo per nasconderci

– Ti amo.
– Anch’io.
– Vedi? Con te non si può scherzare.

Facciamo che tu puoi.
E io voglio.

delle nostre risate, mi piace la musica che fanno quando si incontrano

Non é mai troppo tardi.
A volte è soltanto più difficile.

Che tu possa aver cura di te,
almeno quanta io ne ho per te nei miei pensieri.
Questo, vorrei.

Mi vogliono convincere che sia irrealizzabile.
Ma io ho un disperato bisogno d’irrealtà.

il dramma è che senza speranza si vive lo stesso

Se potessi raccontarti, saresti musica

E tutto questo sentire.
Che a volte vorresti che il cuore si addormentasse per lasciarti riposare.

Non dirmelo.
Non vorrei che tutta questa mia immaginazione andasse sprecata.

com’è scontrosa, la tranquillità

ovvio che sarebbe stato indimenticabile.
aveva un qualcosa di piacevolmente sbagliato.

chi è vuoto occupa sempre troppo spazio

A volte rido così di gusto da chiedermi che fine abbia fatto la tristezza, nel frattempo.

Finché ne ricordi la voce, non sono andati via.

Poi ci si riscopre a dare il peggio,
perché si é stati respinti quando si dava il meglio

La vita era un’ottima invenzione.
Qualcuno doveva rovinarla. Siamo qui per questo.

Non è sempre. Non è prevedibile.
Ma è tanto. Ed è nonostante.

Quello che so di me, l’ho imparato sbriciolandomi.
E di quei frammenti ho quasi perso il conto.

– A cosa pensi?
* A nulla.
– Ti dò una mano.

poi, finalmente, tocca a te
ma il destino in quel momento è incazzato nero

Gli incontri che sono sfide a lanciarsi nel vuoto.
E non sanno che tu, il vuoto, lo conosci benissimo.

Resta.
Anche quando ti dirò di andartene,
tu resta.

Ti andrebbe di guardarmi senza dire nulla,
quando hai un po’ di tempo?

Sospesi.
La speranza degli occhi, e la paura dei perché.
L’inferno, dentro.

alla fine siamo sempre noi, anche se un po’ meno

mi dispiace per tutto quello che avrei potuto essere, anche se non so cosa.

Mi piacerebbe approfondire la nostra incoscienza.

Inutile preoccuparsi. Tanto la vita ci passa sopra.

Com’è scontrosa, la tranquillità.

E ancora proviamo ad essere equilibrati in una vita che non lo è mai.

Il desiderio di aprire gli occhi, e non esserci.

Restiamo così. Dimenticabili

Commenti:

  • G. Terruzzi

    Una vita ricca di spunti; un incedere cauto e consapevole. E la lettura è più interessante di tante altre pagine di cui si parla o che fanno più rumore

    giugno 13, 2017

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