Frasi, aforismi e battute divertenti sul letargo

La parola letargo deriva dal greco “lethargia” ed è composta da “lethe” (sonno) e “argos” (lento,
lungo). Il letargo è una forma di sopravvivenza al freddo dell’inverno adottata da numerosi animali: invece che sprecare preziose energie nella ricerca di cibo, molte specie cadono in una sorta di sonno controllato: il loro metabolismo rallenta fino a quasi a bloccarsi, la temperatura corporea si abbassa, non mangiano e si muovono il meno possibile.

Presento una raccolta di frasi, aforismi e battute divertenti sul letargo. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sul sonno e il dormire, Frasi, citazioni e aforismi sull’inverno e Frasi, citazioni e aforismi sull’ozio.

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Frasi, aforismi e battute divertenti sul letargo

Letargo

In sostanza chiedevo un letargo,un anestetico,un posto ben nascosto… non chiedevo la pace nel mondo, chiedevo la mia.
(Cesare Pavese)

La marmotta è scesa in una tana ben sigillata e due-tre metri sotto terra ai primi freddi autunnali. Adesso è lì, con famiglia – anche dodici elementi – che dorme un sonno profondissimo, da record.
(Carlo Grande)

Fra i dormiglioni del letargo ci sono anche ghiri, tassi, lucertole e persino le rane, che sprofondano nel fango degli stagni. Ma non per tutti è lo stesso. L’orso ad esempio ha un sonno molto leggero, una specie di dormiveglia nel quale la temperatura corporea passa dai 36-38 a 31-32 gradi. Se lo disturbi si sveglia, e certo non di buonumore. La marmotta, invece, come il ghiro che dorme abbracciato alla coda, la potresti prendere dalla paglia e trasportare, quasi non se ne accorge. Il suo letargo è un capolavoro fisiologico: la temperatura scende da 35 a meno di cinque gradi, il cuore rallenta da 130 a 15 battiti al minuto; per sei mesi non mangia e non beve, consuma le scorte di grasso. Strategia perfetta, contro il gelo dell’alta quota.
(Carlo Grande)

Quando distribuivano la capacità di alzarsi attivi e scattanti la mattina, io ero in fila con gli orsi per andare in letargo.
(masse78, Twitter)

Voglio andare in letargo per Natale, Capodanno, San Valentino e Pasqua, e svegliarmi quando c’è da preparare la valigia per andare al mare.
(masse78, Twitter)

La natura avrebbe dovuto assicurarci anche a noi il letargo da ottobre a marzo.
(_luilla, Twitter)

– Amore ho mangiato troppo?
– Ma no tesoro.
– Dici veramente?
– Ma certo! Ora puoi andare in letargo per sei mesi senza problemi.
(MaxMangione, Twitter)

Il mio non è proprio sonno, è più voglia di andare in letargo.
(alemarsia, Twitter)

Io non ho mai colpi di sonno, ma è anche vero che talvolta ho colpi di letargo.
(Anonimo)

“Mi riposo un attimino gli occhi” e poi:
-Svenimento
-Fase REM
-Letargo della marmotta
-Coma irreversibile
Ti svegli gridando al miracolo.
(masse78, Twitter)

Questa cosa che il letargo è privilegio degli orsi deve finire.
(rattodisabina, Twitter)

Al mio segnale, scatenate il letargo.
(m4gny, Twitter)

Gli inverni sono scheletri su cui imbastiamo sogni in letargo.
(erykaluna, Twitter)

L’uomo è nato per vivere nelle convulsioni dell’inquietudine o nel letargo della noia.
(Voltaire)

Le persone veramente superficiali sono coloro che amano una sola volta nella loro vita. Ciò che essi chiamano lealtà, fedeltà, io la la chiamo letargia, routine o mancanza di immaginazione.
(Oscar Wilde)

Forse tutta quest’igiene di non sperare è un po’ ridicola. Non sperare dalla vita, per non rischiarla; considerarsi morto, per non morire. A un tratto tutto questo mi è sembrato un letargo spaventoso, allarmante; voglio che finisca.
(Adolfo Bioy Casares)

E lei ora desidera. È uscito del letargo della sua rassegnata solitudine, ha scoperto la fame del suo cuore, sa che la mela è proibita, ma desidera.
(Stefano Benni)

Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo.
(Carlos Ruiz Zafón)

Che bello essere una larva: mangi, mangi, mangi, fai il bozzolo, vai in letargo, dormi, dormi, ti risvegli e sei una gnocca da paura.
(NoEbasta, Twitter)

O distrazione o letargo: ecco i soli mezzi di felicità che hanno e possono mai aver gli animali.
(Giacomo Leopardi)

L’inazione, questo stato letargico che si insinua nella vita di tutti coloro che attendono
(Lucille Roy)

Spesso, destare un individuo dal suo stato letargico equivale a provocare un grave shock emotivo.
(Leo Buscaglia)

Riposare?! Siamo stati in letargo sei mesi. Chi ha bisogno di riposo?
(Dal cartone animato Koda, fratello orso 2)

La tranquillità del peccatore in mezzo ai suoi misfatti è una forma di letargia spirituale.
(Marguerite Hessein de La Sablière)

Quando [gli uomini] stanno male diventano degli orsi e si chiudono nella caverna. Muti come tonni. Inutile far loro il terzo grado. «Ma cos’hai? perché mi fai il muso? Parla! È successo qualcosa?» Sbagliato, sbagliatissimo. Lasciatelo stare. Che se ne stia in silenzio nella sua tana. Finito il letargo riemergerà. E quanto è lungo il letargo? Beh, lì dipende da che razza è il vostro boy.
(Luciana Littizzetto)

L’orso può anche andare in letargo, ma non significa che sta lì buono a farsi rubare il miele.
(Dalla serie tv Smallville)

Il riposo a voi sia, non letargo, ma preparazione di nuove forze e pensieri.
(Niccolò Tommaseo)

Il bisogno di sonno sta in rapporto diretto con l’intensità della vita cerebrale, cioè con la lucidità della coscienza. Quegli animali la cui vita cerebrale è debole e ottusa, dormono poco e hanno il sonno leggero, per esempio i rettili e i pesci, al quale riguardo ricordo che il letargo invernale è un sonno quasi solo di nome, cioè è una inazione non solo del cervello, ma dell’intero organismo, dunque una specie di morte apparente. Gli animali di intelligenza elevata dormono profondamente e a lungo. Anche gli uomini hanno tanto più bisogno di sonno, quanto più il loro cervello è sviluppato, in quantità e qualità, e quanto più esso è attivo.
(Arthur Schopenhauer)

A volte, senza alcuna causa apparente, io cadevo a poco a poco in uno stato di semisincope, o di quasi deliquio; e questo senza dolore, senza possibilità di muovermi né, strettamente parlando, di pensare, ma con la vaga letargica consapevolezza di vita e con l’opaca sensazione della presenza di coloro che attorniavano il mio letto
(Edgard Allan Poe)